Micronote 60

gufin

  1. Quando l’illusione è del tutto spenta, rimangono placata ragione o furia nichilista.
  2. Il sacrificio è il fondamento di tutto. In alcune culture è diffuso ovunque e apertamente religioso, in altre confinato nei mattatoi, oscurato e laicizzato. But I am an omnivore, and a hunter.
  3. L’Edipo e il Narciso della psicoanalisi sono andati ad infoltire le schiere dei centauri e delle ninfe.
  4. Quando parla di politica, anche la persona più colta viene risucchiata verso i bassifondi delle pulsioni elementari e violente. Questo da sempre, ma un tempo esistevano regole e convenzioni che trattenevano, e impedivano lo sprofondamento totale. In anni recenti sono saltate, la cultura si inabissa, la fogna emerge e ingoia tutto, e il tutto è canaglia, canaglia tecnicizzata che continua a conoscere e bramare una cosa sola: il linciaggio.
  5.  In dubio stat virtus. Virtus dubitandi virtus maxima.
  6. Disse il Maestro: “Non si può volere insieme che il lupo sia libero e che l’agnello viva”.
  7. Esistono compromessi dicibili e compromessi indicibili. In Italia questi ultimi sono più frequenti: per questo la mafia doveva nascere nel nostro Paese.
  8.  Dell’Impressionismo ora ho piene le tasche. Del Futurismo le ho avute piene da sempre.
  9. Di fronte a quelli che intitolano La verità su questo, La verità su quello innumerevoli articoli e post, massime di argomento politico, io mi sento Pilato: “Cos’è la verità?”
  10.  Veste di bisso,
    danzare sull’abisso
    a stella sguardo fisso
    insieme ad Elle e a Frisso.
  11. La maggior parte delle persone non sa veramente di essere mortale. Crede di saperlo, come crede di conoscersi. Ci sono uomini che sono stati in guerra, e hanno visto morire molti, ma non per questo hanno un vera consapevolezza della propria mortalità. Per ottenerla, salda e sicura e non come fantasma casuale, allontanabile con un gesto mentale di paura o ribrezzo, occorrono decenni di ascesi filosofica: tota philosophorum vita commentatio mortis est.
  12. Un anziano discepolo gli disse: “Ahimè, Maestro, ormai la mia vita è alle mie spalle”. Gli rispose il Maestro: “Se la vita è alle tue spalle, le tue spalle abbiano occhi”.
  13. Non ho mai conosciuto uno scettico intollerante. L’intolleranza non appartiene a chi dubita, ma a chi si sente in possesso di incrollabili certezze che vede minacciate.
  14. La libertà ha sempre un fondo oscuro: il tentativo di darne un spiegazione chiara, esauriente e definitiva, concettualizzandola e reificandola, la uccide.
  15.  Il massimo orrore è sempre impersonale.
    Così umano cerca umano anche nel male.
  16. “Volano gli anni, o siamo noi che voliamo?” mi chiese.
    “Purché voliamo nella giusta direzione, voliamo pure” gli risposi.
  17. “Das Problem ist nicht, was im Koran steht, sondern der Stellenwert des Korans als das endgültige letzte Wort Gottes, das angeblich direkt von Gott offenbart wurde. Da liegt das Problem.” Peraltro, questo stesso problema si pone in tutte le letture fondamentalistiche di una scrittura sacra, che viene proclamata Parola di Dio, e magari, come succede nel cattolicesimo, alcune volte (vedi divieto del divorzio) viene assunta come ultimativamente sic et non aliter pronunciata e non mediabile, altre volte, come nel divieto di giurare e di chiamare qualcuno padre, mediate e imposte ai fedeli dall’autorità ecclesiastica.
  18. Gli umani sono per natura religiosi, hanno bisogno di verità a cui aderire e di idoli da adorare, che li distinguano dagli altri e così offrano loro una identità collettiva. Nel caso della religione ambientalista, gli altri sono i distruttori dell’ambiente. Gli ambientalisti europei sono spesso ex comunisti (ed è bello, perché il comunismo reale ha distrutto l’ambiente più del capitalismo), e la loro escatologia immanente andrebbe studiata anche in relazione a quella marxiana. Andrebbe anche studiato l’escatologismo immanente anglosassone, per vedere in cosa si differenzi da quello continentale.
  19. – Un figlio autistico con grave ritardo mentale è una sfida infernale, un incontro fatale, uno sguardo sul male, un impegno totale, uno sradicamento esistenziale, una metamorfosi generale, un abisso finale.
    – Ma dài, pensa positivo, la vita è bella!
  20. ANESTESIA
    L’anestesia generale
    che salva dal male
    dà il senso finale
    a una vita mortale.
    Che i nostri corpi
    in piacere e in tormento
    son solo canne
    sbattute dal vento,
    che senza un corpo
    non c’è conoscenza
    non c’è odio, amore
    non c’è persistenza.
    Anime amate,
    volate lontano,
    sono illusioni
    di un cuore profano.
  21. La campagna di vaccinazione contro il pensiero critico iniziata ai primi del Novecento ha ormai coperto e reso immune il 98% degli Italiani.
  22. Si percepisce ovunque il risentimento dei non riconosciuti, un frullare di ali spennacchiate, occhi appannati, voci roche.
  23. Qualsiasi Soluzione Finale, mondana o religiosa, ateistica o metafisica, qualsiasi escatologia risolutiva comunque mascherata, ha sempre un carattere violento e sacrificale.
  24. Qualcosa di grosso nel buio là fuori
    ci aspetta, mi aspetta. E’ notte là fuori.
  25. L’ironia autentica ha un prezzo altissimo, si paga col sangue. Quella a buon mercato si trova ovunque, anche su tutte le bancarelle di Facebook.
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Micronote 59

gufin

1. La ragione è ostracizzata, dall’Oriente al curvo Occidente.

2. There is a track beside
the roses that smell and lie,
a track that darkness hides,
you’ll see before you die.

3. 1099
Quando il crociato entrò in Gerusalemme
scorsero rossi i fiumi nelle strade.
Il Dio della storia del teologo
recita eterno il suo monologo.

4. Si dice che molti giovani musulmani radicalizzati siano totalmente ignoranti in materia di sacro Corano. Non stento a crederlo. Prendiamo dunque qualche giovane e meno giovane cattolico radicalizzato (ne conosco alcuni) e interroghiamolo sulla sacra Bibbia. Anzi, no, è troppo: facciamogli qualche domandina sul Nuovo Testamento. Temo che tra i due gruppi emergeranno singolari affinità in asineria.

5. Pretismo, categoria interessante.

6. CITAZIONE
Si chiudono le porte ad una ad una,
ogni spazio si stringe ed il respiro
diventa bruna attonita parola.
Passò la nave mia piena di vento,
passa la nave mia colma d’oblio.

7. ROMANZO IN DUE VERSI
Quello sognava il canto delle rose
ma un nero amore infine lo distrusse.

8. Noto che un tempo le autorità religiose cattoliche additavano una provenienza divina delle sventure, come della pioggia o dell’arsura, mentre ora dell’origine tacciono, attribuendo il male ai soli uomini, per la loro parte. La natura per loro anche è innocente, sono gli umani a costruire dove e come non dovrebbero. Continuando però la Chiesa a chiedere soccorso a Dio, anche durante lo svolgersi di calamità naturali, come se Dio comunque tenesse sempre in mano tutte le fila degli eventi (come rimanesse valido il detto per cui non si muove foglia che Dio non voglia).
Quando poi i disastri sono storici, come le guerre, allora il concetto di Dio della Storia apre un abisso insondabile. Solitamente ti rispondono con l’accoppiata fede-mistero: l’uomo di fede s’inchina di fronte al mistero divino, sacrificium intellectus. Ma a quel punto ogni fede per la ragione sta sullo stesso piano, perché l’elemento fideistico in ogni caso le sfugge, e delle varie fedi la ragione può solo vagliare gli effetti, non la verità in cui la fede è fede.

9. Per me l’esperienza della libertà è stata ed è anzitutto questa: non avere alcuno sopra di me a determinare l’agenda delle mie letture.

10. La cosa più ridicola che vedo in Italia è la convinzione di molti che vi sia una spaccatura, un abisso, tra cittadini e classe politica, idea bislacca da cui sgorga la comica espressione “mandiamoli tutti a casa!”. Quasi che l’italiano comune fosse un aggregato di comportamenti virtuosi. Io invece vedo intorno a me molta cialtroneria, furberie, meschinità, interessi particolarissimi, e soprattutto un sovrano disprezzo di ogni regola. Finitela dunque coi sogni di palingenesi giacobine, cretini!

11. La nottola di Minerva spicca il volo al crepuscolo. Va bene, Hegel, ma ancora più importante è il fatto che la dea di cui la nottola è la nottola sia sempre armata, non di penna e carta, ma di lancia ed elmo. La sapienza ha bisogno delle armi.

12. Con gli slogan, soprattutto con quelli che individuano capri espiatori e colpevoli di ogni nefandezza, si muovono le masse e si prendono voti. Ma qui si dovrebbe pensare a come costruire uno sviluppo nuovo per l’Italia in un mondo di iperpotenze mondiali: con un sistema dell’istruzione che produce un numero crescente di semi-analfabeti sarà dura. Soprattutto se il semi-analfabetismo è già radicato nella classe politica e produce sempre più slogan e meno pensiero, in un circolo nefando.

13. Ogni concezione del rapporto tra i generi che consideri ciascuno dei due come dotato a priori di caratteristiche comportamentali determinate nei confronti dell’altro genere, o di una visione a priori dell’altro, è una concezione fallace, perché il maschile e il femminile possono essere pensati sempre solo nella loro relazione reciproca: questo femminile produce questo maschile e insieme ne è prodotto. Pensate forse che l’innegabile culto maschile della forza si sarebbe potuto dare se per milioni di anni le femmine degli ominidi non avessero mostrato una maggior disponibilità verso i maschi più potenti e aggressivi del gruppo? Lo stesso discorso deve essere fatto sul tema del corpo delle donne: pensare che esso sia una pura gestione maschile in termini di dominio, con la donna in posizione meramente passiva e oggettificata, è una vera insensatezza. 
14. 1. Risentimento piccolo-borghese + 2. bisogno di capri espiatori + 3. cultura massificata e venerazione della tecnologia + 4. aspirazione alla catarsi globale + 5. bisogno di figure mistico-autoritarie = Movimento 5 Stelle.
15.  Casomai, Zenone, farò parlare te al posto mio. Sai che io sono amico di Epicuro, e antepongo il caso al destino.
16. Nell’homo sapiens tecnosocialis, la nuova sottospecie nata in seguito al diffondersi della Rete, si assiste a importanti mutazioni psichiche. Una delle tante riguarda il concetto di bello, che il tecno-sentimentalismo – altro elemento fondamentale – sta gradualmente identificando col simpatico, come dimostrano i dilaganti commenti del tipo “bellissima”, “come siete belli”, ecc., indirizzati ad immagini di persone anziane, decrepite, obese, ecc.
17.  Editor: – Questa scena col Grande Inquisitore appesantisce inutilmente la narrazione.
Dostoevskij: – Ma, io, veramente…
Editor: – Tagliare, tagliare assolutamente!
18. Omnia immunda immundis.
19. I miei anni li conto da sempre in autunni.

20. La vita di un’onda è breve, ma non più lunga è quella degli umani. L’unica esperienza del nulla che ci è concessa è quella della sparizione di ciò che abbiamo amato, persone, animali, cose, della loro resistenza totale a qualsiasi invocazione, a qualsiasi richiamo che non sia quello illusorio della memoria puntellata da vecchie foto. Possiamo evocare solo pallidi fantasmi, che ci ricordano che presto anche noi non saremo.

Micronote 58

gufin

  1. La ragione ha le sue illusioni, e l’illusione le sue ragioni.
  2. E così dopo decenni di letture
    le stesse verità restano, dure,
    e da quella selva di vicende
    una risposta belva su noi scende
    con un indecifrabile ruggito
    che scioglie ogni fede e ogni mito.
    E io che non conosco rito
    contemplo la mia luna e il mio dito
  3. Il progressivo che invocava l’educazione sessuale nelle scuole ora invoca l’educazione sentimentale. Si scivola nello sdolcinato, ma l’idea è sempre quella: che esista un codice salvifico da inculcare, un codice progressivo oggettivamente vero, e il cui rifiuto è indice di disinformazione, ignoranza, malvagità e bassezza morale.
  4. Poiché gli islamisti jihadisti ripetono in continuazione che la loro guerra totale è contro gli infedeli (noi) e gli apostati (i musulmani non jihadisti), gli infedeli e gli apostati devono allearsi e resistere insieme. Non esiste un’alternativa che non sia folle e perdente.
  5. A ogni strage islamista i giornalisti televisivi italiani nei loro servizi applicano la seguente formula ” ……. (nome del Paese) desidera soltanto (vuole solamente, ecc.) tornare alla normalità”. Qui c’è tutto. Guardatevi la partita di calcio, e dimenticate i morti, gente!
  6. Il lor grande saper spargono al vento,
    Certo Atena con loro non fu avara:
    La ragion di ogni fatto vedon chiara,
    Essi sanno la causa d’ogni evento.
  7. Parole-pietre, parole-merda, parole-fumo, parole-veleno, parole-piombo. Le parole che girano oggi sono queste.
  8. FIDES
    Ho fede nel disordine del mondo,
    nel caso necessario, nelle menti
    svagate negli eccessi, nei tormenti
    dell’algido declino della vita,
    nell’anima che vuol restare unita.
    Debole spettro su saturnio sfondo
    ho fede in me signore di elementi
    dispersi dentro il fuoco che alimenti,
    con questa legna fra poco finita.
  9. Non sono un frequentatore di Gay Pride, ma sostengo il diritto degli omosessuali a manifestare liberamente, esprimersi liberamente, scrivere libri, produrre riviste, dibattere pubblicamente dei loro problemi. In quale stato a maggioranza islamica questo può avvenire?
  10. Questa è la dialettica democratica di oggi, che potremmo definire “delle tre L”: Lamentazione, Latrato, Linciaggio.
  11. Che ne sarebbe del nostro mondo senza le legioni di stupidi e di paranoici che lo sostengono?
  12. Ricordo che quando ero bambino sentivo spesso dire “Hitler era pazzo”. Come se fosse una spiegazione del nazismo. È molto diverso l’atteggiamento, e minore la forza ermeneutica, di chi dice oggi “i terroristi suicidi sono pazzi”?
  13. Mi piace il concetto di squilibrato, mi piace assai: poiché esso è legato all’idea che la stragrande maggioranza delle persone sia equilibrata, e che la normalità sia un equilibrio. Così, ad esempio, tutti i militanti dell’ISIS e i tagliagole di varia militanza sono squilibrati, mentre il professionista che assume cocaina a gogò è persona equilibrata. L’attribuzione dello squilibrio non sembra equilibrata. Nessuno definisce squilibrato il prete pedofilo, ad esempio, ma solo chi compie un gesto di violenza estrema, pare. Gesto che deve apparire anche privo di rapporti con l’utilità per chi lo compie. Il killer della mafia è spietato, ma mai squilibrato. L’utilità a sua volta è definita di solito in termini materialistici, che escludono l’esistenza di un Altro Mondo. E se un gesto mi fosse utile per andare in Paradiso: partecipare ad una crociata, pagare preti per dire messe a raffica, uccidere infedeli?
  14. A: Mettiamoci infine d’accordo su cosa debba intendersi per guerra di religione, perché se sia giusto o meno denominare così un conflitto presuppone concetti comuni di guerra, di religione, e di guerra di religione.
    B: Mio caro, tu sogni l’impossibile. Non vedi che qui da noi non esiste un’idea condivisa di guerra, né di religione? E come potremmo mai giungere definire chiaramente se gli eventi di terrore che si succedono siano o non siano guerra di religione?
  15. Il rinvio e la prescrizione sono i due pilastri del sistema giudiziario italiano.
  16. Dove nell’anima c’è rabbia e ferocia e brama di capri espiatori e di linciaggi, dove si gusta voluttuosamente l’amaro piacere della propria ira, là non c’è Cristo, ragazzi.
  17. E così gli Italiani si divideranno tra Italiani del Sì e Italiani del No: e si accuseranno a vicenda di essere cretini o venduti, seguendo ancora una volta la loro vocazione fatale.
  18. – Sei religioso?
    – No.
    – Sei ateo?
    – No.
    -Sei agnostico?
    – No.
    – Ma allora cosa cosa sei?
    – Non sono.
  19. Ci sono disordini fecondi, come avviene in passaggi storici rivoluzionari: ma in quei casi il disordine è il portato di conflitti tra gruppi sociali che al loro interno presentano forme di ordine, molecole saldamente unite in catene. Oggi in Italia osserviamo invece un disordine sociale molecolare, prodotto da singole molecole-individuo isolate, impazzite, istericamente proiettate nella difesa del proprio spazio vitale, prive di alcun senso dell’obbligo e del dovere verso le altre molecole, cioè verso la collettività, che viene percepita irrazionalmente solo come ostacolo alla propria illusoria felicità molecolare. Questa nuova forma di disordine molecolare è l’aspetto più inquietante dell’Italia di oggi.
  20. Infine nessuno sulla Terra seppe più tenere una penna in mano, ogni manualità sottile fu perduta, in Occidente gli umani si misero tutti a cacciare mostriciattoli invisibili, e in Oriente tutti i maschi si fecero saltare in aria per diventare martiri, e infine le macchine lanciarono il loro Jihad e dominarono il pianeta.

Micronote 57

  1. gufinIl piccolo-borghese dell’era tecnotronica, versione riverniciata di quello novecentesco e oggi nuovamente dilagante in Europa, come il suo predecessore tende all’idea categorica. È convinto che (per misteriose ragioni) la verità delle cose si sia rivelata a lui e a quelli come lui, e che di conseguenza tutti coloro che non la riconoscono o la mettono in dubbio siano malvagi, nemici e traditori.
  2. Mi par di capire che il sogno dell’italiano medio sia quello di mandare a casa qualcuno, almeno una volta nella propria vita. Io manderei a casa quello, lui quell’altro: dev’essere una pseudo-medicina per identità fragili.
  3. Il vivente si adagia, si adagia
    sotto il sole si adagia, si adagia,
    il morente si adagia, si adagia,
    sotto il baobab si adagia si adagia,
    il leone si adagia si adagia,
    ha mangiato, e si adagia, si adagia,
    la mia capra nell’ombra si adagia,
    lei nell’ombra si adagia, si adagia,
    Ma il mio cuore, lui no, non si adagia,
    Il mio cuore è un grillo, non si adagia.
    (canzone Hadza)
  4. Passiamo col tempo, non ci fermiamo. Qualcuno di noi ragiona, la maggior parte si attacca alle ragioni collettive, pensa di pensare e non sa nulla.
  5. Due cose alla maggior parte degli Italiani non dicono nulla: gli alberi e i libri.
  6. Cerco la disarmonia con me stesso, con gli altri, col mondo.
  7. Vaghe promesse, immagini mortali,
    e ogni penna caduta dalle ali.
  8. Gli disse un discepolo: “Parlaci del fuoco!”
    Rispose: “Se tu ami il fuoco devi prepararti ad amare anche la cenere”.
  9. Né leggono, né pensano, né sanno, ma parlano.
  10. Mentre gli appetiti appartengono alla sfera naturale, e la società può regolarli solo parzialmente, strutturandoli in modo da renderli inoffensivi per la collettività, i desideri sono esattamente ciò che tiene insieme la società stessa. Ed ognuna alimenta i suoi, secondo modalità ideologiche. Deve alimentarli da un lato, ma dall’altro deve moderarli, contenerli affinché non diventino esplosivi. Così i desideri di un giovane spartano erano differenti da quelli di un giovane italiano di oggi, mentre i loro appetiti sono, nella sostanza, più o meno gli stessi. Il motivo per farci moderare i desideri può essere il bene della famiglia (e fin qui un italiano ci arriva), o più in generale il bene della collettività e della nazione (e qui un italiano fatica enormemente ad arrivare).
  11. Ricordo la mia catechista nell’anno 1962, parrocchia dei Gesuati a Venezia, una signora di mezza età, insignificante . Ci permetteva di farle delle domande. Ne ricordo alcune che le feci. Ad esempio questa: “Gesù era un uomo giovane, e anche gli apostoli. Perché i papi sono sempre vecchi?”. E quest’altra, molto più interessante e metafisica: “In paradiso non si va col corpo, solo con l’anima. Allora i beati come fanno a vedersi tra di loro se non hanno gli occhi?”. Devo dire che la risposta alle mie domande (gli altri ragazzini dimostravano meno ardor di conoscenza delle realtà supreme) era quasi sempre “è un mistero”. Ovviamente, il filosofo in erba era del tutto insoddisfatto.
  12. Qual è il livello di rischio per la mia incolumità personale che si deve manifestare perché il mio non-intervento in una situazione di altrui pericolo spossa sfuggire alle invettive mediatiche da parte dei sempre numerosi deprecatori dell’indifferenza dilagante? Esiste un tale livello di rischio? Se, ad esempio, vedessi un delinquente con un coltello in mano che sta incitando il suo dogo argentino a sbranare un bambino, e non mi lanciassi in soccorso del piccolo, sarei un indifferente o un pauroso? Perché paura e indifferenza non sono affatto la stessa cosa, diciamo. E i deprecatori di indifferenza/paura possono tutti evocare gloriosi esempi di sprezzo del pericolo da parte loro?
  13. Da almeno 30 anni gli indirizzi generali della scuola italiana sono stati affidati ai pedagogisti (di regime). Il risultato è sotto gli occhi di tutti, del tutto evidente. È stata condotta una guerra totale, una vera Kulturkampf, contro due Nemici: cultura critica e studio. Che infatti nei programmi ministeriali e nelle Buone Scuole non compaiono mai. Per questo, anche, il destino dell’Italia è segnato.
  14. La nostra Repubblica, essendo nata dalla Resistenza (e da un referendum un po’ torbido), e la resistenza partigiana essendo, come tutti sanno, una forma specifica di guerra, non poteva RIPUDIARE LA GUERRA. E dunque non la ripudia affatto. Ripudia solo la guerra di aggressione, la guerra fascista: non quelle di liberazione, perché si contraddirebbe, e nemmeno quelle difensive. Non poteva essere la nostra, e non è, una costituzione nonviolenta e pacifista.
  15. Quando ero ragazzo, non sopportavo Cassius Clay, e a ogni suo incontro mi auguravo che fosse sconfitto. Ora lo vedo come uno dei massimi esempi della operazione tipica della religione mediatica mondiale vigente, che consiste nella unificare in un unico soggetto le due figure del santo e del circense.
  16. ESPATIA
    Anche i secondi sogni hanno una fine.
    L’erba s’ingrigia, la corrente è gonfia
    e tu ritrovi il cane antico che trascina
    la sua memoria a riva, e ha la forza
    di muovere la coda e di morire.
  17. Sono al supermercato, è venerdì e compro pesce. Tre branzini, 25 euro. Compro anche vari altri prodotti. Alla cassa l’addetto, dopo che io ho riempito i miei due sacchetti, mi dice: “sono 23 euro e 50 centesimi”. “Ma,” gli dico, “guardi che il conto è sbagliato, solo il pesce costa 25 euro”. Lui mi guarda con occhi bovini, e prima ancora di controllare esclama: “Onesto!”. Lo stupore del cassiere segnala una condizione generale preoccupante. Qui tutti pensano che la correttezza minimale sia rara, rarissima, una cosa da eroi, da deficienti, o da persone bislacche. Questo significa che non solo nei rapporti tra il cittadino e le istituzioni, ma anche nei rapporti quotidiani ed elementari tra le persone, sta svanendo quella fiducia di base senza la quale l’intero sistema si sbriciola e sprofonda nel caos.
  18. Quando parli degli esseri umani, ricorda sempre che l’unico di loro che tu conosci dall’interno sei tu.
  19. Uno dei detti più menzogneri che siano mai stati coniati da mente umana è “chi cerca trova”.
  20. Cosa mi avranno inoculato da bambino per rendermi immune dal tifo calcistico e dall’interesse per gli sport in genere? Non lo so, ma mai di una vaccinazione un umano fu più riconoscente.
  21. Scrive Edoardo Albinati a p. 976 del suo farraginoso “romanzo” La scuola cattolica: “Il coito lascia un uomo identico a se stesso. Il che lo rende invidioso o preoccupato dei clamorosi cambiamenti che il medesimo atto può invece produrre in una donna”. Come dire: guarda come un po’ di frequentazione della cultura psicoanaliticheggiante può ridurre il cervello di uno scrittore.
  22. Se si cancella la differenza essenziale tra l’umano e l’animale, cadrà inevitabilmente anche quella tra l’animale e il vegetale. Se ogni animale viene pensato come dotato di soggettività, e lo stesso concetto di animale superiore è abbandonato, allora anche il protozoo sarà pensato come un soggetto. E se il protozoo sarà pensato come soggetto, perché non la diatomea, il cardo, la margherita, e l’insalata che ora sto per mangiare, e la cui vita ho violentemente interrotto?
  23. Se i Cinque stelle festeggiano e tripudiano
    chiedetene ragione ai governanti
    ciechi, furbastri, ottusi e tracotanti,
    che allevarono masse di ignoranti.
  24. C’è chi ama l’invettiva e chi intona Casta Diva.
  25. Penso che il mondo sia pieno di gente che sotto sotto pensa ancora di comprenderlo, e di avere ancora in mano il Senso della Storia. E spesso sono persone che criticano selvaggiamente le altrui costruzioni del mondo, senza rendersi conto che anche loro ne sostengono una. Anche non volendolo.gufin

Micronote 56

gufin

  1. Tra il piano della vita quotidiana e dei suoi problemi da un lato e quello della politica generale di uno Stato e delle questioni internazionali politiche ed economiche dall’altro, vi è un vero salto quantico, per cui non è ragionevole pensare che tutti i cittadini in libere elezioni votino nello stesso modo e non si dividano fra loro, anche quando sembrerebbe sussistere un interesse comune. E questo si evidenzia in ogni occasione.
  2. Finché la gente continuerà ad avere l’impulso ad insultare altra gente, necessariamente parole che designano una menomazione, un difetto, una distorsione, una difficoltà di ordine fisico o psichico, verranno utilizzate per colpire. Questo è del tutto inevitabile finché le parole saranno armi. Di conseguenza, è patetico l’atteggiamento di coloro che inseguono l’uso scorretto di questa o quella parola, si indignano perché viene usata, ecc. Lo dico da padre di un disabile, che ha già sentito più volte la parola disabile usata come insulto.
    Dunque, se io ordino al mio sicario “uccidi quel figlio di puttana” sono da condannare, se gli ordino “per favore, termina quel soggetto” sono OK?
  3. Esiste una piena maturità dell’essere umano? Una volta lo si credeva anche tra gli abitatori del curvo Occidente.
  4. “Tu pensare che psicoanalisi avere sbagliato tutto solo su autismo, no avere capito cazzo di autismo, curare mamme invece che bambini, e tu pensare che in tutto resto psicoanalisi indovinare i mali di gente e curare bene davvero? Allora tu essere scemo” ha detto a un tale il mio amico sciamano.
  5. Il sacrificante si compie nel rito felicemente, il sacrificato è il felicemente compiuto secondo il sacrificante, il gemito-parola del sacrificato dice l’incompiutezza essenziale dell’operatum.  Adesso assistimi, spirito di Lacan, signore dei demoni!
  6. Libertà e dolore sono originariamente connessi.
  7. L’arte del crollare le spalle, prezioso trattatello anonimo rinascimentale.
  8. Il concetto di emergenza umanitaria è oscuro. Per il fatto che il concetto di umanitario è vago, e rimanda alla sua fondazione in un umano che oggi risulta esso stesso sfuggente e indefinito. Per questo, dire che quella attuale dei migranti sia la più grande emergenza umanitaria dal 1945 suona come uno slogan destinato a breve vita, e aperto alle dure repliche della storia.
  9. Cantore del grigio, te guarda dal sole.
    C’è vita nell’ombra, che luce dissecca.
  10. Da membro della tribù dei sogni a suddito del regno dei fini, a cittadino della repubblica degli strumenti, a lapide nella città dei morti.
  11. Il re e gli autistici. Una favoletta. C’era una volta un regno le cui finanze andavano malissimo. Da anni il debito cresceva, e tutti i rimedi che venivano tentati fallivano, anzi peggioravano la situazione. Il re era disperato e ormai pensava di abdicare, e di andarsene in esilio. Convocò dunque un ultimo gran consiglio della corona. Di fronte al disastro, tutti i ministri non sapevano proporre nulla, e tacevano. Allora il primo ministro, che era stato nominato da poco, disse queste parole: “Maestà, il regno è pieno di manicomi, in cui sono rinchiusi i folli, e anche moltissimi individui di ogni età, strani e intrattabili, che vengono chiamati autistici. Mantenerli è costosissimo: mangiano un sacco, richiedono molte cure e attenzione e molto personale, spesso si fanno male, e anche curarli è difficile e costoso”.
    “Dimezziamo il personale dei manicomi, usiamo sui reclusi farmaci che li rendano inerti, così un solo infermiere potrà occuparsi di venti o trenta di loro,” propose un ministro.
    “È stato già fatto, ma le famiglie protestano violentemente,” disse un il ministro del tesoro reale.
    “La mia proposta,” riprese il primo ministro, “è di svuotare del tutto i manicomi. Li chiuderemo tutti!”.
    Un mormorio percorse la sala.
    “Sì,” disse il primo ministro, “inizieremo una grande campagna di persuasione, con tutti i mezzi disponibili. I sudditi devono convincersi che rinchiudere disabili e matti negli istituti sia una grave violazione dei diritti umani, una pratica barbara e inumana”.
    “E dove li metteremo? Dove andranno?” chiese la ministra dell’istruzione.
    “Ritorneranno nelle loro famiglie, che noi assisteremo in ogni modo, cui noi forniremo supporti di ogni genere, in modo che disabili e alienati ritrovino la loro dimensione pienamente umana. Diremo questo”.
    “Ma tu ci credi davvero a quello che dici?” gli chiese il re.
    “No, non ci credo,” rispose il primo ministro. “Ma non ha importanza. Importante è che lo credano i sudditi del regno. Noi all’inizio, per persuaderli della bontà delle nostre intenzioni, apriremo qua e là qualche centro per l’autismo, qualche casa-famiglia per disabili, schizofrenici, ecc. Poi, tra un anno o due, inizieremo a chiudere tutto, un po’ alla volta. Alla fine le famiglie si dovranno arrangiare. Il problema se lo gestiranno loro, e le finanze pubbliche respireranno.”
    Il re fu molto soddisfatto del piano, i ministri lo approvarono all’unanimità, e l’abdicazione fu rimandata a tempo indeterminato.

  12. In molti discorsi oggi appare come scontata la strana coincidenza, illogica ma ideologica, di ineluttabile e buono.
  13. Per accusare gli Ebrei di vittimismo oggi non occorre coraggio. Oggi il coraggio occorre a chi voglia fare la satira dell’Islam. Per accusare gli Ebrei di vittimismo occorre avere una intelligenza pervertita.
  14. Ogni potere, che sia religioso o laico, ha bisogno di omologazione. La semplicità è ben vista dal potere. Quanto più semplici gli individui, tanto più simili tra loro, tanto meno individui. O meglio, tanto meno singoli, tanto più falsi individui, veri iper-dividui, cioè massa. La società di oggi non è liquida, come pensano Bauman e i suoi discepoli, ma gassosa. Si tratta di un gas esplosivo.
  15. Ho l’impressione che i critici degli stereotipi sociali e culturali siano agiti da un concetto stereotipato dello stereotipo.
  16. Nei circoli intellettuali la norma è presentare come pensiero le proprie variazioni personali sull’ideologia corrente. Anche su questo terreno vige la logica dell’inclusione-espulsione.
  17. Aristocrazia, oligarchia, democrazia, idiocrazia.
  18. Dire il massimo col minimo di parole, questa è una bella impresa.
  19. L’espressione “siamo tutti nella stessa barca” va sempre presa con le pinze. Spesso quelli che dicono così non sono nella barca, e spesso le barche piene di gente affondano.
  20. Se mi chiedi quale sia la religione più praticata in Occidente, rispondo: il culto dell’emozione.
  21. Sembra che l’asservimento della ragione agli interessi particolari abbia come unica alternativa praticabile il suo asservimento alla passione politica e all’ideologia religiosa.
  22. Perché la polvere non sa di chi è la polvere, disse il Maestro.
  23. A molti servirebbe un intervento urgente di chirurgia oculistica spirituale, che li metta in grado di distinguere le pagliuzze dalle travi.
  24. Nella Chiesa italiana non si discute mai apertamente di questioni essenziali, e si sa che in essa il laicato è in posizione di cronica debolezza, e ritenuto immaturo, gregge da pascere. Solo i preti, anche sui media, sembrano avere il diritto di esprimere la visione dei cristiani.
  25. Alle radici ho sempre
    preferito i rami.
    Per questo mai amai
    i radicali italiani.
    Violenti nonviolenti
    narcisi digiunatori
    che si giudicano giusti
    in lamenti e furori.

Micronote 55

  1. gufinSembra che nella religione del nostro tempo esista questo comandamento: «Non violare la privacy, a meno che non sia quella di un tuo avversario politico o culturale.»
  2. Un partito che non riesce a garantire alcuna vera legalità al suo interno a maggior ragione non potrà garantirla nelle istituzioni e nella società.
  3. Dall’infanzia mi giunge una voce:
    «Ogni cosa più bella finisce».
    Al filosofo parla anche il mare:
    «Tutto quello che inizia finisce».
    Sta nel cuor della gioia una voce:
    «Ogni cosa, ogni amore finisce».
  4. Il senso del tempo era diverso prima della irruzione della fotografia nella vita degli umani. E tuttavia un nuovo senso della labilità, dell’impermanenza, è legato al continuo emergere di tecnologie del visivo, che hanno assunto un ritmo sempre più travolgente. Il digitale non è eterno, non ha durata, si autodivora, è nulla.
  5. Presso il santuario di Lügenheim, in Svevia, si venerano le reliquie di Santa Infingarda, che fece molti miracoli con le sue bugie, e che per questo fu proclamata patrona dei bugiardi.
  6. Qualsiasi vittimologia quando si trasforma in culto rischia di generare persecuzione. Perché tale generazione non avvenga sono necessari anticorpi culturali robustissimi, che oggi in Occidente stanno crollando. Tutto ciò che denuncia la persecuzione si volge in persecuzione. Tutto ciò che denuncia la discriminazione si volge in discriminazione.
  7. Nemo trivella in patria.
  8. Il romanzo è un farmaco. Preso nella dose giusta, che varia da un individuo all’altro, è salvifico. Assunto con un dosaggio eccessivo, diviene un veleno letale. E questo è interessante: il capostipite della letteratura moderna, il Don Chisciotte di Cervantes, contiene già l’idea che un eccesso di letture romanzesche porti alla follia.
  9. La mia mente è ancorata al principio di non-contraddizione. Dunque non può accettare l’idea progressiva che i migranti (ma quando si fermano diventando immigrati?) siano contemporaneamente quelli che salveranno economicamente l’Europa decadente (ci pagheranno le pensioni, ecc.) e quelli le cui condizioni di non-integrazione, ghettizzazione, povertà e irrilevanza già ora generano la violenza terroristica islamista. Perché, tra l’altro, un conto è lo spirito umanitario, che non tollera, giustamente, le innumerevoli morti di migranti, un altro conto è la pretesa di conoscere il Senso della Storia. Una pretesa che abitava, lo ricordo benissimo, nelle menti dei militanti del PCI negli anni Sessanta e Settanta, e che ora, in quelle dei loro annacquati eredi progressisti alla Boldrini, si manifesta ancora. Ridicolmente.
  10. Mi piacerebbe entrare nella Massoneria. Purtroppo non amo alcuna forma di rituale.
  11. Odi veganum vulgus et arceo.
  12. Per molto tempo la cultura progressiva dominante in Occidente ha esaltato in tutte le forme la trasgressione. Il successo mediatico e politico è stato legato all’apparire trasgressivi. Per questo oggi quella cultura appare inerme davanti ai Trump.
  13. Nulla è più ridicolo della pecora convinta di essere un’aquila o un lupo solitario.
  14. Vorrei sapere dalla Mogherini se un salafita che risiede in Europa e cerca di far vivere il suo quartiere a maggioranza musulmana secondo le norme della Sharia debba essere considerato come uno di noi o come uno di loro, come un uguale o come un diverso.
  15. Un mondo di eterna adolescenza può generare solo pupazzi o mostri.
  16. Se tu pensi che la tua morte violenta e sterminatrice sia la porta per il paradiso e l’eterna vita nella gioia divina, allora tu non sei un nichilista. Sei qualcosa di tremendo, ma non un nichilista. Chiamarti nichilista è l’ennesimo imperdonabile errore del pensiero occidentale.
  17. Strage segue a strage, massacro a massacro. Ogni settimana, ogni giorno, in questo o quel punto del pianeta. Gli autori sono quasi sempre islamisti sunniti, di qualche gruppo, frangia o milizia. Questo è un dato solido e definito. Sono estremisti sunniti. E come stupirsi della nostra indifferenza occidentale? Nessun essere umano può reggere nella commozione, nel pianto permanente, dall’Oriente al curvo Occidente. Il cuore umano si ispessisce, fa una corazza, secerne indifferenza, non vuole morire.
  18. Disse il Maestro: «Gli umani sono gli unici animali che non sanno che cosa essi stessi siano, mentre una parte di loro, pensando erroneamente di saperlo, vorrebbe essere altro da sé».
    «Dunque», gli chiese un discepolo, «la differenza con gli altri animali sta in questo: loro sanno che cosa sono, e l’umano non lo sa?»
    «No», rispose, «gli altri animali semplicemente non sanno, e, non desiderando essere altro da quello che sono, nemmeno mai desiderano».
  19. Se la natura in sé fosse un equilibrio perfetto, che solo gli umani hanno alterato, ci sarebbero ancora i dinosauri.
  20. Il diabolus sub specie angeli è molto più frequente dell’angelus sub specie diaboli.
  21. Disse: «Un tempo il mondo era diviso in due: da una parte oro, dall’altra sangue. Ora il mondo è diviso in tre: sangue, oro, e zucchero».
  22. La foglia vibra e cade, e tu l’insetto
    hai ali pronte, o cadi nella terra.
  23. L’autismo non va in vacanza. Se è grave non celebra feste. Se è molto grave non possiede neppure il minimo concetto di festa o vacanza.
  24. Se tu sei una persona che accetta il diverso, il vero diverso da te non è colui che accetta a sua volta il diverso da sé: il vero diverso da te è colui che non vuol saperne di accettare il diverso da sé. Ciò significa che il vero diverso da te è il musulmano islamista.
  25. Sovente i membri di grandi istituzioni ostentano l’umiltà del mattone. «Io personalmente non sono nulla, sono solo il servo di una grande causa». Come il mattone che dicesse «sono soltanto un pezzo d’argilla cotta», e intanto si insuperbisse in cuor suo di essere stato prescelto per essere la milionesima parte di un grande edificio.

Micronote 54

  1. gufinTutti col teschio in mano, alba lontana,
    un vento freddo e un cielo senza stelle.
  2. Ricordo che nei miei anni giovanili esisteva un feticcio negativo, un atteggiamento che veniva vissuto come una sorta di mana, un quid che poteva contaminare chiunque trasformandolo in peggio, un miasma che promanava dalle famiglie borghesi: il conformismo. Dove sta oggi? Chi ne è massimamente affetto? Dopo decenni di esaltazione di ciò che è provocatorio, irregolare, ecc., dopo l’innalzamento culturale e sociale di ciò che è stravagante, ribelle, e anticonformista, dove sta il conformismo? Si rigenera continuamente, si trasferisce, assume nuovi connotati, si mantiene sempre micidiale.
  3. Dell’omosessualità presente nella Chiesa cattolica è emersa solo la superficie dell’iceberg. Attendete qualche anno.
  4. Dentro l’anima di molti italiani c’è una divisa fascista in naftalina.
  5. La maggior parte degli antifascisti accesi che ho conosciuto erano solo fascisti rivoltati: giacca nera con fodera rossa.
  6. E così l’Italia è come sempre un Paese ipocrita e diviso: da un lato un gran numero di disabili chiusi in strutture lager, senza reale controllo, affidate a personale-aguzzino. Dall’altra riflettori accesi su pochi autistici piacenti, danarosi e figli di genitori che ci sanno fare. Propongo un concorso per il mediautistico dell’anno.
  7. La classe politica italiana da sempre appare più interessata alle simbologie che ai processi reali. O meglio: appare convinta che mediante le simbologie si possano governare le masse facendo ingoiare loro di tutto, e promuovendo così quei processi reali che alla classe politica stanno a cuore. E questa impostazione appartiene ad ogni schieramento, ad ogni fazione. Ma non solo la classe politica appare così disposta…
  8. Non si può vivere di soli diritti. Riprendiamoci i doveri!
  9. Per noi nichilisti questa è un’epoca meravigliosa.
  10. Torno dalla passeggiata con Guido e penso: Camminare tenendo qualcuno per mano. Da giovane la morosa, da anziano il figlio disabile mentale. La vita umana come una infinita matrice di metafore.
  11. Un’ondata migratoria non è di per se stessa una cosa buona.
  12. L’idea positiva del migrante ha lo stesso valore dell’idea positiva dello stanziale: valore zero. C’è migrante e migrante. Come c’è stanziale e stanziale E le migrazioni possono essere fermate: come fecero i Romani (imperialisti e schiavisti) coi Cimbri e i Teutoni (popoli barbarissimi). Che erano migranti. Nel presente di ogni popolo le proiezioni su beni futuri lontani secoli o anche solo decenni non hanno alcuna efficacia, alcun senso e alcun valore. Nella storia conta solo il presente in cui si agisce e reagisce: il passato è un fantasma, il futuro una nebulosa.
  13. L’unica ricerca che l’italiano medio possa capire è quella del piacere.
  14. Soprattutto tra gli intellettuali molti sono afflitti dalla Sindrome Apocalittico Sacrificale (SAS).
  15. Epoca di somma incertezza, la nostra, in cui circolano e si scontrano nugoli di certezze senza fondamento.
  16. Il carisma non è una virtù.
  17. L’erotismo è una poetica dell’intero, la pornografia è bassa cucina del particolare.
  18. E io continuo a chiedermi: se una unione civile conferisce diritti e doveri in tutto e per tutto equivalenti a quelli di un matrimonio, è dunque solo una questione nominalistica? Nomina sola tenemus?
  19. Poveri discepoli di terzo grado di Lacan e Heidegger pronunciano oscure sentenze pensando che l’oscuro e il profondo coincidano. O forse pensando che la gente lo pensi.
  20. Molti parlano di sacralità della vita intendendo la sua intangibilità. Quindi, niente pena di morte perché la vita è sacra. Chi pensa così del sacro non sa nulla. Risulta da ciò questa stranezza: in società con un senso del sacro immensamente superiore a quello di noi occidentali moderni laici, come quella degli Aztechi (o quelle islamiche di oggi) non vi sarebbe una vera percezione della sacralità della vita. Sacrifici umani, pena di morte, guerra santa…
  21. È molto difficile trovare un progressista che riconosca a chi non condivide le sue idee la buona fede, il senso della giustizia, e l’intelligenza.  È molto difficile trovare un conservatore che riconosca a chi non condivide le sue idee la buona fede, il senso della giustizia, e l’intelligenza. In verità, in Italia è anche difficile trovare uno che si dica conservatore.
  22. Si dice uniti in matrimonio. Si dirà anche uniti in unione civile. Uniti in unione, una bella espressione. Popolo di ipocriti, che non vuole riconoscere che la questione vera è quella del matrimonio omosessuale, che di fatto la Cirinnà istituisce. Gli italiani sono convinti che chiamando la cosa in un altro modo essa sia anche in un altro modo, ovvero che insieme sia e non sia. La stessa cosa vale per la guerra, che gli italiani non chiamano mai col suo nome quando vi sono in qualche modo implicati. Questa è la cifra della politica italiana. A questo punto, devo riconoscere che gli inglesi, avvezzi a chiamare le cose col loro nome, sono più seri: matrimonio per tutti, e amen.
  23. Società della comunicazione e dell’esibizione. Ognuno esibisce quello che ha. O quello che pensa di avere. O quello che pensa che gli altri debbano pensare che lui abbia.
  24. “Il personale è politico”, dicevano le femministe un tempo. Nell’era del Politicamente Corretto, il personale a volte è politico, a volte no. Secondo inimicizia.
  25. Perché il sonno della ragione generi mostri, occorre che essa prima di addormentarsi abbia molto vegliato. Come è accaduto in Occidente.

Micronote 53

  1. gufinCi sono temi, in Italia, sui quali sembra non lecito concedere all’avversario la dignità di un ragionamento, la serietà delle argomentazioni. Perché l’aspirazione di tutti qui da noi, massime degli intellettuali, non è al dibattito vero, né all’approfondimento, e prima alla comprensione, delle ragioni dell’altro: l’aspirazione è al linciaggio, e la brama è quella di essere nel gruppo dei linciatori, e non in quello dei linciati.
  2. Le rose di Aleppo bruciate intonano un canto vagante.
    Dal turbine un demone irato distende il suo braccio gigante.
    E il gregge di smemorati che popola il curvo occidente
    distoglie lo sguardo impaurito, ad altro rivolge la mente.
  3. Se non piangere su quello che poteva essere e non è stato fosse naturale negli umani, e non una conquista di saggezza, allora essi non sarebbero umani ma pura ragione incarnata.
  4. Se di fronte allo Stato e alla società il matrimonio e l’essere una coppia di fatto conferiscono esattamente tutti gli stessi diritti e gli stessi doveri, perché sposarsi? Per spendere un po’ di soldi in una cerimonia senza senso? E se per lo Stato una convivenza qualsivoglia equivale al matrimonio, perché non abolire il matrimonio civile, perché non chiamare tutte le coppie “sposate”? Rem tene, verba volant.
  5. Gazzettieri e pennivendoli, un quartino di potere.
  6. La forza e il valore di un’istituzione si misurano anche dalla qualità dei suoi difensori. La famiglia tradizionale in Italia è difesa dagli Adinolfi. E tanto basta. Il suo concetto non è difeso da nessuno che non sia religioso. E anche dai religiosi con argomentazioni prive di alcuna sostanza antropologica e culturale.
  7. La profezia si sta avverando. Alla fine, sulla miriade di soggetti-monade convinti di avere solo il diritto di avere molti diritti dominerà come sovrana assoluta la tecnica scatenata. Le macchine divenute autosufficienti, che da sole gestiranno il software. L’umano sarà una variabile del tutto trascurabile, una immensa periferia di cenciosi ignoranti, preda della mimesi più violenta e sterile.
  8. In tutti i campi della nostra esistenza, la nostra ignoranza è abissale. Sono infinitamente di più le cose che ignoriamo di quelle che sappiamo. Quindi, in ogni campo in cui ci muoviamo noi più che sul sapere ci fondiamo sul credere. Crediamo alle persone che sanno questo o quello. Crediamo al meccanico, al bancario, al dentista, all’idraulico, ecc. ecc. Ci fidiamo. Altrimenti non vivremmo. Vale anche in politica, in religione, ecc. Ed è possibile giudicare le persone dalla qualità di coloro di cui si fidano.
  9. Perché gli Italiani di fronte alla morte di massa dei bambini nell’Egeo volgono altrove lo sguardo? Io lo so. Perché quei bambini odorano di guerra, e nulla terrorizza gli Italiani di oggi più della guerra. Non pronunciano nemmeno la parola. Non la pronuncerebbero nemmeno se il Califfato tentasse di invadere la Sicilia. Gli italiani sono così disperatamente attaccati alla loro pace che preferiscono non vedere il naufragio di un popolo e una strage di innocenti.
  10. Se esistesse qualcosa come la famiglia naturale, allora in tutte le culture la famiglia avrebbe una struttura molto simile. Ma, anche rimanendo nella tradizione dei grandi monoteismi, vediamo che le famiglie del santo patriarca Giacobbe, con le sue mogli e concubine, e quella di Muhammad (pace e benedizioni su di lui), e di moltissimi altri, sono ben differenti da quella monogamica e nucleare di Fabio Brotto. Quale modello di famiglia è innaturale?
  11. Personalmente, io sono contrario all’idea di un matrimonio gay come puro calco del matrimonio eterosessuale, e lo sono (è un discorso complicato) perché non mi piace quel venir meno di ogni differenza (fatto salvo il censo) che caratterizza l’Occidente odierno. Sono invece favorevole ad un intervento legislativo dello stato che normi una realtà che, volenti o nolenti, esiste e chiede un riconoscimento. Per questo, credo necessaria l’esistenza di una forma di unione civile. Che, a meno di imprevedibili catastrofi, sarà comunque solo una tappa. A me la cosa non va, ma sono realista.
    Penso che la battaglia dei cattolici (perché solo loro, e non tutti, la stanno combattendo, con pochi e sparuti non credenti al seguito) sia persa in partenza. Bergoglio lo sa perfettamente. È tutta la cultura occidentale che si muove, inesorabilmente, nel senso di una pari dignità di tutte le famiglie, comunque composte, e del diritto universale di avere figli supportato dalla tecnologia e dal mercato. Come già per il divorzio e l’aborto, prevarrà lo Zeigeist, vincerà chi è più attrezzato culturalmente e mediaticamente.
  12. Ciascun essere umano è il centro del mondo, ma tutti gli altri non lo sanno.
  13.  Il cattolicesimo nel corso degli ultimi secoli ha perduto gradualmente la sua presa sui ceti intellettuali. Una realtà, questa, di cui Paolo VI era dolorosamente consapevole. La fedeltà delle masse contadine, rimaste per duemila anni sostanzialmente estranee agli elementi dottrinali della religione, era legata ai cicli naturali. Una religiosità pagana (detto senza alcun disprezzo del paganesimo). La riduzione della popolazione contadina ai minimi termini nell’Europa occidentale, insieme ad altri fattori sociali, economici e culturali, ha determinato l’eclissi del cattolicesimo, la cui pervasività in Italia è residuale, ed essenzialmente politica. Senza Santa Sede, l’Italia sarebbe nelle condizioni della Francia. Ma anche il protestantesimo in Europa sta dileguando. I Paesi del Nord sono post-cristiani. È il pensiero cristiano che fa acqua, non riesce a diventare pensiero di gruppi sociali estesi. Patisce il suo esser stato appaltato totalmente al clero. Il processo mi appare irreversibile. Il wojtylismo, con la sua spaventosa dilatazione (viaggi, canonizzazioni) è stato un abbaglio, un fuoco artificiale. L’intellettualismo di Benedetto XVI un segno di impotenza. Il papa attuale mi è simpatico, ma ha troppi nemici e soprattutto non sembra in grado di indicare una strada chiaramente definita: cosa peraltro impossibile, se il papa deve essere segno di unità di una moltitudine di differenze, alcune tra loro decisamente incompatibili.
  14. La terza guerra mondiale è in corso, e sarà la Terza Guerra Mondiale dei Cento Anni.
  15. Uomini che sposano uomini, uomini che si reputano pari in valore e diritto di vivere a ratti e conigli. Questo poteva accadere solo in una cultura in cui il fantasma chiamato psiche è stato affidato alla cura di filosofi abortiti chiamati psicoanalisti.
  16. La libertà di coscienza ha come presupposto l’esistenza di una coscienza. Che nel caso di molti parlamentari è dubbia.
  17. In margine alle “targhe alterne” a Treviso.
    L’idea che il cittadino vada educato che esprimono certe amministrazioni in tutte le interviste rilasciate dai loro componenti, dal sindaco in giù, non mi sembra propria di una democrazia liberale, di una compiuta democrazia occidentale. Mi sembra tipica dei regimi totalitari. Tipica di quelli che considerano il cittadino non un essere libero, ma un minore, bisognoso di essere tutelato e formato. Tipica di quelli che vogliono costruire l’uomo nuovo. Con esiti grotteschi ai nostri giorni in Italia, dato il livello morale e la miseria intellettuale delle stesse amministrazioni.
  18. Due bambini all’uscita da scuola.
    – Guarda, oggi è venuto a prenderti il tuo papà.
    – No, quello non è il mio papà, è la mia funzione materna.
  19. Certo, l’idea del male come assenza di bene, come vuoto d’essere, ha una sua nobile storia intellettuale. Di fronte alla sofferenza di un disabile indifeso, picchiato da chi dovrebbe accudirlo, questa idea vacilla, e il male sembra acquisire una sua corposità, un suo essere palpabilmente presente, come una forza oscura. E tuttavia siamo sempre noi umani a dire cosa sia bene e cosa sia male, talvolta riferendoci a questa o quella divinità, e nel tempo la nostra visione muta. Per gli antichi Greci l’eliminazione di un bambino malformato dopo la nascita era cosa lecita e necessaria. Per molti oggi lo sarebbe, se fosse possibile una diagnosi prenatale, anche quella di un feto con il marker di un autismo severo. Su questi temi noi umani ci dividiamo, combattiamo e ci scomunichiamo. Un leone maschio che uccide tutti i leoncini figli del suo rivale, l’aquilotto che uccide e mangia il fratello minore nel nido, la questione etica non se la pongono, la natura è moralmente indifferente.
  20. Il successo di un’associazione o di una fondazione non dipendono, massime in Italia, né dalla chiarezza e correttezza delle idee né dall’onestà e importanza dei fini, ma da due fattori ben diversi: anzitutto il fare, l’agire senza sosta dei promotori, e poi la qualità e potenza delle relazioni sociali e politiche.
    E una delle forme del fare è l’intrallazzare: non la più commendevole, ma in Italia la più efficace.

Micronote 52

gufin

  1. Quanto l’Europa sia provveduta è dimostrato da quel che è accaduto e accade intorno alla questione dei migranti. Quanto alle forze onnipotenti che nella visione di molti governerebbero il mondo secondo una propria perversa razionalità, io non ho una visione teologica della storia, nemmeno nella versione laica e complottista. La storia è il luogo della potenza dell’accidente. Chi lo ignora ne è schiacciato, oggi come sempre: innanzitutto con l’ottenebramento intellettuale causato da quella che egli crede la sua astuta luce.
  2. Per Hobbes, la parola Stato indica un’associazione tra umani abbastanza ampia da poter fornire ai suoi membri una sufficiente protezione. È solo a questo livello che vi è sovranità, un potere legittimo al quale i membri della società hanno l’obbligo morale di obbedire.
    Cosa accade allora quando quei membri avvertono la protezione offerta dallo Stato come insufficiente? Che è quello che si sta verificando, su scala crescente, in Europa oggi.
  3. Una delle argomentazioni regolarmente addotte da coloro che sostengono il diritto alla genitorialità delle coppie omosessuali mediante gestazione aliena è di questo tipo: “Ho conosciuto Pinca e Palla, figlie di due donne lesbiche che vivono insieme da tanti anni. La mamma n.1 è andata a prendere il semino e ha fatto Pinca. La mamma n.2 è andata a prendere anche lei il semino per dare una sorellina a Pinca, ed è nata Palla. Non ho mai conosciuto bambine più serene e felici”. Al che uno potrebbe ribattere: “In Africa ho conosciuto Aisha e le sue sorelle e fratelli, figli e figlie delle quattro mogli di un uomo ricco. Non ho mai conosciuto bambini più felici”. Non ti piace quella struttura familiare poligamica? Non sarai mica razzista, vero?
  4. Amare incondizionatamente significa amare tutto ciò che è dell’oggetto amato. Un amore incondizionato della competizione, poiché ad essa appartengono la vittoria e la sconfitta, significa amare anche la propria sconfitta. Dunque, di fatto l’amore per la competizione è sempre condizionato. La si ama solo a patto di pensare se stessi vincenti.
  5. Tre categorie di umani: 1) quelli che venerano il Cambiamento, a prescindere (nella nostra cultura quelli che professano apertamente tale venerazione sono moltissimi, la maggioranza assoluta); 2) quelli che detestano il Cambiamento, a prescindere (nella nostra cultura quelli che professano apertamente tale avversione sono pochi, una minoranza); infine, 3) quelli che valutano razionalmente i cambiamenti, senza pregiudizi ideologici: e questi ultimi sono pochissimi, una minoranza invisibile.
  6. Sarà dura convincermi che il velo obbligatorio per le donne non sia un segno della loro sottomissione, e di dominio del maschile sul femminile, e che il velo liberamente indossato, là dove la scelta è possibile, non sia un segno di libera accettazione della sottomissione al dominio maschile e di libera rinuncia all’emancipazione femminile. Perché anche uno schiavo può scegliere la schiavitù, e determinare dove si collochi la libertà di scelta è sempre difficile.
  7. Entro qualsiasi forma di unione politica (tra individui, tra comunità, tra stati) sono inevitabilmente i più forti quelli che danno la linea. Pensare che l’Italia in Europa possa contare quanto la Germania e la Francia è una pia illusione, perché noi siamo più deboli, economicamente e militarmente (e proclamare l’illusione come se fosse realtà praticabile è una menzogna strumentale).
  8. Una classe dirigente all’altezza dei tempi e dei problemi che l’Europa deve affrontare non porrebbe mai, semplicisticamente, l’immigrazione come la cura per eccellenza che guarirà il continente dai processi di invecchiamento della popolazione e dal calo delle nascite. Una classe dirigente all’altezza della situazione promuoverebbe anzitutto in tutti i modi la natalità, sosterrebbe le famiglie, agevolerebbe seriamente le donne che lavorano, ecc. Ma soprattutto si impegnerebbe in una battaglia culturale a favore della fecondità delle coppie. Ma questo potrebbe non essere sufficiente, a causa della cultura dominante in Europa, come la demografia della Germania dimostra. E tuttavia ragionare come se la storia umana si muovesse lungo un percorso predeterminato, come fanno moltissimi, in questo come in altri campi, è pratica quanto mai risibile. Immaginiamoci un demografo, un sociologo e un economista che nel 1916 discutono di quello che sarà il mondo nel 1950. Oggi, con disarmante semplicità, molti discettano del mondo e dei sistemi economici e socio-sanitari come saranno nel 2050. Come se l’umanità non avesse mai conosciuto catastrofi e guerre devastanti. Come se la strada verso il futuro fosse là, un’autostrada diritta. Da sbellicarsi…
  9. Quando due civiltà, due differenti forme di strutturazione della vita umana si incontrano/scontrano, invariabilmente i tempi della cultura sono infinitamente più lenti di quelli della politica e della società. Con conseguenze disastrose.
  10. Il battesimo forzato dei Sassoni ordinato da Carlo Magno fa parte integrante di quelle radici cristiane dell’Europa di cui si è discusso. Come ne fa parte l’espansione verso est della Cristianità ad opera degli ordini monastico-militari: l’Ordine Teutonico, i Cavalieri Portaspada… Chi sa qualcosa, oggi, delle “crociate del nord”? O della crociata contro gli Albigesi nel sud della Francia? La Christianitas è inconcepibile senza la croce, ma anche senza la spada, la cui impugnatura era infatti cruciforme. Dunque le radici cristiane dell’Europa non sono tutte non-violente. Se si vuole vedere la realtà, e non sottomettersi in toto all’ideologia, naturalmente.
  11. La ragione è di per se stessa alternativa alla violenza? Difficile fondare razionalmente questa idea di ragione. In realtà, dietro questa idea c’è quella di reciprocità. Agire razionalmente verso gli altri, ricercare soluzioni pacifiche anziché violente per i conflitti, richiede che anche gli altri siano disposti a fare lo stesso. L’obbligo a comportarsi razionalmente, la razionalità concepita come normativa, non si può stabilire fino a che anche gli altri non sono disposti ad accettare quella normatività.
  12. All’inizio Suono e Senso erano bambini, e non si conoscevano, e vagavano nella pianura. Ognuno giocava da solo. Un giorno per caso si incontrarono, fecero amicizia, e cominciarono a giocare. Nacque allora il linguaggio degli umani. E il loro gioco non ha fine.
  13. La cultura progressista attualmente mainstream in Europa tratta il tema del corpo maschile e femminile in un modo sconcertante per la sua ambiguità. Da un lato invoca la specificità del corpo femminile all’interno di un discorso generale sulla femminilità come differenza positiva (della mascolinità non si può parlare, perché il suo concetto è sfuggente, manca di un proprium e tende alla pura negatività). Dall’altro nega totalmente la relazione tra il femminile e il corpo e il materno, riducendolo a puro ruolo nella maternità e paternità, che – irrelate al corporeo – possono essere quindi assegnate e spartite all’interno di coppie dello stesso sesso. Maternità e paternità deprivate di ogni elemento essenzialista e vincolo alla corporeità, e ridotte a mere funzioni. Dunque, la cultura progressista nega alla radice il senso umano dell’essere l’umano un mammifero tra gli altri mammiferi, cioè un portatore di mammelle, che sono il medium che connette il piccolo alla madre nella nutrizione. Nello stesso momento in cui la cultura progressista, che è radicalmente vittimaria, fa della natura in generale la Vittima del progresso economico e della tecnica, e la costituisce come entità venerabile e idolo di fronte a cui gli umani dovrebbero avere la stessa dignità di tutti gli altri esseri viventi, essa scardina la naturalità come concetto, facendone un fantoccio disponibile ad ogni uso ideologico. Tutto ciò ha radice profonda nell’origine della cultura progressista dal risentimento per ogni differenza che indichi una superiorità, che diventa risentimento per ogni pura e semplice differenza. Ed è sul concetto stesso di differenza che il pensiero progressista va incontro alle contraddizioni più destabilizzanti.
  14. Nella teoria di René Girard ci sono ancora troppi residui di psicoanalisi, nella quale ci sono ancora troppi residui di Platone. L’idea che dalla rivelazione delle cose nascoste, cioè dalla visione della verità, discenda un mutamento radicale dei comportamenti è in fondo gnostica. Del resto, anche l’idea che vi sia stato un primordiale nascondimento della innocenza della vittima presuppone una preesistente idea di innocenza, come la sua divinizzazione presuppone una qualche idea del divino. Ci sono cose, in Girard, che non mi hanno mai convinto.
  15. Pensare la solidarietà senza pensare contemporaneamente l’ostilità è possibile solo astrattamente. Chiunque pensi la solidarietà come modo di agire concreto non può evitare di pensare insieme l’ostilità: perché si è solidali con gli sventurati e le le vittime, e dove c’è sventura e vittima l’umano percepisce inevitabilmente la presenza di profittatori, carnefici e oppressori. Anche nell’ultima enciclica papale non si sfugge a questa dialettica, per quanto essa vi sia nascosta.
  16. Quando mi si convincerà che un animale, quel preciso animale, ha commesso un’ingiustizia, allora sarò disposto ad ammettere che tra l’umano e l’animale non c’è alcuna separazione.
  17. Esiste una sorta di devastante coitus intellectualis interruptus. Tu sei sprofondato in un libro, sei immerso in un flusso di idee, stai dialogando nella tua mente con l’autore che stai leggendo, stai cercando di afferrare un concetto, e qualcuno ti dice qualcosa, o sei chiamato al telefono, o il tuo figlio autistico ti chiude di colpo il libro o il portatile. Traumi ripetuti, giorno dopo giorno. Sofferenza che chi non ha una vita intellettuale non potrà mai capire.
  18. La mistura più pericolosa e nefanda: quella tra furbastri e anime belle.
  19. Dimenticano che gli umani non sono rettili, non sono anfibi, non sono uccelli, non sono insetti: sono mammiferi. Intenda chi può.
  20. Cosa nel mondo delle idee vi è di più vago, inafferrabile e difficilmente condivisibile del concetto di felicità? Eppure oggi tutti discettano della felicità del bambino come del valore supremo. Ricordate voi se da bambini vi sentivate felici o infelici, perché, quando e per quanto tempo? E da adulti anteponete voi la vostra personale felicità a tutto il resto? Quello attuale è un mondo dominato dal paradosso e dalla contraddizione, sposati in un matrimonio fatale. Da un lato l’individuo è dichiarato valore supremo, la sua felicità un diritto, e la coscienza individuale è proclamata santuario inviolabile; dall’altro si predicano doveri, come quello della solidarietà, che non si sa bene su quale suolo dovrebbero attecchire, o miracolosamente sbocciare superando per magia l’isolamento del singolo e aprendolo al bene degli altri. Da un lato, nella cultura mainstream l’individuo nel discorso corrente è trasceso nel gruppo, inteso come minoranza dallo stigma positivo: i gay, le lesbiche, i migranti, ecc. Dall’altro esso è trasceso nella oscura massa dei moralmente reietti: quelli del Family Day, i Leghisti, gli oscurantisti, ecc. E il bello è che nelle manifestazioni pro unioni civili dell’altro giorno tutti apparivano, come spesso nei cortei colorati, non tesi e preoccupati, ma allegri. Forse perché, riconoscendosi l’un l’altro come moderni, aperti, civili, intelligenti, potevano sentirsi migliori dei loro avversari arretrati, chiusi, incivili e stupidi. Poiché la felicità, o ciò che passa per felicità, non è un assoluto, ma nasce per lo più dal paragone, dal confronto. Che non a caso ha un senso di violenza latente. Felicità dalla vittoria contro i moralmente inferiori, anche solo sperata e anticipata nella mente.

Micronote 51

gufo

  1. “La religione non c’entra niente, la violenza ha altre cause”: questa è una delle proposizioni più idiote in circolazione. “La religione non è la causa unica della violenza, ma uno dei suoi fattori” è già molto più prudente. L’errore sta sempre nell’isolare un elemento: come studiare il cuore o il cervello a prescindere dall’intero organismo e dalla funzione che il singolo organo svolge nel tutto. Quando il liberale medio dice “religione” ha di essa in testa il concetto borghese-occidentale moderno della religione stessa: un fatto dell’interiorità, del singolo individuo, un fatto privato. Negli altri mondi è un’altra cosa. Ma nemmeno nel mondo occidentale, pur con tutte le differenze che lo segnano, la religione è solo questo. Cos’è stampato sui dollari?
  2. Con Giovanni Paolo II inizia la spirale inflazionistica della Chiesa Cattolica: si moltiplicano a dismisura i viaggi papali, i santi vengono proclamati a centinaia, i giubilei diventano più frequenti. E si dilata, personalizzandosi, l’ego papale: che infatti si individualizza anche nel linguaggio colloquiale, sussumendo l’individualismo contemporaneo. La misura del cattolicesimo è sempre più una dismisura. Per questo la posizione di Francesco è sul filo di una lama.
  3. L’intellettuale italiano medio non è mai stato interessato a comprendere criticamente la realtà, il suo interesse principale è sempre stato la lotta. La lotta facile, però, e per lui redditizia. Vuole combattere battaglie per cui la vittoria sia già assegnata alla sua parte, per affermarsi ha dunque bisogno di nemici inoffensivi. Ma i nemici debbono rappresentare innanzitutto per lui una fonte di affermazione e di guadagno, devono essere nemici dell’intero forte gruppo sociale in cui l’intellettuale è inserito. Egli infatti non brilla per coraggio, ed è profondamente conformista. La caduta del mondo bipolare ha rappresentato per l’intellettuale italiano tipico una catastrofe, per la quale il fenomeno Berlusconi è stato un rimedio temporaneo. L’era di Renzi, che gli succede, produce necessariamente l’inedia dell’intellettuale. Con l’islamismo, poi, egli si trova in difficoltà, perché quello sfugge a tutti i suoi parametri culturali: del resto la cultura religiosa non è mai stata il suo forte. Per questo annaspa, ricorre alle sue formulette ritrite, e al massimo costruisce un altarino per accendere candele alla Costituzione.
  4. Chi dice la verità in politica perde le elezioni: vincono solo le pillole indorate, che abbiano sapore di destra o di sinistra. Ruolo efficiente e produttivo della menzogna. Questo è un dato sistemico, diciamo.
  5. Del nulla antico non c’è alcun ricordo.
    Di quello che verrà questo è caparra.
  6. Entri in consiglio d’amministrazione
    grazie a un amicone,
    grazie a un amicone.
    Non serve laurea non serve formazione,
    ti basta un amicone,
    ti basta un amicone.
    E se il tuo babbo ha più di un amicone
    saranno tue decine di poltrone,
    saranno tue decine di poltrone.
  7. Il suddito – dal latino subditus, termine composto con sub che significa sotto – è appunto colui che è sotto-posto, sotto-messo, sotto-stante ad un potere più alto, contro il quale non può nulla, e che non può nemmeno intendere nelle ragioni che lo muovono, negli interessi di cui è intessuto, e nel linguaggio che parla entro la sua sfera. Quanto negli italiani di oggi vi sia del suddito e quanto dell’uomo libero ciascuno può a suo modo e secondo le sue capacità giudicare.
  8. Un segno dei tempi: la distanza tra la figura del sindaco e quella del clown si sta progressivamente riducendo.
  9. C’è una differenza fondamentale tra una civiltà che compie atti atroci in contraddizione coi valori che essa stessa ha prodotto, e che risultano atroci proprio in relazione a quei valori – per cui quegli atti vanno nascosti (vedi Guantanamo ecc.), ed una civiltà che attua lo stesso tipo di atrocità, che però secondo le sue categorie fondative non sono atrocità ma atti di giustizia – per cui vanno esibite davanti al mondo (ISIS ecc.).
  10. Il nemico della dolcezza non è l’amaro. È il dolciastro, che oggi dilaga ovunque.
  11. Il desiderio di Sacro che molti percepiscono oggi fra la gente è lo stesso desiderio che prese gli Israeliti mentre Mosè riceveva la Legge sulla montagna: quello di avere un idolo visibile, una forma di potenza, su cui riversare i propri bisogni e brame invisibili, di cui essere servi, per godere di una particola della sua potenza. La forma suprema del sacro è il Serpente in Eden.
  12. Differenza di genere nel modo di fare la guerra?
    Noi abbiamo smesso di regalare fucili e pistole giocattolo ai maschietti (preferiamo che si divertano con videogiochi dai contenuti violentissimi), e c’è chi si compiace del bambino che gioca con le bambole.
    È giunto forse il tempo di tornare a donare ai nostri figli armi giocattolo, e anche alle nostre figlie?
  13. Ascolto una puntata di Tutta la città ne parla sul Terzo Programma della radio. Argomento lo smog che attanaglia le città. Unico imputato l’automobile privata. Come se non esistessero altri fattori. Senza distinguere tra i carburanti utilizzati, tra l’altro. Evidente la concezione sacrificale dell’auto come emblema di tutto ciò che si odia. Evidente non praticabilità delle soluzioni finali prospettate, in chiave apocalittica. Ma questo è un filone importante nel pensiero progressista, lo so bene.
  14. Tosse, bronchite e raffreddore,
    dalla stradina nessun rumore,
    all’alba un cielo senza chiarore,
    un merlo affamato sogna le more.
  15. La lode delle persone semplici tessuta da quelli che semplici non sono, e hanno molto potere, è sempre sospetta.
  16. Naturalmente la logica dice che se è vero che persone esperte possono anch’esse combinare disastri, pensare che la soluzione sia far largo agli inesperti e ai babbei è folle.
  17. Quelli di Radio3, Fahrenheit, Tutta la città ne parla, e altre trasmissioni che ascolto, ce l’hanno a morte con l’identità. Quando sentono la parola radici diventano come tori davanti a una muleta. No, per loro una civiltà non deve essere pensata come un albero con radici e rami, ma piuttosto come un fiume in cui si mescolano le acque di infiniti affluenti, e tutto si contamina e si meticcia. Come se questo salvasse gli umani dalla violenza, e il primo meticciamento non fosse quello delle armi. Ogni ricerca di radici alle loro narici puzza di fascismo. Radici di famiglie e di popoli e di nazioni, che orrore! Naturalmente l’orrore è solo per le radici bianche, europee e occidentali.
    Quando sento la parola radici a me invece viene in mente Kunta Kinte, l’eroe nero di Alex Haley, e anche una frase di Simone Weil: “Chi è sradicato sradica”. Che era in verità riferito ai nazisti.
  18. Molti degli attuali ministri sono idioti, nel senso greco originario del termine, cioè uomini dal ristretto orizzonte, e quindi incompetenti. I provvedimenti sull’inquinamento – esposti da un ministro che veramente sembra un poveraccio, che al massimo potrebbe forse gestire una tabaccheria – ne sono la conferma. Il dramma dell’Italia è che l’alternativa al governo degli idioti gestiti da un furbacchione sembra essere quella di un governo di esagitati, dementi, energumeni e folli.
  19. Quando si entra in una (impossibile) discussione con un animalista integrale ci si trova davanti a una linea di pensiero ostile al principio di non-contraddizione. Da un lato infatti l’animalista sostiene che tutti gli esseri senzienti hanno gli stessi diritti perché per natura sono sullo stesso piano, e che nessuno può stabilire che la vita di un topo valga meno di quella di un umano, e che l’antropocentrismo è un orrore assoluto; dall’altro l’animalista invoca la responsabilità degli umani verso tutti gli animali, responsabilità che nessun’altra specie evidentemente si assume, nemmeno gli evoluti scimpanzè, perché essi “non guidano macchine e non vanno al cinema”: in questo modo l’animalista pone (ed è l’unica cosa giusta che fa) una differenza ontologica tra la specie umana e le altre, senza percepire minimamente quali siano le conseguenze teoretiche di questa differenza affermata. Ma la cosa più sconvolgente è che l’animalista è strutturalmente incapace, a causa della natura paradossale dell’essere animalista, di cogliere la realtà della natura: gli spietati meccanismi di dominanza che governano le specie, la necessaria distruzione di innumerevoli giovani vite, degli individui deboli, malati, la predazione: da tutto ciò l’animalista medio distoglie lo sguardo, affamato di scene come quelle di gattini e topolini abbracciati, di gattini che giocano coi pitbull, ecc.: il mondo animale come mondo di sdolcinata pace, esattamente quello che non è. Certo che potrai fotografare il giovane lupetto che gioca con un agnello, e una foto del genere commuoverà le anime belle che affollano il Web. Ma la realtà naturale non è quella, quella è una mistificazione, una delle tante realizzate dall’unica specie che le sappia creare, quella che ha creato anche l’animalismo.
  20. Tutta la sapienza tragica degli ultimi tremila anni si condensa in questo distico, le cui profondità sono quasi insondabili, e che è leggibile e interpretabile a diversi livelli e con strumentazioni critiche differenti:
    “Non c’è scampo per il poveretto,
    e nemmeno un gamberetto”.