Micronote 62

gufin

  1. “Tutta questa luce ci ucciderà,” dissero. “Scaviamoci dunque delle tane oscure, nelle quali conservare intatte le nostre credenze e le illusioni che ci permettono di vivere”.
  2. “Il famoso letto di Procuste,” disse il sacerdote, “fu trasportato da Teseo in cima all’Etna, e posto sul bordo del cratere. Quando poi Empedocle salì sulla montagna del fuoco, essendo molto affaticato, si distese su quel letto, e trovandolo adatto a sé e molto comodo, vi si addormentò profondamente, dopo aver congedato il servo da cui si era fatto accompagnare. Costui, ritornato là dopo poche ore, non trovò più né il letto né il filosofo”. Sul momento pensai che il sacerdote fosse pazzo, ma in seguito per anni cercai un sapiente che potesse interpretare per me le sue parole.
  3. Ci sono silenzi eloquenti, e anche silenzi ciarlieri, ai quali si deve imporre di tacere.
  4. SABBIA. Quando anche le classi colte cominciano ad usare le parole in modo impreciso e vago, senza quella coscienza delle parole che è essenziale per la serietà e piena efficacia del discorso e del ragionamento, allora si percepisce il terreno liquefarsi sotto i piedi, diventare sabbia mobile e trappola. Senti che la violenza monta, un rumore sordo, in lontananza per il momento.
  5. Tema: la letteratura dei moderni a confronto con quella degli antichi.
    Svolgimento:
    Il folle amore e il corso delle stelle.
  6. Giorni come lampi, settimane come saette, mesi come fulmini, anni come bolidi.
  7. MORALISMO. Necessario ripeterlo per i secoli dei secoli, finché il sole risplenderà sulle sciagure umane: il tuo moralismo guarda sempre a quello che GLI ALTRI sono e fanno; la tua morale guarda sempre a quello che TU sei e fai.
  8. DILEMMA. A quella gente fu chiesto: “Volete burro o cannoni?”
    Risposero: “Burro, vogliamo, e spassarcela per tutta la durata dei nostri brevi anni!”
    Ebbero cannoni. Cannoni nemici.
  9. “Ma,” disse, “come potranno navigare attraverso le tempeste del futuro coloro che nelle tempeste del passato a stento sono sfuggiti al naufragio, e vi hanno perduto l’intero carico delle loro navi?”
  10. FUGA. Perché è la libertà con la sua fatica che gli umani spesso fuggono, preferendo le cipolle d’Egitto, o l’appartenenza al grosso animale che vive di capri espiatori. E questa fuga, unita al bisogno di venerazione e di sottomissione ad un Padre-Padrone umano-divino, sempre di nuovo ritorna.
  11. Gli esasperati contro l’establishment
    finiscon sempre con l’eleggere magnati.
    E questo è il loro punishment.
  12. La Sinistra-sinistra e il suo ceto intellettuale: la più miseranda realtà, e risibile, che l’Italia abbia partorito negli ultimi decenni. Insieme a una vomitevole Destra confusionaria, e ad una piccola e media borghesia ignorantissime e becere. Queste ultime del tutto prive di un qualcosa che meriti il nome di ceto intellettuale.
  13. Molti scrivono, ma non dovrebbero. Molti parlano, ma dovrebbero imparare il silenzio.
  14. Tutti sono pronti a difendere l’ordinamento generale quando la sua modifica colpisce il loro interesse particolare.
  15. Ho sognato il corso della mia vita come una serie di sipari, alcuni grandi e variopinti, altri più piccoli, grigi, rammendati e polverosi, che si aprono uno dopo l’altro, su scenari via via più ristretti e meno luminosi, e con attori sempre meno bravi e meno numerosi.
  16. DUE QUESTIONI. L’Europa ha davanti a sé due questioni fondamentali, quella economica e quella militare. Della prima parlano tutti, della seconda nessuno. I cannoni che non sparano sono silenziosi, quelli che sparano ci sembrano lontani.
  17. Non arrendersi mai alla disperazione apocalittica, che si presenta in varie e suadenti forme alla soggettività singola e collettiva.
  18. Da cinquant’anni leggo e ascolto attacchi e geremiadi contro i benpensanti da parte di malpensanti perfettamente inseriti nel sistema. E mi hanno tediato, diciamo.
  19. INDIFFERENZA. Non bisogna essere troppo pronti a condannare l’indifferenza. Anzitutto perché quella che si condanna è sempre l’indifferenza degli altri, ed è una condanna facile, a buon mercato e senza rischio. In secondo luogo perché vi sono molte circostanze in cui l’unica alternativa all’indifferenza è la guerra, e la guerra è difficile farla senza aver prima risvegliato la bestia dell’odio.
  20. C’è questo fatto, che è un segno dei tempi: in Italia al valore dell’istruzione (e della cultura) crede solo una minoranza. E tra i politici questa è una piccola minoranza.
  21. LOTOFAGI e LESTRIGONI. Quanto più corrotta è una società, tanta più apatia inocula nella maggioranza dei suoi membri, e tanto più numerosi vi sorgono pseudoprofeti, guide spirituali da strapazzo, e rivoluzionari a buon mercato mossi da vani furori.
  22.   SENSO. L’idea che il mondo sia insensato può nascere solo entro una civiltà che abbia conferito a sé stessa e al mondo un eccesso di senso.
  23. L’attivismo degli ignoranti è una sventura dell’umanità da almeno tremila anni.
  24. Si può amare un fantasma, o chi ama un fantasma in realtà ama solo se stesso? Questo è il tema del mio antico romanzo.
  25. Quanti ignobili giornaletti che nessuno legge, puro ciarpame, ricevono sovvenzioni pubbliche! Ovunque lo sguardo giri, vedi l’Italia come un immenso paesaggio punteggiato da mangiatoie, intorno alle quali si affollano greggi di amici, e di amici di amici, dal robusto appetito.
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3 thoughts on “Micronote 62

      1. Non immagina il piacere che mi fa leggere le sue parole……è proprio questa la mia volontà……. Coco Chanel recitava così: ” La moda riflette i tempi in cui si vive, anche se, quando i tempi sono banali, preferiamo dimenticarlo.” Come dire “la moda passa, lo stile resta”. Alla prossima e ancora grazie

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