Brottikà dògmata

 

zab

  1. Le scimmie non costruiscono cattedrali.
  2. La formica rufa e la formica fusca non sono uguali.
  3. I computer non pensano.
  4. La mente non è il cervello.
  5. Il pensiero non ha un locus.
  6. Il non senso è un non senso.
  7. Ogni negazione della metafisica è una metafisica.

Funerali di Stato

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“Mike Bongiorno convince dunque il pubblico, con un esempio vivente e trionfante, del valore della mediocrità. Non provoca complessi di inferiorità pur offrendosi come idolo, e il pubblico lo ripaga, grato, amandolo. Egli rap­presenta un ideale che nessuno deve sforzarsi di raggiun­gere perché chiunque si trova già al suo livello. Nessuna religione è mai stata così indulgente coi suoi fedeli. In lui si annulla la tensione tra essere e dover essere. Egli dice ai suoi adoratori: voi siete Dio, restate immoti”. Continua a leggere

1961

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 Il 1961 fu per me un anno particolarmente patriottico. Ero in quinta elementare, alla Scuola “Scarsellini” di Venezia. Ogni mattina passavo il Canal Grande sul ponte dell’Accademia, per ritrovarmi in classe col maestro Nervo, uomo di gran nerbo, come il nome stesso dichiarava, ma anche molto umano, e da cui ho imparato molte cose. La più importante questa. Una mattina, di punto in bianco, ci disse: “sto morendo”. Rimanemmo annichiliti, noi 28 maschietti. Soggiunse: “ciascuno di noi inizia a morire dal giorno in cui nasce. Anche voi state morendo”. Penso che da quel giorno iniziai a filosofare. Continua a leggere

Rileggo Simone Weil 62

weilquaderni

Come ci sono due vuoti, due silenzi, ecc. – quello dall’alto e quello dal basso – è anche possibile, se la morte è annullamento, che si siano due annullamenti, l’annullamento nel nulla e l’annullamento in Dio. (III, 154) Continua a leggere

Boffo

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Il Caso Boffo enfatizza il trionfo del pensiero vittimario contemporaneo. I media hanno come prima funzione quella della circolazione-mediazione del risentimento, e della sua celebrazione nella vittima designata (Boffo) o auto-designata (Berlusconi). I giornali, per continuare ad esistere nella sfera dominata dalle TV, accentuano i loro caratteri originari di agenti per conto terzi. L’informazione non esiste se non in apparenza. Continua a leggere

Statue miracolose

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Si riferì al senato che era piovuto sangue, che anche le acque del fiume Atrato si erano tinte di sangue, che le statue degli dèi avevano sudato. Pensi tu che Talete o Anassagora, o qualsiasi altro filosofo della natura, avrebbe prestato fede a voci del genere? Non c’è sangue né sudore che non fuoriesca da un corpo vivente. Invece, un mutamento di colore, causato da qualche contaminazione col terreno, può render l’acqua estremamente simile a sangue; e l’umidità proveniente dall’esterno, quale vediamo sugli intonaci dei muri quando soffia lo scirocco, può assomigliare al sudore. Continua a leggere

Rileggo Simone Weil 61

weilquaderni

Oc, Grecia, civiltà senza adorazione della forza. Perché la temporalità è per esse un ponte. E  inoltre non cercano l’intensità negli stati d’animo, ma amano la purezza dei sentimenti.
E’ puro ciò che è sottratto alla forza.
L’amore era per essi puro desiderio, senza spirito di conquista. Tale è l’amore che l’uomo ha per Dio. (III, 142)
Statue greche. Il punto di equilibrio su cui la gravità non ha presa, benché sia rispettata. L’Amore del Simposio.
I Greci avevano orrore della forza e sapevano che tutto è forza, salvo un punto.
L’equilibrio, rapporto di pesi, è sottratto alla gravità. (III, 151)

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Moneta di sangue

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In questo periodo sto ragionando sul denaro alla luce della mia visione antropologica. Sulla sua connessione al sacro-sacrificale ho pochi dubbi, e tuttavia proprio per questo mi pare che la sua complessità e le sue declinazioni-denominazioni richiedano approcci non unilaterali. Continuo a pensare che il contributo di una antropologia mimetica possa essere illuminante, come lo è stato per me lo scritto di Britton Johnston Moneta di sangue , da cui riporto queste righe. Continua a leggere

Violenza maschile e femminile

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Ritrovo un mio vecchio intervento sul Gazzettino, in cui rispondevo ad un precedente intervento di A. Giuffrida.

Vorrei intervenire nel dibattito sulla violenza maschile e femminile, che a mio avviso richiede, per essere sensato, un trasferimento dal piano del risentimento di genere, che anima molta parte dell’approccio femminista (come anche della reazione maschile a tale approccio), ad un piano seriamente scientifico-antropologico. Continua a leggere

I miei uccelli (6)

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Uno dei miei sogni di ragazzo, negli anni Sessanta, era quello di allevare uccelli canori. Di allevarli in grande stile, creando ibridi, ecc. Mi ci sarebbero voluti voliere e grandi spazi, non il misero terrazzino del mio appartamento a Venezia. Così, nulla, gli unici uccelletti da me posseduti sono stati dei gialli canarini. Ci sono molte specie di uccellini con cui i canarini possono accoppiarsi, generando ibridi canori. Come il verdone, una specie che mi è molto simpatica, e che nidifica ogni anno nella fitta vite americana che ricopre un alto palo della luce, dismesso, che si innalza dal mio giardino. Continua a leggere