I Monti Pallidi 5

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Erano passati da quel giorno quarantanove mesi. Una magnifica sera scendeva sulle montagne dell’Ampezzano e i torrioni superbi del Monte Cristallo si accendevano alla luce del sole morente. Davanti alle case di Fernamusino gli abitanti sedevano sulle panche, com’eran soliti fare nelle belle sere d’estate, ammirando il tramonto e godendo la pace profonda dell’ora e del luogo. Verlòj, che era divenuto proprietario di vasti pascoli nelle vicinanze, stava tranquillamente tornando verso casa, quando a un tratto, mentre scendeva dalle alture di Majorères, si vide davanti una straniera vestita d’un mantello scuro, e riconobbe la sua ex fidanzata. Ella lo fermò. Continua a leggere

I Monti Pallidi 4

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Sul finire dell’estate la fanciulla disse ai suoi amici che voleva lasciar loro un ricordo, e li pregò di preparare ciascuno una piccola tavola di legno quadrata, larga una spanna. Su queste tavolette dipinse di ognuno un ritratto, e tutti furono d’una somiglianza perfetta. La pittura era sconosciuta in quel tempo agli Ampezzani: tutti furono quindi estremamente sorpresi vedendo i loro volti riprodotti sul legno, e, tornati a Miljera, mostrarono ai loro compaesani i dipinti, che apparvero a tutti una cosa stupefacente. C’erano a Miljera artisti che sapevano far preziosi gioielli e che vollero anch’essi provarsi a fare ritratti: ma non vi riuscirono, e il fallimento dei loro tentativi accrebbe l’ammirazione di tutti per l’arte della pittrice misteriosa. Continua a leggere

I Monti Pallidi 3

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Nella sezione de I Monti Pallidi intitolata I figli del sole è narrato il mito d’origine della famiglia Ghedina, alla quale apparteneva mia madre.

LA PITTRICE DEL MONTE FALORIA

A levante dì Cortina d’Ampezzo si erge la grande massa del Soràpis, una propaggine del quale è il monte Falòria, che fu dai pagani venerato come sacro. Dalle sue falde scaturisce la Bigontina, e, dolcemente adagiate sulle colline verdi, biancheggiano le antichissime borgatelle di Alverà, Pocòl, Cojanna e Fraína. Continua a leggere

I Monti Pallidi 2

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Questo il risvolto di copertina del 1952:

Per anni ed anni, nei primi decenni del secolo, Carlo Felice Wolff ha percorso le valli delle Dolomiti, per farsi narrare dai pastori e dai contadini le leggende che un tempo fiorivano in tutta quella zona, e delle quali si va sempre più spegnendo il ricordo. Attingendo così alla fonte più viva e diretta, riaccostando poi e ricucendo i brani di narrazioni frammentarie, lo studioso poeta ha potuto ricostruire un complesso leggendario ricco di vicende e di sentimenti, intimamente e profondamente legato al paesaggio di quella regione e alla vita dei suoi abitanti. Continua a leggere

I Monti Pallidi 1

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Finalmente, dopo tanti anni di ricerca, trovata in un mercatino, ho con me una ristampa de I monti pallidi (trad. it di Carla Ciraolo, dodicesima ristampa, Cappelli 1952). Carlo Felice Wolff ha scritto dei libri preziosi, che furono molto amati da Cristina Campo, e da molti altri. Mi sorprende, per questo, che un grande classico come I monti pallidi non sia stato più ristampato per decenni. Ho ragioni, anche molto personali, per dedicare a questo splendido libro più di un post.

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Gino Ghedina (mio nonno materno), Dolomiti (olio su tela).

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La chiesa di Sade 4

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Il saggio di De Benedetti si muove nella tradizione di quella forma del pensiero critico che opera per smascheramenti. Qui viene smascherata l’ideologia della Modernità, con i suoi diversi corollari. E vi sono punte acuminate e sorprendenti. Ad esempio, l’accostamento di Sade alle teorie della decrescita (p.79); o l’interpretazione del movimento gay, o le considerazioni sul trapianto d’organi (p. 87). Le descrizioni sadiane dei costumi dell’immaginario regno di Butua appaiono a De Benedetti sinistre profezie razionali degli sviluppi del nostro presente. Continua a leggere

4 novembre

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E dunque festeggiamo il 4 novembre. La data di una vittoria militare. Una inutile strage. Premessa di regimi totalitari. Premessa di una seconda e peggiore guerra. Premessa di una alleanza con i nazisti. Premessa della perdita definitiva dell’onore nazionale. Una vittoria acchiappata per un soffio, all’italiana, dopo disfatte di ogni tipo e prima di una totale disfatta militare nell’ultima guerra possibile, combattuta dalla parte sbagliata. Amen.

La chiesa di Sade 3

L’opposizione di Sade alla pena di morte comminata dallo Stato, parallela alla sua incondizionata adesione alla tortura e uccisione perpetrate da privati, non è affatto contraddittoria. De Benedetti vede anche qui una vicinanza a Sade di gran parte della società occidentale contemporanea. Continua a leggere

Poesia della domenica

Passaggi di Carolyne Van Der Meer

Raggi a chiazze polverose danzano
sulla consunta tappezzeria satura di fumo.
Mi appoggio all’indietro sulla rigida sedia di quercia,
una copia squinternata di Jane Eyre tra le mani,
tutta presa dagli scambi arguti, appassionati,
tra lei e Rochester il traditore. Continua a leggere