ZINGARI

Racial Hygiene Centre

Nella foto si vede Eva Justin, braccio destro del dott. Robert Ritter, scienziato della razza e responsabile del Centro di Igiene Razziale del Terzo Reich, mentre fa un calco della testa di un rom, nell’ambito di quelle ricerche che oggi ci appaiono pseudoscientifiche e deliranti. I nazisti sugli zingari espressero una dottrina non sempre coerente e unitaria, ma infine tendente alla soluzione finale del problema che essi secondo loro rappresentavano. Certuni, come il Reichsführer-SS Heinrich Himmler, ad un certo punto giunsero a distinguere gli zingari di razza pura, popolazione ariana rovinata dal vizio del nomadismo, ormai rari, ma che si sarebbero potuti anche tollerare in riserve come quelle degli Indiani d’America, da quelli di sangue misto, la stragrande maggioranza. Costoro, secondo il dott. Ritter, erano “il prodotto di accoppiamenti col sottoproletariato asociale criminale”, quindi geneticamente portatori di criminalità: da estirpare senza pietà.

 

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Un ragazzo d’oro.

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Mio figlio Guido, un ventenne autistico averbale, non ha mai raccontato una storia. Nemmeno nella sua forma germinale, come “oggi sono andato a scuola”. E non ha mai potuto ascoltare una storia. La sua mente è esclusa dal regno della narrazione, esclusa da una delle realtà fondamentali dell’umano. Invece Todd Aaron, il protagonista del romanzo di Eli Gottlieb Un ragazzo d’oro (Best Boy, 2015, trad. it. di A. Martinese, minimum fax 2018),  non solo non è estraneo a quel regno, ma è la voce narrante della vicenda della quale è anche il protagonista.
Sono passati 41 anni dal momento in cui Todd è stato collocato dalla madre nel Payton LivingCenter, un villaggio che accoglie una popolazione mista di Cerebrolesi e Congeniti (questa la classificazione colà vigente), tra i quali molti autistici, come lo stesso Todd. Lui ora è un uomo maturo, che si è ben adattato alla vita ordinata del Centro, tanto da costituire un esempio per tutti i residenti, ed essere per questo chiamato un ragazzo d’oro. Ma l’arrivo di un nuovo operatore innescherà una serie di azioni-reazioni che porteranno alla vicenda narrata dalla voce di Todd. Il quale è autistico, e questo un lettore avvertito lo può afferrare sin dalle prime pagine. Dopo 41 anni Todd ricorda tutti i particolari del suo arrivo nel Centro, a cominciare dalla pioggia e dal vetro dell’automobile. Quando, all’ottava riga dall’inizio del romanzo, Todd dice “Eravamo seduti in macchina e io toccai il vetro del finestrino che era trasparente come l’aria. Dall’altra parte la pioggia esplodeva senza rumore e io mi spaventai” io, se anche non avessi saputo nulla del romanzo e dell’autore, avrei capito che il protagonista-narratore è autistico. La capacità mimetica di Gottlieb è molto forte, riesce a calarsi in una visione del mondo autistica molto più a fondo di Mark Haddon, l’autore del famoso Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte. Il fatto di avere un fratello autistico è decisivo, qui c’è una vera empatia letteraria.
Il romanzo è ben costruito, ed è anche toccante e commovente, perché preme tasti universali. La sua grandezza sta nel riuscire a costruire un personaggio che, pur nella sua dimensione autistica, nella sua disabilità, anzi direi proprio grazie a quelle, è pienamente umano. E questa pienezza di umanità sta anzitutto nel suo legame con i ricordi dell’infanzia, e nella sua insopprimibile nostalgia della casa in cui ha vissuto e della madre che lo ha amato. Nostalgia che ad un certo punto diventa vero e reale nostos, un ritorno pericoloso ma necessario. Todd non ha alcuna super-abilità come il protagonista del romanzo di Haddon, il suo intelletto è un po’ limitato, e spesso rivela la sua ingenuità, che ne fa una persona indifesa. Il suo candore è anche una luce che rivela al lettore un mondo circostante complesso e moralmente ambiguo.
Nota finale: si conferma che nessun autistico averbale può essere il protagonista di un romanzo. In qualche modo, perché la sua storia sia interessante, l’autistico deve abitare il linguaggio. Tu mi dirai: “E Zanna Bianca? E Il richiamo della foresta? E Kazan? Animali senza parola protagonisti di storie”. Ma quella è un’altra storia.

SCRICCIOLO

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Emblema della piccolezza, lo scricciolo (Troglodytes troglodytes) non lo vedi mai volare sopra la tua testa o posato sui rami alti di un albero. Lo puoi cogliere con lo sguardo mentre si muove rapido tra i cespugli o in mezzo alle siepi. Insettivoro anch’esso, per vivere deve spegnere molte altre vite. D’insetti, per i quali nessuno si commuove.
(Illustrazione di Walter Linsenmaier per il primo volume de Les oiseaux nicheurs d’Europe, Zurigo 1966, dedicato all’ordine dei Passeriformi).

Salvinismo

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Facendo abortire il governo Conte, Matteo Salvini ha mostrato, tra le molte altre cose: 1) Che la tremenda invasione di Africani che ci minaccia, e che lui si diceva pronto ad affrontare ricacciando 500.000 clandestini a casa loro, non esiste, visto che gli è stata data la possibilità di affrontarla come ministro degli interni e lui questa opportunità l’ha cassata. 2) Che non gli interessava nemmeno il controllo del MEF, che Giorgetti avrebbe garantito alla Lega, mentre uno come Savona, al di là delle posizioni che terrorizzano l’Europa che conta, non sarebbe stato da lui controllabile. 3) Che gli interessano solo le elezioni, che egli pensa di stravincere sull’onda di un furore popolare e di isteria sacrificale di massa che sta seminando a piene mani, e che richiede vittime e colpevoli da linciare: in questo gli riconosco un certo genio, un genio del male. #iostoconmattarella

SOVRANISMO

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Una piena sovranità non si ottiene mai rimanendo sul piano meramente economico. Infatti, nemmeno la Germania, che oggi sembra dominare l’Europa, è pienamente sovrana. Lo è più di noi, ma non del tutto. I Paesi pienamente sovrani infatti sono quelli che oltre ad una economia forte (o comunque la capacità di sopravvivere in qualche modo da soli) non ospitano basi militari straniere sul proprio territorio, ma soprattutto per la loro difesa non hanno bisogno di altri. E la Germania oggi ha un esercito con capacità operative ridicole, e senza gli USA cadrebbe preda di Putin. Per questo oggi per la Merkel il rapporto con Macron diventa vitale: se gli USA si allontanano dall’Europa, non resta che l’asse Reich-Frankreich. La Francia è una potenza nucleare (tutti lo dimenticano quando parlano dell’asse franco-tedesco). I nostri sovranisti dimenticano sempre la questione militare, la loro è la sovranità degli imbecilli.
(Il sottomarino nucleare della foto, Le Terrible, è l’ultimo di una classe di 4. Ed è dotato di 16 missili balistici, ciascuno dotato di testate termonucleari: da 6 a 10 per missile).

GIANO

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Passo il tempo a parlare con Giano.
E Giano è nella foglia,
nella foglia che oscilla ad oriente
per il vento dal curvo occidente,
e cade la foglia matura,
la figlia di Giano, la foglia.

Passo il tempo a parlare con Giano.
E Giano è nella lacrima
che scese sul volto bambino,
la lacrima della mia soglia
di un debole, un forte destino.

Passo il tempo a parlare con Giano.
E Giano è in questa pietra,
una figlia di Giano, la pietra.
Rivoltata in anni lontani,
che ritrovo. Un’altra? La stessa?

Passo il tempo a parlare con Giano.
Passo gli ultimi, poveri giorni,
a parlare con Giano, che tace.
Giano è due. Non parla in due bocche,
guarda cose, a oriente, a occidente.

Micronote 69

gufin

  1. PERCEZIONE. Molti si sentono traditi, nessuno si sente traditore.
  2. VITE. Anche un libro incompleto ha le sue ultime pagine.
  3. FARSA. Guai a liquidare un sommovimento politico dicendo “è una farsa”! Ricordatevi che da sempre commedia e tragedia convivono, e le loro maschere sono intercambiabili.
  4. SETE. La sete di dominio sempre si traveste da amore.
  5. NOMI. Inquadro il fenomeno dell’eccesso di nominazione, che si riscontra nei vari termini usati a sproposito (il primo è da noi fascismo con la sua costellazione) dai Grillini e da altri, in una generale crisi dei significanti che è chiaramente, a mio avviso, un fenomeno mondiale.
  6. KOPROS. Come gli escrementi attirano molti insetti, così i fondi pubblici sono appetiti da molti coprofagi umani.
  7. SALTI. Nessuno può saltare oltre la propria ombra, è ben vero. Molti però ci provano.
  8. BREVITÀ. Breve un’ora. Brevi anche dieci anni. Breve una vita.
  9. SUINI. Se prima il nemico, poi l’avversario politico, infine chi la pensa diversamente è visto come un porco, l’orizzonte si oscura.
  10. EN-STASIS. Quando senti che il tuo figlio autistico ti ha divorato tutto il tempo, l’intelletto e la vita, abbandona il mondo delle apparenze caotiche, e concentrati sul Sole di cui nulla può essere detto.
  11. ASTRAZIONE. Quello di concretezza è uno dei concetti più astratti, diciamo.
  12. SCAMBIO. Mi pare che oggi quasi tutti confondano l’eloquenza con la loquacità.
  13. ERRORE. L’idea che per ogni problema personale, politico e sociale esista sempre una soluzione ragionevole e praticabile è falsa.
  14. IDEE. Anche le idee si ammalano, e possono morire. A volte anche rinascono: le buone e le maligne.
  15. INEVITABILE. Anche gli intelletti più raffinati presentano aspetti di rozzezza, diciamo.
  16. NEURODIVERSITA’: passeggiando con Guido, che considera ogni cacca di animale una leccornia, la sperimento nella versione radicale.
  17. OSSESSI. Smontare, decostruire, sbugiardare, smascherare: ossessione di spiriti flaccidi.
  18. VOTAZIONI. Un giorno voterà 1 elettore su 10. Demoastenia.
  19. Intossicati dai metalli PENSANTI.
  20. POPULISTI.  Molti si autodefiniscono fascisti. Nessuno si dichiara seriamente populista. Un motivo c’è.
  21. CORRUZIONE. Dalla Cina all’Arabia Saudita, ad ogni paese, l’accusa di corruzione  è sempre usata per liquidare gli avversari.
  22. ASCOLTO. Chi sa ascoltare? Chi prende sul serio le parole e i silenzi degli altri.
    Pochissimi lo fanno.
  23. DUE. Il dio dell’uno per l’altro è un demone.
  24. ALLEATE. Ignoranza, Stupidità e Follia sono molto diverse fra loro, ma talvolta stringono una Santa Alleanza.
  25. BEL PAESE. Il mare e il cielo e la terra e la religione e la storia, tutto concorse a rendere l’assunzione di responsabilità rara in Italia.

Passione di Passione

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Ho finito di rileggere Passione secondo Matteo di Hans Blumenberg, letto nell’agosto del 1993. Un corpo a corpo con la prosa di Blumenberg, che mantiene nella traduzione di Carlo Gentili il suo carattere denso e avvolgente. Questo difficile libro parla della celebre cantata di Bach in rapporto alla storia della ricezione dei testi evangelici. Basta una citazione per darne un’idea. La prendo da pag. 204.

La musica della Passione dà forma a quella che è forse la più grande occasione mancata, nella tradizione cristiana, per superare il docetismo della cristologia nel suo nocciolo più duro: quella di lasciare nel suo «realismo» la parola circa la tentazione di Gesù.
Che qui sia rimasto qualcosa della genuina insuperabilità della gnosi possiamo apprenderlo dall’opera di Bach, in quanto Passione della Passione.

Uno di quei libri che mette in movimento il pensiero.

Pettirosso

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Canta di primissimo mattino il pettirosso (Erithacus rubecula), uccellino del freddo. E l’antico cacciatore di beccacce poteva dire al compagno: “domattina ci troviamo al canto del pettirosso”. Come spesso capita per creature minute e graziose, gli umani vedono in genere dell’uccellino solo l’aspetto bello e gentile, ignorandone del tutto comportamenti e abitudini. Lo spavaldo pettirosso è in realtà uno dei piccoli volatili più fieri, e il suo canto non è, come del resto quello di tutti i pennuti canori, una libera espressione di gioia di vivere, ma ha una precisa funzione di difesa del territorio. Il pettirosso è un guerriero, estremamente aggressivo verso gli altri uccellini, anche quelli della sua stessa specie. 

(Illustrazione di Walter Linsenmaier per il primo volume de Les oiseaux nicheurs d’Europe, Zurigo 1966, dedicato all’ordine dei Passeriformi).