Taccuino di prigionia 31

22 Maggio 1944. Sono giornate fredde, queste, umide e piovigginose. Sembra di vivere il novembre delle nostre regioni. I miei reumatismi si fanno sentire di più con questa umidità. Tiveron è andato a lavorare nella Kartei.
Il cap. Bertoli è andato alla disinfestazione e partirà domani per Semlager (Div. Littorio).
Della nostra partenza non si sa niente.
Gli attacchi sferrati a Cassino e Anzio mi fanno pensare male e aumentano i timori e le paure. Continua a leggere

Mimesis and Science

Mimesis and Science: Empirical Research on Imitation and the Mimetic Theory of Culture and Religion

Mimesis and Science, curato da  Scott R. Garrels (Michigan State University Press 2011) reca come sottotitolo Empirical Research on Imitation and the Mimetic Theory of Culture and Religion. Questo testo, di estremo interesse per me, propone dunque un confronto tra la Teoria Mimetica di René Girard e le ultime acquisizioni della scienza sui processi imitativi negli umani e negli animali. Ne emergono un dialogo stimolante e un sostegno importante alla visione girardiana da parte della psicologia sperimentale e delle neuroscienze. Molto significativi sono, tra gli altri, gli scritti di Andrew Meltzoff, lo scopritore delle capacità imitative dei neonati che distrusse l’immagine del bambino come “naturalmente autistico”, e di Vittorio Gallese, il membro più famoso del team italiano che scoprì i neuroni specchio. Il supermimetismo come carattere distintivo della specie umana affermato da Girard trova conferma come realtà neurobiologica. Ugualmente, da esperimenti su bambini piccolissimi, trova conferma sperimentale il versante negativo-violento dell’imitazione postulato da Girard. Insomma, che noi umani siamo creature della mimesi, che il soggetto individuale autonomo su cui è costruita la psicologia classica non esista, che i nostri desideri siano sempre mediati da modelli, che la rivalità emerga già nella prima infanzia, tutto questo non è più solo teoria derivata dalla letteratura ma si sta radicando nell’evidenza scientifica. Ovviamente, il realista Girard ne è molto contento.

Élites

Il primo problema della democrazia è sempre il problema della formazione delle sue élites. Questo problema è costitutivo, e discende dalla frattura del rapporto tra il politico e il sacro, frattura che è fondativa della democrazia stessa. Mentre il sacro non pone mai la questione della sua propria legittimità, perché esso è un potere che si impone, nello spazio profano che è la democrazia è essenziale che le élites siano percepite come legittime da coloro che non ne fanno parte. E perché le élites siano percepite come legittime, esse debbono presentarsi come aperte, come uno spazio centrale accessibile a tutti coloro che si meritano l’accesso: potenzialmente a tutti i cittadini. In Italia oggi questo non avviene, e questo è il massimo problema del sistema politico-sociale italiano. Esso infatti non ha più molto di sacro, ma non è totalmente profanizzato, e i residui di sacro che ancora vi permangono, come nelle figure di Bossi e di Berlusconi, e forse anche di Grillo, intralciano l’apertura verso lo spazio centrale profano, sostitutivo del Centro sacro, senza la quale un sistema democratico non può funzionare. Continua a leggere

Sufficit

Sufficit

Sufficit, di Nino Vetri, Sellerio 2012. Delizioso libretto, di apparente semplicità. Il narrante ha una casa di campagna avita remota, da cui è irresistibilmente attratto, ove gode di una solitudine speciale, e di un rapporto molto sui generis col contadino Nino, controparte omonima vicina-lontana. Nulla di romantico nella natura intorno, quello che vi si respira è un senso di decrescita, un’assoluta non-azione. Il libretto si rivela molto più filosofico e problematico di quel che appare all’inizio della lettura, e la conclusione apre ad un vuoto che per molti lettori risulterà inatteso e inquietante.

Maria Bergamas

di Enrico Delfini

Maria Bergamas. Un nome oggi del tutto sconosciuto. Eppure sul finire del 1921 occupò per giorni le pagine di giornali e riviste, in un’Italia ancora scossa dalla prima guerra mondiale. Continua a leggere

Lucilia

 

Può una mosca essere bella? Lo è questa lucilia (Lucilia Caesar della famiglia delle Calliphoridae). Tra i ditteri uno dei miei preferiti, anche perché in assoluto il primo di cui abbia letto qualcosa in un libro, da bambino.

Taccuino di prigionia 30

16 Maggio 1944. Stasera mi sento un po’ meglio. Son dieci giorni che sto a letto. Il pagliericcio è così duro e disuguale che è impossibile immaginarlo. Quella carta filata si pesta in maniera bestiale, tanto che sembra d’aver sotto fette di roccia.
Un soldato ha voluto 10 marchi per lavare quel po’ di biancheria. Mi rimangono 8 marchi dei 24 che ho riscosso stamane. 6 per 2 sigarette; 2 per rifondere la coperta di Confalonieri, ceduta ai tedeschi. Continua a leggere

Micronote 15

  1. Trovo che il cosiddetto Burlesque sia di per sé una gran puttanata. Piace infatti ai puttanieri, potenziali e reali.
  2. Sembra che Comunione e Liberazione non liberi né dalla vanità né dalla brama di potere.
  3. Gli Italioti sono un popolo dalla memoria corta e dalla mano lunga.
  4. Politici vecchi che fondano partiti nuovi: una formula che non funziona più.
  5. L’Europa oggi è culturalmente debole, economicamente debole e militarmente debole.
  6. Agli occhi del Papa i lefebvriani sono comunque fedeli, mentre teologi della liberazione e suore emancipate sono infedeli. Il punto è qui. Continua a leggere

Taccuino di prigionia 29

26 Aprile 1944. In questo momento c’è buon umore in baracca. Quasi entusiasmo per una lettera del Col. Rasera esposta al “pubblico”. Sta scritto che tutto il campo di Norimberga è destinato in Italia. Il ritardo è causato dalle difficoltà dei convogli. Per conto mio, non ci vedo chiaro! Ieri ho ricevuto una cartolina di Nina. Mi dice che “nutre le più belle speranze per il mio ritorno”. Ho sbagliato quella volta nello scriverle. Sono sempre in pensiero per il bombardamento di Treviso e di Venezia.
E Berto che pure lui è in Germania, avrà aderito? Continua a leggere