Una lettera a Profumo

Un’insegnante scrive una lettera al ministro Profumo, la cui insolenza è pari alla sua evidente (e voluta) ignoranza di cosa sia e debba essere una vera scuola. Comincia così: «Egregio Signor Ministro,
ho letto come tutti la sua proposta di aumentare dall’anno prossimo a noi professori l’orario a 24 ore di docenza in classe. Gratis, naturalmente, nel senso che queste ore in più non saranno seguite da alcun aumento di stipendio. Ce lo chiede l’Europa, dice lei, per adeguarci agli standard degli altri paesi comunitari. E sarà vero, se Lei lo dice. Ma, da docente, non capisco perché, a questo punto, anche il mio stipendio non si dovrebbe adeguare a quello dei colleghi stranieri, che è notevolmente più alto.
Ma anche lasciando stare i soldi, Egregio Signor Ministro, a farmi star male è proprio tutto il tono delle interviste da Lei rilasciate sull’argomento, a cominciare da quel “Con gli insegnanti ci vuole il bastone e la carota” citato nell’incipit. A casa mia il bastone e la carota sono cose che si usano con gli asini. Se Lei per primo, signor Ministro, ha una così alta considerazione della nostra categoria da considerare gli insegnanti equiparabili ai somari, cominciamo bene.» Il resto qui.

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5 thoughts on “Una lettera a Profumo

  1. e per i ministri di questa stazza, cosa ci vorrebbe?
    un bel recinto!
    il profumo, in questo caso, torna alla sua composizione originale.
    :-))

  2. Penso che gli insegnanti debbano restare a scuola ben più che queste 24 ore settimanali. Sottolineando, certo, che queste ore non dovrebbero corrispondere ad un aumento del numero di alunni da seguire. in realtà nelle ore passate all’interno edll’istituto dovrebbero essere utilizzate per compiere tutto ciò che adesso ( gli insegnanti seri) svolgono a casa; preparazione lezioni, correzione compiti. potrebbero (e dovrebbero) inoltre essere impiegate per varie forme di aiuto reciproco tra i prof, e di sostegno per gli alunni in difficoltà. Più che per l’aumento degli stipendi, i soldi dovrebbero essere utilizzati per creare spazi adatti a questi scopi negli edifici scolastici.
    La lettera non mi è molto piaciuta, il rimarcare così a lungo la gaffe del ministro, sembra avvalorare la possibilità di un abbondante coda di paglia.

  3. P.S. mi era molto piaciuta la frase sull’insegnamento che avevi scritto “il vero insegnante non trasmette il sapere per il bene degli studenti, ma tratta gli studenti come fossero un bene per il sapere, perché ama appassionatamente il sapere, e la sua preoccupazione essenziale è affidarlo a menti che vivranno più a lungo della sua”
    Mi aveva entusiasmato. In realtà parlandone con altri insegnanti non è che ho visto tutto questo entusiasmo. In effetti la separazione tra “bene e “sapere forse è pericolosa e va accuratamente spiegata, che forse a me non mi è riuscito di spiegarla per bene

    Ciao,k.

  4. Noto con profondo (piacere) che questa fantomatica signora “k”, la quale ha il coraggio di firmarsi (che brava) è fuori da qualsiasi realtà, come tutti i politici che hanno governato l’Italia in questi ultimi 30 anni. La signora K evidentemente ignora il fatto che gli ultimi 2 governi hanno messo in atto degli atti che sono fuori qualsiasi regola contrattuale e quindi fuori legge, e si sono arrogati il potere di distruggere la scuola pubblica. La signora k, dimentica anche che gli insegnanti seri, non saranno mai premiati, perchè in Italia la meritocrazia non esiste. La signora k dimentica inoltre che gli insegnanti sono costrettti ad acquistarsi il materiale per lavorare, dato che lo stato ha tagliato i finanziamenti alla scuola pubblica e inoltre le ricordo il concorso “truffa” che ha preso per i fondelli insegnanti di provata esperienza (PURTROPPO PRECARI) per far posto a novellini che hanno avuto il “c…o” di passare la fantomatica prova pre-selettiva, piena di errori (invito a leggere la lettera aperta dell’Associazione Nazionale Software Libero a questo pseudo ministro). Ricordo inoltre la stupidità di questi tecnici, nel fare un concorso (costoso) per mettere in ruolo personale che si poteva benissimo reperire nelle graduatorie ormai pluriennali e nel sistemare la questione dei perdenti posto. Quindi invito questa signora K a scendere sulla Terra, in una nazione chiamata Italia e ad aprire gli occhi su quanto sta succedendo alla nostra scuola.
    La realtà è che ci vogliono “cinesizzare” tutto è dovuto e niente e concesso (a noi) mentre a loro pagano pure le pallottole per andare a caccia e i cioccolatini. VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA!!!!
    Io al contrario della signora K mi firmo.
    Cristian Mantovan

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