Micronote 68

gufin

  1. DEMONI. Mefistofele non è più disponibile, si offrono solo demoni flaccidi e ignoranti.
  2. CULTURA, LIBERTÀ. L’equazione cultura = libertà mi piace, così come mi piacciono gli slogan del tipo più libri più liberi, e tuttavia bisogna ammettere che si tratta di un’equazione altamente problematica, perché in innumerevoli occasioni nel corso della storia uomini colti sono stati servi del potere, e hanno amato più i vantaggi della servitù che i rischi della libertà. Vale anche per le nazioni: la Germania nel 1933 era la nazione più colta d’Europa. Ma, come spesso accade, quando si osserva una idea da vicino, questa si annebbia gradualmente, si sfilaccia e perde significato, diventando sfuggente e inafferrabile. Vale anche per quella di cultura e per quella di libertà, e per la loro relazione.
  3. EQUILIBRIO NATURALE. Errano assai dal vero coloro che pensano la natura come uno stato di equilibrio meraviglioso, che solo l’azione umana turba e sconvolge. Se fosse così, ci sarebbero ancora i dinosauri. Anzi, non vi sarebbe nulla.
  4. IN SITUAZIONE. Tra il giusto e l’ingiusto la linea è sottile. A destra e a sinistra cani latranti. La tolleranza si muta in sopruso. Ogni concetto diventa confuso. Fino a che punto l’Italia è civile?
  5. GRAMMATICA. La nostra crisi è anche una crisi grammaticale. Si sta perdendo la distinzione tra participio presente e participio passato: si confondono migranti e immigrati. L’indifferenziazione, matrice di violenza, dilaga ovunque. Una democrazia confusa inevitabilmente degenera in tirannide. L’Italia è confusa.
  6. TRIADE. Oltre alla violenza, due altre cose mi disgustano: pornografia e calcio.
  7. FRUTTI. I giornali sembrano aver dichiarato guerra alla ragione. La quale, in verità, da tempo non va più di moda nemmeno tra gli intellettuali, e nella mentalità comune viene vista come cosa spregevole: ovunque da decenni si esaltano sentimenti e passioni. Ora si raccolgono i frutti, alè.
  8. DISCRIMINE. Mi chiedo dove sia il punto passato il quale un giornalista si muta in pennivendolo.
  9. ANTI-CAPITALISTI. Le persone che più mi fanno ridere oggi sono quelli che si dichiarano anti-capitalisti. Non per la loro frequente incoerenza rispetto ai nobili principi professati, e nemmeno per la debolezza delle loro argomentazioni, in cui prevale lo slogan. No, mi fanno ridere perché non sanno vedere una realtà evidente: che senza capitalismo, privato o di stato, non c’è industria né civiltà industriale, non c’è modernità. Studiate almeno la parabola della Cina comunista, non rimanete fissati solo sull’Occidente, ingenue creature!
  10. CORAGGIO INTELLETTUALE. Perché il coraggio intellettuale è così raro? E perché così infrequente è il coraggio degli intellettuali? In questo ceto prevalgono di gran lunga il conformismo, lo spirito di gregge e la codardia. Se ne avessi il tempo e la forza, mi diletterei a scrivere un trattatello Del coraggio fisico e di quello intellettuale. Poiché in tutta la mia vita ho constatato il primo essere molto più abbondante e diffuso del secondo. Troverai molti più uomini pronti a battersi contro la polizia in assetto di guerra che membri del ceto intellettuale pronti ad affrontare apertamente uno scontro col proprio superiore, o con chiunque essi avvertano come in grado di nuocer loro. Perché tanti tra insegnanti, e cattedratici vari siano affetti da codardia congenita, non lo so. So però che Platone sosteneva giustamente che la vigliaccheria è generatrice di ogni altro vizio. E certo il mondo è pieno di persone che hanno paura delle ombre, e nella loro mente danno sostanza alle cose che non sono, e le temono. E non temono invece ciò che è reale, realissimo, che è dentro di loro e corrode il loro spirito e la loro mente.
  11. PATHOS DELLA DISTANZA. Quella di essere un adulto in mezzo a una torma di bambini analfabeti e capricciosi, una strana sensazione. L’ho sempre avuta.
  12. SOLO. La politica è sempre stata anche propaganda. Ora è solo propaganda. Amen.
  13. INVERSIONE. Le colpe dei figli ricadono sui padri.
  14. DESIDERARE. La natura del desiderio è rivelata da questa impossibilità: non si può desiderare quel che già si possiede.
  15. LINGUAGGIO. Un giorno i discepoli dissero al Maestro: – Insegnaci qualcosa sul linguaggio che dobbiamo parlare!
    Il Maestro chiese loro : – Secondo voi è meglio essere schiavi di un uomo nobile e virtuoso o di un uomo miserabile, gretto e violento?
    Rispose uno dei discepoli: – Di un uomo nobile! Infatti i nobili virtuosi non si curano di rimarcare ad ogni passo la loro superiorità sui servi, come invece fanno gli ignobili, con angherie e soprusi di ogni genere, e li trattano affabilmente, come gente della propria casa.
    E dunque, – disse il Maestro, – finché potete scegliere il linguaggio che parlerete, adottatene uno nobile e puro, perché il linguaggio che parlerete sarà il vostro padrone e signore per sempre.
  16. POEMA. Voglia di maledire in me si è spenta. (poema monostico)
  17. PULVIS. Ogni granello di polvere si sente il centro dell’Universo.
  18. UNA LEGGE. Ogni secessione genera sempre nuove minoranze.
  19. ILLUSIONE. Attraverso la demo-illusione stiamo passando dalla democrazia alla demonocrazia.
  20. PATET. Tra una mente aperta e una mente confusa c’è una bella differenza, oscura alle menti confuse, appunto.
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3 risposte a "Micronote 68"

  1. azzardo: “meraviglioso”, (sul punto 3) potrebbe essere inteso come fatto naturalmente equilibrato anche nella sua ferocia di trasformazione. Meraviglioso in contrapposizione alle contraddizioni degli esseri umani che pur nella loro evoluzione – non fanno della ragione – il loro giusto equilibrio.

    (ti autorizzo alla rimozione, laddove pensi abbia scritto una fesseria).

  2. sul punto 10.. perché la maggior parte delle persone è intellettualmente disonesta. Ad ogni e più livello. Per l’intelletto è al servizio o della furbizia, o del proprio tornaconto. O addirittura volto a tale giustificazione.

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