Micronote 43

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1. Il problema non è l’opulenza in sé, ma la sua relazione alla povertà, ovvero il donde derivi quell’opulenza, e se alla sua radice vi sia o non vi sia la miseria di qualcuno. Del resto il “guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione” mica l’ha detto Savonarola, e per quanto si stiracchino interpretazioni e si forzino le parole di Gesù, starà lì fino alla fine dei tempi.

2. L’inflazione delle parole, la gigantesca bolla verbale che si è formata nella nostra epoca nel mondo occidentale, non ha alcun precedente storico. Mai le parole hanno avuto così scarso valore, mai il singolo individuo ha avuto la certezza che qualunque cosa dirà nessuno lo prenderà davvero sul serio, nessuno attribuirà al suo discorso il suo reale significato, tutti minimizzeranno, celieranno, non ascolteranno. Dal papa al più umile essere umano: il valore comunicativo della parola è quasi nullo, essa tende ad essere, al massimo, mero slogan. Mentre il mondo islamico davanti alle gesta dell’ISIS nella sostanza tace. Che vi sia un nesso?.

3. Vorrei sapere se i cattolici tradizionalisti e i loro amici ritengono che i papi siano scelti dai conclavi su ispirazione dello Spirito Santo, oppure no. Se lo ritengono, vorrei sapere perché hanno questo atteggiamento molto negativo verso Bergoglio. Si è papisti solo se il papa piace?

4. Il papismo è questo: il successore presente del Pietro romano comanda, tutti gli altri nella Chiesa monarchica obbediscono. Nella successione dei successori romani di Pietro cambiano gli orientamenti, l’imperium non muta mai, può variare solo la forza con cui viene maneggiato. Questa è la sua struttura, e finché si rimane nel papismo ci saranno quelli che apprezzano maggiormente un papa rispetto ad un altro, che temono le conseguenze del governo di questo o di quello, ma potranno condurre solo battaglie oblique, semicoperte, ovvero sostanzialmente ipocrite. Almeno in Italia..

5. Sembra che per alcuni ci sia in giro un sacco di comunisti. Io non li vedo proprio, ma forse perché penso ancora che dietro le parole vi debba essere un significato, e che con le parole si formino concetti. Ma per comunista cosa si intende oggi in Italia? Uno che lo è stato in anni lontani? Che so, come Giuliano Ferrara? Allo stesso modo si dovrebbe dare del socialista a Brunetta, a Cicchitto…

6. Penso che la stragrande maggioranza di quelli che credono nelle scie chimiche ritenga che la fonte di ogni male dell’Italia presente sia l’euro..

7. In una società estremamente complessa come la nostra, nessuno può avere una reale competenza in tutti gli ambiti, in cui pure deve prendere delle decisioni, come quella del voto politico. Ne consegue che quasi ovunque noi agiamo e pensiamo sulla base di continui e rinnovati atti di fede, assegnando o negando fiducia a questo o quello, sulla base di ciò che ci appare come orizzonte di plausibilità. Ad esempio, ai miei occhi, a causa dei miei orientamenti culturali, della mia formazione, e di coloro che assumo come credibili e degni di fiducia, le cosiddette scie chimiche sono una bufala situata al di là di ogni orizzonte di plausibilità per chi non sia un idiota (nel senso originario e non strettamente clinico-primo-novecentesco del termine)..

8. Posta la necessità di distinguere concettualmente islamici e islamisti, Islam e islamismo radicale, si può essere islamismofobi e non islamofobi, essere anti-islamistici e non anti-islamici?

9. “Solo l’ateo uccide in nome di Dio”. Quali bestialità vengono dette e scritte in questi giorni! Dunque erano atei i crociati, atei i seguaci di Maometto lanciati alla conquista, atei Giosuè e i suoi che sterminavano i Cananei… No, veramente non ci siamo. Il mondo ha ben conosciuto atei che ordinavano e pianificavano massacri, ma lo facevano in nome della razza, della rivoluzione, dello stato. La verità è che ogni essere umano, religioso o meno, deve confrontarsi con la violenza, il sacro, e le loro innumerevoli metamorfosi. In questi giorni, poi, è un dovere pensare molto e parlare poco, perché la ragione fugge dagli animi eccitati..

 10. “La violenza non paga mai!” Ma cosa dite? Farneticate? I grandi imperi, le grandi civiltà, e il nostro stesso attuale benessere, sono stati costruiti pacificamente?  Sarebbe meglio dire che la violenza non paga a tutti. Paga, e molto, ai vincitori..

11. Una domanda tuttavia mi inquieta: se l’ISIS realizzasse un solido Stato, questo tra qualche anno apparirebbe molto differente dall’attuale Arabia Saudita? Risponda chi sa..

12. La confusione tra critica e satira è spaventosa, un segno del declino della ragione europea. Quella che chiamano satira di solito è vacua e superficiale, spesso ignobile e disgustosa. Quanto al preteso diritto di blasfemia, mi pare coincidere col diritto di sputare su quello che per altri è la cosa più cara, o il senso stesso della vita. Sputate pure dunque, deformate, trasformate quelli che odiate in mostri o creature ripugnanti, espelleteli dall’umanità con le vostre vignette, e siate felici. Ma quale grande battaglia avete mai vinto coi vostri sputi colorati?  Ma a questo misero ornamento dell’oscurità, oggi sacralizzato dalla morte, non si contrappone nulla di luminoso, si oppone la micidiale serietà dei folli con le bandiere nere. In questo, e nel fatto che la satira in Europa goda di tanto prestigio, e tenda addirittura a sostituire la ragione politica, così che alla sovrana Economia dominante l’unica alternativa sono le sue pernacchie, è visibile in pieno la nostra attuale miseria..

13. Della barbarie saudita, di quello stato islamista che ha sequestrato anche La Mecca, quanto poco si parla. Sono alleati dell’Occidente, infatti, col pugnale dietro la schiena.

14. Facebook ha il merito di evidenziare quante persone si ritengano estranee alla massa, libere da condizionamento, esenti dai fenomeni di pensiero collettivo obbligato, e in grado di pensare autonomamente – essendo invece pienamente massificate, irrimediabilmente condizionate, pure particelle di pensiero collettivo, e totalmente confinate all’esterno del pensiero critico. In altre parole, umani ignoranti convinti di sapere, il cui pensare è il mero guscio del risentimento che li divora.

15. Dunque: se in giro c’è molto fuoco, e io mi penso libero e voglio affermare la mia libertà, vi lancerò benzina o acqua? This is the question.

16. Se cominciassero a distinguere arabo e islamico avrebbero fatto un bel passo avanti. Ma niente. Sono arrivato alla conclusione che l’informazione in Italia è gestita da qualche furbo e da molti idioti.

17. Prognosi: indifferenziazione crescente, impulsi mimetici massivi, capri espiatori come funghi dopo una pioggia di tardo agosto.

18. La struttura dell’informazione contemporanea inevitabilmente spinge i papi viaggiatori alla loquacità. Ma per sua natura questa stessa informazione ritaglia semplici segmenti di discorso e li consegna al circuito globale. Attorno a quei segmenti si generano vortici comunicativi che alterano il senso generale delle argomentazioni originarie. Ma questo i papi comunicatori non possono non saperlo. Come non possono non sapere che ogni loro parola verrà soppesata, usata e strumentalizzata. Ma rimangono loquaci, sono sempre più loquaci, e il processo appare inarrestabile.

19. I leoni, le tigri e gli altri animali in circhi e zoo stanno male? Cosa bisogna farne? (E i delfini nei delfinari?).  Da bambino adoravo i numeri di circo con tigri e leoni, di acrobati e pagliacci non ne volevo sapere. In realtà, porsi il problema se gli animali stiano bene o male (cosa che solo la specie umana fa) è anch’ essa una forma di antropocentrismo: in ogni caso quel che dovrebbe essere bene o male per l’animale lo decidiamo sempre noi, interpretando la realtà secondo i nostri parametri, in modo diverso a seconda delle culture e dei tempi.

20. L’illusione di essere un diverso, uno fuori dagli schemi, addirittura “uno che pensa contro la propria epoca”. Chi è pervaso da questa illusione mi fa una certa tenerezza, come tutti i cultori del proprio più o meno evanescente ego, come tutti gli umani dunque.

21. ANSA: “Tsipras trionfa, ma non ha la maggioranza assoluta”. Ma dunque cos’è in politica un trionfo? Io parlerei di trionfo di Tsipras se il suo partito avesse raccolto la maggioranza assoluta dei suffragi (non dei seggi) e potesse iniziare subito a governare da solo. Ma non è così, e il suo governo sarà di coalizione. Una coalizione non granitica.
In secondo luogo, quelli che dicono che “i Greci” si sono espressi in un certo modo ignorano che Tsipras è stato comunque scelto da una minoranza degli elettori, il 36%. Quindi è stato non-votato dal 64%. Senza contare gli astenuti e le schede bianche o nulle. Ma questo è un problema di tutte le democrazie, e più in profondità è un problema del linguaggio. 

22. Basta uno Tsipras, e gli orfanelli di sinistra, soprattutto quelli attempati, sentono spirare in sé l’aura dei beati elisi.

23. Ricordi infantili: quando uno o più prendevano in giro, deridevano o insultavano altri ragazzini, finiva quasi sempre a botte. La derisione per natura (umana) precede lo scontro fisico, e ha in sé un anticipo di violenza. Ignorare la derisione di cui si è oggetto, fare finta di nulla, è un’arte che si impara crescendo, in alcuni ambienti culturali, non certo in tutti, anche nell’Occidente contemporaneo. In alcuni contesti, se ti deridono e tu non reagisci sei giudicato un vigliacco. Diciamo che nella quasi totalità delle culture umane vi è un controllo della derisione, più o meno complesso e articolato, finalizzato alla regolazione della violenza che ne può scaturire.

24. Come mi immagino un girone infernale? Popolato da demoni autistici, a basso funzionamento e iperattivi.

25. Quando esigere che i debiti siano pagati diviene impossibile, quando riscuotere un credito è un miraggio, quando chi è in credito passa per oppressore, ogni fiducia nei rapporti tra persone, gruppi e nazioni tende a dissolversi, e il caos avanza.

26. Vi sono affamati di assoluto che finiscono per trovarlo come cenere, e nella loro illusione gli innalzano templi dentro di sé, e nel loro orgoglio convocano incessantemente altri ad adorarlo. Cioè ad adorare loro e la loro cenere.

27. Qualsiasi sia il livello culturale medio di una nazione, essa avrà sempre la sua plebaglia.

28. È mai esistita una società complessa e stratificata in cui la prostituzione non esistesse?

29. Per la prima volta nella storia la potenza egemone nell’Europa centro-occidentale non è quella dotata–attualmente–delle armi più distruttive e dell’esercito più forte.

30. L’Italia è demograficamente ansimante. Paese di vecchi. Tuttavia siamo attualmente 60 milioni. Facciamo finta che il trend delle nascite sia positivo: quanti milioni di persone potrebbero abitare decentemente il nostro ristretto territorio senza farlo collassare? 80? 90? 100? Dal punto di vista economico-demografico è ipotizzabile e auspicabile in Italia una crescita indefinita della popolazione?

31. Al caos delle parole e al vuoto dei concetti seguirà necessariamente il caos delle azioni.

32. La stragrande maggioranza degli Italiani è vissuta negli ultimi decenni nell’illusione di una pace perpetua, senza porsi mai seriamente il problema di chi e che cosa avrebbe dovuto garantirla, rifiutandosi di ragionare di eserciti e armi, e vedendo anzi le armi stesse come il diavolo. Una maggioranza degli Italiani, perché una minoranza, a destra come a sinistra, ha sempre considerato lecito un certo uso delle armi (per la nazione, per la classe, ecc.). La maggioranza, fossilizzata dietro la falsa idea di un ripudio assoluto della guerra nell’art. 11 della Costituzione – il ripudio c’è, ma è condizionato, altrimenti non avrebbe senso un esercito italiano, né il “sacro dovere” di difendere la patria (art. 52) – ha semplicemente girato la testa dall’altra parte, come se pace, tranquillità, benessere economico, ecc. ecc. fiorissero spontaneamente e non dentro un recinto difeso dalle ferrate legioni imperiali.

33. Vorrei suggerire ai Governi occidentali, che sembrano non aver capito ancora niente: appena si verifica un attentato islamista, un omicidio o una strage in nome del Profeta, schierate uomini armati a protezione delle sinagoghe e dei principali luoghi ebraici, per favore. Perché sempre il fanatico islamista dopo aver ammazzato un cristiano o un ateo cercherà inevitabilmente l’Ebreo.

34. Quelli che chiacchierano di islamismo radicale e di ISIS ripetendo come un mantra che “la religione non c’entra” sono creature della notte in cui tutte le vacche sono nere. Sono convinti che la religione sia uno strumento della politica, della religione hanno un concetto meramente strumentale. Religione come epifenomeno dell’economia, del rapporto tra classi, patologia psichica transeunte, ecc. ecc., tutta la panoplia concettuale prodotta da qualche secolo di illuminismo superficiale. Occorrerebbe guardare il mondo anche con lo sguardo dell’altro, un altro che è veramente altro, non un medesimo travestito. Per il Califfo e i suoi adepti la realtà è rovesciata rispetto alla nostra: per loro la politica è uno strumento della religione. Il progetto del Califfato è quello dell’instaurazione globale di quest’ordine di valori. La stragrande maggioranza di politici e intellettuali d’occidente non è attrezzata per comprendere questo.

35. La non-mediazione è la natura stessa dell’ISIS, la sua essenza profonda. Il suo successo, la sua forza propulsiva ed espansiva, ciò che fa andare i suoi guerrieri alla morte, che infonde in loro un coraggio sconosciuto agli occidentali, è proprio questa non-mediazione, che per loro ha il nome di Allah. Questo è anche, esattamente, quello che attrae sotto le bandiere nere giovani di ogni estrazione sociale e culturale. Se l’ISIS abbracciasse una qualche forma di mediazione (qual è ad esempio la via diplomatica, in cui i nostri uomini politici continuano ad avere fiducia), perderebbe ogni attrattiva perché verrebbe meno alla sua intima ragion d’essere, e si sgonfierebbe. Ma non lo farà mai. L’ISIS non è uno tra i tanti gruppi islamisti, è una cosa nuova: non può trattare, ma solo combattere e uccidere, questo occorre averlo sempre ben presente. L’ISIS è la guerra santa, e come un magnete attirerà a sé elementi da ogni parte del globo, e spento da una parte si rianimerà da un’altra. Sarà una guerra lunghissima, pervasiva e devastante. Ma voi pensate al campionato di calcio, bravi ragazzi.

36. La rimozione della guerra da parte della coscienza nazionale italiana (chiamiamola così) è arrivata a tal punto che nemmeno la guerra partigiana è stata chiamata tale, ma lotta partigiana, come le lotte operaie combattute senza armi.

37. In tutto il mondo, e massimamente in Italia, appare sottovalutato l’immenso potere della Cialtroneria, alla quale moltissimi sono segretamente affiliati.

38. Giochetti di parole. “Democrazia è una parola greca, aiutiamo la Grecia!”. Se è per quello, anche oligarchia, demagogia e tirannide sono parole greche. Finiscono male quelli che danno se stessi in pasto ai nomi.

 
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