Micronote 41

zab1. Purtroppo non esiste la coscienza in sé, uguale per tutti gli individui in ogni tempo e luogo. Le coscienze si formano fin dall’infanzia, nella famiglia, nella scuola, e nelle relazioni. Le coscienze non producono spontaneamente etica come le api secernono il miele. E in una società in cui tutti i punti di riferimento stanno crollando è inevitabile che venga a mancare un’etica comune di riferimento. In altre parole, siamo spacciati.

2. Un postulato: qualsiasi terapia dell’autismo venga offerta alle famiglie, per quanto bislacca e priva di evidenza scientifica e di seri fondamenti sperimentali, troverà sempre un certo numero di sostenitori convinti, appassionati, e talvolta fanatici. Vale per tutte le terapie, per tutte le ricette, per tutte le fedi.

3. La verità fondamentale del Cristianesimo è questa: il fatto di amare quelli che stanno per crocifiggerti non gli impedirà di crocifiggerti. Il Cristianesimo consiste nell’amare quelli che ti crocifiggono, e nel perdonarli perché non sanno quello che fanno, non nel dire che in fondo tutti sono buoni e basta accogliersi e parlarsi. Per questo, il Cristianesimo è umanamente impossibile.

4. Nelle  polemiche sulll’art.18, si vede all’opera il pensiero riduzionista, che ha un disperato bisogno di ridurre le cause ad una, possibilmente legata ad un capro espiatorio da dare in pasto alla massa. Purtroppo la realtà è complessa e “strikes back”.

5. Mai dal secondo Ottocento si sono viste in Occidente tante barbe (in tutte le fasce d’età, quella sessantottesca era generazionale). Basta guardare i maschi della pubblicità: gli sbarbati sono una infima minoranza. E il motivo è chiaro: nell’indifferenziazione odierna la barba è l’unico elemento sicuramente maschile interdetto alle donne. Almeno a quelle che vogliano restare tali.

6. La crisi educativa del nostro Paese è tutta qui. L’assenza di una cultura della responsabilità. Dio chiede a Caino “Dov’è tuo fratello?”, noi rispondiamo “Sono forse il guardiano di mio fratello?”. Che nel linguaggio corrente equivale a: “Chi se ne fotte?”

7. Vedendo quel che accade in Senato, ascoltando le voci dei senatori, le volgarità e stupidaggini che escono dalle loro bocche, e guardando i loro gesti infantili e volgari, non si può non pensare che l’unico argomento che si addice loro sia il calcio. Infatti non percepiscono nemmeno la differenza tra il luogo in cui stanno per mandato elettorale e quello cui è diretto il loro vero interesse. Essi sono, anche in ambito politico, puri tifosi, e in questo sono degni rappresentanti di un popolo che ha perduto ogni dignità e ogni moralità.

8. Berlusconi, Grillo, Renzi: tre differenti incarnazioni della menzogna organica, che il sistema Italia produce senza sosta.

9. La cultura radical-borghese è incredibile: decenni di lotte per disgiungere amore e matrimonio (la tomba dell’amore) e per demolire l’ideologia della famiglia, e ora lotta per garantire ai gay il diritto che il loro amore sia riconosciuto col matrimonio. C’è da perdersi.

10. Anche al di fuori di un contesto religioso dichiarato, sempre gli umani cercano senza sosta nuove colpe e responsabilità di altri umani.

11. Il nostro mondo mediatico-immaginale penalizza severamente la serietà, escludendola – come “seriosità” – dall’ambito del visibile, ed esalta acriticamente, di contro, da un lato la leggerezza, e dall’altro, perversamente e con falsa coscienza, la crudeltà. Lo sanno bene anche i tagliatori di teste del Califfato.

12. La sconcertante sensazione che qualcosa nella Chiesa non vada, nel profondo. Questi preti che si danno un gran da fare, che muovono mari e monti, forse alla fine incontrano sempre lo spirito di Mammona.

13. Ci sono i club “Forza Silvio” e i fan inneggiano a Silvio, Matteo, ecc. È lo spirito dei tempi. Le bariste sconosciute dicono “ciao” al cliente sessantenne… Lo chiamo “il mondo della falsa prossimità”.

14. C’è un oscuramento generale della razionalità politica, e la legge è un fantasma irreale che si evoca a proprio piacimento. Marino incarna lo spirito relativistico e pressapochistico dell’Italia di oggi. Alla fine in questa prospettiva prevale la forza.

15. Se nessuna cultura umana è superiore alle altre o migliore delle altre, ma si può parlare solo di differenze, questo deve valere anche rispetto al passato, e si deve affermare che la cultura greca, basata sulla schiavitù e sulla subordinazione della donna, era diversa dalla nostra, ma non inferiore. Lo stesso per la cultura del nostro medioevo. Lo stesso per la cultura islamica. Ma se è così io ho tutto il diritto di dire che preferisco una società in cui il matrimonio tra persone dello stesso sesso sia ritenuto un abominio, perché se non esiste migliore e peggiore, ma solo differente, ogni scelta è possibile e lecita. Io invece penso che la categoria peggiore-migliore sia inevitabile, e che il pensiero attuale su questi temi sia sostanzialmente auto-contraddittorio e aporetico.

16.  Bisognerebbe trattare la scrittura di poesie come si trattano i reati, e parlare di presunta poesia e presunto poeta, finché non sia passata una generazione, diciamo.

17. Un fenomeno interessante da numerosi punti di vista (antropologico, sociologico, ecc.) che riguarda i social media è questo: l’emergere di una massa di persone che, non sapendo nulla di alcuna materia, ed essendo totalmente inconsapevoli della propria abissale ignoranza e dei propri limiti umani e caratteriali, si accaniscono a discutere di ciò che non conoscono, si impancano a maestri, e impartiscono lezioni al mondo pontificando di questo e di quello, e soprattutto esprimono un insano irreprimibile bisogno di denunciare e linciare capri espiatori di ogni sorta. I social media sono la più potente struttura ideata dagli umani per far circolare il risentimento generando rivalità. Non è detto che questa funzione sia a priori negativa.

18. La tragedia dell’umanità è qui: che per salvare l’umanità dall’orrore a volte bisogna combattere e uccidere.

19. Trovatemi un ordinamento giuridico nel quale l’amore tra due persone sia condizione necessaria perché possano contrarre matrimonio. Non lo trovate? Dunque il matrimonio non si fonda sull’amore.

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