Micronote 43

zab

1. Il problema non è l’opulenza in sé, ma la sua relazione alla povertà, ovvero il donde derivi quell’opulenza, e se alla sua radice vi sia o non vi sia la miseria di qualcuno. Del resto il “guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione” mica l’ha detto Savonarola, e per quanto si stiracchino interpretazioni e si forzino le parole di Gesù, starà lì fino alla fine dei tempi.

2. L’inflazione delle parole, la gigantesca bolla verbale che si è formata nella nostra epoca nel mondo occidentale, non ha alcun precedente storico. Mai le parole hanno avuto così scarso valore, mai il singolo individuo ha avuto la certezza che qualunque cosa dirà nessuno lo prenderà davvero sul serio, nessuno attribuirà al suo discorso il suo reale significato, tutti minimizzeranno, celieranno, non ascolteranno. Dal papa al più umile essere umano: il valore comunicativo della parola è quasi nullo, essa tende ad essere, al massimo, mero slogan. Mentre il mondo islamico davanti alle gesta dell’ISIS nella sostanza tace. Che vi sia un nesso?.

3. Vorrei sapere se i cattolici tradizionalisti e i loro amici ritengono che i papi siano scelti dai conclavi su ispirazione dello Spirito Santo, oppure no. Se lo ritengono, vorrei sapere perché hanno questo atteggiamento molto negativo verso Bergoglio. Si è papisti solo se il papa piace?

4. Il papismo è questo: il successore presente del Pietro romano comanda, tutti gli altri nella Chiesa monarchica obbediscono. Nella successione dei successori romani di Pietro cambiano gli orientamenti, l’imperium non muta mai, può variare solo la forza con cui viene maneggiato. Questa è la sua struttura, e finché si rimane nel papismo ci saranno quelli che apprezzano maggiormente un papa rispetto ad un altro, che temono le conseguenze del governo di questo o di quello, ma potranno condurre solo battaglie oblique, semicoperte, ovvero sostanzialmente ipocrite. Almeno in Italia..

5. Sembra che per alcuni ci sia in giro un sacco di comunisti. Io non li vedo proprio, ma forse perché penso ancora che dietro le parole vi debba essere un significato, e che con le parole si formino concetti. Ma per comunista cosa si intende oggi in Italia? Uno che lo è stato in anni lontani? Che so, come Giuliano Ferrara? Allo stesso modo si dovrebbe dare del socialista a Brunetta, a Cicchitto…

6. Penso che la stragrande maggioranza di quelli che credono nelle scie chimiche ritenga che la fonte di ogni male dell’Italia presente sia l’euro..

7. In una società estremamente complessa come la nostra, nessuno può avere una reale competenza in tutti gli ambiti, in cui pure deve prendere delle decisioni, come quella del voto politico. Ne consegue che quasi ovunque noi agiamo e pensiamo sulla base di continui e rinnovati atti di fede, assegnando o negando fiducia a questo o quello, sulla base di ciò che ci appare come orizzonte di plausibilità. Ad esempio, ai miei occhi, a causa dei miei orientamenti culturali, della mia formazione, e di coloro che assumo come credibili e degni di fiducia, le cosiddette scie chimiche sono una bufala situata al di là di ogni orizzonte di plausibilità per chi non sia un idiota (nel senso originario e non strettamente clinico-primo-novecentesco del termine)..

8. Posta la necessità di distinguere concettualmente islamici e islamisti, Islam e islamismo radicale, si può essere islamismofobi e non islamofobi, essere anti-islamistici e non anti-islamici?

9. “Solo l’ateo uccide in nome di Dio”. Quali bestialità vengono dette e scritte in questi giorni! Dunque erano atei i crociati, atei i seguaci di Maometto lanciati alla conquista, atei Giosuè e i suoi che sterminavano i Cananei… No, veramente non ci siamo. Il mondo ha ben conosciuto atei che ordinavano e pianificavano massacri, ma lo facevano in nome della razza, della rivoluzione, dello stato. La verità è che ogni essere umano, religioso o meno, deve confrontarsi con la violenza, il sacro, e le loro innumerevoli metamorfosi. In questi giorni, poi, è un dovere pensare molto e parlare poco, perché la ragione fugge dagli animi eccitati..

 10. “La violenza non paga mai!” Ma cosa dite? Farneticate? I grandi imperi, le grandi civiltà, e il nostro stesso attuale benessere, sono stati costruiti pacificamente?  Sarebbe meglio dire che la violenza non paga a tutti. Paga, e molto, ai vincitori..

11. Una domanda tuttavia mi inquieta: se l’ISIS realizzasse un solido Stato, questo tra qualche anno apparirebbe molto differente dall’attuale Arabia Saudita? Risponda chi sa..

12. La confusione tra critica e satira è spaventosa, un segno del declino della ragione europea. Quella che chiamano satira di solito è vacua e superficiale, spesso ignobile e disgustosa. Quanto al preteso diritto di blasfemia, mi pare coincidere col diritto di sputare su quello che per altri è la cosa più cara, o il senso stesso della vita. Sputate pure dunque, deformate, trasformate quelli che odiate in mostri o creature ripugnanti, espelleteli dall’umanità con le vostre vignette, e siate felici. Ma quale grande battaglia avete mai vinto coi vostri sputi colorati?  Ma a questo misero ornamento dell’oscurità, oggi sacralizzato dalla morte, non si contrappone nulla di luminoso, si oppone la micidiale serietà dei folli con le bandiere nere. In questo, e nel fatto che la satira in Europa goda di tanto prestigio, e tenda addirittura a sostituire la ragione politica, così che alla sovrana Economia dominante l’unica alternativa sono le sue pernacchie, è visibile in pieno la nostra attuale miseria..

13. Della barbarie saudita, di quello stato islamista che ha sequestrato anche La Mecca, quanto poco si parla. Sono alleati dell’Occidente, infatti, col pugnale dietro la schiena.

14. Facebook ha il merito di evidenziare quante persone si ritengano estranee alla massa, libere da condizionamento, esenti dai fenomeni di pensiero collettivo obbligato, e in grado di pensare autonomamente – essendo invece pienamente massificate, irrimediabilmente condizionate, pure particelle di pensiero collettivo, e totalmente confinate all’esterno del pensiero critico. In altre parole, umani ignoranti convinti di sapere, il cui pensare è il mero guscio del risentimento che li divora.

15. Dunque: se in giro c’è molto fuoco, e io mi penso libero e voglio affermare la mia libertà, vi lancerò benzina o acqua? This is the question.

16. Se cominciassero a distinguere arabo e islamico avrebbero fatto un bel passo avanti. Ma niente. Sono arrivato alla conclusione che l’informazione in Italia è gestita da qualche furbo e da molti idioti.

17. Prognosi: indifferenziazione crescente, impulsi mimetici massivi, capri espiatori come funghi dopo una pioggia di tardo agosto.

18. La struttura dell’informazione contemporanea inevitabilmente spinge i papi viaggiatori alla loquacità. Ma per sua natura questa stessa informazione ritaglia semplici segmenti di discorso e li consegna al circuito globale. Attorno a quei segmenti si generano vortici comunicativi che alterano il senso generale delle argomentazioni originarie. Ma questo i papi comunicatori non possono non saperlo. Come non possono non sapere che ogni loro parola verrà soppesata, usata e strumentalizzata. Ma rimangono loquaci, sono sempre più loquaci, e il processo appare inarrestabile.

19. I leoni, le tigri e gli altri animali in circhi e zoo stanno male? Cosa bisogna farne? (E i delfini nei delfinari?).  Da bambino adoravo i numeri di circo con tigri e leoni, di acrobati e pagliacci non ne volevo sapere. In realtà, porsi il problema se gli animali stiano bene o male (cosa che solo la specie umana fa) è anch’ essa una forma di antropocentrismo: in ogni caso quel che dovrebbe essere bene o male per l’animale lo decidiamo sempre noi, interpretando la realtà secondo i nostri parametri, in modo diverso a seconda delle culture e dei tempi.

20. L’illusione di essere un diverso, uno fuori dagli schemi, addirittura “uno che pensa contro la propria epoca”. Chi è pervaso da questa illusione mi fa una certa tenerezza, come tutti i cultori del proprio più o meno evanescente ego, come tutti gli umani dunque.

21. ANSA: “Tsipras trionfa, ma non ha la maggioranza assoluta”. Ma dunque cos’è in politica un trionfo? Io parlerei di trionfo di Tsipras se il suo partito avesse raccolto la maggioranza assoluta dei suffragi (non dei seggi) e potesse iniziare subito a governare da solo. Ma non è così, e il suo governo sarà di coalizione. Una coalizione non granitica.
In secondo luogo, quelli che dicono che “i Greci” si sono espressi in un certo modo ignorano che Tsipras è stato comunque scelto da una minoranza degli elettori, il 36%. Quindi è stato non-votato dal 64%. Senza contare gli astenuti e le schede bianche o nulle. Ma questo è un problema di tutte le democrazie, e più in profondità è un problema del linguaggio. 

22. Basta uno Tsipras, e gli orfanelli di sinistra, soprattutto quelli attempati, sentono spirare in sé l’aura dei beati elisi.

23. Ricordi infantili: quando uno o più prendevano in giro, deridevano o insultavano altri ragazzini, finiva quasi sempre a botte. La derisione per natura (umana) precede lo scontro fisico, e ha in sé un anticipo di violenza. Ignorare la derisione di cui si è oggetto, fare finta di nulla, è un’arte che si impara crescendo, in alcuni ambienti culturali, non certo in tutti, anche nell’Occidente contemporaneo. In alcuni contesti, se ti deridono e tu non reagisci sei giudicato un vigliacco. Diciamo che nella quasi totalità delle culture umane vi è un controllo della derisione, più o meno complesso e articolato, finalizzato alla regolazione della violenza che ne può scaturire.

24. Come mi immagino un girone infernale? Popolato da demoni autistici, a basso funzionamento e iperattivi.

25. Quando esigere che i debiti siano pagati diviene impossibile, quando riscuotere un credito è un miraggio, quando chi è in credito passa per oppressore, ogni fiducia nei rapporti tra persone, gruppi e nazioni tende a dissolversi, e il caos avanza.

26. Vi sono affamati di assoluto che finiscono per trovarlo come cenere, e nella loro illusione gli innalzano templi dentro di sé, e nel loro orgoglio convocano incessantemente altri ad adorarlo. Cioè ad adorare loro e la loro cenere.

27. Qualsiasi sia il livello culturale medio di una nazione, essa avrà sempre la sua plebaglia.

28. È mai esistita una società complessa e stratificata in cui la prostituzione non esistesse?

29. Per la prima volta nella storia la potenza egemone nell’Europa centro-occidentale non è quella dotata–attualmente–delle armi più distruttive e dell’esercito più forte.

30. L’Italia è demograficamente ansimante. Paese di vecchi. Tuttavia siamo attualmente 60 milioni. Facciamo finta che il trend delle nascite sia positivo: quanti milioni di persone potrebbero abitare decentemente il nostro ristretto territorio senza farlo collassare? 80? 90? 100? Dal punto di vista economico-demografico è ipotizzabile e auspicabile in Italia una crescita indefinita della popolazione?

31. Al caos delle parole e al vuoto dei concetti seguirà necessariamente il caos delle azioni.

32. La stragrande maggioranza degli Italiani è vissuta negli ultimi decenni nell’illusione di una pace perpetua, senza porsi mai seriamente il problema di chi e che cosa avrebbe dovuto garantirla, rifiutandosi di ragionare di eserciti e armi, e vedendo anzi le armi stesse come il diavolo. Una maggioranza degli Italiani, perché una minoranza, a destra come a sinistra, ha sempre considerato lecito un certo uso delle armi (per la nazione, per la classe, ecc.). La maggioranza, fossilizzata dietro la falsa idea di un ripudio assoluto della guerra nell’art. 11 della Costituzione – il ripudio c’è, ma è condizionato, altrimenti non avrebbe senso un esercito italiano, né il “sacro dovere” di difendere la patria (art. 52) – ha semplicemente girato la testa dall’altra parte, come se pace, tranquillità, benessere economico, ecc. ecc. fiorissero spontaneamente e non dentro un recinto difeso dalle ferrate legioni imperiali.

33. Vorrei suggerire ai Governi occidentali, che sembrano non aver capito ancora niente: appena si verifica un attentato islamista, un omicidio o una strage in nome del Profeta, schierate uomini armati a protezione delle sinagoghe e dei principali luoghi ebraici, per favore. Perché sempre il fanatico islamista dopo aver ammazzato un cristiano o un ateo cercherà inevitabilmente l’Ebreo.

34. Quelli che chiacchierano di islamismo radicale e di ISIS ripetendo come un mantra che “la religione non c’entra” sono creature della notte in cui tutte le vacche sono nere. Sono convinti che la religione sia uno strumento della politica, della religione hanno un concetto meramente strumentale. Religione come epifenomeno dell’economia, del rapporto tra classi, patologia psichica transeunte, ecc. ecc., tutta la panoplia concettuale prodotta da qualche secolo di illuminismo superficiale. Occorrerebbe guardare il mondo anche con lo sguardo dell’altro, un altro che è veramente altro, non un medesimo travestito. Per il Califfo e i suoi adepti la realtà è rovesciata rispetto alla nostra: per loro la politica è uno strumento della religione. Il progetto del Califfato è quello dell’instaurazione globale di quest’ordine di valori. La stragrande maggioranza di politici e intellettuali d’occidente non è attrezzata per comprendere questo.

35. La non-mediazione è la natura stessa dell’ISIS, la sua essenza profonda. Il suo successo, la sua forza propulsiva ed espansiva, ciò che fa andare i suoi guerrieri alla morte, che infonde in loro un coraggio sconosciuto agli occidentali, è proprio questa non-mediazione, che per loro ha il nome di Allah. Questo è anche, esattamente, quello che attrae sotto le bandiere nere giovani di ogni estrazione sociale e culturale. Se l’ISIS abbracciasse una qualche forma di mediazione (qual è ad esempio la via diplomatica, in cui i nostri uomini politici continuano ad avere fiducia), perderebbe ogni attrattiva perché verrebbe meno alla sua intima ragion d’essere, e si sgonfierebbe. Ma non lo farà mai. L’ISIS non è uno tra i tanti gruppi islamisti, è una cosa nuova: non può trattare, ma solo combattere e uccidere, questo occorre averlo sempre ben presente. L’ISIS è la guerra santa, e come un magnete attirerà a sé elementi da ogni parte del globo, e spento da una parte si rianimerà da un’altra. Sarà una guerra lunghissima, pervasiva e devastante. Ma voi pensate al campionato di calcio, bravi ragazzi.

36. La rimozione della guerra da parte della coscienza nazionale italiana (chiamiamola così) è arrivata a tal punto che nemmeno la guerra partigiana è stata chiamata tale, ma lotta partigiana, come le lotte operaie combattute senza armi.

37. In tutto il mondo, e massimamente in Italia, appare sottovalutato l’immenso potere della Cialtroneria, alla quale moltissimi sono segretamente affiliati.

38. Giochetti di parole. “Democrazia è una parola greca, aiutiamo la Grecia!”. Se è per quello, anche oligarchia, demagogia e tirannide sono parole greche. Finiscono male quelli che danno se stessi in pasto ai nomi.

 

Micronote 42

zab
1. Tutti questi critici della finanza internazionale, questi soloni pronti a fare la morale in ogni occasione, questi insonni denunciatori della corruzione politica, della burocrazia soffocante, delle ingiustizie subite dai disabili, tutti costoro si inchinano felici davanti al dio Calcio, lo adorano, non ne criticano la mostruosa metastasi, non vogliono vedere la sua vera natura di gigantesco intreccio di interessi economici. E il fatto che per un singolo incontro di campionato si siano dovuti impegnare 1000 poliziotti non li sveglia dal loro sonno di drogati.
2. Dicono che l’unica soluzione del conflitto israelo-palestinese sia la creazione di due Stati. Da dove traggono questa certezza? Due popoli che si odiano, anche quando si formino due Stati differenti continueranno ad odiarsi, e la violenza non finirà. Vedi Pakistan ed India, con guerriglia ai confini, attentati sanguinosi, e conflitto aperto sempre incombente. E uno Stato palestinese governato da Hamas non sarebbe mai in pace col suo vicino, anche se Israele rientrasse nei confini del 1967.
3. Di norma in Italia per i potenti non esiste responsabilità alcuna, di norma in Italia nessuno che sia ricco e ammanigliato paga per i reati commessi, salvi i casi di particolare sfortuna. È vero anche che la maggior parte dei diavoli poveri e meno poveri che saccheggiano le case altrui gode di impunità quasi totale. Ormai siamo oltre il Pecos, diciamo.
4. Quant’è più fico parlare di job anziché di lavoro. Senti come lavoro sa di fatica e di sudore… Invece job, anzi jobs, è frizzante, fa tanto happy hour, ricorda lo spritz e i tappi che saltano. E poi ricordalo: se puoi usare un’espressione inglese al posto dell’italiana, fallo sempre che è meglio. Sii smart, come la tua city, boy.
5. Prendere il 40% dei voti del 40% degli aventi diritto al voto non rivela un grande consenso sociale, diciamo…
6. «Guardatevi, miei cari, dalla falsa profondità e dalla finta prossimità» disse il Maestro.
7. Destino politico dell’Italia: grande Centro eternamente al potere, Sinistra-sinistra e Destra -destra eternamente fuori. Capito?
8. Hanno deciso che Obama è un nero. Ha una madre bianca e un padre nero, dunque è tanto bianco quanto nero, ma lui è il primo presidente afroamericano della storia. Il 50% di sangue nero, dunque, nella definizione della sua identità personale conta di più. Perché uno col 50% di sangue nero non è puramente bianco. Ovviamente qui la biologia non c’entra nulla, c’entrano la cultura e l’ideologia. Dunque, per non essere nero occorre essere totalmente bianco, e dunque, comunque si veda la cosa, è sempre una questione di stigma, o, a dirla differentemente, una questione di razzismo. Io penso che nell’essere nero di Obama sia inscritta una tragedia.
9. Se al Movimento 5 Stelle si sottrae l’Espulsione, di cui quella compulsiva di un parlamentare dopo l’altro è la manifestazione più superficiale, gli si sottraggono la sua essenza e la sua missione. Un movimento che ha sempre avuto come idea fondativa quella del tutti a casa, cioè di un’espulsione generalizzata del marcio, finisce necessariamente per mandare a casa se stesso.
10. Gli argomenti razionali possono funzionare nel confronto tra ragioni. Dove entrano in campo le fedi, gli argomenti razionali perdono forza, non possono persuadere alcuno.
11. Per avere successo oggi un politico deve: essere rozzo, spararle grosse, non leggere libri, e mentire, mentire, mentire.
12. Anche la fede nelle primarie, come tutto ciò che ha fragili basi negli entusiasmi mal fondati, sta spegnendosi. La politica senza idee, senza serietà e senza sostanza si avvolge su se stessa, e più che generare mostri produce aborti.
13. Una moneta debole parallela all’Euro forte? Una moneta che nessuno vorrebbe? Quos Deus perdere vult dementat prius.
14. La questione oggi è: quali sono le cause che hanno fatto dell’Italia un paese così corrotto?
15. Mai nessuno nell’intera storia umana ha compreso tanto poco la realtà che è pagato per studiare, ottenendo tanto ascolto e prestigio, ed esercitando tanta influenza, essendo nel contempo tanto arrogante. Parlo degli economisti.
16. «Siamo tutti stranieri». Certo, è vero: anche Unni, Mongoli, Sciti, ecc. ecc., furono stranieri. Anche gli Spagnoli in America, anche gli Inglesi in India, anche gli Europei in Africa. «Siamo tutti invasori».
17. Il rapporto tra fotografia e verità è stato sempre incerto, dialettico, e spesso apertamente conflittuale. L’avvento del Photoshop significa l’espulsione finale dei residui di verità dal mondo immaginale.
18. Chi ricorda che negli anni Ottanta tutti pensavano che il Giappone si stesse avviando a dominare il mondo?
19. Leggiamo le tavolette di argilla dei Sumeri, tra cento anni e anche meno nessuno leggerà nulla di noi, e le foto digitali saranno tutte svanite. Dove siete voi, floppy disk?
20. La scuola come la pensano i pedagogisti, massimi responsabili della sua distruzione. Gente per cui la parola studio è una bestemmia—che non proferiscono mai—e la cui insulsa retorica imbastisce vacue argomentazioni, prevedibili in ogni dettaglio. Venerano le innovazioni tecniche e i ritrovati tecnologici di ogni tipo, mentre le scuole cadono a pezzi e la carta igienica per gli studenti deve essere comperata dalle famiglie.
21. Non mi pare che ospitare le Olimpiadi faccia bene ai Paesi fragili… Sicuramente fa bene alla ricerca chimica e farmacologica globale.
22. Le menti troppo logiche non riescono ad attingere e comprendere ciò che negli umani si sottrae alla pura logica. Che è moltissimo, e spesso decisivo. E non sempre è irrazionale.
23. Superficialità, tu sei la dea di questa era declinante.
24. In Italia sarebbe possibile oggi girare un film o un telefilm in cui il villain fosse un nero o un gay?
25. Ovunque gli schemi si ripetono: un sottobosco di traffici indicibili che le autorità sembrano ignorare finché tutto crolla…

Micronote 41

zab1. Purtroppo non esiste la coscienza in sé, uguale per tutti gli individui in ogni tempo e luogo. Le coscienze si formano fin dall’infanzia, nella famiglia, nella scuola, e nelle relazioni. Le coscienze non producono spontaneamente etica come le api secernono il miele. E in una società in cui tutti i punti di riferimento stanno crollando è inevitabile che venga a mancare un’etica comune di riferimento. In altre parole, siamo spacciati.

2. Un postulato: qualsiasi terapia dell’autismo venga offerta alle famiglie, per quanto bislacca e priva di evidenza scientifica e di seri fondamenti sperimentali, troverà sempre un certo numero di sostenitori convinti, appassionati, e talvolta fanatici. Vale per tutte le terapie, per tutte le ricette, per tutte le fedi.

3. La verità fondamentale del Cristianesimo è questa: il fatto di amare quelli che stanno per crocifiggerti non gli impedirà di crocifiggerti. Il Cristianesimo consiste nell’amare quelli che ti crocifiggono, e nel perdonarli perché non sanno quello che fanno, non nel dire che in fondo tutti sono buoni e basta accogliersi e parlarsi. Per questo, il Cristianesimo è umanamente impossibile.

4. Nelle  polemiche sulll’art.18, si vede all’opera il pensiero riduzionista, che ha un disperato bisogno di ridurre le cause ad una, possibilmente legata ad un capro espiatorio da dare in pasto alla massa. Purtroppo la realtà è complessa e “strikes back”.

5. Mai dal secondo Ottocento si sono viste in Occidente tante barbe (in tutte le fasce d’età, quella sessantottesca era generazionale). Basta guardare i maschi della pubblicità: gli sbarbati sono una infima minoranza. E il motivo è chiaro: nell’indifferenziazione odierna la barba è l’unico elemento sicuramente maschile interdetto alle donne. Almeno a quelle che vogliano restare tali.

6. La crisi educativa del nostro Paese è tutta qui. L’assenza di una cultura della responsabilità. Dio chiede a Caino “Dov’è tuo fratello?”, noi rispondiamo “Sono forse il guardiano di mio fratello?”. Che nel linguaggio corrente equivale a: “Chi se ne fotte?”

7. Vedendo quel che accade in Senato, ascoltando le voci dei senatori, le volgarità e stupidaggini che escono dalle loro bocche, e guardando i loro gesti infantili e volgari, non si può non pensare che l’unico argomento che si addice loro sia il calcio. Infatti non percepiscono nemmeno la differenza tra il luogo in cui stanno per mandato elettorale e quello cui è diretto il loro vero interesse. Essi sono, anche in ambito politico, puri tifosi, e in questo sono degni rappresentanti di un popolo che ha perduto ogni dignità e ogni moralità.

8. Berlusconi, Grillo, Renzi: tre differenti incarnazioni della menzogna organica, che il sistema Italia produce senza sosta.

9. La cultura radical-borghese è incredibile: decenni di lotte per disgiungere amore e matrimonio (la tomba dell’amore) e per demolire l’ideologia della famiglia, e ora lotta per garantire ai gay il diritto che il loro amore sia riconosciuto col matrimonio. C’è da perdersi.

10. Anche al di fuori di un contesto religioso dichiarato, sempre gli umani cercano senza sosta nuove colpe e responsabilità di altri umani.

11. Il nostro mondo mediatico-immaginale penalizza severamente la serietà, escludendola – come “seriosità” – dall’ambito del visibile, ed esalta acriticamente, di contro, da un lato la leggerezza, e dall’altro, perversamente e con falsa coscienza, la crudeltà. Lo sanno bene anche i tagliatori di teste del Califfato.

12. La sconcertante sensazione che qualcosa nella Chiesa non vada, nel profondo. Questi preti che si danno un gran da fare, che muovono mari e monti, forse alla fine incontrano sempre lo spirito di Mammona.

13. Ci sono i club “Forza Silvio” e i fan inneggiano a Silvio, Matteo, ecc. È lo spirito dei tempi. Le bariste sconosciute dicono “ciao” al cliente sessantenne… Lo chiamo “il mondo della falsa prossimità”.

14. C’è un oscuramento generale della razionalità politica, e la legge è un fantasma irreale che si evoca a proprio piacimento. Marino incarna lo spirito relativistico e pressapochistico dell’Italia di oggi. Alla fine in questa prospettiva prevale la forza.

15. Se nessuna cultura umana è superiore alle altre o migliore delle altre, ma si può parlare solo di differenze, questo deve valere anche rispetto al passato, e si deve affermare che la cultura greca, basata sulla schiavitù e sulla subordinazione della donna, era diversa dalla nostra, ma non inferiore. Lo stesso per la cultura del nostro medioevo. Lo stesso per la cultura islamica. Ma se è così io ho tutto il diritto di dire che preferisco una società in cui il matrimonio tra persone dello stesso sesso sia ritenuto un abominio, perché se non esiste migliore e peggiore, ma solo differente, ogni scelta è possibile e lecita. Io invece penso che la categoria peggiore-migliore sia inevitabile, e che il pensiero attuale su questi temi sia sostanzialmente auto-contraddittorio e aporetico.

16.  Bisognerebbe trattare la scrittura di poesie come si trattano i reati, e parlare di presunta poesia e presunto poeta, finché non sia passata una generazione, diciamo.

17. Un fenomeno interessante da numerosi punti di vista (antropologico, sociologico, ecc.) che riguarda i social media è questo: l’emergere di una massa di persone che, non sapendo nulla di alcuna materia, ed essendo totalmente inconsapevoli della propria abissale ignoranza e dei propri limiti umani e caratteriali, si accaniscono a discutere di ciò che non conoscono, si impancano a maestri, e impartiscono lezioni al mondo pontificando di questo e di quello, e soprattutto esprimono un insano irreprimibile bisogno di denunciare e linciare capri espiatori di ogni sorta. I social media sono la più potente struttura ideata dagli umani per far circolare il risentimento generando rivalità. Non è detto che questa funzione sia a priori negativa.

18. La tragedia dell’umanità è qui: che per salvare l’umanità dall’orrore a volte bisogna combattere e uccidere.

19. Trovatemi un ordinamento giuridico nel quale l’amore tra due persone sia condizione necessaria perché possano contrarre matrimonio. Non lo trovate? Dunque il matrimonio non si fonda sull’amore.

Tempio e mercanti

Acc.Biggy-Papa-Francesco-Espositore

Il giro d’affari che si è generato intorno alla figura di papa Francesco è smisurato, ed infinito è il numero dei gadgets in circolazione che ne portano l’immagine.  Il fenomeno è grandioso, i suoi connotati variano nel tempo, ma esso non è affatto nuovo, nel senso che le sue radici affondano nelle origini stesse della religio, che è innanzitutto un rapporto di scambio tra l’umano e il divino, e di scambio tra umani in rapporto al divino. Basti pensare che le carni degli animali che i romani sacrificavano agli dèi finivano sul mercato (e ciò metterà in crisi i primi cristiani: è lecito mangiare le carni degli animali sacrificati agli idoli?). Mi pare che nel mondo cattolico non vi sia mai stata una riflessione approfondita su questo tema. Penso tuttavia che si possa formulare la seguente massima: un papa che predichi e viva la povertà darà luogo inevitabilmente a un indotto commerciale superiore a quello generato da un papa che non la predichi. Massima che vale per tutti i santi. Sappi che ovunque tu costruirai un tempio, là si raduneranno i mercanti, e questo accadrà fino alla fine dei tempi.

Micronote 40

zab

1. Per quale ragione Caino uccide Abele? Lo uccide non per una donna, né per un oggetto, né per un animale: lo uccide per Dio. Il primo omicidio è religioso. La religione è omicida fin dall’inizio.

2. La Madonna che durante la processione fa l’inchino al boss mafioso? Vi meravigliate? Chi ha compiuto il gesto in teoria dovrebbe essere scomunicato immediatamente. Sono riti pagani che la Chiesa cattolica ha accettato e assorbito. In quei riti magici di cristiano non c’è nulla. Tutti i boss venerano santi, santini e santoni. E il boss è un patrono terreno, il meccanismo psichico del patronato-padrinato è lo stesso, in terra e in cielo.

3. Una legge: la sicurezza di meritarsi pienamente i soldi che si guadagnano è direttamente proporzionale alla loro quantità.

4. Tutto ciò che è costruito è anche destinato a crollare.

5. Di “coscienza puttana” hanno parlato catto-conservatori: aggiungerei che l’interpretazione dei testi sacri può essere una puttana ben peggiore.

6. Vedere una partita di calcio come uno scontro di visioni del mondo è una forma di follia.

7. L’idea di radicalità si presenta sempre come una forma della semplificazione. Il termine, applicato alla politica, è radicalmente sbagliato. Le radici sono intricate, sono spesso un groviglio, e il loro essere profondo è nascosto alla vista, nelle viscere della terra. Così è delle radici storiche, delle radici delle cose grandi. Le ideologie le fanno rettilinee, esse vedono solo il fittone, la carota, le cose piccole. E mostrano la carota alla gente.

8. Ogni gruppo umano, classe sociale, ecc. ha avuto, ha, e avrà sempre come primo fine quello della propria sopravvivenza e del proprio benessere (comprendente gli eventuali privilegi di cui gode). Perché la classe politica dovrebbe funzionare diversamente?

9. Difficile essere disincantati, in Italia. Gli Italiani sono in uno stato di incantamento permanente, per natura loro.

10. Una coda di un’ora in un ufficio postale consente di vedere come molte anziane signore di Treviso, certo non bisognose, abbiano un legame viscerale con gli schei. Il denaro è componente fondamentale, strutturale della loro anima. La civiltà veneta ha radici cristiane fortissime, ben si vedono.

11. L’irrigidirsi della verità nello stereotipo non produce la totale cancellazione della verità. Essa rimane come non-vivente, e come mortale pharmakon, ma rimane.

12. Gli dissero: «Maestro, i veleni sono ovunque, ce li mettono nei cibi, nell’aria, nelle parole. Cosa possiamo fare?» Rispose : «Voi che siete ossessionati dal bisogno di purificarvi e di purificare, di espellere le tossine da voi stessi e dal mondo, che temete le contaminazioni, i veleni inoculati da potenti nemici, voi ricordate che nulla purifica come il fuoco. Ma ricordate anche che dopo il fuoco rimane la cenere. Amate voi la cenere?»

13. Se ognuno parlasse di ciò che sa, il silenzio regnerebbe sovrano. Ma ognuno parla di ciò che crede di sapere. Dunque tutti parlano, e gli ignoranti dominano il mondo.

14. Disse il Maestro: «Se le sorgenti dei fiumi scendessero alle foci, non riconoscerebbero le loro acque. Così è delle Tradizioni e delle loro origini».

15. Non è difficile che le camicie bianche ridiventino brune.

16. Occorrerebbe ritrovare e ripensare il dismesso concetto di alienazione. Per farlo occorrono intelligenza, coraggio, indifferenza al successo mediatico immediato. Difficile oggi trovarli insieme in un pensatore. D’altra parte, ciò che non ha successo mediatico immediato appare privo di forza. La situazione perciò è senza uscita.

17. Quante persone di sinistra amano ripetere l’espressione di Brecht sull’esser sventurato di chi ha bisogno di eroi, e poi venerano appassionatamente una sfilza di eroi, dal Che a Berlinguer, e di eroi-vittime mostrano un’inesausta fame…

18. Per millenni la religione non è stata una faccenda della coscienza individuale, ma il fondamento delle società umane. Tutte, senza distinzione alcuna. Questo elemento costitutivo essenziale sfugge a tutti coloro che vedono nel ruolo del fattore religioso in Medio Oriente (tanto per citare un luogo) un mero pretesto che coprirebbe i veri interessi (che sarebbero sempre meramente economici). Il nesso tra religione, politica ed economia è sempre stato fortissimo. Pensiamo solo al mito di Caino ed Abele, di cui la Bibbia specifica le rispettive attività economiche.

19. L’Europa a livello della sua coscienza diffusa, a differenza dell’America (di una parte dell’America almeno), ha con le armi e la potenza militare un rapporto ambiguo e tendenzialmente schizofrenico. Non si rende nemmeno conto che i suoi 70 anni di pace sono stati garantiti esclusivamente dalla forza militare della NATO. E a maggior ragione non si rende conto che la sopravvivenza di Israele è dipesa soltanto dalle armi. Aggiungiamo le fascinazioni terzomondiste, l’anticolonialismo come ideologia che annebbia ogni differenza, ecc. E un antigiudaismo che cova sotto la cenere…

20. L’incultura di massa, o meglio la semi-cultura o para-cultura di massa che domina i social media genera continuamente maestri di semi-pensiero o similpensiero, che trionfa e trascina con sé innumerevoli seguaci.

21. Qualsiasi movimento che si auto-concepisca come l’unico pienamente legittimato a rappresentare la società intera è un movimento totalitario.

22. Per quanto possa sembrare strano, oggi manca una idea di natura socialmente condivisa. Per questo ognuno maneggia la sua credendola vera, e si determinano equivoci di ogni sorta. E possono sorgere concezioni folli, come l’animalismo e l’antispecismo. Che sono folli ma umane, e perciò dominate sempre dalla logica ferrea del capro espiatorio.

23. Nascono profeti come funghi. E tutti sono velenosi.

24. La politica ridotta a mera comunicazione corrisponde all’economia ridotta a mera finanza. Alla fine tutto implode, perché il centro è vuoto.

25. Climatologi ed economisti. Cosa avranno in comune?

26. Il fato non è che l’immersione inevitabile dell’umano nel fiume degli accidenti.

27. L’era del libro volge alla fine. Perché sta volgendo alla fine l’epoca del pensiero diffuso.

28. Più preoccupante del crescente divario tra i ricchi e i poveri è il la distanza crescente tra pensanti e non-pensanti.

29. La diffusione delle slide nella comunicazione politica si accompagna alla difficoltà di attenzione, di ragionamento, di pensiero negli umani della stagione presente. In politica le slide sono una variazione dello spot pubblicitario, con una spruzzata di mistificazione e ipocrisia. Il parlar per slide affianca il parlar per cinguettio nei social media. Retorica supercompressa, diciamo.

30. Se tu spari ad un uomo che si trova su un pendio, e il colpo lo raggiunge al cuore, quello ruzzolerà per molti metri, ma il suo sarà il movimento di un cadavere. Così è della scuola italiana. È stata assassinata anni fa, ma il suo cadavere continua a rotolare a valle. “La scuola si muove”. Così.

Sessanta pensierini irreligiosi

  1. La distinzione tra il puro e l’impuro precede quella tra il giusto e l’ingiusto. Essa è sacrificale, e in ultima analisi radicata nella violenza.
  2. La fede è questo: aver fiducia in altri esseri umani che hanno fede.
  3. Al bisogno religioso si risponde con l’offerta di un wellness religioso, secondo lo spirito dell’epoca.
  4. L’Amore divino creò lo squalo, il coccodrillo, la tigre, la mosca, la zanzara e i virus.
  5. Clericalismo e anticlericalismo sono anche due forme di accecamento.
  6. Occorre riconoscere che Gesù non si è scontrato con atei, empi e anomisti, ma con uomini pii, religiosi e amanti della Legge.
  7. Ciclicamente si celebra il Natale, che è rottura del tempo ciclico.
  8. Penso che sia sbagliato il ragionamento di coloro che di fronte ai fatti di violenza religiosa dicono che la religione c’entra poco, ed è solo usata come pretesto per coprire interessi economici. Come se la religione coincidesse con la fede spirituale, allo stato puro. Religione ed economia sono originariamente connesse, e il legame originario inevitabilmente si manifesta.
  9. Com’è facile per gli umani scambiare per Dio il suo grande imitatore, Satana!
  10. In Vaticano girano molti soldi, lo si sa. E c’è potere, lo si sa. Ergo c’è anche Satana, lo si sa.
  11. Papi santi. Dal Trecento (Celestino nel 1313) all’Ottocento, in cinque secoli, è stato canonizzato solo il promotore dell’Inquisizione Pio V. Nel Novecento si scatena l’inflazione dei papi santi. Urge un’interpretazione.
  12. Il Sacro è il fondamento infondato e infondabile del potere. Di ogni potere, anche di quello più laico.
  13. Dire che “la donna ha un ruolo fondamentale” non significa molto. In quale società umana non ce l’ha? Anche nell’Islam più radicale la donna è indispensabile. Ma anche nelle società schiaviste antiche gli schiavi non avevano un ruolo marginale, perché l’intera economia si fondava sul loro lavoro. Ergo, se un papa afferma che nella Chiesa la donna ha un ruolo fondamentale, tutti i problemi della condizione femminile rimangono.
  14. I due termini laico cattolico sono ormai vuoti, a causa della loro indeterminatezza, e dell’uso improprio che ne è stato fatto per anni. La stessa identità cattolica, al di là di una generica tradizione di appartenenza, è indefinibile dalla maggioranza degli stessi cattolici. Molti dei quali non conoscono nemmeno il catechismo, o sono oggettivamente scismatici o eretici senza alcuna consapevolezza di esserlo.
  15. Agli occhi del Papa i lefebvriani sono comunque fedeli, mentre teologi della liberazione e suore emancipate sono infedeli. Il punto è qui.
  16. Ogni ateismo non può vivere come semplice a-, ma per comprendersi ha bisogno vitale di ciò che lo segue.
  17. “Le porte dell’Inferno non prevarranno contro di essa”. Quelle porte ci sono. Ma dove sono?
  18. Tra santità e fanatismo lo spazio è troppo stretto.
  19. Affidarsi totalmente a Dio è relativamente facile se si pensa che Egli diriga ogni evento, che “non si muova foglia che Dio non voglia”. Molto maggior valore ha l’affidarsi totale a Dio di uno che pensa che il mondo sia dominato dal caso e dagli accidenti.
  20. Per Gesù la massima espressione dell’amore paterno-divino è la festa per il ritorno del figlio prodigo. E per far festa il padre ordina di ammazzare il vitello grasso e di cucinarlo. Certo un Gesù animalista non avrebbe mai usato quell’immagine. Ma un Gesù animalista non avrebbe nemmeno operato pesche miracolose né offerto pani e pesci.
  21. Perché ci sono più fedeli nei santuari che nelle chiese? Perché la gente è superstiziosa, chiede miracoli, ha più fede in Padre Pio che in Gesù, e non vuole diventare migliore, ma solo stare meglio e godersi la vita, o conservarsela.
  22. L’uomo non unisca ciò che Dio ha separato.
  23. La verità è che l’esercizio del papato globale sul modello wojtyliano richiede energie psicofisiche gigantesche. O si fanno papi quarantenni, o si deve ripensare il modello.
  24. Si può pregare per tante cose. Moltissimi santi uomini pregarono incessantemente Dio per la distruzione degli eretici. Tuttavia si può anche pregare senza per.
  25. La gente è sempre stata un problema per il Cristianesimo. E prima per l’Ebraismo. Il bisogno religioso della gente è quello di un vitello d’oro in cui riconoscere la prossimità del divino, e di un re da cui ottenere sicurezza. La risposta di Dio è la distruzione del vitello, la regalità in questo mondo è respinta da Gesù.
  26. Quando gli umani si ammassano, inevitabilmente si esaltano. È l’inesorabile meccanismo della folla, che infine sceglie sempre Barabba e condanna Gesù.
  27. Da notare che il fedele che pregando chiede qualcosa a Dio chiede solitamente salute, salvezza, successo proprio o dei figli, ecc. ecc., ma non chiede mai il dono dell’intelligenza o della saggezza, poiché tutti credono di averne a sufficienza.
  28. Noto che tutti i vescovi a 75 anni devono lasciare. Il nuovo vescovo di Roma a 76 deve iniziare. Qualcosa non mi torna.
  29. La pazienza può appartenere solo a chi vive nel tempo, a colui per il quale esiste un presente ed un futuro, all’essere umano. Attribuire la virtù della pazienza ad un Dio concepito come eterno è una insensatezza.
  30. Fides quaerit intellectum. Si non quaerit, non est fides.
  31. Sono troppi i cristiani che spargono veleno. Ma chi sparge veleno è un cristiano?
  32. Un Dio eterno che si commuove è impensabile. Il tempo è lo scandalo della fede.
  33. Un santo che non è vissuto come esempio di vita ma come meccanismo erogatore di grazie è puro succedaneo di divinità pagane.
  34. Ricordiamoci sempre che il buon Samaritano era religiosamente eterodosso…
  35. C’è una falsa umiltà che è irreale, è solo maschera dell’orgoglio luciferino.
  36. Nel peccato di Lucifero vi è anche un errore intellettuale, l’intendere Dio come ciò che non è: potere mimetico.
  37. Il regno di Dio non espelle nessuno, converte i cuori. Il regno che espelle non è di Dio. Gli umani tra loro si espellono e si escludono.
  38. La maggior fonte di odio non è la lontananza, né la differenza, ma la prossimità e la vicinanza. Le guerre peggiori sono quelle civili, gli scontri religiosi sono tanto più feroci quanto più vicine tra loro sono le religioni in conflitto.
  39. Nelle chiese, dopo il senso del limite e la perfezione del romanico, la smisuratezza del gotico e la metastasi del barocco. Poi la piatta imitazione del passato o la mania di innovazione cementizia del moderno. Che triste parabola architettonico-spirituale.
  40. L’oppio produce torpore e inazione, mentre la religione può spingere ad azioni assai incisive, come sappiamo. Noto poi che anche le posizioni illuministiche e antireligiose hanno causato orrori di ogni tipo, dalla Rivoluzione francese a quella russa. In realtà, il sacro si riproduce sotto mentite spoglie, è inestirpabile, e produce il massacro.
  41. Chi sa quel che è di Cesare, quel che è di Dio? Dopo duemila anni di Cristianesimo non è mica tanto chiaro. Almeno a me, che sono un intelletto limitato.
  42. Meglio professarsi atei che credenti, se l’oggetto della fede è Baal.
  43. Gesù non vestiva di sacco.
  44. L’umile Maria gradualmente nei secoli assume il carattere di Iside, col manto azzurro e la corona di stelle. Certamente il monoteismo ebraico-cristiano in sé non contempla in Dio il genere, poiché Dio non è né maschio né femmina. Però l’incarnazione avviene mediante una donna, ma si realizza in un maschio. Sicché la natura umana assunta in Dio con Cristo è la natura umana al maschile. E il dogma dell’assunzione di Maria in qualche modo sembra correggere lo sbilanciamento. Lo squilibrio però rimane: per Maria non ci può essere adorazione ma solo venerazione, e l’Assunta non impedisce alla Chiesa cattolica di rimanere una istituzione governata dal maschile.
  45. Il paradosso dell’arte religiosa è questo: quanto più grande l’artista, quanto più il suo genio si incarna nell’opera, tanto meno intensa è l’aura religiosa della stessa, la sua capacità ierofanica, la sua forza di suscitare la devozione dei fedeli. Tanto più semplice e anonima e arcaica l’icona, tanto più potente in essa la presenza del sacro. Non si prega una madonna di Raffaello.
  46. Una coppia di papi che scrivono lettere. Inaspettato e stupendo, novità assoluta in duemila anni di Cristianesimo.
  47. Né Gesù né Pietro sono figure ieratiche e distanti. Cioè figure del numinoso, del Sacro-Potenza. E il cristianesimo non è una religione dell’alterità totale: è la fede nel Dio con noi, l’Emmanuele.
  48. Io il chierichetto non lo feci mai. Il parroco mi richiese ai miei per questo compito, ma i miei accamparono scuse. Risultò poi che temevano che io maturassi l’idea di entrare in seminario e farmi prete. Una eventualità temuta da molte famiglie cattolicissime per i loro figli, e che non mi passò mai per l’anticamera del cervello.
  49. I fondamentalisti di ogni risma hanno sempre le idee chiarissime.
  50. La fede è attraversata dalla non-fede, la credulità non è attraversata da nulla. O meglio: è attraversata dal nulla.
  51. Bestemmiano quelli che scrivono “Dio c’è” quando qualcosa gli va bene.
  52. Gli dissero: “Maestro, grassi preti con la jacuzzi in canonica esaltano la povertà della grotta di Betlemme…”. Rispose: “Il vostro cuore è forse una capanna di pastori?”.
  53. A Gesù piaceva il pesce (come cibo). Su questo fatto, e sul suo non-vegetarianesimo, il Nuovo Testamento è chiaro.
  54. Gesù non fu un sacerdote, e nemmeno un francescano ante litteram. Fu un galileo credente, ma laico, del tutto laico.
  55. Personalmente, vedo tutta la tradizione cristiana divisa da due tendenze fondamentali: quella metafisica e mistica, da un lato, e quella che vorrei chiamare storico-tragica. Talvolta si uniscono ma in se stesse sono conflittuali.
  56. Il papato con Wojtyla ha accelerato il suo secolare processo di dilatazione, con una incontinenza santificatoria e auto-santificatoria. Ora tutto questo ha la sua apoteosi con i due papi che canonizzano due papi. Nulla di analogo in duemila anni.
  57. L’umiltà di colui che si trova nel Centro esalta il valore dello stesso Centro proprio con l’affermarsi, mostrandosi, come umiltà. E poiché il Centro è invisibile, mentre visibile è chi lo occupa, questi riceve il massimo di visibilità. Così l’umiltà si carica di potenza, e l’umile centrale si trasforma, anche se non lo vuole, in icona e infine in idolo.
  58. Io, che papista non sono, guardo ammirato tutti questi laici, miscredenti, atei, agnostici e anticlericali che discettano sul papa e sul papato, su come era e come dovrebbe essere, sul destino della Chiesa e del Cattolicesimo.
  59. La maggior parte dei cristiani uccisi per motivi di fede nel corso della storia è stata uccisa da altri cristiani.
  60. Nei personaggi della Bibbia non trovo quasi nulla della spiritualità monastica.

Continua a leggere

Quaranta per pensare

zab

  1. La filosofia del mattino è spesso differente da quella della sera.
  2. La fede è questo: aver fiducia in altri esseri umani che hanno fede.
  3. L’incombere di una catastrofe deprime molti spiriti, altri ne esalta.
  4. I pensieri pensati nel passato tornano sempre, travestiti.
  5. Anche un involucro ha la sua apparenza.
  6. La verità nuda è amata dai suoi carnefici.
  7. La virtù della continenza dovrebbe manifestarsi anzitutto nella sfera intellettuale.
  8. Sovente dietro l’estrema dedizione si cela la furia del possesso.
  9. I mostri si rigenerano molto più velocemente di quanto pensino i saggi.
  10. Quel che per alcuni è nutrimento vitale, per altri è veleno.
  11. L’uomo non unisca ciò che Dio ha separato.
  12. Se non esistono gli eguali, non esistono neppure i diversi.
  13. Anche con l’acqua pura occorre cautela: bevuta smoderatamente intossica.
  14. Tutti vogliono “voltare pagina”. Manca il libro.
  15. L’essenziale è visibilissimo agli occhi, per questo si chiudono.
  16. Gli scontri di nausee non portano lontano.
  17. Il Bene tende alla contemplazione, il Male all’azione.
  18. La nostra vita è scia di una nave?
  19. L’idea di stupidità è un prodotto di menti intelligenti, nato dalla loro esperienza di se stesse.
  20. Ogni esorcismo è una demonizzazione.
  21. Il doping, in forma reale o metaforica, è la vera religione del nostro tempo.
  22. Atene piange sempre, Sparta non ride mai.
  23. Nessuna valuta ha corso legale nell’Aldilà.
  24. Tutti sputano sentenze, però manca la sputacchiera.
  25. Molti furono fatti a vivere come bruti, per seguire vizio e ignoranza.
  26. Anche le nubi più nere alcuni le vedono bianche, altri rosa.
  27. Per la maggior parte degli umani quella di pensare è una fatica insopportabile.
  28. Esistono desideri grandi e desideri minimi, ma il metro per misurarli nessuno lo possiede.
  29. I fondamentalisti di ogni risma hanno sempre le idee chiarissime.
  30. Leggendo molti libri costruisco la mia immensa consapevole ignoranza.
  31. Il mondo non è bianco e nero, e spesso gli oppressi opprimono.
  32. Travolti da un’onda, pensano di aver conosciuto il mare.
  33. Si può essere prigionieri del presente, del passato, e anche del futuro.
  34. Ogni salvatore, in qualunque campo, è sempre una vittima potenziale.
  35. Consolazione e Illusione sono sorelle.
  36. Il vuoto non può dire “tutto è vuoto”.
  37. Il sogno è pericoloso quanto la sua assenza.
  38. È lo sguardo degli altri che ci fa essere noi stessi.
  39. Si legge per vivere, il contrario è follia.
  40. Una bellezza non salvata non salverà nessuno. 

Continua a leggere

Cento pensierini di un gufo sull’Italia e gli Italiani

images

  1. In Italia nessuno crede all’informazione pura. Nessuno pensa al mestiere del giornalista come quello di uno che lavora perché la gente sappia quello che succede, indipendentemente dal tornaconto di questo o quel gruppo di interessi che possiede l’organo per cui il giornalista lavora, e che lo paga.
  2. La borghesia italiana si distingue tra le borghesie europee per mancanza di un’etica (qualsiasi). Non ne ha alcuna, e i suoi esponenti politici, da Berlusconi a Renzi, esprimono questo nulla. Perciò non hanno alcuna autorità. morale. E oltre la borghesia non c’è alcun proletariato, c’è solo la massa confusa degli emarginati che sognano un posto al tavolo del Consumo.
  3. In Italia non ci sono conservatori, anche in questo siamo originali. Solo riformisti. Chi non vuole definirsi tale usa l’ambiguo termine moderato.
  4. Penso che per l’Italia l’unica crescita realisticamente pensabile per il futuro sia quella della corruzione. Nella scuola italiana il maschile è cancellato, o quasi. L’Italia genera instancabilmente antinomie.

Continua a leggere

Micronote 39

zab

1. La democrazia può avere solide radici solo in Paesi in cui esista il culto della responsabilità personale.

2. Chi abita il proprio tempo senza alcun disagio è un tipo umano per cui non provo il minimo interesse. Vale anzitutto per gli scrittori, tra i quali abbondano i finti ribelli, che nelle altre arti sono ancor più numerosi. Peggio ancora quelli che abitano tempi passati immaginari, anime schizoidi, adepti del culto della falsa coscienza.

3. Più grande l’opera, più abbondante il banchetto, maggiore il numero dei convitati.

4. “Non c’è via d’uscita”. Vedere la chiusura totale senza smarrirsi: è la grande conquista di uno spirito. Non disprezzare il proprio smarrimento: una conquista ancor più grande. Continua a leggere

Micronote 38

zab

1. Troppe cose si dovrebbero sapere, e non si può.

2. Leggete, scrittori, leggete buoni libri. E quando avete l’impulso di mettervi a scrivere, trattenetevi, e tornate a leggere.

3. Le profondità di certe filosofe alla moda sono così abissali che a sondarle non basta un decimetro.

4. La storia umana è inconcepibile se si prescinde dall’idea di fallimento.

5. L’arte di ragionare distinguendo. Perduta. Continua a leggere