La mia religione 14

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Καὶ ἐγένετο αὐτὸν ἐν τοῖς σάββασιν παραπορεύεσθαι διὰ τῶν σπορίμων, καὶ οἱ μαθηταὶ αὐτοῦ ἤρξαντο ὁδὸν ποιεῖν τίλλοντες τοὺς στάχυας. καὶ οἱ Φαρισαῖοι ἔλεγον αὐτῷ· ἴδε τί ποιοῦσιν τοῖς σάββασιν ὃ οὐκ ἔξεστιν; καὶ λέγει αὐτοῖς· οὐδέποτε ἀνέγνωτε τί ἐποίησεν Δαυὶδ ὅτε χρείαν ἔσχεν καὶ ἐπείνασεν αὐτὸς καὶ οἱ μετ’ αὐτοῦ, πῶς εἰσῆλθεν εἰς τὸν οἶκον τοῦ θεοῦ ἐπὶ Ἀβιαθὰρ ἀρχιερέως καὶ τοὺς ἄρτους τῆς προθέσεως ἔφαγεν, οὓς οὐκ ἔξεστιν φαγεῖν εἰ μὴ τοὺς ἱερεῖς, καὶ ἔδωκεν καὶ τοῖς σὺν αὐτῷ οὖσιν; Καὶ ἔλεγεν αὐτοῖς· τὸ σάββατον διὰ τὸν ἄνθρωπον ἐγένετο καὶ οὐχ ὁ ἄνθρωπος διὰ τὸ σάββατον· ὥστε κύριός ἐστιν ὁ υἱὸς τοῦ ἀνθρώπου καὶ τοῦ σαββάτου.
In giorno di sabato Gesù passava per i campi di grano, e i discepoli, camminando, cominciarono a strappare le spighe. I farisei gli dissero: “Vedi, perché essi fanno di sabato quel che non è permesso?”. Ma egli rispose loro: “Non avete mai letto che cosa fece Davide quando si trovò nel bisogno ed ebbe fame, lui e i suoi compagni? Come entrò nella casa di Dio, sotto il sommo sacerdote Abiatàr, e mangiò i pani dell’offerta, che soltanto ai sacerdoti è lecito mangiare, e ne diede anche ai suoi compagni?”. E diceva loro: “Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato”.

La religione è sempre anzitutto un sistema di divieti, ed è anche un sistema di obblighi positivi. L’elemento fondante del sacro è però sempre una interdizione, un obbligo negativo. Potremmo dire che l’obbligo negativo assoluto, come è espresso nei X Comandamenti, sia il prolungamento sine die di un originario differimento, il differimento dell’appropriazione di un oggetto di appetizione comune, una appropriazione che potrebbe scatenare la violenza, col rischio di un dissolvimento del gruppo umano coinvolto. La religione ha sempre lo scopo di conservare il gruppo umano, piccolo o grande, di cui essa è la religione, regolandone l’ethos. È però assolutamente evidente come il Gesù dei Vangeli (che non ha intenzione di cambiare neppure uno iota della Legge) non si scontri mai con anomisti, immorali, peccatori, e in generale con la gente su cui pesa la condanna religiosa, ma al contrario con sinceri, devoti e convinti assertori della stessa Legge, della purezza rituale, dell’obbedienza alle norme, della santità e della fedeltà alla parola di Dio. Il problema è vedere se Gesù sia il portatore potenziale di una nuova religione strutturata (che sia antitetica alla precedente o complementare non conta), oppure una forza destrutturante, che mette sempre di nuovo in crisi, eternamente, ogni cristallizzazione, ogni superfetazione religiosa, ogni forma stabile di organizzazione del potere spirituale. Se, come penso, la verità è la seconda, ciò che deve essere conservato nel cristianesimo è puramente e soltanto lo spirito irriducibile, lo Spirito – ma questo si conserva da solo, e non ha bisogno del diritto romanamente inteso, e nessuna forma storica gli è mai totalmente fedele. Nel brano di Marco Gesù sottomette radicalmente il religiosum all’humanum, qui il puramente umano del bisogno fisico primario. Le parole del Maestro liquidano l’oro dei templi e le imbalsamate pratiche dei sacerdoti, relativizzandole. L’uomo non è fatto per il sabato, né per la domenica, e neppure per il venerdì: ma viceversa. E anche le nostre domeniche non sono giudicate per sé, ma per i loro frutti.

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