Micronote 54

  1. gufinTutti col teschio in mano, alba lontana,
    un vento freddo e un cielo senza stelle.
  2. Ricordo che nei miei anni giovanili esisteva un feticcio negativo, un atteggiamento che veniva vissuto come una sorta di mana, un quid che poteva contaminare chiunque trasformandolo in peggio, un miasma che promanava dalle famiglie borghesi: il conformismo. Dove sta oggi? Chi ne è massimamente affetto? Dopo decenni di esaltazione di ciò che è provocatorio, irregolare, ecc., dopo l’innalzamento culturale e sociale di ciò che è stravagante, ribelle, e anticonformista, dove sta il conformismo? Si rigenera continuamente, si trasferisce, assume nuovi connotati, si mantiene sempre micidiale.
  3. Dell’omosessualità presente nella Chiesa cattolica è emersa solo la superficie dell’iceberg. Attendete qualche anno.
  4. Dentro l’anima di molti italiani c’è una divisa fascista in naftalina.
  5. La maggior parte degli antifascisti accesi che ho conosciuto erano solo fascisti rivoltati: giacca nera con fodera rossa.
  6. E così l’Italia è come sempre un Paese ipocrita e diviso: da un lato un gran numero di disabili chiusi in strutture lager, senza reale controllo, affidate a personale-aguzzino. Dall’altra riflettori accesi su pochi autistici piacenti, danarosi e figli di genitori che ci sanno fare. Propongo un concorso per il mediautistico dell’anno.
  7. La classe politica italiana da sempre appare più interessata alle simbologie che ai processi reali. O meglio: appare convinta che mediante le simbologie si possano governare le masse facendo ingoiare loro di tutto, e promuovendo così quei processi reali che alla classe politica stanno a cuore. E questa impostazione appartiene ad ogni schieramento, ad ogni fazione. Ma non solo la classe politica appare così disposta…
  8. Non si può vivere di soli diritti. Riprendiamoci i doveri!
  9. Per noi nichilisti questa è un’epoca meravigliosa.
  10. Torno dalla passeggiata con Guido e penso: Camminare tenendo qualcuno per mano. Da giovane la morosa, da anziano il figlio disabile mentale. La vita umana come una infinita matrice di metafore.
  11. Un’ondata migratoria non è di per se stessa una cosa buona.
  12. L’idea positiva del migrante ha lo stesso valore dell’idea positiva dello stanziale: valore zero. C’è migrante e migrante. Come c’è stanziale e stanziale E le migrazioni possono essere fermate: come fecero i Romani (imperialisti e schiavisti) coi Cimbri e i Teutoni (popoli barbarissimi). Che erano migranti. Nel presente di ogni popolo le proiezioni su beni futuri lontani secoli o anche solo decenni non hanno alcuna efficacia, alcun senso e alcun valore. Nella storia conta solo il presente in cui si agisce e reagisce: il passato è un fantasma, il futuro una nebulosa.
  13. L’unica ricerca che l’italiano medio possa capire è quella del piacere.
  14. Soprattutto tra gli intellettuali molti sono afflitti dalla Sindrome Apocalittico Sacrificale (SAS).
  15. Epoca di somma incertezza, la nostra, in cui circolano e si scontrano nugoli di certezze senza fondamento.
  16. Il carisma non è una virtù.
  17. L’erotismo è una poetica dell’intero, la pornografia è bassa cucina del particolare.
  18. E io continuo a chiedermi: se una unione civile conferisce diritti e doveri in tutto e per tutto equivalenti a quelli di un matrimonio, è dunque solo una questione nominalistica? Nomina sola tenemus?
  19. Poveri discepoli di terzo grado di Lacan e Heidegger pronunciano oscure sentenze pensando che l’oscuro e il profondo coincidano. O forse pensando che la gente lo pensi.
  20. Molti parlano di sacralità della vita intendendo la sua intangibilità. Quindi, niente pena di morte perché la vita è sacra. Chi pensa così del sacro non sa nulla. Risulta da ciò questa stranezza: in società con un senso del sacro immensamente superiore a quello di noi occidentali moderni laici, come quella degli Aztechi (o quelle islamiche di oggi) non vi sarebbe una vera percezione della sacralità della vita. Sacrifici umani, pena di morte, guerra santa…
  21. È molto difficile trovare un progressista che riconosca a chi non condivide le sue idee la buona fede, il senso della giustizia, e l’intelligenza.  È molto difficile trovare un conservatore che riconosca a chi non condivide le sue idee la buona fede, il senso della giustizia, e l’intelligenza. In verità, in Italia è anche difficile trovare uno che si dica conservatore.
  22. Si dice uniti in matrimonio. Si dirà anche uniti in unione civile. Uniti in unione, una bella espressione. Popolo di ipocriti, che non vuole riconoscere che la questione vera è quella del matrimonio omosessuale, che di fatto la Cirinnà istituisce. Gli italiani sono convinti che chiamando la cosa in un altro modo essa sia anche in un altro modo, ovvero che insieme sia e non sia. La stessa cosa vale per la guerra, che gli italiani non chiamano mai col suo nome quando vi sono in qualche modo implicati. Questa è la cifra della politica italiana. A questo punto, devo riconoscere che gli inglesi, avvezzi a chiamare le cose col loro nome, sono più seri: matrimonio per tutti, e amen.
  23. Società della comunicazione e dell’esibizione. Ognuno esibisce quello che ha. O quello che pensa di avere. O quello che pensa che gli altri debbano pensare che lui abbia.
  24. “Il personale è politico”, dicevano le femministe un tempo. Nell’era del Politicamente Corretto, il personale a volte è politico, a volte no. Secondo inimicizia.
  25. Perché il sonno della ragione generi mostri, occorre che essa prima di addormentarsi abbia molto vegliato. Come è accaduto in Occidente.
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