Val di Susa

Eclissi della ragione. I fatti di Val di Susa si prestano a molteplici letture. Capri espiatori ovunque, logica dell’antagonismo radicale, nuove ideologie in divenire. A me pare che anzitutto vi si manifesti una forte crisi della razionalità, col susseguente prevalere di impulsi viscerali. Si manifesta uno scontro tra due forme opposte di annichilimento della razionalità: dalla parte dei promotori della TAV (Stato, partiti e grandi media) non si forniscono spiegazioni convincenti e dimostrazioni dell’utilità dell’opera, sulla quale molti (me compreso) nutrono dubbi sul piano dei costi/benefici. Dall’altro si assume la TAV ad emblema del male assoluto, contro cui non si può far altro che combattere fino alla morte. Quando si sentono persone di un certo livello culturale sostenere che in certe situazioni un popolo può opporsi duramente allo Stato, facendo l’esempio delle leggi razziali di Mussolini, allora è chiaro che la razionalità è tramontata, e con essa si è eclissato anche il buon senso. Si tratta solo di un’opera pubblica, per quanto possa essere sbagliata, e non è concepita perché vi passino le tradotte per Dachau.

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