Sessanta pensierini irreligiosi

  1. La distinzione tra il puro e l’impuro precede quella tra il giusto e l’ingiusto. Essa è sacrificale, e in ultima analisi radicata nella violenza.
  2. La fede è questo: aver fiducia in altri esseri umani che hanno fede.
  3. Al bisogno religioso si risponde con l’offerta di un wellness religioso, secondo lo spirito dell’epoca.
  4. L’Amore divino creò lo squalo, il coccodrillo, la tigre, la mosca, la zanzara e i virus.
  5. Clericalismo e anticlericalismo sono anche due forme di accecamento.
  6. Occorre riconoscere che Gesù non si è scontrato con atei, empi e anomisti, ma con uomini pii, religiosi e amanti della Legge.
  7. Ciclicamente si celebra il Natale, che è rottura del tempo ciclico.
  8. Penso che sia sbagliato il ragionamento di coloro che di fronte ai fatti di violenza religiosa dicono che la religione c’entra poco, ed è solo usata come pretesto per coprire interessi economici. Come se la religione coincidesse con la fede spirituale, allo stato puro. Religione ed economia sono originariamente connesse, e il legame originario inevitabilmente si manifesta.
  9. Com’è facile per gli umani scambiare per Dio il suo grande imitatore, Satana!
  10. In Vaticano girano molti soldi, lo si sa. E c’è potere, lo si sa. Ergo c’è anche Satana, lo si sa.
  11. Papi santi. Dal Trecento (Celestino nel 1313) all’Ottocento, in cinque secoli, è stato canonizzato solo il promotore dell’Inquisizione Pio V. Nel Novecento si scatena l’inflazione dei papi santi. Urge un’interpretazione.
  12. Il Sacro è il fondamento infondato e infondabile del potere. Di ogni potere, anche di quello più laico.
  13. Dire che “la donna ha un ruolo fondamentale” non significa molto. In quale società umana non ce l’ha? Anche nell’Islam più radicale la donna è indispensabile. Ma anche nelle società schiaviste antiche gli schiavi non avevano un ruolo marginale, perché l’intera economia si fondava sul loro lavoro. Ergo, se un papa afferma che nella Chiesa la donna ha un ruolo fondamentale, tutti i problemi della condizione femminile rimangono.
  14. I due termini laico cattolico sono ormai vuoti, a causa della loro indeterminatezza, e dell’uso improprio che ne è stato fatto per anni. La stessa identità cattolica, al di là di una generica tradizione di appartenenza, è indefinibile dalla maggioranza degli stessi cattolici. Molti dei quali non conoscono nemmeno il catechismo, o sono oggettivamente scismatici o eretici senza alcuna consapevolezza di esserlo.
  15. Agli occhi del Papa i lefebvriani sono comunque fedeli, mentre teologi della liberazione e suore emancipate sono infedeli. Il punto è qui.
  16. Ogni ateismo non può vivere come semplice a-, ma per comprendersi ha bisogno vitale di ciò che lo segue.
  17. “Le porte dell’Inferno non prevarranno contro di essa”. Quelle porte ci sono. Ma dove sono?
  18. Tra santità e fanatismo lo spazio è troppo stretto.
  19. Affidarsi totalmente a Dio è relativamente facile se si pensa che Egli diriga ogni evento, che “non si muova foglia che Dio non voglia”. Molto maggior valore ha l’affidarsi totale a Dio di uno che pensa che il mondo sia dominato dal caso e dagli accidenti.
  20. Per Gesù la massima espressione dell’amore paterno-divino è la festa per il ritorno del figlio prodigo. E per far festa il padre ordina di ammazzare il vitello grasso e di cucinarlo. Certo un Gesù animalista non avrebbe mai usato quell’immagine. Ma un Gesù animalista non avrebbe nemmeno operato pesche miracolose né offerto pani e pesci.
  21. Perché ci sono più fedeli nei santuari che nelle chiese? Perché la gente è superstiziosa, chiede miracoli, ha più fede in Padre Pio che in Gesù, e non vuole diventare migliore, ma solo stare meglio e godersi la vita, o conservarsela.
  22. L’uomo non unisca ciò che Dio ha separato.
  23. La verità è che l’esercizio del papato globale sul modello wojtyliano richiede energie psicofisiche gigantesche. O si fanno papi quarantenni, o si deve ripensare il modello.
  24. Si può pregare per tante cose. Moltissimi santi uomini pregarono incessantemente Dio per la distruzione degli eretici. Tuttavia si può anche pregare senza per.
  25. La gente è sempre stata un problema per il Cristianesimo. E prima per l’Ebraismo. Il bisogno religioso della gente è quello di un vitello d’oro in cui riconoscere la prossimità del divino, e di un re da cui ottenere sicurezza. La risposta di Dio è la distruzione del vitello, la regalità in questo mondo è respinta da Gesù.
  26. Quando gli umani si ammassano, inevitabilmente si esaltano. È l’inesorabile meccanismo della folla, che infine sceglie sempre Barabba e condanna Gesù.
  27. Da notare che il fedele che pregando chiede qualcosa a Dio chiede solitamente salute, salvezza, successo proprio o dei figli, ecc. ecc., ma non chiede mai il dono dell’intelligenza o della saggezza, poiché tutti credono di averne a sufficienza.
  28. Noto che tutti i vescovi a 75 anni devono lasciare. Il nuovo vescovo di Roma a 76 deve iniziare. Qualcosa non mi torna.
  29. La pazienza può appartenere solo a chi vive nel tempo, a colui per il quale esiste un presente ed un futuro, all’essere umano. Attribuire la virtù della pazienza ad un Dio concepito come eterno è una insensatezza.
  30. Fides quaerit intellectum. Si non quaerit, non est fides.
  31. Sono troppi i cristiani che spargono veleno. Ma chi sparge veleno è un cristiano?
  32. Un Dio eterno che si commuove è impensabile. Il tempo è lo scandalo della fede.
  33. Un santo che non è vissuto come esempio di vita ma come meccanismo erogatore di grazie è puro succedaneo di divinità pagane.
  34. Ricordiamoci sempre che il buon Samaritano era religiosamente eterodosso…
  35. C’è una falsa umiltà che è irreale, è solo maschera dell’orgoglio luciferino.
  36. Nel peccato di Lucifero vi è anche un errore intellettuale, l’intendere Dio come ciò che non è: potere mimetico.
  37. Il regno di Dio non espelle nessuno, converte i cuori. Il regno che espelle non è di Dio. Gli umani tra loro si espellono e si escludono.
  38. La maggior fonte di odio non è la lontananza, né la differenza, ma la prossimità e la vicinanza. Le guerre peggiori sono quelle civili, gli scontri religiosi sono tanto più feroci quanto più vicine tra loro sono le religioni in conflitto.
  39. Nelle chiese, dopo il senso del limite e la perfezione del romanico, la smisuratezza del gotico e la metastasi del barocco. Poi la piatta imitazione del passato o la mania di innovazione cementizia del moderno. Che triste parabola architettonico-spirituale.
  40. L’oppio produce torpore e inazione, mentre la religione può spingere ad azioni assai incisive, come sappiamo. Noto poi che anche le posizioni illuministiche e antireligiose hanno causato orrori di ogni tipo, dalla Rivoluzione francese a quella russa. In realtà, il sacro si riproduce sotto mentite spoglie, è inestirpabile, e produce il massacro.
  41. Chi sa quel che è di Cesare, quel che è di Dio? Dopo duemila anni di Cristianesimo non è mica tanto chiaro. Almeno a me, che sono un intelletto limitato.
  42. Meglio professarsi atei che credenti, se l’oggetto della fede è Baal.
  43. Gesù non vestiva di sacco.
  44. L’umile Maria gradualmente nei secoli assume il carattere di Iside, col manto azzurro e la corona di stelle. Certamente il monoteismo ebraico-cristiano in sé non contempla in Dio il genere, poiché Dio non è né maschio né femmina. Però l’incarnazione avviene mediante una donna, ma si realizza in un maschio. Sicché la natura umana assunta in Dio con Cristo è la natura umana al maschile. E il dogma dell’assunzione di Maria in qualche modo sembra correggere lo sbilanciamento. Lo squilibrio però rimane: per Maria non ci può essere adorazione ma solo venerazione, e l’Assunta non impedisce alla Chiesa cattolica di rimanere una istituzione governata dal maschile.
  45. Il paradosso dell’arte religiosa è questo: quanto più grande l’artista, quanto più il suo genio si incarna nell’opera, tanto meno intensa è l’aura religiosa della stessa, la sua capacità ierofanica, la sua forza di suscitare la devozione dei fedeli. Tanto più semplice e anonima e arcaica l’icona, tanto più potente in essa la presenza del sacro. Non si prega una madonna di Raffaello.
  46. Una coppia di papi che scrivono lettere. Inaspettato e stupendo, novità assoluta in duemila anni di Cristianesimo.
  47. Né Gesù né Pietro sono figure ieratiche e distanti. Cioè figure del numinoso, del Sacro-Potenza. E il cristianesimo non è una religione dell’alterità totale: è la fede nel Dio con noi, l’Emmanuele.
  48. Io il chierichetto non lo feci mai. Il parroco mi richiese ai miei per questo compito, ma i miei accamparono scuse. Risultò poi che temevano che io maturassi l’idea di entrare in seminario e farmi prete. Una eventualità temuta da molte famiglie cattolicissime per i loro figli, e che non mi passò mai per l’anticamera del cervello.
  49. I fondamentalisti di ogni risma hanno sempre le idee chiarissime.
  50. La fede è attraversata dalla non-fede, la credulità non è attraversata da nulla. O meglio: è attraversata dal nulla.
  51. Bestemmiano quelli che scrivono “Dio c’è” quando qualcosa gli va bene.
  52. Gli dissero: “Maestro, grassi preti con la jacuzzi in canonica esaltano la povertà della grotta di Betlemme…”. Rispose: “Il vostro cuore è forse una capanna di pastori?”.
  53. A Gesù piaceva il pesce (come cibo). Su questo fatto, e sul suo non-vegetarianesimo, il Nuovo Testamento è chiaro.
  54. Gesù non fu un sacerdote, e nemmeno un francescano ante litteram. Fu un galileo credente, ma laico, del tutto laico.
  55. Personalmente, vedo tutta la tradizione cristiana divisa da due tendenze fondamentali: quella metafisica e mistica, da un lato, e quella che vorrei chiamare storico-tragica. Talvolta si uniscono ma in se stesse sono conflittuali.
  56. Il papato con Wojtyla ha accelerato il suo secolare processo di dilatazione, con una incontinenza santificatoria e auto-santificatoria. Ora tutto questo ha la sua apoteosi con i due papi che canonizzano due papi. Nulla di analogo in duemila anni.
  57. L’umiltà di colui che si trova nel Centro esalta il valore dello stesso Centro proprio con l’affermarsi, mostrandosi, come umiltà. E poiché il Centro è invisibile, mentre visibile è chi lo occupa, questi riceve il massimo di visibilità. Così l’umiltà si carica di potenza, e l’umile centrale si trasforma, anche se non lo vuole, in icona e infine in idolo.
  58. Io, che papista non sono, guardo ammirato tutti questi laici, miscredenti, atei, agnostici e anticlericali che discettano sul papa e sul papato, su come era e come dovrebbe essere, sul destino della Chiesa e del Cattolicesimo.
  59. La maggior parte dei cristiani uccisi per motivi di fede nel corso della storia è stata uccisa da altri cristiani.
  60. Nei personaggi della Bibbia non trovo quasi nulla della spiritualità monastica.

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One thought on “Sessanta pensierini irreligiosi

  1. mi sono letta i tuoi pensierini ieri sera, alcuni sono veramente folgoranti, altri andrebbero riletti
    non tutti siamo così preparati sul tema del sacro
    xlv è proprio così…hai azzeccato il centro…
    alcuni vorrei farmeli spiegare, come ad esempio il xii (che sento vero ma che non riesco a spiegarmi)
    e il …non lo trovo più ma diceva: Gesù vestiva di sacco.

    ciao Fabio, a presto

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