Taccuino di un soldato veneto

Il taccuino 1943-45 del tenente Nino Brotto di Zero Branco, mio padre, è leggibile in pdf, cliccando sull’immagine.

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Repubblichino e imboscato 4

Dicembre. Conosco 2 ragazze al ballo (?) di Scandolara. Con Italo Zugno si va ad accompagnarle a casa da Achille Calzavara (sono sfollate là). Si balla e si fuma. Una bella serata in 4. Non sono contento. Penso a casa. Però continuo.
Il lunedì viene Italo Gardin. Poi ogni sera si va assieme e si scherza con loro due, si gioca, si passa il tempo. A me sono indifferenti tutte 2. Continua a leggere

Repubblichino e imboscato 3

Settembre. A Istrana c’è qualcosa nell’aria. Soldati disertano perché non vogliono andare a Fadalto. Scappa anche Marco Graziati.
Adesso il servizio di pattuglia notturna è più pesante. Ogni tre sere. La notte fa freddo. Faccio la spola Zero – Istrana. Di Mario Luison ho avuto un biglietto. È a Mesola – Treporti. S’è sganciato elegantemente. Continua a leggere

Repubblichino e imboscato 2

11 Giugno 1944. Oggi è domenica. Com’è stata lunga questa settimana! A pensare che domenica scorsa ero ancora rinchiuso tra i reticolati non mi par vero! Vedi com’è la natura umana? Stai in ansia, tremi per il timore di non arrivare in tempo in Italia, stimi infinitamente felice chi respira aria libera e daresti anni della tua povera vita per raggiungere quello stato di esistenza, poi un bel giorno, quando l’hai raggiunto, non ti volgi neanche indietro a considerare cosa sei e cosa eri. Troppo presto è attenuato il ricordo delle cose tristi. Io  penso che se in noi restasse più vivo tale ricordo se ne trarrebbe un insegnamento continuo. Continua a leggere

Repubblichino e imboscato 1

Sera del giorno 3 Giugno 1944. Ieri sera non si riusciva a dormire dal nervosismo. Si credeva davvero che fosse la penultima notte. C’erano infatti notizie ufficiali di partenza domenica mattina in 2 convogli: 1° convoglio composto di capitani tenenti e pochi sottotenenti, 2° convoglio composto di sottotenenti e ufficiali anziani. Esclusa la Marina, Commissariato, Sussistenza. Col viso sul duro guanciale, non riuscivo ad addormentarmi e sognavo tante belle cose con gli occhi nel buio della baracca. Poi calarono le cimici dal tetto e mi tormentarono fino a notte alta. Continua a leggere

Taccuino di prigionia 32

29 Maggio 1944. Tiveron mi ha portato delle foto di Norimberga. Ieri ed anche oggi bellissime giornate. Con questo sole perché non ci sono le cicale?
I Tedeschi festeggiano la Pentecoste, oggi, lunedì. Tutti gli ufficiali si mettono in pantaloncini e stanno al sole.
Ho visto una pianta di ginestra. Ha il fiore quasi uguale alle nostre “bocche di lupo”. Non ha profumo. Avevo un’idea ben differente della ginestra. Continua a leggere

Taccuino di prigionia 31

22 Maggio 1944. Sono giornate fredde, queste, umide e piovigginose. Sembra di vivere il novembre delle nostre regioni. I miei reumatismi si fanno sentire di più con questa umidità. Tiveron è andato a lavorare nella Kartei.
Il cap. Bertoli è andato alla disinfestazione e partirà domani per Semlager (Div. Littorio).
Della nostra partenza non si sa niente.
Gli attacchi sferrati a Cassino e Anzio mi fanno pensare male e aumentano i timori e le paure. Continua a leggere

Taccuino di prigionia 30

16 Maggio 1944. Stasera mi sento un po’ meglio. Son dieci giorni che sto a letto. Il pagliericcio è così duro e disuguale che è impossibile immaginarlo. Quella carta filata si pesta in maniera bestiale, tanto che sembra d’aver sotto fette di roccia.
Un soldato ha voluto 10 marchi per lavare quel po’ di biancheria. Mi rimangono 8 marchi dei 24 che ho riscosso stamane. 6 per 2 sigarette; 2 per rifondere la coperta di Confalonieri, ceduta ai tedeschi. Continua a leggere

Taccuino di prigionia 29

26 Aprile 1944. In questo momento c’è buon umore in baracca. Quasi entusiasmo per una lettera del Col. Rasera esposta al “pubblico”. Sta scritto che tutto il campo di Norimberga è destinato in Italia. Il ritardo è causato dalle difficoltà dei convogli. Per conto mio, non ci vedo chiaro! Ieri ho ricevuto una cartolina di Nina. Mi dice che “nutre le più belle speranze per il mio ritorno”. Ho sbagliato quella volta nello scriverle. Sono sempre in pensiero per il bombardamento di Treviso e di Venezia.
E Berto che pure lui è in Germania, avrà aderito? Continua a leggere