Un’altra vita

Un' altra vitaUn’altra vita di Per Olov Enquist (Et annat liv, 2008, trad. it. di K. De Marco, Iperborea 2010). Una soffertissima autobiografia scritta in terza persona, in cui Enquist ripercorre la sua esistenza (e la storia della Svezia dagli anni ’30). Ragazzo, uomo, scrittore affermato, drammaturgo di successo mondiale, depresso, sprofondato nell’alcool per anni, sottoposto a trattamenti severi e totalitari, fuggiasco, infine miracolosamente risorto. Storia di una caduta e di una resurrezione, una vera vita.

Divenire nulla 6

Gli scrittori appaiono quasi tutti profondamente convinti (ma su che piano? certo su quello psicologico, soggettivo, sul piano di una intuizione che salta a piè pari il confronto con qualsiasi tipo di pensiero forte, che elude la fatica del concetto) dei seguenti principî: 1. della relatività assoluta, che significa l’essere relativo di qualsiasi fenomeno o cosa o esperienza o giudizio ecc., non potendosi trovare alcunché di universalmente valido, stabile, vero, ecc. (il principio è chiaramente formulato nello Zibaldone leopardiano, che peraltro non eludeva la fatica di cui sopra); 2. dell’idea che tutto finisce nel nulla; e quindi che 3. nulla è realmente dotato di senso di per sé, in quanto il senso è attribuito dall’uomo, che nel suo essere a propria volta relativo non può conferire assolutezza e indefettibilità ad altro da sé. L’unica affermazione a suo modo assoluta che si possa dare è dunque quella della relatività di ogni cosa. Continua a leggere

Intanto

Silvio Berlusconi con Angelino Alfano.

Egli nomina il suo visir: sarà Alfan Kan. C’è sempre una prima volta in Italia: ad esempio, è la prima volta che il segretario di un partito viene nominato a casa del Presidente del Consiglio. La prima volta, anzi, che viene scelto personalmente dal Presidente del Consiglio. Che si intende come un sultano, e quindi necessita di un visir.

Intanto il calcio appare per quello che è: una fogna, dove gli Italiani sguazzano contenti, anche quelli di sinistra. E per alimentare quella fogna i soldi si trovano sempre. E nessuno si scandalizza, nemmeno quelli di sinistra.

Divenire nulla 5

Sono Philip Marlowe e Marlow simili solo nel nome? Osservando i due personaggi in un primo momento si sarebbe portati a rispondere di sì. L’uno, l’eroe chandleriano, il prototipo dell’investigatore privato hard boiled, agisce molto, è agonista, e si muove tra individui tutti più o meno meschini e spregevoli, in una società corrotta dal denaro, che egli evidentemente giudica piuttosto schifosa. Moralismo di Marlowe, che consiste in un disgusto globale, che non sempre le generose dosi di whisky riescono a sopire. L’altro, voce narrante e prima attento registratore di storie, non è attore, ma, potremmo dire, in qualche modo coscienza vuota di Conrad, utilizzato come espediente filtro. Alla domanda se non vi sia nulla in comune occorre rispondere che in realtà qualcosa c’è. Guardati da una distanza maggiore i due, al di là delle enormi differenze da tutti facilmente coglibili, appaiono legati da qualcosa di essenziale: non dispongono di fondamenti. Continua a leggere

Divenire nulla 4

Quante opere della grande letteratura degli ultimi due secoli possono essere elencati sotto questa rubrica: “eloquenti prese di coscienza dell’irrilevanza dell’uomo in un cosmo cieco e indifferente”, che traggo da un passo di Una roccia per tuffarsi nell’Hudson di Henry Roth? [Trad. M. Papi, Garzanti 1999, p.292]. L’eroe autobiografico della seconda parte del ciclo Alla mercé di una brutale corrente, Ira Stigman, pronuncia tali parole riferendosi all’emozione (positiva per lui) suscitatagli nell’animo dall’incontro con il coraggioso ateismo di Bertrand Russell, ma esse ci appaiono come un’epigrafe conveniente a molta produzione letteraria moderna e contemporanea. Il rude stream del titolo mi sembra potentemente evocatore della più formidabile corrente che ha percorso – e tuttora percorre – la filosofia, la narrativa e la poesia, e più in generale la cultura dell’Occidente: la percezione, l’idea, talora l’incubo, della perdita inevitabile e totale di ogni cosa bella e dotata di valore; il vedere come tutto sfiorisca e cada infine nell’oblio e nel nulla, non compensato dai nuovi nascimenti; l’irrevocabilità che è nello svanire, nel passare di tutto. Percezione tragica del divenire: l’inesorato, l’inesorcizzabile. Rubando una parola a Elias Canetti, ho chiamato questo eminente fenomeno la spina del divenire, conficcata a grandi profondità nelle carni dell’Occidente.

Pyrochroa serraticornis

Il colore rosso attira lo sguardo di lontano, anche nei micromondi, dove le lontananze esistono, anche se sono diverse. Così, nel parco dello Storga, l’occhio mi cade su un esemplare di Pyrochroa serraticornis. Come per tanti insetti, non v’è un nome italiano per questo piccolo coleottero colorato.

Divenire nulla 3

Due frasi di Hans Blumenberg mi si sono scolpite nella mente, durante la lettura del suo L’ansia si specchia sul fondo (Il Mulino, Bologna 1989, p.63 ): “La verità come suprema aspirazione, come bene sommo che nella nostra tradizione si identifica in un’ultima istanza con la divinità, è, come argomento, morta” ; e ” Guardata dallo spazio la terra si mostra, se così si può dire, in un oceano di negatività: un’isola in mezzo al nulla. Ciò la rende visibile in un senso eminente: dolorosamente chiara” (Ivi, p.114). Spesso in studiosi di filosofia orientati all’idea del fallimento di ogni ricerca della certezza, nei negatori del senso del tutto, nei sottili indagatori della storia delle metafore, fiorisce un linguaggio deciso, apodittico, nato da scelte intellettuali le cui radici il lettore fatica a cogliere. Ma quelle due frasi dicono molto di ciò che è avvenuto nella nostra epoca, in cui il nichilismo ha trionfato.

Strauss-Puzzle

Il presidente del FMI sbattuto in carcere dagli Americani. Un ebreo. Un candidato della Sinistra Francese all’Eliseo. La Grande Finanza che domina il mondo ed è di sinistra. La Lobby Ebraica che domina l’America. Cos’è la Sinistra? Cos’è la Destra?

Divenire nulla 2

Il convoglio rimase per tutto il giorno vicino al fiume e si mise in marcia al calar del sole.
Egòruška si mise di nuovo a giacere sul sacco. Il carro carico cigolava sordamente e traballava. Pantelèj camminava da un lato pestando i piedi, battendosi i fianchi, borbottando; come il giorno innanzi, nell’aria sussurrava la musica della steppa.
Egòruška giaceva supino con le braccia sotto la testa, guardando il cielo. Vide il tramonto accendersi e poi spegnersi; gli angeli custodi, ricoprendo l’orizzonte con le loro ali dorate, si preparavano al riposo: la giornata era trascorsa felicemente, una calma e benefica notte scendeva, ed essi potevano rimanere tranquilli nella propria dimora, in cielo… Egòruška vide la luce oscurarsi, a poco a poco, calare sulla terra la caligine notturna, accendersi una dopo l’altra le stelle.

Anton Cechov, Racconti, Garzanti 1966, trad. E. Lo Gatto, pp.307-8 Continua a leggere

Divenire nulla 1

Il mondo del nichilismo, il nostro, è il mondo dell’infondatezza. In esso le scelte si presentano tutte come arbitrarie. Può l’intelligenza critica penetrare questo mondo senza assumerne la caratteristica più intrinseca?

Il mondo del nichilismo, il nostro postmoderno mondo, è il mondo delle parole, è la casa delle parole. Meglio: esso è a casa tra le parole, nella loro giungla, nella loro straripante sovrabbondanza, nel loro caos.