Micronote 40

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1. Per quale ragione Caino uccide Abele? Lo uccide non per una donna, né per un oggetto, né per un animale: lo uccide per Dio. Il primo omicidio è religioso. La religione è omicida fin dall’inizio.

2. La Madonna che durante la processione fa l’inchino al boss mafioso? Vi meravigliate? Chi ha compiuto il gesto in teoria dovrebbe essere scomunicato immediatamente. Sono riti pagani che la Chiesa cattolica ha accettato e assorbito. In quei riti magici di cristiano non c’è nulla. Tutti i boss venerano santi, santini e santoni. E il boss è un patrono terreno, il meccanismo psichico del patronato-padrinato è lo stesso, in terra e in cielo.

3. Una legge: la sicurezza di meritarsi pienamente i soldi che si guadagnano è direttamente proporzionale alla loro quantità.

4. Tutto ciò che è costruito è anche destinato a crollare.

5. Di “coscienza puttana” hanno parlato catto-conservatori: aggiungerei che l’interpretazione dei testi sacri può essere una puttana ben peggiore.

6. Vedere una partita di calcio come uno scontro di visioni del mondo è una forma di follia.

7. L’idea di radicalità si presenta sempre come una forma della semplificazione. Il termine, applicato alla politica, è radicalmente sbagliato. Le radici sono intricate, sono spesso un groviglio, e il loro essere profondo è nascosto alla vista, nelle viscere della terra. Così è delle radici storiche, delle radici delle cose grandi. Le ideologie le fanno rettilinee, esse vedono solo il fittone, la carota, le cose piccole. E mostrano la carota alla gente.

8. Ogni gruppo umano, classe sociale, ecc. ha avuto, ha, e avrà sempre come primo fine quello della propria sopravvivenza e del proprio benessere (comprendente gli eventuali privilegi di cui gode). Perché la classe politica dovrebbe funzionare diversamente?

9. Difficile essere disincantati, in Italia. Gli Italiani sono in uno stato di incantamento permanente, per natura loro.

10. Una coda di un’ora in un ufficio postale consente di vedere come molte anziane signore di Treviso, certo non bisognose, abbiano un legame viscerale con gli schei. Il denaro è componente fondamentale, strutturale della loro anima. La civiltà veneta ha radici cristiane fortissime, ben si vedono.

11. L’irrigidirsi della verità nello stereotipo non produce la totale cancellazione della verità. Essa rimane come non-vivente, e come mortale pharmakon, ma rimane.

12. Gli dissero: «Maestro, i veleni sono ovunque, ce li mettono nei cibi, nell’aria, nelle parole. Cosa possiamo fare?» Rispose : «Voi che siete ossessionati dal bisogno di purificarvi e di purificare, di espellere le tossine da voi stessi e dal mondo, che temete le contaminazioni, i veleni inoculati da potenti nemici, voi ricordate che nulla purifica come il fuoco. Ma ricordate anche che dopo il fuoco rimane la cenere. Amate voi la cenere?»

13. Se ognuno parlasse di ciò che sa, il silenzio regnerebbe sovrano. Ma ognuno parla di ciò che crede di sapere. Dunque tutti parlano, e gli ignoranti dominano il mondo.

14. Disse il Maestro: «Se le sorgenti dei fiumi scendessero alle foci, non riconoscerebbero le loro acque. Così è delle Tradizioni e delle loro origini».

15. Non è difficile che le camicie bianche ridiventino brune.

16. Occorrerebbe ritrovare e ripensare il dismesso concetto di alienazione. Per farlo occorrono intelligenza, coraggio, indifferenza al successo mediatico immediato. Difficile oggi trovarli insieme in un pensatore. D’altra parte, ciò che non ha successo mediatico immediato appare privo di forza. La situazione perciò è senza uscita.

17. Quante persone di sinistra amano ripetere l’espressione di Brecht sull’esser sventurato di chi ha bisogno di eroi, e poi venerano appassionatamente una sfilza di eroi, dal Che a Berlinguer, e di eroi-vittime mostrano un’inesausta fame…

18. Per millenni la religione non è stata una faccenda della coscienza individuale, ma il fondamento delle società umane. Tutte, senza distinzione alcuna. Questo elemento costitutivo essenziale sfugge a tutti coloro che vedono nel ruolo del fattore religioso in Medio Oriente (tanto per citare un luogo) un mero pretesto che coprirebbe i veri interessi (che sarebbero sempre meramente economici). Il nesso tra religione, politica ed economia è sempre stato fortissimo. Pensiamo solo al mito di Caino ed Abele, di cui la Bibbia specifica le rispettive attività economiche.

19. L’Europa a livello della sua coscienza diffusa, a differenza dell’America (di una parte dell’America almeno), ha con le armi e la potenza militare un rapporto ambiguo e tendenzialmente schizofrenico. Non si rende nemmeno conto che i suoi 70 anni di pace sono stati garantiti esclusivamente dalla forza militare della NATO. E a maggior ragione non si rende conto che la sopravvivenza di Israele è dipesa soltanto dalle armi. Aggiungiamo le fascinazioni terzomondiste, l’anticolonialismo come ideologia che annebbia ogni differenza, ecc. E un antigiudaismo che cova sotto la cenere…

20. L’incultura di massa, o meglio la semi-cultura o para-cultura di massa che domina i social media genera continuamente maestri di semi-pensiero o similpensiero, che trionfa e trascina con sé innumerevoli seguaci.

21. Qualsiasi movimento che si auto-concepisca come l’unico pienamente legittimato a rappresentare la società intera è un movimento totalitario.

22. Per quanto possa sembrare strano, oggi manca una idea di natura socialmente condivisa. Per questo ognuno maneggia la sua credendola vera, e si determinano equivoci di ogni sorta. E possono sorgere concezioni folli, come l’animalismo e l’antispecismo. Che sono folli ma umane, e perciò dominate sempre dalla logica ferrea del capro espiatorio.

23. Nascono profeti come funghi. E tutti sono velenosi.

24. La politica ridotta a mera comunicazione corrisponde all’economia ridotta a mera finanza. Alla fine tutto implode, perché il centro è vuoto.

25. Climatologi ed economisti. Cosa avranno in comune?

26. Il fato non è che l’immersione inevitabile dell’umano nel fiume degli accidenti.

27. L’era del libro volge alla fine. Perché sta volgendo alla fine l’epoca del pensiero diffuso.

28. Più preoccupante del crescente divario tra i ricchi e i poveri è il la distanza crescente tra pensanti e non-pensanti.

29. La diffusione delle slide nella comunicazione politica si accompagna alla difficoltà di attenzione, di ragionamento, di pensiero negli umani della stagione presente. In politica le slide sono una variazione dello spot pubblicitario, con una spruzzata di mistificazione e ipocrisia. Il parlar per slide affianca il parlar per cinguettio nei social media. Retorica supercompressa, diciamo.

30. Se tu spari ad un uomo che si trova su un pendio, e il colpo lo raggiunge al cuore, quello ruzzolerà per molti metri, ma il suo sarà il movimento di un cadavere. Così è della scuola italiana. È stata assassinata anni fa, ma il suo cadavere continua a rotolare a valle. “La scuola si muove”. Così.

Cento pensierini di un gufo sull’Italia e gli Italiani

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  1. In Italia nessuno crede all’informazione pura. Nessuno pensa al mestiere del giornalista come quello di uno che lavora perché la gente sappia quello che succede, indipendentemente dal tornaconto di questo o quel gruppo di interessi che possiede l’organo per cui il giornalista lavora, e che lo paga.
  2. La borghesia italiana si distingue tra le borghesie europee per mancanza di un’etica (qualsiasi). Non ne ha alcuna, e i suoi esponenti politici, da Berlusconi a Renzi, esprimono questo nulla. Perciò non hanno alcuna autorità. morale. E oltre la borghesia non c’è alcun proletariato, c’è solo la massa confusa degli emarginati che sognano un posto al tavolo del Consumo.
  3. In Italia non ci sono conservatori, anche in questo siamo originali. Solo riformisti. Chi non vuole definirsi tale usa l’ambiguo termine moderato.
  4. Penso che per l’Italia l’unica crescita realisticamente pensabile per il futuro sia quella della corruzione. Nella scuola italiana il maschile è cancellato, o quasi. L’Italia genera instancabilmente antinomie.

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Micronote 39

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1. La democrazia può avere solide radici solo in Paesi in cui esista il culto della responsabilità personale.

2. Chi abita il proprio tempo senza alcun disagio è un tipo umano per cui non provo il minimo interesse. Vale anzitutto per gli scrittori, tra i quali abbondano i finti ribelli, che nelle altre arti sono ancor più numerosi. Peggio ancora quelli che abitano tempi passati immaginari, anime schizoidi, adepti del culto della falsa coscienza.

3. Più grande l’opera, più abbondante il banchetto, maggiore il numero dei convitati.

4. “Non c’è via d’uscita”. Vedere la chiusura totale senza smarrirsi: è la grande conquista di uno spirito. Non disprezzare il proprio smarrimento: una conquista ancor più grande. Continua a leggere

Micronote 38

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1. Troppe cose si dovrebbero sapere, e non si può.

2. Leggete, scrittori, leggete buoni libri. E quando avete l’impulso di mettervi a scrivere, trattenetevi, e tornate a leggere.

3. Le profondità di certe filosofe alla moda sono così abissali che a sondarle non basta un decimetro.

4. La storia umana è inconcepibile se si prescinde dall’idea di fallimento.

5. L’arte di ragionare distinguendo. Perduta. Continua a leggere

Micronote 37

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1. Quando una potenza minore che sta ai confini di un grande impero osa sfidarlo direttamente, allora i casi sono sempre due: o le grandi potenze nemiche di quell’impero scendono direttamente in campo, e ne nasce una grande guerra; o le grandi potenze nemiche si limitano a lanciare moniti e a incoraggiare la potenza minore, lasciando che il grande impero la soggioghi. Tutto dipende dalla percezione degli interessi supremi in gioco.

2. Vittorio Sgarbi ha svolto un ruolo importante nella distruzione di quel poco di serio che restava nella cultura italiana. E soprattutto ha contribuito alla distruzione in Italia della più completa espressione della civiltà occidentale: la civile conversazione. Egli è convinto che abbia ragione chi grida più forte, che gli avversari si distruggano mediante insulti-mantra ripetuti, e che la ripetizione semplice di una idiozia la trasformi in un’argomentazione. Continua a leggere

Micronote 36

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  1. Il grillismo è anzitutto una crisi della semantica, un collasso dei codici comunicativi.
  2. Scrivere Internet con l’iniziale maiuscola e senza l’articolo significa personalizzare e divinizzare il web. D’ora in poi io la scriverò minuscola, e vi metterò l’articolo: l’internet.
  3. Sempre più chiaro il processo in atto: annientamento delle classi medie, irrobustimento dei ceti dominanti, proletarizzazione globale dei lavoratori, ricchezza concentrata entro i puri limiti che evitino la deflagrazione sociale. Un equilibrio difficile, da realizzare tuttavia con lo schiacciasassi.
  4. I mulini degli Dei macinano lentamente, ma finemente. Giunge il momento in cui la pula sarà sparsa, la farina messa nei sacchi. Continua a leggere

Micronote 35

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  1. A Treviso ovunque, in ogni angolo, lungo ogni canale e fossato, sono visibili quelle scatole di plastica che servono a distribuire veleno ai ratti. Dei ratti avvelenati e delle loro sofferenze nessuno si preoccupa, perché sono grigi e fanno schifo alla gente. Quando invece i ratti si trasformano in topi, che sono bianchi e paciosi nei laboratori, allora gli animalisti li riempiono di diritti. Mi sa che vi sia qualche forma di discriminazione, diciamo.
  2. Tutti coltivano il proprio orticello. Alcuni non sanno di averlo, ma lo coltivano ugualmente, come sonnambuli.
  3. Chiunque in Italia pensi realmente che il suo partito o movimento otterrà più del 50% dei voti alle elezioni politiche è pazzo. Continua a leggere

Micronote 34

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  1. Perché la gente se ne possa fregare occorrono le condizioni. E che qualcuno le garantisca. Ovvero: il mio egoismo ha come presupposto l’altruismo altrui.
  2. Dal punto di vista cristiano, penso di essere un semi-credente. Ovvero un semi-ateo.
  3. Vogliono portare il liceo a 4 anni. Bene, risparmierete sul personale. Ma perché non a 3? Risparmierete di più.
  4. L’ignoranza è un virus. Il Web è il suo ambiente vitale.
  5. Chi ha voltato una gabbana ne volterà una nuova, o rivolterà la vecchia.
  6. Anche in tutto questo tripudio per la decadenza si notano insipienza e incontinenza.
  7. In ogni umano è un demone. O forse ogni umano è un demone. Continua a leggere

Micronote 33

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  1. Da un punto di vista antropologico, la credenza che le vaccinazioni causino l’autismo è ben spiegabile. Nel medioevo credevano che gli Ebrei avvelenassero i pozzi per diffondere la peste. Strutturalmente è lo stesso fenomeno: l’essere umano preferisce pensare che il responsabile dei propri mali sia un altro essere umano.
  2. Anche le nubi più nere alcuni le vedono bianche, altri rosa.
  3. Morboso auto-eviscerarsi di molti su Facebook… Una dimostrazione del fondamento sacrificale del narcisismo.
  4. C’è una neo-borghesia che vorrebbe rampare anche in Italia, ma trova molte pastoie, e Renzi sussurra alle sue orecchie e la fa nitrire, diciamo.
  5. Sfruttamento è una parola scomparsa da tutti i media, cancellata dal linguaggio dominante. Continua a leggere

Micronote 32

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  1. La Ripresa, miei signori, Come l’Araba Fenice, Che vi sia ciascun lo dice, Dove sia nessun lo sa.
  2. Da noi si spera, per il momento. In altri luoghi si spara.
  3. Poniamo che umani e animali debbano godere degli stessi diritti. Chi decide quali siano i diritti? E il fondamentale diritto alla libertà come si applica al tuo gatto, che tu costringi nel tuo appartamento? E il fondamentale diritto all’integrità fisica come si applica al tuo gatto, che tu fai sterilizzare?
  4. Ci afferriamo alle nostre certezze, cerchiamo conferma delle nostre convinzioni, leggiamo autori che la pensano come noi, evitiamo chi semina in noi il dubbio.
  5. Idealizziamo la vita contadina come priva di violenza. Deformazione di cittadini. Quante risse per un confine a colpi di vanga e di forca, quanti odii trasmessi di padre in figlio, quante coltellate in osteria! Continua a leggere