Razza, specie, famiglia

Io non credo che la razza umana sia una sola, per quanto questa mia possa sembrare un’affermazione razzista. La specie umana, essa sì, è una sola, esattamente come la specie canina. Il cane è un animale unico, ma nessuno si sogna di negare che esistano le razze canine, come quelle di cavalli, conigli, ecc. Dal punto di vista scientifico, razza e specie non sono termini equivalenti, e razza ha un significato più legato al linguaggio comune, ma nondimeno se si parla di animali è irrinunciabile. Purtroppo, il nefando razzismo nazista ha marchiato indelebilmente il termine “razza”, e per gli umani non si può più usare, giustamente. Una questione di termini non deve però diventare una questione di sostanza. Parliamo dunque di tipi umani. Un nero e un bianco sono tipologicamente differenti, come tra gli stessi neri lo sono un watusso e un pigmeo. Ma riconoscere la differenza non significa affatto stabilire gerarchie di valore. Il nostro mondo attuale, invece, nemico della differenza, pensa che l’unico modo di impedire la sopraffazione sia negare la differenza stessa. E questo è in assoluto il suo errore più grande. In verità, è molto più facile negare che vi sia una differenza anziché accettarla e valorizzarla. Vedo questa stessa tendenza anche nella questione delle nozze gay. Qui il progressismo afferma l’assoluta non discriminazione, nella fattispecie tra etero e omosessuali, senza accorgersi che anche questa non discriminazione riposa su dogmi. Il primo dogma è quello della famiglia come basata sulla relazione fra due sole persone (a prescindere dal loro sesso), che esclude a priori che vi possano essere famiglie poligamiche, come avviene nel mondo musulmano. Per cui nell’Occidente contemporaneo, per la prima volta nella storia dell’umanità, si potrà avere una famiglia composta di due uomini o di due donne, ma non ad esempio, una famiglia di un uomo e due donne. Ovvero, la logica del numero e dell’assoluta pariteticità prevale a priori su quella del genere. Due e non più di due. Perché? Si accusa di dogmatismo la posizione della Chiesa sulla famiglia e le si contrappone un dogma non meno rigido. 
Ma è evidente che anche il progressista attuale, cui la stessa parola razza fa orrore nel momento in cui viene applicata all’umano, ha le sue opacità. Per esempio, tende a pensare l’aborto come un evento psicologicamente penoso per la donna, al massimo, ma non considera il diritto del nascituro ad esistere. Dal mio punto di vista, invece, non è comprensibile come un uomo in stato vegetativo, che lasciato alla semplice natura non viverebbe  un’ora, dovrebbe avere un maggior diritto alla vita di un feto che si protende verso di essa, e lasciato alla natura vivrebbe. E lo dico provocatoriamente.  E noto a margine che negli Stati Uniti le persone che sono a favore della pena di morte sono generalmente contro l’aborto. Viceversa, i sostenitori del diritto di aborto sono generalmente contrari alla pena di morte. Qui operano i dogmi, non la ragione.

 

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5 thoughts on “Razza, specie, famiglia

  1. Merita molto il tuo post Fabio. Mi limito a osservare che i dogmi sono ragione… purtroppo. Oltre ti segnalo e poi ti invierò alcune considerazioni nel merito «Razza. Storia di un’idea» di Eric Voegelin, scritto nel 33…

    1. In effetti la mia espressione è troppo concentrata, avrei dovuto parlare di ragione dogmatica e di ragione dialettica. Mi pare tuttavia che il senso globale non cambi. La ragione dogmatica, infatti, pur essendo ragione, si accompagna volentieri alle pulsioni più oscure.

  2. Caro Fabio, in effetti le culture hanno un ruolo determinante sulle idee.
    Considero che il concetto di famiglia che ha il progetto di procreare ha un valore assai diverso rispetto alla convivenza di due persone che per libera scelta scelgono di convivere per il loro affetto reciproco e per tutelare la loro scelta. Bigamia o poligamia hanno avuto delle varianti storiche determinate in parte dall’economia e in parte dalla cultura. Nelle società primitive vi era la predominante del matriarcato. Per il concetto di razza mi rifaccio a quanto ha detto A. Einstein esiste solo una razza quella umana, tutto il resto è determinato dal desiderio di dominare e giustificare la propria supremazia.

  3. Purtroppo il ruolo che ha rivestito il concetto di razza nel pensiero illuminista e razionalista (perché è bene ricordarlo è quel pensiero che ha introdotto la razza) è molto più importante di quanto si creda e di quanto sia stato realmente indagato. La determinazione al dominio c’è, ma il come si articola nelle istituzioni del pensiero è altrettanto importante degli effetti che crea sul piano socio-politico. Un conto è l’uso che si fa di un concetto, altro è la sua nascita e il suo imporsi. Soltanto la storia del termine imporrebbe una ricerca non di poco conto. In Germania il termine fa la sua comparsa nel corso del XVIII sec. La filologia quanto alle radice dice: latino radius (Baist), radix (Ulrich), raptia, raptiare (Körting), generatio (Salvioni, Meyer.Lübke); termine slavo raz che significa “tipo”, “stampo” (Gröber, Canello); il lombardo raiza, “linea”, “segno”; l’antico alto tedesco reiza (Diez); l’arabo ras, inizio, origine, principio. Questo solo per dire che è facile liquidare la questione, molto più difficile ricostruire i quadri concettuali entro la quale ha acquisito autorevolezza ed efficacia nel corso della storia della nostra cultura e non solo. Ormai troppo facilmente e sbrigativamente diamo spiegazioni veloci e sicure di ciò che veloce e sicuro non è… ci corre dietro l’angoscia di dimostrarci buoni e corretti di fronte a un mondo che corretto e buono non è e di cui stentiamo a comprenderne i motivi e le ragioni profonde…

  4. Carissimo Prof. porto il mio modesto parere convinta che razza e specie abbiano un’etimologia ed un significato assolutamente differenti.Purtroppo per il volgo il pensiero di un simile discernimento nemmeno si pone. Se il nazifascismo ha portato al parossismo il rifiuto del termine razza, non è che in altre epoche o altre culture il razzismo inteso come potere di una razza su un’altra non vi fosse, anzi. Se fosse la ragione a guidare l’uomo non avremmo bisogno di certe disquisizioni. Sono i vari dogmi dettati dai molteplici poteri religiosi, politici, economici ed anche laici che ci portano purtroppo una babele di imposizioni aprioristiche del tutto incuranti delle varie sfaccettature che la vita moderna ha acquisito nel tempo formando un coacervo di famiglie atipiche dove quello che veramente conta è il bene e il sostegno reciproco..Franca

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