Taccuino di prigionia 32

29 Maggio 1944. Tiveron mi ha portato delle foto di Norimberga. Ieri ed anche oggi bellissime giornate. Con questo sole perché non ci sono le cicale?
I Tedeschi festeggiano la Pentecoste, oggi, lunedì. Tutti gli ufficiali si mettono in pantaloncini e stanno al sole.
Ho visto una pianta di ginestra. Ha il fiore quasi uguale alle nostre “bocche di lupo”. Non ha profumo. Avevo un’idea ben differente della ginestra.

31 Maggio. Sono partiti gli Ufficiali di Aviazione che ancora soggiornavano con noi. Di Domenico (don Cicillo) mi ha portato una lettera in Italia.
Giorni fa ho visitato la “Mostra d’Arte” che fu preparata alla baracca 78. C’erano dei lavori di valore. Quotatissimi quelli di Lazzaro, Perghen, Sanavia ecc.

Ho fatto un conto approssimativo e mi risulta che dei 9 mesi di prigionia uno l’ho fatto in treno.
Da Ragusa a Stablac                16 giorni
Da Stablac a Benjaminovo      3 giorni
Da Benjaminovo a Przemysl 7 giorni
Da Przemysl a Nürnberg        4 giorni
tot. 30

Domani avrebbero dovuto partire gli Ufficiali di Marina. Invece niente.
Quand’è che partiremo noi?
Son passati ormai i 14 giorni del Co.llo Grassi.

ore 19. Primo temporale con fulmini e tuoni. Ci hanno tolto anche una parte di pane per darla ai malati. C’è stato un casino stamattina, tutti reclamavano. Noi italiani non abbiamo il senso della misura: infatti non bastava dare ai malati uova, cioccolato, marmellata e zucchero?

2 Giugno. Ecco arrivato pure Giugno. Maggio ci ha lasciato col sole dopo averci regalato giornate bellissime. Invece Giugno è sempre imbronciato, ed alla sera s’infuria lanciando tuoni e saette. Come pioveva ieri sera! Proprio come da noi, quando fa temporale. E Zia Nina correva a destra e a sinistra per la grande casa; mandava la serva a chiamare i pulcini, il garzone a chiudere i balconi del granaio, gridava a noi che sotto i primi goccioloni radi e pesanti si correva imbizzarriti come le rondini lassù nel cielo nero e minaccioso. Poi tutti quanti chiusi in casa con la luce spenta e nel buio dei balconi serrati si diceva il rosario, accese le candele bianche e rosse e bruciato l’incenso. I tuoni mettevano un po’ di paura. Cira piangeva. E Zia Nina continuava a pregare: A folgore et tempestate libera nos Domine.
Poi l’arcobaleno, il sole ritornava con un buon profumo di erbe e fieni. Nell’orto s’andava a raccogliere la frutta caduta col vento.

Ieri mattina in biblioteca mi sono arrabbiato. S’era una ventina di ufficiali ad aspettare fuori dalla porta l’ora d’apertura. Poi si doveva entrare 3 per volta nello stanzino dei libri. Incominciò uno a spingere e tutti gli altri l’imitarono. Sicché tutti pigiati gli uni sugli altri, e i primi incollati alla porta, perché? Per l’indisciplina che è una seconda natura in noi italiani. Roba che fa schifo, che indispone. E siamo ufficiali, la parte eletta della nazione.

ore 11. Elettricità in baracca, euforia, allegrezza. Si parte! Si parte! Notizia confermata dal Comandante. Stavolta è proprio vero! W W. Tutti sono contenti. Io sarei tentato a rallegrarmene. Ma troppe delusioni mi hanno insegnato prudenza in tutto anche nella speranza.
Una rondine non fa primavera…

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