GRANDE NUBE, PICCOLI DEI

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Chi crea un blog o un profilo Facebook spera di radunare intorno a sé molti, per quanto fantasmatici siano e si manifestino solo con commenti e like. Spera dunque di diventare un centro di attenzione e di gravitazione, per quanto piccolo. Nel contempo, chi viaggia attraverso i social media, sovente anche in forma non identificabile, si sente al sicuro, e quindi in grado di attaccare senza rischio con violenza verbale questo o quello, oppure di assistere a scontri di altri, godendo di una immunità impossibile nel mondo non-virtuale. Si tratta dei due aspetti di una condizione analoga per alcuni versi a quella degli antichi Dei, che potevano assistere dall’Olimpo alle vicende dei mortali, talora divertendosi molto, o intervenirvi direttamente, a piacere, assumendo varie forme e mutandole a volontà.
Una funzione essenziale dei social media è, in effetti, quella di far circolare il risentimento, che i rapporti sociali ad ogni livello generano incessantemente, un risentimento che, ad evitare l’implosione della struttura sociale stessa, deve trovare forme di sfogo limitate e controllabili. Al di là del soddisfacimento dei bisogni fisici primari, una tendenza fondamentale di ogni essere umano – che non esiste come individuo isolato, come monade, ma sempre in un tessuto di relazione – è quella a collocarsi nel Centro. A tutti i livelli, dalla famiglia al piccolo gruppo, allo Stato, si ripete sempre questo schema: vi è un Centro e vi è una Periferia, e il potere e il sacro si irradiano dal centro verso la periferia e nel contempo attirano gli elementi periferici verso il centro.
Il Centro è anche un luogo pericoloso, perché è il luogo del sacrificio e della morte. Il gruppo primitivo di umani si riunisce intorno al cadavere. La città greca, la polis, non sta senza l’altare del sacrificio. Il potere politico e il sacro, come si vede ancora nelle cerimonie che evocano il sacrificio di quell’eroe, la morte di quella vittima, sono contigui ancora oggi.
Poiché ogni emergere di un singolo o di un gruppo all’interno della società genera in-vidia (cioè uno sguardo d’odio che facilmente si potrebbe tradurre in violenza), tutte le società, e massimamente una società complessa e variegata come la nostra, secernono continuamente anticorpi religiosi e ideologici al dilagare del risentimento. E spesso, come è proprio di ogni pharmakon, la stessa cosa che veicola il male è ciò che, secondo certe modalità e dosi, lo cura.
Perciò, non è il caso di inveire troppo contro la violenza verbale e la volgarità di infiniti personaggi che si muovono nei social. Anche i troll e gli urlatori di insulti e invettive svolgono una funzione importante, sono necessari a impedire lo sprofondamento del Sistema in un caos micidiale.

Castro Pater

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Era un idolo al crepuscolo, e la sua natura di idolo era ormai evidente a tutti, tranne che agli infiniti uomini e donne ancora accecati dal bagliore sanguigno di quel lontano ottobre russo. Brinderò tuttavia alla sua scomparsa soltanto quando i cubani in Cuba saranno liberi di dire pubblicamente tutto quello che pensano di lui nel bene e nel male, di esaltarlo o di condannarlo. Per ora liberi non sono.
A me in questo momento preme una questione antropologico-politica: perché, dal 1917 in qua, nessun regime che si pretendesse comunista ha mai, dico assolutamente mai, potuto fare a meno di una figura carismatica, potentemente maschia e patriarcale, un idolo nerboruto e fallico, un pater fecondatore? Chiedetevelo, e sarete sulla via della scoperta del nucleo segreto e religioso del comunismo.

Disabilità e potere politico

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L’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), attualmente l’unica associazione nazionale del settore, fa uscire questo comunicato, che mi pare il caso di commentare.

Le associazioni come Angsa sono apolitiche e apartitiche ma dati i risultati ottenuti per L’autismo noi stiamo con il SI
Le associazioni maggiormente rappresentative nel campo dell’autismo non possono dimenticare i grandi risultati raggiunti con la legge 134/2016, i nuovi Lea e la istituzione della Fondazione Italiana per promuovere la ricerca. Pur nel pieno rispetto dei propri dettami statutari che impongono equidistanza e imparzialità politica, le associazioni riconoscono all’attuale Governo il buon lavoro svolto sui diritti delle persone con autismo e delle loro famiglie e attendono con fiducia il completamento dello stesso, attraverso la revisione della Linea Guida, di Indirizzo e dei regolamenti , che consentiranno di rendere fruibili, ed in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, i servizi previsti.
In ragione di tutto ciò, dell’apprezzamento e della riconoscenza per questi provvedimenti che cambieranno in meglio la vita delle persone con autismo, le associazioni ritengono questo Governo meritevole della propria vigile fiducia anche per il sostegno all’approvazione delle modifiche costituzionali, da attuare con il prossimo referendum.

ANGSA ONLUS (www.angsa.it)
FONDAZIONE MARINO ( www.fondazìonemarino.org )

Ora, vediamo, è vero che noi oggi viviamo in un mondo che sta precipitando verso la massima confusione concettuale, ma in questo breve testo sono contenute delle enormi bestialità, tanto che se ora fossi nel Consiglio Direttivo (lo sono stato in anni ormai lontani) mi dimetterei all’istante. Anzitutto, come si fa a scrivere Le associazioni come Angsa sono apolitiche e apartitiche ma dati i risultati ottenuti per L’autismo noi stiamo con il SI? Si rendono conto i dirigenti di quell’associazione di quel che la frase significa, o usano le parole come noccioline americane? Significa questo: l’ANGSA è apolitica e apartitica (in realtà ciò che è apolitico non può, a priori, essere partitico), ma data l’occasione diventa politica e partitica. Una contraddizione vivente, scarsamente dialettica. E questo luminoso principio di incoerenza, per sé ancora astratto, si incarna poi nella storia, nel supporto dell’ANGSA al PD, nella sua intersezione con esso, tra l’Emilia Romagna di Hanau e la Sicilia di Faraone. Sempre più chiaro balza agli occhi il fatto che l’ANGSA è diventata una costola del PD, al punto tale, e qui veniamo al succo di questo inopinato appello, che i suoi dirigenti pensano che l’attuale governo debba essere mantenuto in piedi ad ogni costo, e temendo una vittoria del NO e la conseguente caduta di Renzi, esprimono una aperto e ufficiale sostegno al SI’. Con un evidente abuso, con una violenza sullo statuto e sulle scelte e gli orientamenti personali degli iscritti, che lo statuto chiaramente tutela. Un obbrobrio. Con quello statuto, del resto, nemmeno un referendum tra gli iscritti per verificarne gli orientamenti di voto potrebbe legittimamente consentire alla dirigenza di manifestare pubblicamente quella scelta come scelta dell’Associazione. Altro che democrazia interna, altro che apoliticità: un vero e proprio stupro partitico.
Possiamo aggiungere che l’idea di scegliere il SI’ in un referendum che riguarda parti della Costituzione anche per “riconoscenza” come si dice nel comunicato, appare meschino, e torbido? Perché non aggiungere un “baciamo le mani, Eccellenza Sottosegretario”?
E non si tratta, infine, qui di vedere se il Governo abbia legiferato bene o male sulle questioni dell’autismo e della disabilità generale. La questione è più netta e radicale. Qualsiasi sia il frutto dell’azione di governo, e anche in presenza di risultati eccellenti agli occhi dell’associazione, questa, se è apolitica e apartitica, non può fare pubblicamente delle scelte di campo squisitamente politiche. Per la contraddizione che non lo consente. Se vuole essere ufficialmente e con tutti i crismi quella costola del PD che di fatto già è, cambi qualche comma dello statuto e si denomini ANGSAPD.

(Nota: il sottoscritto voterà SI’, pertanto è al di fuori di ogni sospetto)

Galassie e teologia

galassiecIn questa foto della NASA si vedono due galassie a spirale in fase di collisione, un evento cosmico di proporzioni incommensurabili, visto che ogni galassia è composta da decine di migliaia di stelle (con sistemi solari annessi), e di una distruttività che eccede la capacità umana di rappresentazione. Quando vedo immagini di tal genere penso sempre a come il cristianesimo si sia fondato, come gli altri due monoteismi, su una idea di cosmo (che in greco significa ordine, figurarsi stelle che si distruggono) limitato – sole e pianeti con la Terra al centro – in cui il tempo scorreva uguale ovunque, un mondo che tra l’altro era concepito come vecchio di qualche migliaio di anni. Un mondo per il quale l’inizio e la fine potevano avere un senso comprensibile per tutti.
Ora, è assolutamente evidente come la teologia cattolica, e cristiana in generale, non disponga più da secoli di una fisica in grado di affiancarla, così come era per i Padri della Chiesa, per Agostino e Tommaso, ecc. La visione del mondo fisico oggi è totalmente altra, il pensiero teologico evita la questione o balbetta, oppure produce gli sproloqui di pensatori come Vito Mancuso. Ma è una questione decisiva. Anche teologi di valore hanno parlato di un Dio che cambia, accompagnando la storia degli uomini, quasi fosse ancora il Dio del nostro misero sistema solare, e basta. Pensiamo all’ascensione di Gesù, e al suo ricongiungimento al Padre. Dopo quell’evento in Dio c’è anche il corpo (glorificato) di un uomo, come Dante vede nel Paradiso. Dunque, prima del 33 d.C (più o meno) a Dio mancava qualcosa, la componente umana, che poi ha accolto in sé, come se Dio fosse uno per cui passano gli anni, che attende certi eventi e li causa e provvede, vede il futuro dalla sua eternità, ma nello stesso tempo muta, perché prova sentimenti, ecc. Qui occorrerebbero alla Chiesa dei veri titani del pensiero, adeguati ai tempi. Ma non ci sono, e restano solo buoni sentimenti, azione sociale di promozione e assistenza, o cupo risentimento reazionario, che nei suoi esponenti più rozzi arriva a concepire i terremoti come conseguenze dei peccati. Il pensiero autentico non c’è, i teologi appaiono solo, nei casi migliori, come eruditi commentatori, e l’abisso tra Chiesa e cultura, che era una delle massime angustie di Paolo VI, continua ad allargarsi.

 

Destra cattolica, Putin & Trump

trumpgamConosco molti cattolici di destra che detestano il papa oggi regnante Bergoglio, e amano di un tremendo amore il russo-ortodosso Putin e il pagano Trump. Può sembrare una stranezza, ma ha una sua logica, ferrea. Il cattolico di destra medio ama infatti il papato come istituzione solo in quanto summa auctoritas, perché ha un disperato bisogno di sentirsi soggetto ad una potente figura autoritario-vendicativa qui e ora operante, dentro il mondo mondano. Il cattolico di destra è una persona il cui tratto caratteristico è il risentimento, che sublima in quella che potremmo chiamare una trascendenza della condanna. Desidera più di ogni altra cosa non la conversione, che non crede possibile, ma la punizione dei malvagi, dei negatori di Dio, dei non obbedienti, e dunque dei differenti da lui. Per questo, l’atto che il cattolico di destra maggiormente brama veder compiere dal successore di Pietro è quello della scomunica. Scomunica, cioè espulsione del radicalmente e irrimediabilmente diverso dalla comunione degli uguali, l’esatto opposto della accoglienza di cui parla continuamente Bergoglio. Putin e Trump sono visti entrambi come potenti uomini di spada, pronti a usare le armi contro chi ci minaccia, e a restaurare l’ordine patriarcale. I loro peccatucci con le donne, e anche fatti ben più gravi, passano in secondo piano, perché il cattolico di destra vede il trono papale come un trono di spade.

Trumping

14963257_1133993919969540_7804450171565867226_nOgni elezione non è solo pro qualcuno, ma anche (e spesso soprattutto) contro qualcun altro. Chi votava DC negli anni Cinquanta e Sessanta votava anzitutto contro il comunismo, e chi votava PCI contro il capitalismo. E il contro genera immaginario ben più di quanto riesca a fare il pro, come si sa. Dunque, uno scontro elettorale è sempre anche uno scontro di immaginari-contro. La Clinton, nonostante tutto l’appoggio dello Star-System, non è riuscita a generare un immaginario funzionale adeguato. Ce l’ha fatta invece Trump, anche perché è riuscito ad apparire, in un certo modo, come il solo-contro-tutti che piace alle masse.
E ora l’impero americano ha il suo capo. Vedremo come guiderà le sue legioni. Certamente, nelle province dell’impero molti reucci e ducetti locali penseranno di poterlo imitare, su scala ridotta.

Ma la cosa che più colpisce è l’assoluta incapacità che gli intellettuali progressivi, con rarissime eccezioni, hanno dimostrato nelle loro analisi. Secondo me la questione è esattamente questa: l’antropologia dei progressivi è astratta, è fasulla: hanno in testa un modello di essere umano che nella realtà non esiste, ed è questo modello astratto che alla fine produce disastri. E così abbiamo una situazione in cui i progressivi, che odiano Finanza e Multinazionali, appoggiano la Clinton che è sostenuta da Finanza e Multinazionali, perché essi vedono sempre la parte e mai l’intero. Ma poiché la loro mente è rigidamente strutturata, nessuna sconfitta aprirà mai i loro occhi.

Limitati dunque liberi

primitiv

Qualche anno fa ho partecipato assieme al prof. G. Pasqualotto ad un incontro sul tema “Limitati dunque liberi”. Qui è il link per ascoltare il mio intervento, in cui parlo di René Girard, Eric Gans e anche di autismo.

http://www.inferweb.net/…/03%20F.%20Brotto%20-%20Limitati%2…

E qui si può trovare l’intervento di Pasqualotto e la discussione. L’uditorio era composto prevalentemente da studenti dell’ultimo anno del liceo R. Franchetti di Mestre.
http://www.inferweb.net/Incontri%20vari.htm

Micronote 59

gufin

1. La ragione è ostracizzata, dall’Oriente al curvo Occidente.

2. There is a track beside
the roses that smell and lie,
a track that darkness hides,
you’ll see before you die.

3. 1099
Quando il crociato entrò in Gerusalemme
scorsero rossi i fiumi nelle strade.
Il Dio della storia del teologo
recita eterno il suo monologo.

4. Si dice che molti giovani musulmani radicalizzati siano totalmente ignoranti in materia di sacro Corano. Non stento a crederlo. Prendiamo dunque qualche giovane e meno giovane cattolico radicalizzato (ne conosco alcuni) e interroghiamolo sulla sacra Bibbia. Anzi, no, è troppo: facciamogli qualche domandina sul Nuovo Testamento. Temo che tra i due gruppi emergeranno singolari affinità in asineria.

5. Pretismo, categoria interessante.

6. CITAZIONE
Si chiudono le porte ad una ad una,
ogni spazio si stringe ed il respiro
diventa bruna attonita parola.
Passò la nave mia piena di vento,
passa la nave mia colma d’oblio.

7. ROMANZO IN DUE VERSI
Quello sognava il canto delle rose
ma un nero amore infine lo distrusse.

8. Noto che un tempo le autorità religiose cattoliche additavano una provenienza divina delle sventure, come della pioggia o dell’arsura, mentre ora dell’origine tacciono, attribuendo il male ai soli uomini, per la loro parte. La natura per loro anche è innocente, sono gli umani a costruire dove e come non dovrebbero. Continuando però la Chiesa a chiedere soccorso a Dio, anche durante lo svolgersi di calamità naturali, come se Dio comunque tenesse sempre in mano tutte le fila degli eventi (come rimanesse valido il detto per cui non si muove foglia che Dio non voglia).
Quando poi i disastri sono storici, come le guerre, allora il concetto di Dio della Storia apre un abisso insondabile. Solitamente ti rispondono con l’accoppiata fede-mistero: l’uomo di fede s’inchina di fronte al mistero divino, sacrificium intellectus. Ma a quel punto ogni fede per la ragione sta sullo stesso piano, perché l’elemento fideistico in ogni caso le sfugge, e delle varie fedi la ragione può solo vagliare gli effetti, non la verità in cui la fede è fede.

9. Per me l’esperienza della libertà è stata ed è anzitutto questa: non avere alcuno sopra di me a determinare l’agenda delle mie letture.

10. La cosa più ridicola che vedo in Italia è la convinzione di molti che vi sia una spaccatura, un abisso, tra cittadini e classe politica, idea bislacca da cui sgorga la comica espressione “mandiamoli tutti a casa!”. Quasi che l’italiano comune fosse un aggregato di comportamenti virtuosi. Io invece vedo intorno a me molta cialtroneria, furberie, meschinità, interessi particolarissimi, e soprattutto un sovrano disprezzo di ogni regola. Finitela dunque coi sogni di palingenesi giacobine, cretini!

11. La nottola di Minerva spicca il volo al crepuscolo. Va bene, Hegel, ma ancora più importante è il fatto che la dea di cui la nottola è la nottola sia sempre armata, non di penna e carta, ma di lancia ed elmo. La sapienza ha bisogno delle armi.

12. Con gli slogan, soprattutto con quelli che individuano capri espiatori e colpevoli di ogni nefandezza, si muovono le masse e si prendono voti. Ma qui si dovrebbe pensare a come costruire uno sviluppo nuovo per l’Italia in un mondo di iperpotenze mondiali: con un sistema dell’istruzione che produce un numero crescente di semi-analfabeti sarà dura. Soprattutto se il semi-analfabetismo è già radicato nella classe politica e produce sempre più slogan e meno pensiero, in un circolo nefando.

13. Ogni concezione del rapporto tra i generi che consideri ciascuno dei due come dotato a priori di caratteristiche comportamentali determinate nei confronti dell’altro genere, o di una visione a priori dell’altro, è una concezione fallace, perché il maschile e il femminile possono essere pensati sempre solo nella loro relazione reciproca: questo femminile produce questo maschile e insieme ne è prodotto. Pensate forse che l’innegabile culto maschile della forza si sarebbe potuto dare se per milioni di anni le femmine degli ominidi non avessero mostrato una maggior disponibilità verso i maschi più potenti e aggressivi del gruppo? Lo stesso discorso deve essere fatto sul tema del corpo delle donne: pensare che esso sia una pura gestione maschile in termini di dominio, con la donna in posizione meramente passiva e oggettificata, è una vera insensatezza. 
14. 1. Risentimento piccolo-borghese + 2. bisogno di capri espiatori + 3. cultura massificata e venerazione della tecnologia + 4. aspirazione alla catarsi globale + 5. bisogno di figure mistico-autoritarie = Movimento 5 Stelle.
15.  Casomai, Zenone, farò parlare te al posto mio. Sai che io sono amico di Epicuro, e antepongo il caso al destino.
16. Nell’homo sapiens tecnosocialis, la nuova sottospecie nata in seguito al diffondersi della Rete, si assiste a importanti mutazioni psichiche. Una delle tante riguarda il concetto di bello, che il tecno-sentimentalismo – altro elemento fondamentale – sta gradualmente identificando col simpatico, come dimostrano i dilaganti commenti del tipo “bellissima”, “come siete belli”, ecc., indirizzati ad immagini di persone anziane, decrepite, obese, ecc.
17.  Editor: – Questa scena col Grande Inquisitore appesantisce inutilmente la narrazione.
Dostoevskij: – Ma, io, veramente…
Editor: – Tagliare, tagliare assolutamente!
18. Omnia immunda immundis.
19. I miei anni li conto da sempre in autunni.

20. La vita di un’onda è breve, ma non più lunga è quella degli umani. L’unica esperienza del nulla che ci è concessa è quella della sparizione di ciò che abbiamo amato, persone, animali, cose, della loro resistenza totale a qualsiasi invocazione, a qualsiasi richiamo che non sia quello illusorio della memoria puntellata da vecchie foto. Possiamo evocare solo pallidi fantasmi, che ci ricordano che presto anche noi non saremo.

Due di Stefánsson

stef1stef2I pesci non hanno gambe (Fiskarnir hafa enga fætur, 2013, trad. it. di S. Cosimini, Iperborea 2015) e Grande come l’universo (Eitthvað á stærð við alheiminn, 2015, tradotto anch’esso da S. Cosimini, Iperborea 2016) sono un unico grande romanzo in due parti. Nella galleria di personaggi, con tre generazioni di islandesi uomini e donne, e molte storie che si intrecciano in un continuo farsi presente qui e ora di ogni vicenda, si erge un protagonista, la cui anima è esplorata fino in fondo. Ma da chi? perché l’amico che narra anche i particolari più intimi e minuti non è l’autore onnisciente, e nemmeno una pura voce narrante, ma è un vero personaggio. La sua natura, tuttavia, è sfuggente e fantasmatica, e ci vorranno più di ottocento pagine per una conclusione sulla sua identità. Problematica, però, come il senso stesso della vita. Jón Kalman Stefánsson si conferma qui un narratore robusto, dalla forte presa: per quanto l’Islanda sia una terra diversa da ogni altra terra d’Europa,  e tra un italiano e un islandese la distanza sia grande, lo scrittore la fa scomparire. Ma è solo merito suo, o non sarà effetto della globalizzazione, in forza della quale differenze una volta sostanziali diventano piccole increspature di una tela monocolore?

Contro Autism Speaks

Proautismo

sparrow_edgedQuesto articolo di Unstrange Mind (pseudonimo di Sparrow Rose Jones), di cui pubblico qui la traduzione, mi pare molto importante per più di un motivo. Anzitutto perché, denunciando e smascherando i veri scopi dell’azione di Autism Speaks, una delle più note organizzazioni che nel mondo si occupano di autismo, espone i pericoli che siffatti organismi spesso rappresentano per le cause che dovrebbero promuovere, soprattutto nel momento in cui la raccolta fondi si impone attraverso campagne mediatiche e tende a divenire la ragion stessa di essere dell’organizzazione. Della serie non tutto è oro quel che luccica. E in Autism Speaks tutto luccica, e forse anche nella nostra penisola non mancano associazioni e fondazioni in cui lo scintillìo superficiale copre l’inconsistenza dell’azione e il prevalere delle ragioni del mero fundraising. Ma, in secondo luogo, l’articolo è importante perché Unstrange Mind, una persona che è, come si usa dire oggi, nello…

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