Cercopis vulnerata

Fabio Brotto

Anche i piccoli omotteri possono fornire diletto allo sguardo, come mi succede con questa comune cercopis vulnerata. E la classificazione è un’altra fonte di diletto: immensa costruzione intellettuale, una delle meraviglie della mente umana.  Cercopis vulnerata è la specie. Ma…

Dominio: Eukaryota
Regno: Animalia
Sottoregno: Eumetazoa
Ramo: Bilateria
Phylum: Arthropoda
Subphylum: Hexapoda
Classe: Insecta
Sottoclasse: Pterygota
Coorte: Exopterygota
Subcoorte: Neoptera
Superordine: Paraneoptera
Sezione: Rhynchotoidea
Ordine: Rhynchota
Sottordine: Homoptera
Sezione: Auchenorrhyncha
Infraordine: Cicadomorpha
Superfamiglia: Cercopoidea
Famiglia: Cercopidae

Divenire nulla 11

La relatività di ogni fenomeno, la mancanza di un fondamento assoluto del senso e del valore, genera dunque un’angoscia diffusa, che avvince e vince tutti coloro che non possiedono il genio dell’intensità.
Scrive Sergio Quinzio ne La croce e il nulla:  “La notte del nichilismo, in realtà, è una notte tragica, e viene falsificata, scambiandola per un giorno luminoso, quando ne viene, in un modo o nell’altro, elusa la tragicità. La tragedia sta nel fatto che, per l’uomo contemporaneo, l’assoluto è inattingibile e, insieme, il relativo è invivibile. Due pazzie sono veramente profetiche: quella di Hölderlin, che non poté attingere l’assoluto, o che solo così poté attingerlo, e quella di Nietzsche, che non poté vivere, o solo così poté vivere il relativo”. Ma la relatività trionfa oggi in tutta la letteratura. Dice lo stesso Quinzio: “I libri più intelligenti oggi sono mosaici o puzzle costruiti con citazioni di citazioni e interpretazioni di interpretazioni; i verbi non hanno per soggetto un uomo, un animale, una cosa, ma una complicata frase irta di termini astratti, ciascuno dei quali può essere assunto secondo infinite accezioni e avrebbe bisogno di interminabili precisazioni, qualora esistesse ancora la speranza di un linguaggio capace di pervenire al significato. Non si pensano cose ma pensieri di pensieri, il discorso si svolge attraverso la mediazione inconcludibile di schemi e controfigure, in un cerchio dal raggio infinito. Le prospettive più stimolanti, ma stimolanti al nulla, sono i fascinosi ponti che si tenta di gettare tra un linguaggio e l’altro”. Continua a leggere

Verdiglione 3

medium_112.2.jpg

E ci furono e sono persone che lo presero sul serio. Ma è una metastasi del lacanismo, che già di suo è un cancro. E ora vedo pochi intellettuali schierati a difesa di un maestro di pensiero.

Divenire nulla 10

Eschilo è associato a Leopardi in una scienza del tragico disperatamente metafisica, quella di Carlo Michelstaedter, che ai due (e ad altri) fa dire la stessa cosa, nella prefazione a La persuasione e la rettorica: “… lo dissero Eschilo e Sofocle e Simonide, e agli Italiani lo proclamò Petrarca trionfalmente, lo ripeté con dolore Leopardi…”  Nel Dialogo della salute si leggono questi versi:

Niente da aspettare
niente da temere
niente da chiedere – e tutto dare
non andare
ma permanere.-
Non c’è premio – non c’è posa.
La vita è tutta una dura cosa. Continua a leggere

Divenire nulla 9

 Attento alla poesia novecentesca, B. Welte ne cita una delle cime più abissali, in cui il massimo dell’enigma si dà nella più pura trasparenza, la Mandorla di Paul Celan, che si trova in Die Niemandsrose (1964).

Nella mandorla – che cosa sta nella mandorla?
Il nulla. Il nulla sta nella mandorla.
Esso sta e sta. Continua a leggere

Divenire nulla 8

 

Gli uomini vuoti (1925) di T.S. Eliot (la cui Waste land termina, come tutti sanno, con Datta. Dayadhvam. Damyata.\ Shantih shantih shantih  – aveva studiato sanscrito ad Harvard nel 1911-13) portano come epigrafe la breve frase che segna la fine del protagonista di Cuore di tenebra di J. Conrad: “Mistah Kurtz – he dead” . Chi conosca il significato di parabola del breve e densissimo romanzo dello scrittore polacco-inglese non faticherà a cogliere il senso di tale epigrafe, leggendo i seguenti versi di The hollow men. Continua a leggere

Divenire nulla 7

Le antimetafisiche materialiste hanno storicamente dimostrato l’incapacità di dare fondamento all’identità dell’umano. Il Dio è morto nietzscheano, cioè l’affermazione dell’illusorietà di ogni universo di valori trascendente, apre la strada al definitivo crollo di ogni residuo delle metafisiche tradizionali, per cui si può provare solo una adorniana solidarietà, ma anche alla dissoluzione, in realtà, di quelle anti-metafisiche che sono propriamente, come è noto, delle metafisiche capovolte. Continua a leggere

Indignatevi!

Indignatevi!

Lo trovo al supermercato Despar il librettino di Stéphane Hessel che tanto successo ha avuto (Indignez-vous! , 2010, trad. di M. Balmelli, quinta edizione maggio 2011, add editore). Una omelia sulla necessità che i giovani ritrovino lo spirito della Resistenza. E anche una difesa dei Diritti Umani e della non-violenza. Ma. Ma su questo punto c’è un problema immenso. Perché la Resistenza contro i nazisti è stata violenta. E il fondamento della non-violenza da parte di Hessel è strumentale. Continua a leggere