Mentre un libro è un oggetto col quale tu puoi interagire direttamente, e la stampa che media l’idea del libro è manipolabile con effetti permanenti (sottolineature e commenti ecc.), un e-book è un oggetto in cui il livello del libro è mediato e occultato nella tecnica al punto che il suo proprio essere virtuale appare massimamente transitorio ed evanescente, contraddicendo lo stesso fondamento essenziale del libro: “sta scritto”. Nell’e-book lo stare è assolutamente inconcepibile.
Gomitoli
Taccuino di prigionia (20)
Con mia grande sorpresa ho trovato un secondo taccuino di mio padre, con annotazioni dell’anno 1944. Non c’è molto ordine, e il materiale è vario. Alcune note sono senza data completa, e si riferiscono al periodo in cui il tenente Nino Brotto è stato curato nel Lazaret di Przemysl in Polonia, nel febbraio 1944. Altre note riprendono più puntuali dal 3 marzo 1944. Le note senza indicazione del giorno riportano anche ricordi degli anni della fanciullezza, ai quali mio padre prigioniero e malato si attaccava con tutte le sue forze. Continua a leggere
Terra di uomini liberi
Slobozia (terra di uomini liberi) si chiama il paese sepolto nella grande foresta, in cui si svolge la cupa storia narrata da Liliana Lazar (Terre des affranchis, 2009, trad. it. di S. Fornasiero, Tropea 2011). In una Romania in cui il cristianesimo deve fare i conti da un lato col regime criminal-comunista di Ceausescu e dall’altro con le ancestrali tradizioni pagane, con tutto il loro corteo di capri espiatori e credenze legate alla violenza e alla morte. La credenza nei moroï è quella più forte e operante, e nel romanzo della Lazar assume un valore simbolico importante e svolge una funzione narrativa primaria. I moroï sono morti inquieti, che non hanno raggiunto l’aldilà, e infestano il mondo dei vivi, una sorta di zombie-vampiri assetati della vita da cui sono stati espulsi. Il protagonista principale è un assassino seriale, che mi ricorda certi personaggi di Cormac McCarthy, ma la prima tematica di fondo del libro è quella della redenzione, del singolo e della collettività. Si tratta di una redenzione possibile, ma nient’affatto certa. La seconda tematica è quella della latenza e del nascondimento: di persone, di identità, di significati. L’oscurità misteriosa e la luce inquietante di un lago cui pochi osano accostarsi, chiamato la Fossa dei Leoni (Daniel è il nome dell’eremita che abita vicino alle sue sponde), è lo sfondo primordiale di tutti gli eventi, sacro e affamato di vite umane. La storia è sacrificale al massimo grado, la Lazar al primo romanzo è già scrittrice sapientissima e potente.
Razza, specie, famiglia
Io non credo che la razza umana sia una sola, per quanto questa mia possa sembrare un’affermazione razzista. La specie umana, essa sì, è una sola, esattamente come la specie canina. Il cane è un animale unico, ma nessuno si sogna di negare che esistano le razze canine, come quelle di cavalli, conigli, ecc. Dal punto di vista scientifico, razza e specie non sono termini equivalenti, e razza ha un significato più legato al linguaggio comune, ma nondimeno se si parla di animali è irrinunciabile. Purtroppo, il nefando razzismo nazista ha marchiato indelebilmente il termine “razza”, e per gli umani non si può più usare, giustamente. Una questione di termini non deve però diventare una questione di sostanza. Parliamo dunque di tipi umani. Un nero e un bianco sono tipologicamente differenti, come tra gli stessi neri lo sono un watusso e un pigmeo. Ma riconoscere la differenza non significa affatto stabilire gerarchie di valore. Il nostro mondo attuale, invece, nemico della differenza, pensa che l’unico modo di impedire la sopraffazione sia negare la differenza stessa. E questo è in assoluto il suo errore più grande. In verità, è molto più facile negare che vi sia una differenza anziché accettarla e valorizzarla. Continua a leggere
Micronote 12
- Papi santi. Dal Trecento (Celestino nel 1313) all’Ottocento, in cinque secoli, è stato canonizzato solo il promotore dell’Inquisizione Pio V. Nel Novecento si scatena l’inflazione dei papi santi. Urge un’interpretazione.
- Solo una decrescita globale e senza eccezioni potrebbe essere felice. Ma gli squilibri esistenti la rendono impossibile. La decrescita di una parte sola non può che essere infelicissima. In ogni caso, la decrescita è il pasto di intellettuali sazi.
- Ogni forma nuova richiede l’eliminazione della forma vecchia. Ogni riforma richiede dunque una de-formazione.
- Il Sacro è il fondamento infondato e infondabile del potere. Di ogni potere, anche di quello più “laico”. Continua a leggere
La felicità del testimone
La cosa che più mi piace nel nuovo romanzo di Elisabetta Liguori (Manni 2011) è la protagonista, l’assistente sociale presso il tribunale dei minori, Concetta. Mi piace perché non ha nulla che l’assimili al tipo comune della donna dei romanzi, che è fondamentalmente una proiezione del desiderio maschile, anche quando vi si sottrae o si oppone ad esso – come un negativo fotografico. Infatti le donne nei romanzi sono quasi sempre belle e giovani e desiderabili (desiderabili lo sono anche quando non più giovani, come in Galline). E dietro questa desiderabilità si cela il loro statuto vittimario. Qui invece abbiamo una donna pienamente cresciuta e consapevole. Non bella, però, e anche grassoccia: non è un oggetto di desiderio, ma non è nemmeno una vittima. Continua a leggere
Val di Susa

Eclissi della ragione. I fatti di Val di Susa si prestano a molteplici letture. Capri espiatori ovunque, logica dell’antagonismo radicale, nuove ideologie in divenire. A me pare che anzitutto vi si manifesti una forte crisi della razionalità, col susseguente prevalere di impulsi viscerali. Si manifesta uno scontro tra due forme opposte di annichilimento della razionalità: dalla parte dei promotori della TAV (Stato, partiti e grandi media) non si forniscono spiegazioni convincenti e dimostrazioni dell’utilità dell’opera, sulla quale molti (me compreso) nutrono dubbi sul piano dei costi/benefici. Dall’altro si assume la TAV ad emblema del male assoluto, contro cui non si può far altro che combattere fino alla morte. Quando si sentono persone di un certo livello culturale sostenere che in certe situazioni un popolo può opporsi duramente allo Stato, facendo l’esempio delle leggi razziali di Mussolini, allora è chiaro che la razionalità è tramontata, e con essa si è eclissato anche il buon senso. Si tratta solo di un’opera pubblica, per quanto possa essere sbagliata, e non è concepita perché vi passino le tradotte per Dachau.
Idiozia
Pare che negli ultimi due anni in provincia di Treviso altri 11.000 ettari di terreno siano stati ricoperti di asfalto e cemento. Case, capannoni, strade. La vista dall’alto è terrificante. Altri 11.000 ettari di terreno impermeabilizzati, dunque. Poi quando piove un po’ tutto si allaga, perché non c’è abbastanza superficie assorbente, e la gente allora maledice i cambiamenti climatici, secondo le indicazioni dei media. Idioti!
La croce e il potere
Una lucida analisi storica, che ripercorre i primi secoli del Cristianesimo, cercando di comprendere i motivi per cui una fede di perseguitati è potuta diventare (anche) una religione di persecutori. L’opera di Giovanni Filoramo La croce e il potere (Laterza 2011) è affascinante, e unisce rigore accademico ad una grande chiarezza espositiva.
L’intreccio religioso-poltico determinatosi con Costantino e i suoi successori, con la centralità del tema dell’eresia, è un argomento di riflessione permanente, non solo perché il rapporto Chiesa-Stato è sempre problematico, specie in Italia, ma anche perché – cosa di cui giustamente Filoramo, che è uno storico, non si occupa – fa emergere con prepotenza il tema del relativismo. Se infatti posizioni sul trattamento degli eretici come quella di Agostino e di molti altri teologi e Padri della Chiesa debbono essere giudicate come relative al tempo loro e non dotate di un valore extratemporale, allora bisognerebbe concludere che il fedele non può essere vincolato in modo assoluto da un pensiero soggetto a divenire differente nel tempo. Se la repressione dura di ciò che la parte maggioritaria o più influente della Chiesa ritiene eresia non può essere soggetta a valutazione e negoziazione ma si pone come assolutamente doverosa nel 402 dC, come può essere che oggi venga compresa tenendo conto dello spirito di quei tempi, ecc.? Certo, laicamente non si può non farlo, ma allora come evitare che quelli che oggi vengono proclamati come valori non negoziabili, siano percepiti come non assolutamente cogenti, non sottratti ad una riserva di relatività? Continua a leggere


