Micronote 68

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  1. DEMONI. Mefistofele non è più disponibile, si offrono solo demoni flaccidi e ignoranti.
  2. CULTURA, LIBERTÀ. L’equazione cultura = libertà mi piace, così come mi piacciono gli slogan del tipo più libri più liberi, e tuttavia bisogna ammettere che si tratta di un’equazione altamente problematica, perché in innumerevoli occasioni nel corso della storia uomini colti sono stati servi del potere, e hanno amato più i vantaggi della servitù che i rischi della libertà. Vale anche per le nazioni: la Germania nel 1933 era la nazione più colta d’Europa. Ma, come spesso accade, quando si osserva una idea da vicino, questa si annebbia gradualmente, si sfilaccia e perde significato, diventando sfuggente e inafferrabile. Vale anche per quella di cultura e per quella di libertà, e per la loro relazione.
  3. EQUILIBRIO NATURALE. Errano assai dal vero coloro che pensano la natura come uno stato di equilibrio meraviglioso, che solo l’azione umana turba e sconvolge. Se fosse così, ci sarebbero ancora i dinosauri. Anzi, non vi sarebbe nulla.
  4. IN SITUAZIONE. Tra il giusto e l’ingiusto la linea è sottile. A destra e a sinistra cani latranti. La tolleranza si muta in sopruso. Ogni concetto diventa confuso. Fino a che punto l’Italia è civile?
  5. GRAMMATICA. La nostra crisi è anche una crisi grammaticale. Si sta perdendo la distinzione tra participio presente e participio passato: si confondono migranti e immigrati. L’indifferenziazione, matrice di violenza, dilaga ovunque. Una democrazia confusa inevitabilmente degenera in tirannide. L’Italia è confusa.
  6. TRIADE. Oltre alla violenza, due altre cose mi disgustano: pornografia e calcio.
  7. FRUTTI. I giornali sembrano aver dichiarato guerra alla ragione. La quale, in verità, da tempo non va più di moda nemmeno tra gli intellettuali, e nella mentalità comune viene vista come cosa spregevole: ovunque da decenni si esaltano sentimenti e passioni. Ora si raccolgono i frutti, alè.
  8. DISCRIMINE. Mi chiedo dove sia il punto passato il quale un giornalista si muta in pennivendolo.
  9. ANTI-CAPITALISTI. Le persone che più mi fanno ridere oggi sono quelli che si dichiarano anti-capitalisti. Non per la loro frequente incoerenza rispetto ai nobili principi professati, e nemmeno per la debolezza delle loro argomentazioni, in cui prevale lo slogan. No, mi fanno ridere perché non sanno vedere una realtà evidente: che senza capitalismo, privato o di stato, non c’è industria né civiltà industriale, non c’è modernità. Studiate almeno la parabola della Cina comunista, non rimanete fissati solo sull’Occidente, ingenue creature!
  10. CORAGGIO INTELLETTUALE. Perché il coraggio intellettuale è così raro? E perché così infrequente è il coraggio degli intellettuali? In questo ceto prevalgono di gran lunga il conformismo, lo spirito di gregge e la codardia. Se ne avessi il tempo e la forza, mi diletterei a scrivere un trattatello Del coraggio fisico e di quello intellettuale. Poiché in tutta la mia vita ho constatato il primo essere molto più abbondante e diffuso del secondo. Troverai molti più uomini pronti a battersi contro la polizia in assetto di guerra che membri del ceto intellettuale pronti ad affrontare apertamente uno scontro col proprio superiore, o con chiunque essi avvertano come in grado di nuocer loro. Perché tanti tra insegnanti, e cattedratici vari siano affetti da codardia congenita, non lo so. So però che Platone sosteneva giustamente che la vigliaccheria è generatrice di ogni altro vizio. E certo il mondo è pieno di persone che hanno paura delle ombre, e nella loro mente danno sostanza alle cose che non sono, e le temono. E non temono invece ciò che è reale, realissimo, che è dentro di loro e corrode il loro spirito e la loro mente.
  11. PATHOS DELLA DISTANZA. Quella di essere un adulto in mezzo a una torma di bambini analfabeti e capricciosi, una strana sensazione. L’ho sempre avuta.
  12. SOLO. La politica è sempre stata anche propaganda. Ora è solo propaganda. Amen.
  13. INVERSIONE. Le colpe dei figli ricadono sui padri.
  14. DESIDERARE. La natura del desiderio è rivelata da questa impossibilità: non si può desiderare quel che già si possiede.
  15. LINGUAGGIO. Un giorno i discepoli dissero al Maestro: – Insegnaci qualcosa sul linguaggio che dobbiamo parlare!
    Il Maestro chiese loro : – Secondo voi è meglio essere schiavi di un uomo nobile e virtuoso o di un uomo miserabile, gretto e violento?
    Rispose uno dei discepoli: – Di un uomo nobile! Infatti i nobili virtuosi non si curano di rimarcare ad ogni passo la loro superiorità sui servi, come invece fanno gli ignobili, con angherie e soprusi di ogni genere, e li trattano affabilmente, come gente della propria casa.
    E dunque, – disse il Maestro, – finché potete scegliere il linguaggio che parlerete, adottatene uno nobile e puro, perché il linguaggio che parlerete sarà il vostro padrone e signore per sempre.
  16. POEMA. Voglia di maledire in me si è spenta. (poema monostico)
  17. PULVIS. Ogni granello di polvere si sente il centro dell’Universo.
  18. UNA LEGGE. Ogni secessione genera sempre nuove minoranze.
  19. ILLUSIONE. Attraverso la demo-illusione stiamo passando dalla democrazia alla demonocrazia.
  20. PATET. Tra una mente aperta e una mente confusa c’è una bella differenza, oscura alle menti confuse, appunto.
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Micronote 67

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  1. LA. Al cognome di una donna io continuerò a premettere l’articolo la. Lo so che questo mi fa apparire arretrato e protervo, ma tant’è. E, per addurre un esempio, dichiaro che nulla, né uomini né dèi, né demoni né eroi né ninfe, mi porterà a leggere un libro della Ferrante.
  2. AMORE. La distinzione tradizionale tra amore e innamoramento è necessaria, ma insufficiente: oggi la cultura occidentale tende a pensare l’amore tra due persone nei termini di un innamoramento prolungato, senza fine, ovvero come passione permanente – anche nel matrimonio – ed è questo il punto critico e paradossale.
  3. PACE. Questo so, che pensare una pace perpetua garantita per sempre ad una parte di mondo (L’Europa Occidentale) è mera insensatezza.
  4. MACELLAI. Macellai intellettuali fanno a pezzi i problemi complessi e danno le frattaglie in pasto alla massa furente.
  5. MITI. I miti e i sogni sono il carburante per le macchine del consenso.
  6. ENTI. L’Italia è quel paese in cui le istituzioni vengono chiamate col nome filosofico di enti. Per la qual cosa, appare giusto che le province oggi stiano sulla sottile soglia che divide l’essere dal non-essere.
  7. DIALOGO. Se un dialogo autentico è possibile solo quando ciascun interlocutore è aperto alla verità dell’altro, ovvero ad una ricerca comune, allora è impossibile se un interlocutore si sente graniticamente certo della propria verità. A maggior ragione se la certezza granitica è di tutti. Per questo, quando ci sono dogmi non c’è mai dialogo, ma al massimo trattativa, che spesso viene chiamata dialogo, ma è un’altra cosa: e spesso è un semplice armistizio.
  8. CONSUMISMO. Spesso chi condanna il consumismo pretende di essere dalla parte dell’emancipazione femminile, e non coglie affatto il nesso storico tra i due fenomeni. L’emancipazione femminile ha come presupposti: civiltà industriale, capitalismo (anche di stato, come nei paesi comunisti), consumismo. Il resto è vaniloquio.
  9. MAGO. Da un lato gli Italiani sono emotivi (e direi quasi affetti da disturbo bipolare), dall’altro sono convinti che il corso delle cose sia determinato e governato in modo sostanziale dalle parole, alle quali si affidano, pensando che il mutarle senza sosta adottandone sempre di nuove modifichi profondamente la realtà. Ma questa, al fondo, è una concezione della realtà nei termini della magia. E infatti gli Italiani in politica cercano sempre il Mago. E il Mago si incarna sempre di nuovo: in figure di duce, di energumeno, di piacione, di guitto, e così senza fine.
  10. BELLEZZA, DESIDERIO. La bellezza è nella perdita, la bellezza suprema e schiacciante è nella perdita per sempre. Per questo l’esperienza estetica della bellezza è sempre estatica, ti proietta fuori dall’esser-presente, in un luogo metafisico senza tempo dove tutto è trasfigurato, e al tuo ritorno in te è seguita da una lacerante nostalgia. E il desiderio presuppone l’assenza, se non c’è assenza non c’è desiderio, poiché nessun umano desidera ciò che già possiede.
  11. EDEN. La sofferenza dei viventi è iscritta nell’ordine del mondo fin dalla sua fondazione. Ammesso che si possa parlare propriamente di ordine.
  12. MODELLI. Tutto fluttua, ma non totalmente e sempre in tutti. Da ciò che è pensiero comune e che pur mutando ci avvolge, ci si può disancorare solo in parte. Parliamo la lingua comune, altrimenti non potremmo nemmeno discutere. E quella lingua non l’abbiamo creata noi. Anzi, il nostro io è frutto di processi che lo trascendono totalmente. Il suo spazio è limitato, ma può essere allargato. Gli strumenti per l’allargamento non sono affatto inventati autonomamente da ciascuno, ma si ritrovano in una catena di modelli che risale all’antichità.
    Il sentimento da solo di sé non sa nemmeno che cosa esso stesso sia. Men che meno se sia libertà o schiavitù. Visto dall’esterno, anzi, il sentimento per eccellenza agli occhi di noi moderni, quello amoroso di tipo romantico, ovvero la passione, come dice la parola stessa è incatenamento ed esattamente l’opposto della libertà. Il sentimento non “aborre qualsiasi modello”, e negli umani è totalmente culturalizzato, noi impariamo tutto da modelli, compresa la presunta libertà da qualsiasi modello.
  13. DUE DOMANDE. Forse condanne a morte, omicidi e massacri operati dal Signore, più o meno direttamente, nelle Scritture sono proiezioni dell’umana brama di capri espiatori e nemici da distruggere? Forse i primogeniti degli Egiziani resero lode a Dio?
  14. NATURALE. Il concetto di naturale, essendo un concetto elaborato entro la cultura umana, è esso stesso non naturale. Il suo uso può sfociare in paradossi e assurdità. Va maneggiato con cautela.
  15. BEOTI. I beoti sono molto più numerosi degli antichi abitanti della Beozia, e la loro dura cervice determina la storia.
  16. ANTISIONISMO. Anche travestito da antisionismo, l’antisemitismo rimane la risorsa suprema dei cervelli deboli.
  17. NUDA VITA. Io penso che nelle attuali condizioni di tecno-medicina definire la vita (umana) sia un compito impossibile. La ragione può solo avvicinarsi, e lascia il campo all’intuizione. Anzi, a differenti intuizioni, tra loro in conflitto.
  18. PERIFERIA. L’umano è un essenzialmente periferico che brama costituirsi come Centro e rifiuta la propria perifericità costitutiva. Per questo da sempre ha perduto l’Eden.
  19. SPARIRE. Trascorsi migliaia di anni, possiamo ancora leggere le tavolette dei Sumeri, ma tra pochi anni nessuno leggerà nulla di noi, e le foto digitali saranno svanite.
  20. CIECHI. Clericalismo e anticlericalismo sono anche due opposte forme di accecamento.

Micronote 65

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  1. PRISMA. Nella sfera delle relazioni umane la verità è sempre un prisma: c’è chi è capace di vederne più facce, chi soltanto una. Nessuno è in grado di vederle tutte. Per questa sua natura la verità genera conflitto.
  2. TRAVI. Abbiamo travi nei nostri occhi, travi che abbiamo collocato con cura e amore, perché ci impediscano di vedere le pagliuzze negli occhi degli altri.
  3. DOMANDA. Dite dunque, miei signori: persone malpagate e frustrate possono lavorare bene e produttivamente? Non è forse vero che la maggioranza di voi risponderà “Sì”?
  4. ODIO QUELLO CHE CONOSCO. Io non sono affatto convinto che reciproca conoscenza generi pace, che la via della pace sia soprattutto questa: la reciproca conoscenza. Questo è un luogo comune contemporaneo, totalmente avulso dalla realtà. Alla radice, esso presuppone che si odii ciò che non si conosce (il che dovrebbe essere dimostrato), e che ciò che si conosce lo si ami (il che è evidentemente falso, come dimostrano le innumerevoli violenze familiari): occorrerebbe che la conoscenza ci desse la cosa come è in sé, e che la cosa com’è in sé fosse per noi amabile. Dite: pensate forse che se io conoscessi il dott. Mengele com’era veramente, oltrepassando i pregiudizi antinazisti su di lui, ammesso che lo potessi fare, lo amerei?
  5. SCUOLA. Sarebbe pudico della scuola italiana tacere, e pensare, ed invece se ne parla, molto e male, e non si pensa, mentre essa sta crollando, insieme all’università. L’enorme quantità di discorsi e discorsetti, un chiacchiericcio che si diffonde dovunque, copre l’immenso silenzio delle idee, il loro abissale nulla. Purtroppo lo stesso si può dire anche di altri temi, non solo di quello della scuola. Il nulla delle idee si può chiamare anche ignoranza, la vera trionfatrice della nostra epoca.
  6. MOLTI. Mi convinco però di una cosa: ci sono sempre stati molti Ebraismi, molti Cristianesimi, molti Islam. E non è detto che vinca sempre il migliore. Anche qui, ora.
  7. VILI. Soprattutto la vigliaccheria mi pare pervasiva in Italia (e in Europa). Scontro di opposte vigliaccherie, si potrebbe amaramente dire.
  8. POTERE. Il primo privilegio che il potere conferisce, e il supremo, è se stesso.
  9. CATASTROFI. L’incombere di una catastrofe deprime molti spiriti, altri ne esalta. Da sempre anche la storia delle religioni ha a che fare con questa duplicità.
  10. APPARENZA. L’apparenza è l’apparire di qualcosa. Quello che c’è, in una qualche forma o in un qualche modo, appare. Quindi, dietro un’apparenza c’è sempre un’altra apparenza, oppure il nulla. Dunque, non curarsi delle apparenze è insensato. Ma ciò non significa affatto che tutte le apparenze siano equivalenti, che un’apparenza valga quanto un’altra apparenza.
  11. PUNTO. Al di là di Renzi, che sul punto non è chiaro, il problema è la globalizzazione: il discrimine è tra quelli che vogliono attrezzarsi per starvi dentro nel modo migliore, e quelli che pensano di salvarsi chiudendosi negli staterelli. Staterelli che in un mondo di titani finiranno schiacciati come noci.
  12. CRITERIO. “La dote di ogni grande capopolo” scrive Hitler nel Mein Kampf “si misura innanzitutto nella capacità di non disperdere l’attenzione di un popolo, ma di concentrarla sempre su un unico nemico”. Bene: questo è esattamente il criterio che possiamo applicare ai leader attuali, per misurare il loro grado di prossimità al nazifascismo. Quanto più essi nei loro discorsi incendiari ritornano ossessivamente a indicare il nemico, tanto più essi sono allievi, consapevoli o no, del caporale austriaco.
  13. NON FIGLI. La situazione demografica è grave sia in Germania che in Italia, nazioni assai diverse, con condizioni strutturali, culturali ed economiche differenti. Italiani e tedeschi non fanno figli. Una spiegazione generale convincente del fenomeno non può che essere molto articolata e complessa. Quelle che circolano sono semplici, sempliciotte, o furbesche.
  14. EXCOMUNISMO. Fenomeno culturale, sociale e politico interessante è l’excomunismo. Difficilmente troverete in Italia qualcuno che voglia professarsi comunista, se non in piccole e poco influenti riserve indiane. Invece sono molti coloro che, essendo stati un tempo iscritti al PCI ed essendosi formati nell’ecclesia comunista, ne mantengono, pur diluiti e sovente molto diluiti, alcuni tratti essenziali, e che vorrebbero disperatamente conservarli. Sono gli excomunisti, caratterizzati non tanto da quello che sono ora quanto da quel che sono stati. Come se alla domanda “politicamente cosa sei?” potessero rispondere solo “sono stato comunista”. Costoro non potevano convivere nel PD con Renzi e i suoi sostenitori, e sono migrati altrove. L’altrove dell’excomunismo è però nebbioso, incerto, polveroso, ma esiste: insula destinata a sparire come quella degli ex combattenti e reduci di lontane stagioni, di lotte che pochi ricordano.
  15. ECCEZIONE. Non mi risulta che sia mai esistita nella storia del mondo alcuna grande civiltà che ad un certo punto non sia regredita. Sono ammesse eccezioni?
  16. STUDIO. Io penso che lo studio appassionato abbia una dimensione etica, e che abbia inoltre una dimensione intersoggettiva e sociale, anche se i singoli soggetti coinvolti nello studio non se ne rendono sempre conto. La scelta del singolo avviene sempre – anche quando, come spesso avviene, lui non se ne rende conto – entro una trama relazionale e mimetica, e si modella inevitabilmente su altre scelte operate da altri. Anche un eremita solitario ha come modello un altro eremita, al primo non puoi risalire, l’origine è celata. La stessa cosa potrebbe dirsi dell’eros, che viene declinato secondo modelli sociali che gli attribuiscono valore e modalità di espressione, e forme di contenimento.
  17. FAMA. La fama è data da un insieme di fattori imponderabili, un intreccio oscuro, un magma. E il mondo è sempre stato pieno di persone famose destinate a cadere nell’oblio. Basta scorrere la lista dei premi Nobel (anche per la letteratura)…
  18. LIBRI SCOLASTICI. L’italiano medio legge poco, molti italiani non leggono nulla di nulla. Bisognerebbe chiedersi perché tanti studenti italiani escano dalla scuola odiando i libri. Purtroppo quelli scolastici non sono veramente libri, nemmeno nell’aspetto fisico: sono mostri. Infatti normalmente li chiamano testi, e sono testicoli. Quando ero insegnante, e a scuola venivano i rappresentanti delle case editrici a proporre le versioni rinnovate dei testi e le novità dell’anno, le quintalate di pagine inutili e deprimenti, la sola idea di dover leggere quella roba mi provocava una violenta reazione. Fuggivo i rappresentanti, come il diavolo l’acqua santa.
  19. TECNO. Due sette religiose assai temibili, quella dei Tecnolatri e quella dei Tecnofobi, si stanno combattendo in tutto il mondo. In questa guerra, entrambe utilizzano la tecnica.
  20. MORTIFICAZIONE. Un fatto innegabile è che tutta la storia del Cristianesimo è percorsa da un potentissimo filone di mortificazione della carne, dimentico del fatto che Lucifero non è carne ma spirito. E tuttavia tra Cattolici e Catari fu sangue.

Micronote 62

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  1. “Tutta questa luce ci ucciderà,” dissero. “Scaviamoci dunque delle tane oscure, nelle quali conservare intatte le nostre credenze e le illusioni che ci permettono di vivere”.
  2. “Il famoso letto di Procuste,” disse il sacerdote, “fu trasportato da Teseo in cima all’Etna, e posto sul bordo del cratere. Quando poi Empedocle salì sulla montagna del fuoco, essendo molto affaticato, si distese su quel letto, e trovandolo adatto a sé e molto comodo, vi si addormentò profondamente, dopo aver congedato il servo da cui si era fatto accompagnare. Costui, ritornato là dopo poche ore, non trovò più né il letto né il filosofo”. Sul momento pensai che il sacerdote fosse pazzo, ma in seguito per anni cercai un sapiente che potesse interpretare per me le sue parole.
  3. Ci sono silenzi eloquenti, e anche silenzi ciarlieri, ai quali si deve imporre di tacere.
  4. SABBIA. Quando anche le classi colte cominciano ad usare le parole in modo impreciso e vago, senza quella coscienza delle parole che è essenziale per la serietà e piena efficacia del discorso e del ragionamento, allora si percepisce il terreno liquefarsi sotto i piedi, diventare sabbia mobile e trappola. Senti che la violenza monta, un rumore sordo, in lontananza per il momento.
  5. Tema: la letteratura dei moderni a confronto con quella degli antichi.
    Svolgimento:
    Il folle amore e il corso delle stelle.
  6. Giorni come lampi, settimane come saette, mesi come fulmini, anni come bolidi.
  7. MORALISMO. Necessario ripeterlo per i secoli dei secoli, finché il sole risplenderà sulle sciagure umane: il tuo moralismo guarda sempre a quello che GLI ALTRI sono e fanno; la tua morale guarda sempre a quello che TU sei e fai.
  8. DILEMMA. A quella gente fu chiesto: “Volete burro o cannoni?”
    Risposero: “Burro, vogliamo, e spassarcela per tutta la durata dei nostri brevi anni!”
    Ebbero cannoni. Cannoni nemici.
  9. “Ma,” disse, “come potranno navigare attraverso le tempeste del futuro coloro che nelle tempeste del passato a stento sono sfuggiti al naufragio, e vi hanno perduto l’intero carico delle loro navi?”
  10. FUGA. Perché è la libertà con la sua fatica che gli umani spesso fuggono, preferendo le cipolle d’Egitto, o l’appartenenza al grosso animale che vive di capri espiatori. E questa fuga, unita al bisogno di venerazione e di sottomissione ad un Padre-Padrone umano-divino, sempre di nuovo ritorna.
  11. Gli esasperati contro l’establishment
    finiscon sempre con l’eleggere magnati.
    E questo è il loro punishment.
  12. La Sinistra-sinistra e il suo ceto intellettuale: la più miseranda realtà, e risibile, che l’Italia abbia partorito negli ultimi decenni. Insieme a una vomitevole Destra confusionaria, e ad una piccola e media borghesia ignorantissime e becere. Queste ultime del tutto prive di un qualcosa che meriti il nome di ceto intellettuale.
  13. Molti scrivono, ma non dovrebbero. Molti parlano, ma dovrebbero imparare il silenzio.
  14. Tutti sono pronti a difendere l’ordinamento generale quando la sua modifica colpisce il loro interesse particolare.
  15. Ho sognato il corso della mia vita come una serie di sipari, alcuni grandi e variopinti, altri più piccoli, grigi, rammendati e polverosi, che si aprono uno dopo l’altro, su scenari via via più ristretti e meno luminosi, e con attori sempre meno bravi e meno numerosi.
  16. DUE QUESTIONI. L’Europa ha davanti a sé due questioni fondamentali, quella economica e quella militare. Della prima parlano tutti, della seconda nessuno. I cannoni che non sparano sono silenziosi, quelli che sparano ci sembrano lontani.
  17. Non arrendersi mai alla disperazione apocalittica, che si presenta in varie e suadenti forme alla soggettività singola e collettiva.
  18. Da cinquant’anni leggo e ascolto attacchi e geremiadi contro i benpensanti da parte di malpensanti perfettamente inseriti nel sistema. E mi hanno tediato, diciamo.
  19. INDIFFERENZA. Non bisogna essere troppo pronti a condannare l’indifferenza. Anzitutto perché quella che si condanna è sempre l’indifferenza degli altri, ed è una condanna facile, a buon mercato e senza rischio. In secondo luogo perché vi sono molte circostanze in cui l’unica alternativa all’indifferenza è la guerra, e la guerra è difficile farla senza aver prima risvegliato la bestia dell’odio.
  20. C’è questo fatto, che è un segno dei tempi: in Italia al valore dell’istruzione (e della cultura) crede solo una minoranza. E tra i politici questa è una piccola minoranza.
  21. LOTOFAGI e LESTRIGONI. Quanto più corrotta è una società, tanta più apatia inocula nella maggioranza dei suoi membri, e tanto più numerosi vi sorgono pseudoprofeti, guide spirituali da strapazzo, e rivoluzionari a buon mercato mossi da vani furori.
  22.   SENSO. L’idea che il mondo sia insensato può nascere solo entro una civiltà che abbia conferito a sé stessa e al mondo un eccesso di senso.
  23. L’attivismo degli ignoranti è una sventura dell’umanità da almeno tremila anni.
  24. Si può amare un fantasma, o chi ama un fantasma in realtà ama solo se stesso? Questo è il tema del mio antico romanzo.
  25. Quanti ignobili giornaletti che nessuno legge, puro ciarpame, ricevono sovvenzioni pubbliche! Ovunque lo sguardo giri, vedi l’Italia come un immenso paesaggio punteggiato da mangiatoie, intorno alle quali si affollano greggi di amici, e di amici di amici, dal robusto appetito.

Micronote 59

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1. La ragione è ostracizzata, dall’Oriente al curvo Occidente.

2. There is a track beside
the roses that smell and lie,
a track that darkness hides,
you’ll see before you die.

3. 1099
Quando il crociato entrò in Gerusalemme
scorsero rossi i fiumi nelle strade.
Il Dio della storia del teologo
recita eterno il suo monologo.

4. Si dice che molti giovani musulmani radicalizzati siano totalmente ignoranti in materia di sacro Corano. Non stento a crederlo. Prendiamo dunque qualche giovane e meno giovane cattolico radicalizzato (ne conosco alcuni) e interroghiamolo sulla sacra Bibbia. Anzi, no, è troppo: facciamogli qualche domandina sul Nuovo Testamento. Temo che tra i due gruppi emergeranno singolari affinità in asineria.

5. Pretismo, categoria interessante.

6. CITAZIONE
Si chiudono le porte ad una ad una,
ogni spazio si stringe ed il respiro
diventa bruna attonita parola.
Passò la nave mia piena di vento,
passa la nave mia colma d’oblio.

7. ROMANZO IN DUE VERSI
Quello sognava il canto delle rose
ma un nero amore infine lo distrusse.

8. Noto che un tempo le autorità religiose cattoliche additavano una provenienza divina delle sventure, come della pioggia o dell’arsura, mentre ora dell’origine tacciono, attribuendo il male ai soli uomini, per la loro parte. La natura per loro anche è innocente, sono gli umani a costruire dove e come non dovrebbero. Continuando però la Chiesa a chiedere soccorso a Dio, anche durante lo svolgersi di calamità naturali, come se Dio comunque tenesse sempre in mano tutte le fila degli eventi (come rimanesse valido il detto per cui non si muove foglia che Dio non voglia).
Quando poi i disastri sono storici, come le guerre, allora il concetto di Dio della Storia apre un abisso insondabile. Solitamente ti rispondono con l’accoppiata fede-mistero: l’uomo di fede s’inchina di fronte al mistero divino, sacrificium intellectus. Ma a quel punto ogni fede per la ragione sta sullo stesso piano, perché l’elemento fideistico in ogni caso le sfugge, e delle varie fedi la ragione può solo vagliare gli effetti, non la verità in cui la fede è fede.

9. Per me l’esperienza della libertà è stata ed è anzitutto questa: non avere alcuno sopra di me a determinare l’agenda delle mie letture.

10. La cosa più ridicola che vedo in Italia è la convinzione di molti che vi sia una spaccatura, un abisso, tra cittadini e classe politica, idea bislacca da cui sgorga la comica espressione “mandiamoli tutti a casa!”. Quasi che l’italiano comune fosse un aggregato di comportamenti virtuosi. Io invece vedo intorno a me molta cialtroneria, furberie, meschinità, interessi particolarissimi, e soprattutto un sovrano disprezzo di ogni regola. Finitela dunque coi sogni di palingenesi giacobine, cretini!

11. La nottola di Minerva spicca il volo al crepuscolo. Va bene, Hegel, ma ancora più importante è il fatto che la dea di cui la nottola è la nottola sia sempre armata, non di penna e carta, ma di lancia ed elmo. La sapienza ha bisogno delle armi.

12. Con gli slogan, soprattutto con quelli che individuano capri espiatori e colpevoli di ogni nefandezza, si muovono le masse e si prendono voti. Ma qui si dovrebbe pensare a come costruire uno sviluppo nuovo per l’Italia in un mondo di iperpotenze mondiali: con un sistema dell’istruzione che produce un numero crescente di semi-analfabeti sarà dura. Soprattutto se il semi-analfabetismo è già radicato nella classe politica e produce sempre più slogan e meno pensiero, in un circolo nefando.

13. Ogni concezione del rapporto tra i generi che consideri ciascuno dei due come dotato a priori di caratteristiche comportamentali determinate nei confronti dell’altro genere, o di una visione a priori dell’altro, è una concezione fallace, perché il maschile e il femminile possono essere pensati sempre solo nella loro relazione reciproca: questo femminile produce questo maschile e insieme ne è prodotto. Pensate forse che l’innegabile culto maschile della forza si sarebbe potuto dare se per milioni di anni le femmine degli ominidi non avessero mostrato una maggior disponibilità verso i maschi più potenti e aggressivi del gruppo? Lo stesso discorso deve essere fatto sul tema del corpo delle donne: pensare che esso sia una pura gestione maschile in termini di dominio, con la donna in posizione meramente passiva e oggettificata, è una vera insensatezza. 
14. 1. Risentimento piccolo-borghese + 2. bisogno di capri espiatori + 3. cultura massificata e venerazione della tecnologia + 4. aspirazione alla catarsi globale + 5. bisogno di figure mistico-autoritarie = Movimento 5 Stelle.
15.  Casomai, Zenone, farò parlare te al posto mio. Sai che io sono amico di Epicuro, e antepongo il caso al destino.
16. Nell’homo sapiens tecnosocialis, la nuova sottospecie nata in seguito al diffondersi della Rete, si assiste a importanti mutazioni psichiche. Una delle tante riguarda il concetto di bello, che il tecno-sentimentalismo – altro elemento fondamentale – sta gradualmente identificando col simpatico, come dimostrano i dilaganti commenti del tipo “bellissima”, “come siete belli”, ecc., indirizzati ad immagini di persone anziane, decrepite, obese, ecc.
17.  Editor: – Questa scena col Grande Inquisitore appesantisce inutilmente la narrazione.
Dostoevskij: – Ma, io, veramente…
Editor: – Tagliare, tagliare assolutamente!
18. Omnia immunda immundis.
19. I miei anni li conto da sempre in autunni.

20. La vita di un’onda è breve, ma non più lunga è quella degli umani. L’unica esperienza del nulla che ci è concessa è quella della sparizione di ciò che abbiamo amato, persone, animali, cose, della loro resistenza totale a qualsiasi invocazione, a qualsiasi richiamo che non sia quello illusorio della memoria puntellata da vecchie foto. Possiamo evocare solo pallidi fantasmi, che ci ricordano che presto anche noi non saremo.

Micronote 58

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  1. La ragione ha le sue illusioni, e l’illusione le sue ragioni.
  2. E così dopo decenni di letture
    le stesse verità restano, dure,
    e da quella selva di vicende
    una risposta belva su noi scende
    con un indecifrabile ruggito
    che scioglie ogni fede e ogni mito.
    E io che non conosco rito
    contemplo la mia luna e il mio dito
  3. Il progressivo che invocava l’educazione sessuale nelle scuole ora invoca l’educazione sentimentale. Si scivola nello sdolcinato, ma l’idea è sempre quella: che esista un codice salvifico da inculcare, un codice progressivo oggettivamente vero, e il cui rifiuto è indice di disinformazione, ignoranza, malvagità e bassezza morale.
  4. Poiché gli islamisti jihadisti ripetono in continuazione che la loro guerra totale è contro gli infedeli (noi) e gli apostati (i musulmani non jihadisti), gli infedeli e gli apostati devono allearsi e resistere insieme. Non esiste un’alternativa che non sia folle e perdente.
  5. A ogni strage islamista i giornalisti televisivi italiani nei loro servizi applicano la seguente formula ” ……. (nome del Paese) desidera soltanto (vuole solamente, ecc.) tornare alla normalità”. Qui c’è tutto. Guardatevi la partita di calcio, e dimenticate i morti, gente!
  6. Il lor grande saper spargono al vento,
    Certo Atena con loro non fu avara:
    La ragion di ogni fatto vedon chiara,
    Essi sanno la causa d’ogni evento.
  7. Parole-pietre, parole-merda, parole-fumo, parole-veleno, parole-piombo. Le parole che girano oggi sono queste.
  8. FIDES
    Ho fede nel disordine del mondo,
    nel caso necessario, nelle menti
    svagate negli eccessi, nei tormenti
    dell’algido declino della vita,
    nell’anima che vuol restare unita.
    Debole spettro su saturnio sfondo
    ho fede in me signore di elementi
    dispersi dentro il fuoco che alimenti,
    con questa legna fra poco finita.
  9. Non sono un frequentatore di Gay Pride, ma sostengo il diritto degli omosessuali a manifestare liberamente, esprimersi liberamente, scrivere libri, produrre riviste, dibattere pubblicamente dei loro problemi. In quale stato a maggioranza islamica questo può avvenire?
  10. Questa è la dialettica democratica di oggi, che potremmo definire “delle tre L”: Lamentazione, Latrato, Linciaggio.
  11. Che ne sarebbe del nostro mondo senza le legioni di stupidi e di paranoici che lo sostengono?
  12. Ricordo che quando ero bambino sentivo spesso dire “Hitler era pazzo”. Come se fosse una spiegazione del nazismo. È molto diverso l’atteggiamento, e minore la forza ermeneutica, di chi dice oggi “i terroristi suicidi sono pazzi”?
  13. Mi piace il concetto di squilibrato, mi piace assai: poiché esso è legato all’idea che la stragrande maggioranza delle persone sia equilibrata, e che la normalità sia un equilibrio. Così, ad esempio, tutti i militanti dell’ISIS e i tagliagole di varia militanza sono squilibrati, mentre il professionista che assume cocaina a gogò è persona equilibrata. L’attribuzione dello squilibrio non sembra equilibrata. Nessuno definisce squilibrato il prete pedofilo, ad esempio, ma solo chi compie un gesto di violenza estrema, pare. Gesto che deve apparire anche privo di rapporti con l’utilità per chi lo compie. Il killer della mafia è spietato, ma mai squilibrato. L’utilità a sua volta è definita di solito in termini materialistici, che escludono l’esistenza di un Altro Mondo. E se un gesto mi fosse utile per andare in Paradiso: partecipare ad una crociata, pagare preti per dire messe a raffica, uccidere infedeli?
  14. A: Mettiamoci infine d’accordo su cosa debba intendersi per guerra di religione, perché se sia giusto o meno denominare così un conflitto presuppone concetti comuni di guerra, di religione, e di guerra di religione.
    B: Mio caro, tu sogni l’impossibile. Non vedi che qui da noi non esiste un’idea condivisa di guerra, né di religione? E come potremmo mai giungere definire chiaramente se gli eventi di terrore che si succedono siano o non siano guerra di religione?
  15. Il rinvio e la prescrizione sono i due pilastri del sistema giudiziario italiano.
  16. Dove nell’anima c’è rabbia e ferocia e brama di capri espiatori e di linciaggi, dove si gusta voluttuosamente l’amaro piacere della propria ira, là non c’è Cristo, ragazzi.
  17. E così gli Italiani si divideranno tra Italiani del Sì e Italiani del No: e si accuseranno a vicenda di essere cretini o venduti, seguendo ancora una volta la loro vocazione fatale.
  18. – Sei religioso?
    – No.
    – Sei ateo?
    – No.
    -Sei agnostico?
    – No.
    – Ma allora cosa cosa sei?
    – Non sono.
  19. Ci sono disordini fecondi, come avviene in passaggi storici rivoluzionari: ma in quei casi il disordine è il portato di conflitti tra gruppi sociali che al loro interno presentano forme di ordine, molecole saldamente unite in catene. Oggi in Italia osserviamo invece un disordine sociale molecolare, prodotto da singole molecole-individuo isolate, impazzite, istericamente proiettate nella difesa del proprio spazio vitale, prive di alcun senso dell’obbligo e del dovere verso le altre molecole, cioè verso la collettività, che viene percepita irrazionalmente solo come ostacolo alla propria illusoria felicità molecolare. Questa nuova forma di disordine molecolare è l’aspetto più inquietante dell’Italia di oggi.
  20. Infine nessuno sulla Terra seppe più tenere una penna in mano, ogni manualità sottile fu perduta, in Occidente gli umani si misero tutti a cacciare mostriciattoli invisibili, e in Oriente tutti i maschi si fecero saltare in aria per diventare martiri, e infine le macchine lanciarono il loro Jihad e dominarono il pianeta.

Micronote 57

  1. gufinIl piccolo-borghese dell’era tecnotronica, versione riverniciata di quello novecentesco e oggi nuovamente dilagante in Europa, come il suo predecessore tende all’idea categorica. È convinto che (per misteriose ragioni) la verità delle cose si sia rivelata a lui e a quelli come lui, e che di conseguenza tutti coloro che non la riconoscono o la mettono in dubbio siano malvagi, nemici e traditori.
  2. Mi par di capire che il sogno dell’italiano medio sia quello di mandare a casa qualcuno, almeno una volta nella propria vita. Io manderei a casa quello, lui quell’altro: dev’essere una pseudo-medicina per identità fragili.
  3. Il vivente si adagia, si adagia
    sotto il sole si adagia, si adagia,
    il morente si adagia, si adagia,
    sotto il baobab si adagia si adagia,
    il leone si adagia si adagia,
    ha mangiato, e si adagia, si adagia,
    la mia capra nell’ombra si adagia,
    lei nell’ombra si adagia, si adagia,
    Ma il mio cuore, lui no, non si adagia,
    Il mio cuore è un grillo, non si adagia.
    (canzone Hadza)
  4. Passiamo col tempo, non ci fermiamo. Qualcuno di noi ragiona, la maggior parte si attacca alle ragioni collettive, pensa di pensare e non sa nulla.
  5. Due cose alla maggior parte degli Italiani non dicono nulla: gli alberi e i libri.
  6. Cerco la disarmonia con me stesso, con gli altri, col mondo.
  7. Vaghe promesse, immagini mortali,
    e ogni penna caduta dalle ali.
  8. Gli disse un discepolo: “Parlaci del fuoco!”
    Rispose: “Se tu ami il fuoco devi prepararti ad amare anche la cenere”.
  9. Né leggono, né pensano, né sanno, ma parlano.
  10. Mentre gli appetiti appartengono alla sfera naturale, e la società può regolarli solo parzialmente, strutturandoli in modo da renderli inoffensivi per la collettività, i desideri sono esattamente ciò che tiene insieme la società stessa. Ed ognuna alimenta i suoi, secondo modalità ideologiche. Deve alimentarli da un lato, ma dall’altro deve moderarli, contenerli affinché non diventino esplosivi. Così i desideri di un giovane spartano erano differenti da quelli di un giovane italiano di oggi, mentre i loro appetiti sono, nella sostanza, più o meno gli stessi. Il motivo per farci moderare i desideri può essere il bene della famiglia (e fin qui un italiano ci arriva), o più in generale il bene della collettività e della nazione (e qui un italiano fatica enormemente ad arrivare).
  11. Ricordo la mia catechista nell’anno 1962, parrocchia dei Gesuati a Venezia, una signora di mezza età, insignificante . Ci permetteva di farle delle domande. Ne ricordo alcune che le feci. Ad esempio questa: “Gesù era un uomo giovane, e anche gli apostoli. Perché i papi sono sempre vecchi?”. E quest’altra, molto più interessante e metafisica: “In paradiso non si va col corpo, solo con l’anima. Allora i beati come fanno a vedersi tra di loro se non hanno gli occhi?”. Devo dire che la risposta alle mie domande (gli altri ragazzini dimostravano meno ardor di conoscenza delle realtà supreme) era quasi sempre “è un mistero”. Ovviamente, il filosofo in erba era del tutto insoddisfatto.
  12. Qual è il livello di rischio per la mia incolumità personale che si deve manifestare perché il mio non-intervento in una situazione di altrui pericolo spossa sfuggire alle invettive mediatiche da parte dei sempre numerosi deprecatori dell’indifferenza dilagante? Esiste un tale livello di rischio? Se, ad esempio, vedessi un delinquente con un coltello in mano che sta incitando il suo dogo argentino a sbranare un bambino, e non mi lanciassi in soccorso del piccolo, sarei un indifferente o un pauroso? Perché paura e indifferenza non sono affatto la stessa cosa, diciamo. E i deprecatori di indifferenza/paura possono tutti evocare gloriosi esempi di sprezzo del pericolo da parte loro?
  13. Da almeno 30 anni gli indirizzi generali della scuola italiana sono stati affidati ai pedagogisti (di regime). Il risultato è sotto gli occhi di tutti, del tutto evidente. È stata condotta una guerra totale, una vera Kulturkampf, contro due Nemici: cultura critica e studio. Che infatti nei programmi ministeriali e nelle Buone Scuole non compaiono mai. Per questo, anche, il destino dell’Italia è segnato.
  14. La nostra Repubblica, essendo nata dalla Resistenza (e da un referendum un po’ torbido), e la resistenza partigiana essendo, come tutti sanno, una forma specifica di guerra, non poteva RIPUDIARE LA GUERRA. E dunque non la ripudia affatto. Ripudia solo la guerra di aggressione, la guerra fascista: non quelle di liberazione, perché si contraddirebbe, e nemmeno quelle difensive. Non poteva essere la nostra, e non è, una costituzione nonviolenta e pacifista.
  15. Quando ero ragazzo, non sopportavo Cassius Clay, e a ogni suo incontro mi auguravo che fosse sconfitto. Ora lo vedo come uno dei massimi esempi della operazione tipica della religione mediatica mondiale vigente, che consiste nella unificare in un unico soggetto le due figure del santo e del circense.
  16. ESPATIA
    Anche i secondi sogni hanno una fine.
    L’erba s’ingrigia, la corrente è gonfia
    e tu ritrovi il cane antico che trascina
    la sua memoria a riva, e ha la forza
    di muovere la coda e di morire.
  17. Sono al supermercato, è venerdì e compro pesce. Tre branzini, 25 euro. Compro anche vari altri prodotti. Alla cassa l’addetto, dopo che io ho riempito i miei due sacchetti, mi dice: “sono 23 euro e 50 centesimi”. “Ma,” gli dico, “guardi che il conto è sbagliato, solo il pesce costa 25 euro”. Lui mi guarda con occhi bovini, e prima ancora di controllare esclama: “Onesto!”. Lo stupore del cassiere segnala una condizione generale preoccupante. Qui tutti pensano che la correttezza minimale sia rara, rarissima, una cosa da eroi, da deficienti, o da persone bislacche. Questo significa che non solo nei rapporti tra il cittadino e le istituzioni, ma anche nei rapporti quotidiani ed elementari tra le persone, sta svanendo quella fiducia di base senza la quale l’intero sistema si sbriciola e sprofonda nel caos.
  18. Quando parli degli esseri umani, ricorda sempre che l’unico di loro che tu conosci dall’interno sei tu.
  19. Uno dei detti più menzogneri che siano mai stati coniati da mente umana è “chi cerca trova”.
  20. Cosa mi avranno inoculato da bambino per rendermi immune dal tifo calcistico e dall’interesse per gli sport in genere? Non lo so, ma mai di una vaccinazione un umano fu più riconoscente.
  21. Scrive Edoardo Albinati a p. 976 del suo farraginoso “romanzo” La scuola cattolica: “Il coito lascia un uomo identico a se stesso. Il che lo rende invidioso o preoccupato dei clamorosi cambiamenti che il medesimo atto può invece produrre in una donna”. Come dire: guarda come un po’ di frequentazione della cultura psicoanaliticheggiante può ridurre il cervello di uno scrittore.
  22. Se si cancella la differenza essenziale tra l’umano e l’animale, cadrà inevitabilmente anche quella tra l’animale e il vegetale. Se ogni animale viene pensato come dotato di soggettività, e lo stesso concetto di animale superiore è abbandonato, allora anche il protozoo sarà pensato come un soggetto. E se il protozoo sarà pensato come soggetto, perché non la diatomea, il cardo, la margherita, e l’insalata che ora sto per mangiare, e la cui vita ho violentemente interrotto?
  23. Se i Cinque stelle festeggiano e tripudiano
    chiedetene ragione ai governanti
    ciechi, furbastri, ottusi e tracotanti,
    che allevarono masse di ignoranti.
  24. C’è chi ama l’invettiva e chi intona Casta Diva.
  25. Penso che il mondo sia pieno di gente che sotto sotto pensa ancora di comprenderlo, e di avere ancora in mano il Senso della Storia. E spesso sono persone che criticano selvaggiamente le altrui costruzioni del mondo, senza rendersi conto che anche loro ne sostengono una. Anche non volendolo.gufin

Micronote 56

gufin

  1. Tra il piano della vita quotidiana e dei suoi problemi da un lato e quello della politica generale di uno Stato e delle questioni internazionali politiche ed economiche dall’altro, vi è un vero salto quantico, per cui non è ragionevole pensare che tutti i cittadini in libere elezioni votino nello stesso modo e non si dividano fra loro, anche quando sembrerebbe sussistere un interesse comune. E questo si evidenzia in ogni occasione.
  2. Finché la gente continuerà ad avere l’impulso ad insultare altra gente, necessariamente parole che designano una menomazione, un difetto, una distorsione, una difficoltà di ordine fisico o psichico, verranno utilizzate per colpire. Questo è del tutto inevitabile finché le parole saranno armi. Di conseguenza, è patetico l’atteggiamento di coloro che inseguono l’uso scorretto di questa o quella parola, si indignano perché viene usata, ecc. Lo dico da padre di un disabile, che ha già sentito più volte la parola disabile usata come insulto.
    Dunque, se io ordino al mio sicario “uccidi quel figlio di puttana” sono da condannare, se gli ordino “per favore, termina quel soggetto” sono OK?
  3. Esiste una piena maturità dell’essere umano? Una volta lo si credeva anche tra gli abitatori del curvo Occidente.
  4. “Tu pensare che psicoanalisi avere sbagliato tutto solo su autismo, no avere capito cazzo di autismo, curare mamme invece che bambini, e tu pensare che in tutto resto psicoanalisi indovinare i mali di gente e curare bene davvero? Allora tu essere scemo” ha detto a un tale il mio amico sciamano.
  5. Il sacrificante si compie nel rito felicemente, il sacrificato è il felicemente compiuto secondo il sacrificante, il gemito-parola del sacrificato dice l’incompiutezza essenziale dell’operatum.  Adesso assistimi, spirito di Lacan, signore dei demoni!
  6. Libertà e dolore sono originariamente connessi.
  7. L’arte del crollare le spalle, prezioso trattatello anonimo rinascimentale.
  8. Il concetto di emergenza umanitaria è oscuro. Per il fatto che il concetto di umanitario è vago, e rimanda alla sua fondazione in un umano che oggi risulta esso stesso sfuggente e indefinito. Per questo, dire che quella attuale dei migranti sia la più grande emergenza umanitaria dal 1945 suona come uno slogan destinato a breve vita, e aperto alle dure repliche della storia.
  9. Cantore del grigio, te guarda dal sole.
    C’è vita nell’ombra, che luce dissecca.
  10. Da membro della tribù dei sogni a suddito del regno dei fini, a cittadino della repubblica degli strumenti, a lapide nella città dei morti.
  11. Il re e gli autistici. Una favoletta. C’era una volta un regno le cui finanze andavano malissimo. Da anni il debito cresceva, e tutti i rimedi che venivano tentati fallivano, anzi peggioravano la situazione. Il re era disperato e ormai pensava di abdicare, e di andarsene in esilio. Convocò dunque un ultimo gran consiglio della corona. Di fronte al disastro, tutti i ministri non sapevano proporre nulla, e tacevano. Allora il primo ministro, che era stato nominato da poco, disse queste parole: “Maestà, il regno è pieno di manicomi, in cui sono rinchiusi i folli, e anche moltissimi individui di ogni età, strani e intrattabili, che vengono chiamati autistici. Mantenerli è costosissimo: mangiano un sacco, richiedono molte cure e attenzione e molto personale, spesso si fanno male, e anche curarli è difficile e costoso”.
    “Dimezziamo il personale dei manicomi, usiamo sui reclusi farmaci che li rendano inerti, così un solo infermiere potrà occuparsi di venti o trenta di loro,” propose un ministro.
    “È stato già fatto, ma le famiglie protestano violentemente,” disse un il ministro del tesoro reale.
    “La mia proposta,” riprese il primo ministro, “è di svuotare del tutto i manicomi. Li chiuderemo tutti!”.
    Un mormorio percorse la sala.
    “Sì,” disse il primo ministro, “inizieremo una grande campagna di persuasione, con tutti i mezzi disponibili. I sudditi devono convincersi che rinchiudere disabili e matti negli istituti sia una grave violazione dei diritti umani, una pratica barbara e inumana”.
    “E dove li metteremo? Dove andranno?” chiese la ministra dell’istruzione.
    “Ritorneranno nelle loro famiglie, che noi assisteremo in ogni modo, cui noi forniremo supporti di ogni genere, in modo che disabili e alienati ritrovino la loro dimensione pienamente umana. Diremo questo”.
    “Ma tu ci credi davvero a quello che dici?” gli chiese il re.
    “No, non ci credo,” rispose il primo ministro. “Ma non ha importanza. Importante è che lo credano i sudditi del regno. Noi all’inizio, per persuaderli della bontà delle nostre intenzioni, apriremo qua e là qualche centro per l’autismo, qualche casa-famiglia per disabili, schizofrenici, ecc. Poi, tra un anno o due, inizieremo a chiudere tutto, un po’ alla volta. Alla fine le famiglie si dovranno arrangiare. Il problema se lo gestiranno loro, e le finanze pubbliche respireranno.”
    Il re fu molto soddisfatto del piano, i ministri lo approvarono all’unanimità, e l’abdicazione fu rimandata a tempo indeterminato.

  12. In molti discorsi oggi appare come scontata la strana coincidenza, illogica ma ideologica, di ineluttabile e buono.
  13. Per accusare gli Ebrei di vittimismo oggi non occorre coraggio. Oggi il coraggio occorre a chi voglia fare la satira dell’Islam. Per accusare gli Ebrei di vittimismo occorre avere una intelligenza pervertita.
  14. Ogni potere, che sia religioso o laico, ha bisogno di omologazione. La semplicità è ben vista dal potere. Quanto più semplici gli individui, tanto più simili tra loro, tanto meno individui. O meglio, tanto meno singoli, tanto più falsi individui, veri iper-dividui, cioè massa. La società di oggi non è liquida, come pensano Bauman e i suoi discepoli, ma gassosa. Si tratta di un gas esplosivo.
  15. Ho l’impressione che i critici degli stereotipi sociali e culturali siano agiti da un concetto stereotipato dello stereotipo.
  16. Nei circoli intellettuali la norma è presentare come pensiero le proprie variazioni personali sull’ideologia corrente. Anche su questo terreno vige la logica dell’inclusione-espulsione.
  17. Aristocrazia, oligarchia, democrazia, idiocrazia.
  18. Dire il massimo col minimo di parole, questa è una bella impresa.
  19. L’espressione “siamo tutti nella stessa barca” va sempre presa con le pinze. Spesso quelli che dicono così non sono nella barca, e spesso le barche piene di gente affondano.
  20. Se mi chiedi quale sia la religione più praticata in Occidente, rispondo: il culto dell’emozione.
  21. Sembra che l’asservimento della ragione agli interessi particolari abbia come unica alternativa praticabile il suo asservimento alla passione politica e all’ideologia religiosa.
  22. Perché la polvere non sa di chi è la polvere, disse il Maestro.
  23. A molti servirebbe un intervento urgente di chirurgia oculistica spirituale, che li metta in grado di distinguere le pagliuzze dalle travi.
  24. Nella Chiesa italiana non si discute mai apertamente di questioni essenziali, e si sa che in essa il laicato è in posizione di cronica debolezza, e ritenuto immaturo, gregge da pascere. Solo i preti, anche sui media, sembrano avere il diritto di esprimere la visione dei cristiani.
  25. Alle radici ho sempre
    preferito i rami.
    Per questo mai amai
    i radicali italiani.
    Violenti nonviolenti
    narcisi digiunatori
    che si giudicano giusti
    in lamenti e furori.

Micronote 55

  1. gufinSembra che nella religione del nostro tempo esista questo comandamento: «Non violare la privacy, a meno che non sia quella di un tuo avversario politico o culturale.»
  2. Un partito che non riesce a garantire alcuna vera legalità al suo interno a maggior ragione non potrà garantirla nelle istituzioni e nella società.
  3. Dall’infanzia mi giunge una voce:
    «Ogni cosa più bella finisce».
    Al filosofo parla anche il mare:
    «Tutto quello che inizia finisce».
    Sta nel cuor della gioia una voce:
    «Ogni cosa, ogni amore finisce».
  4. Il senso del tempo era diverso prima della irruzione della fotografia nella vita degli umani. E tuttavia un nuovo senso della labilità, dell’impermanenza, è legato al continuo emergere di tecnologie del visivo, che hanno assunto un ritmo sempre più travolgente. Il digitale non è eterno, non ha durata, si autodivora, è nulla.
  5. Presso il santuario di Lügenheim, in Svevia, si venerano le reliquie di Santa Infingarda, che fece molti miracoli con le sue bugie, e che per questo fu proclamata patrona dei bugiardi.
  6. Qualsiasi vittimologia quando si trasforma in culto rischia di generare persecuzione. Perché tale generazione non avvenga sono necessari anticorpi culturali robustissimi, che oggi in Occidente stanno crollando. Tutto ciò che denuncia la persecuzione si volge in persecuzione. Tutto ciò che denuncia la discriminazione si volge in discriminazione.
  7. Nemo trivella in patria.
  8. Il romanzo è un farmaco. Preso nella dose giusta, che varia da un individuo all’altro, è salvifico. Assunto con un dosaggio eccessivo, diviene un veleno letale. E questo è interessante: il capostipite della letteratura moderna, il Don Chisciotte di Cervantes, contiene già l’idea che un eccesso di letture romanzesche porti alla follia.
  9. La mia mente è ancorata al principio di non-contraddizione. Dunque non può accettare l’idea progressiva che i migranti (ma quando si fermano diventando immigrati?) siano contemporaneamente quelli che salveranno economicamente l’Europa decadente (ci pagheranno le pensioni, ecc.) e quelli le cui condizioni di non-integrazione, ghettizzazione, povertà e irrilevanza già ora generano la violenza terroristica islamista. Perché, tra l’altro, un conto è lo spirito umanitario, che non tollera, giustamente, le innumerevoli morti di migranti, un altro conto è la pretesa di conoscere il Senso della Storia. Una pretesa che abitava, lo ricordo benissimo, nelle menti dei militanti del PCI negli anni Sessanta e Settanta, e che ora, in quelle dei loro annacquati eredi progressisti alla Boldrini, si manifesta ancora. Ridicolmente.
  10. Mi piacerebbe entrare nella Massoneria. Purtroppo non amo alcuna forma di rituale.
  11. Odi veganum vulgus et arceo.
  12. Per molto tempo la cultura progressiva dominante in Occidente ha esaltato in tutte le forme la trasgressione. Il successo mediatico e politico è stato legato all’apparire trasgressivi. Per questo oggi quella cultura appare inerme davanti ai Trump.
  13. Nulla è più ridicolo della pecora convinta di essere un’aquila o un lupo solitario.
  14. Vorrei sapere dalla Mogherini se un salafita che risiede in Europa e cerca di far vivere il suo quartiere a maggioranza musulmana secondo le norme della Sharia debba essere considerato come uno di noi o come uno di loro, come un uguale o come un diverso.
  15. Un mondo di eterna adolescenza può generare solo pupazzi o mostri.
  16. Se tu pensi che la tua morte violenta e sterminatrice sia la porta per il paradiso e l’eterna vita nella gioia divina, allora tu non sei un nichilista. Sei qualcosa di tremendo, ma non un nichilista. Chiamarti nichilista è l’ennesimo imperdonabile errore del pensiero occidentale.
  17. Strage segue a strage, massacro a massacro. Ogni settimana, ogni giorno, in questo o quel punto del pianeta. Gli autori sono quasi sempre islamisti sunniti, di qualche gruppo, frangia o milizia. Questo è un dato solido e definito. Sono estremisti sunniti. E come stupirsi della nostra indifferenza occidentale? Nessun essere umano può reggere nella commozione, nel pianto permanente, dall’Oriente al curvo Occidente. Il cuore umano si ispessisce, fa una corazza, secerne indifferenza, non vuole morire.
  18. Disse il Maestro: «Gli umani sono gli unici animali che non sanno che cosa essi stessi siano, mentre una parte di loro, pensando erroneamente di saperlo, vorrebbe essere altro da sé».
    «Dunque», gli chiese un discepolo, «la differenza con gli altri animali sta in questo: loro sanno che cosa sono, e l’umano non lo sa?»
    «No», rispose, «gli altri animali semplicemente non sanno, e, non desiderando essere altro da quello che sono, nemmeno mai desiderano».
  19. Se la natura in sé fosse un equilibrio perfetto, che solo gli umani hanno alterato, ci sarebbero ancora i dinosauri.
  20. Il diabolus sub specie angeli è molto più frequente dell’angelus sub specie diaboli.
  21. Disse: «Un tempo il mondo era diviso in due: da una parte oro, dall’altra sangue. Ora il mondo è diviso in tre: sangue, oro, e zucchero».
  22. La foglia vibra e cade, e tu l’insetto
    hai ali pronte, o cadi nella terra.
  23. L’autismo non va in vacanza. Se è grave non celebra feste. Se è molto grave non possiede neppure il minimo concetto di festa o vacanza.
  24. Se tu sei una persona che accetta il diverso, il vero diverso da te non è colui che accetta a sua volta il diverso da sé: il vero diverso da te è colui che non vuol saperne di accettare il diverso da sé. Ciò significa che il vero diverso da te è il musulmano islamista.
  25. Sovente i membri di grandi istituzioni ostentano l’umiltà del mattone. «Io personalmente non sono nulla, sono solo il servo di una grande causa». Come il mattone che dicesse «sono soltanto un pezzo d’argilla cotta», e intanto si insuperbisse in cuor suo di essere stato prescelto per essere la milionesima parte di un grande edificio.

Micronote 54

  1. gufinTutti col teschio in mano, alba lontana,
    un vento freddo e un cielo senza stelle.
  2. Ricordo che nei miei anni giovanili esisteva un feticcio negativo, un atteggiamento che veniva vissuto come una sorta di mana, un quid che poteva contaminare chiunque trasformandolo in peggio, un miasma che promanava dalle famiglie borghesi: il conformismo. Dove sta oggi? Chi ne è massimamente affetto? Dopo decenni di esaltazione di ciò che è provocatorio, irregolare, ecc., dopo l’innalzamento culturale e sociale di ciò che è stravagante, ribelle, e anticonformista, dove sta il conformismo? Si rigenera continuamente, si trasferisce, assume nuovi connotati, si mantiene sempre micidiale.
  3. Dell’omosessualità presente nella Chiesa cattolica è emersa solo la superficie dell’iceberg. Attendete qualche anno.
  4. Dentro l’anima di molti italiani c’è una divisa fascista in naftalina.
  5. La maggior parte degli antifascisti accesi che ho conosciuto erano solo fascisti rivoltati: giacca nera con fodera rossa.
  6. E così l’Italia è come sempre un Paese ipocrita e diviso: da un lato un gran numero di disabili chiusi in strutture lager, senza reale controllo, affidate a personale-aguzzino. Dall’altra riflettori accesi su pochi autistici piacenti, danarosi e figli di genitori che ci sanno fare. Propongo un concorso per il mediautistico dell’anno.
  7. La classe politica italiana da sempre appare più interessata alle simbologie che ai processi reali. O meglio: appare convinta che mediante le simbologie si possano governare le masse facendo ingoiare loro di tutto, e promuovendo così quei processi reali che alla classe politica stanno a cuore. E questa impostazione appartiene ad ogni schieramento, ad ogni fazione. Ma non solo la classe politica appare così disposta…
  8. Non si può vivere di soli diritti. Riprendiamoci i doveri!
  9. Per noi nichilisti questa è un’epoca meravigliosa.
  10. Torno dalla passeggiata con Guido e penso: Camminare tenendo qualcuno per mano. Da giovane la morosa, da anziano il figlio disabile mentale. La vita umana come una infinita matrice di metafore.
  11. Un’ondata migratoria non è di per se stessa una cosa buona.
  12. L’idea positiva del migrante ha lo stesso valore dell’idea positiva dello stanziale: valore zero. C’è migrante e migrante. Come c’è stanziale e stanziale E le migrazioni possono essere fermate: come fecero i Romani (imperialisti e schiavisti) coi Cimbri e i Teutoni (popoli barbarissimi). Che erano migranti. Nel presente di ogni popolo le proiezioni su beni futuri lontani secoli o anche solo decenni non hanno alcuna efficacia, alcun senso e alcun valore. Nella storia conta solo il presente in cui si agisce e reagisce: il passato è un fantasma, il futuro una nebulosa.
  13. L’unica ricerca che l’italiano medio possa capire è quella del piacere.
  14. Soprattutto tra gli intellettuali molti sono afflitti dalla Sindrome Apocalittico Sacrificale (SAS).
  15. Epoca di somma incertezza, la nostra, in cui circolano e si scontrano nugoli di certezze senza fondamento.
  16. Il carisma non è una virtù.
  17. L’erotismo è una poetica dell’intero, la pornografia è bassa cucina del particolare.
  18. E io continuo a chiedermi: se una unione civile conferisce diritti e doveri in tutto e per tutto equivalenti a quelli di un matrimonio, è dunque solo una questione nominalistica? Nomina sola tenemus?
  19. Poveri discepoli di terzo grado di Lacan e Heidegger pronunciano oscure sentenze pensando che l’oscuro e il profondo coincidano. O forse pensando che la gente lo pensi.
  20. Molti parlano di sacralità della vita intendendo la sua intangibilità. Quindi, niente pena di morte perché la vita è sacra. Chi pensa così del sacro non sa nulla. Risulta da ciò questa stranezza: in società con un senso del sacro immensamente superiore a quello di noi occidentali moderni laici, come quella degli Aztechi (o quelle islamiche di oggi) non vi sarebbe una vera percezione della sacralità della vita. Sacrifici umani, pena di morte, guerra santa…
  21. È molto difficile trovare un progressista che riconosca a chi non condivide le sue idee la buona fede, il senso della giustizia, e l’intelligenza.  È molto difficile trovare un conservatore che riconosca a chi non condivide le sue idee la buona fede, il senso della giustizia, e l’intelligenza. In verità, in Italia è anche difficile trovare uno che si dica conservatore.
  22. Si dice uniti in matrimonio. Si dirà anche uniti in unione civile. Uniti in unione, una bella espressione. Popolo di ipocriti, che non vuole riconoscere che la questione vera è quella del matrimonio omosessuale, che di fatto la Cirinnà istituisce. Gli italiani sono convinti che chiamando la cosa in un altro modo essa sia anche in un altro modo, ovvero che insieme sia e non sia. La stessa cosa vale per la guerra, che gli italiani non chiamano mai col suo nome quando vi sono in qualche modo implicati. Questa è la cifra della politica italiana. A questo punto, devo riconoscere che gli inglesi, avvezzi a chiamare le cose col loro nome, sono più seri: matrimonio per tutti, e amen.
  23. Società della comunicazione e dell’esibizione. Ognuno esibisce quello che ha. O quello che pensa di avere. O quello che pensa che gli altri debbano pensare che lui abbia.
  24. “Il personale è politico”, dicevano le femministe un tempo. Nell’era del Politicamente Corretto, il personale a volte è politico, a volte no. Secondo inimicizia.
  25. Perché il sonno della ragione generi mostri, occorre che essa prima di addormentarsi abbia molto vegliato. Come è accaduto in Occidente.