Moneta di sangue

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In questo periodo sto ragionando sul denaro alla luce della mia visione antropologica. Sulla sua connessione al sacro-sacrificale ho pochi dubbi, e tuttavia proprio per questo mi pare che la sua complessità e le sue declinazioni-denominazioni richiedano approcci non unilaterali. Continuo a pensare che il contributo di una antropologia mimetica possa essere illuminante, come lo è stato per me lo scritto di Britton Johnston Moneta di sangue , da cui riporto queste righe.

La moneta, il denaro, è un tipo speciale di merce. La moneta è  una merce che non ha alcun valore d’uso, nel senso che non può essere consumata. Essa ha un valore sacro, e ovviamente ha un valore mimetico, ma non ha alcun valore in quanto bene di consumo. Il valore d’uso di una merce precede il suo valore mimetico. – il valore mimetico si fonda sul valore d’uso della merce, sul suo valore in quanto bene di consumo. Ma d’altro canto il valore mimetico della moneta precede il suo valore d’uso. Il suo grande valore mimetico la rende utile per il commercio. Non ha assolutamente alcun valore come bene di consumo; ma ha un grandissimo valore come dono, come “medium di scambio”. Il valore d’uso della moneta non sta nel suo consumo, ma nella sua circolazione. E’ per questo che si chiama “circolante”. Una merce è desiderata perché è utile; la moneta è utile perché è desiderata.

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Si può pensare un’unità monetaria come un’unità di desiderio mimetico. Il valore di mercato di un oggetto è, ad esempio, il numero di dollari che uno è disponibile a sborsare per averlo. Il prezzo di una merce è la misura di quanto essa è desiderata. Naturalmente anche il valore stesso del denaro può oscillare, riflettendo il limite entro il quale il suo valore è sostenuto dal desiderio mimetico. Io accetto dollari in pagamento per i servizi da me resi solo nella misura in cui ho fiducia che un altro a sua volta accetterà i miei dollari a compenso dei servizi resimi. Ma se l’altro non dà valore ai dollari, allora è meno probabile che io stesso gradisca i dollari. L’impegno della banca centrale è di gestire questo desiderio mimetico in modo tale che il valore del dollaro rimanga stabile. Ma se il dollaro si sta deprezzando, come si può rigenerare il desiderio mimetico per ripristinarne il valore? Nello stesso modo in cui si rigenera comunemente il desiderio mimetico – mediante il sacrificio.

Il valore mimetico del denaro deriva dal sacrificio. Le più antiche forme di circolante sono vittime sacrificali effettive – bestiame o schiavi. In seguito, (nelle regioni mediterranee orientali)pelli di bue sostituiscono i buoi stessi, e dopo questo troviamo rappresentazioni metalliche di pelli (alcune delle quali piuttosto grandi, pesanti diverse libbre). Questi oggetti si evolvono in monete a forma di X che ricordano le quattro zampe di una pelle di bue. La monetazione greca e romana è direttamente associata ai templi. La moneta greca primitiva era in forma di barre d’oro o d’argento depositate nel tempio. Quando iniziarono a circolare come moneta, esse per la loro associazione al tempio rappresentavano il culto sacrificale. La dea romana della fertilità chiamata Moneta, una delle manifestazioni di Giunone, era responsabile della produzione di grano e di denaro. Nel suo tempio si coniavano le monete romane; era lei che generava sia le monete che i frutti della terra. Le parole inglesi money (soldi, denaro), mint (zecca), mind (mente) derivano dal nome della dea Moneta.

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