Cinque per Mille

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Autismo Treviso onlus, l’associazione di cui sono presidente, è una piccola associazione che deve lottare con uno dei problemi più difficili: l’autismo. Potete vedere il sito cliccando qui. Ovviamente abbiamo pochi fondi e molte necessità. Se volete aiutarci potete farci una piccola donazione (che è deducibile o detraibile), o destinarci il cinque per mille, indicando nell’apposita casella del modulo per la dichiarazione dei redditi il nostro codice fiscale 94125090269. Ringrazio coloro che lo faranno.

Il Pastore di Erma

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“Rivestiti dunque di ilarità, che sempre ha grazia presso Dio ed è accetta a lui, e gioisci in essa. Infatti, tutte le persone ilari fanno il bene, pensano al bene e disprezzano la tristezza.
L’uomo triste, invece, fa sempre il male: in primo luogo fa il male perché affligge lo spirito santo che è stato dato all’uomo; in secondo luogo, affliggendo lo spirito santo, commette una iniquità, perché non prega e non loda Dio. Infatti la preghiera dell’uomo triste non ha mai la forza di salire all’altare di Dio”. Continua a leggere

La strada di Smirne

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Smirne come Troia, come Corinto, come Cartagine: una città splendida data alle fiamme, cancellata nella sua parte antica, nella memoria di una convivenza tra stirpi, lingue e religioni differenti. Bisogna ammetterlo: l’Oriente antico e medievale, fino ai primi del Novecento, era infinitamente più variegato e tollerante culturalmente e religiosamente di quanto sia oggi. E ciò che ne ha cambiato il volto è stato il nazionalismo, la peste del mondo.
La lettura del romanzo di Antonia Arslan La strada di Smirne (Mondadori 2009), compimento del precedente La masseria delle allodole (di cui qui) genera in me due pensieri. Il primo riguarda gli imperi. Essi si creano mediante la forza, e la loro costruzione esige sangue e vittime. Una volta costruiti, però, solitamente garantiscono pace e tolleranza, a causa del loro fondamento nella molteplicità. Così il sogno della pace universale è sempre un sogno imperiale. Quando un impero si dissolve, la violenza cresce in modo esponenziale.
Il secondo pensiero riguarda la città. La distruzione di Smirne antica, la “bella infedele” come è chiamata nelle tragico-elegiache pagine della Arslan, evoca altre distruzioni di splendide città, e la weiliana idea che una città sia infinitamente più della somma dei suoi abitanti. Il mostruoso espandersi degli aggregati urbani della nostra epoca è l’altro volto della distruzione militare delle città. In entrambi i casi è l’anima della città ad essere annientata, e con essa le anime di coloro che vivono nelle sue case.

Religione, Rivoluzione e Futuro

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Il superamento dell’idolatria politica e dell’apatia politica è un dovere particolare della fede cristiana. Essa dovrebbe continuamente giungere ad una iconoclastia politica dei miti, simboli e dei culti personali della religione politica del momento poiché solo così le diverse «religioni dei cittadini» possono venire aperte alla «religione dell’uomo» e le diverse società giuridiche ad un futuro comune dei popoli secondo l’ideale di cittadinanza universale. Continua a leggere

Gli animali hanno diritti?

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Animal Rights and Wrongs è il titololo originale di questo libro di Roger Scruton, la cui prima edizione inglese risale al 1996, e che è stato pubblicato in traduzione italiana (di D. Damiani, non sempre precisissima, a mio avviso) da Raffaello Cortina nel 2008 col titolo Gli animali hanno diritti?. Per me, che sono cacciatore e pescatore, la tematica dei diritti degli animali è assai interessante, e devo dire che nellle argomentazioni di Scruton mi ritrovo totalmente. Anch’io, come lui, ritengo che non abbia senso pensare che gli animali abbiano diritti per sé, e che la questione si ponga solo dal punto di vista umano, esclusivamente all’interno dell’orizzonte della rappresentazione umana. Infatti non ha alcun senso pensare che gli animali abbiano diritti anche prescindendo dal loro rapporto con gli umani, e questo per il semplice fatto che la sfera del diritto è una produzione della nostra specie, e di nessun’altra. Continua a leggere

Saggi

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Il vero terreno e il vero oggetto dell’impostura sono le cose sconosciute. In primo luogo perché la stranezza medesima dà credito; e poi perché non essendo tali cose argomento delle nostre riflessioni abituali, esse ci tolgono i mezzi per combatterle. Per questo, dice Platone, è molto più facile soddisfare la gente parlando della natura degli dèi che della natura degli uomini, poiché l’ignoranza degli ascoltatori offre una strada bella e larga, e piena libertà di maneggiare una materia occulta. Continua a leggere

Rileggo Simone Weil 49

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I santi che hanno approvato la Crociata, l’Inquisizione o la conquista dell’America. Penso che abbiano avuto torto. Non posso ricusare la luce della coscienza. Se, pur essendo tanto al di sotto di loro, su questo punto io vedo più chiaramente, dovevano essere accecati da qualcosa di ben potente. Questo qualcosa è la Chiesa come cosa sociale, come àmbito del Principe di questo mondo. Se ciò ha fatto loro tanto male, quale male non farebbe a me? (II, 250) Continua a leggere

La crociata di Himmler

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Avvince molto più che tanti romanzi odierni il libro di Christopher Hale La crociata di Himmler. La spedizione nazista in Tibet nel 1938 (Himmler’s Crusade, 2003, trad. it. di S. Minucci, Garzanti 2006). Vi è molta avventura, qualcosa che ogni tanto ricorda Indiana Jones, ma i fatti narrati sono reali e documentati. Il protagonista della storia è Ernst Schäfer, studioso, esploratore ed SS, con incarico da parte di Himmler di svolgere un’ardita spedizione nel cuore del Tibet per trovarvi tracce di un’antichissima presenza ariana. Continua a leggere

Giudeocentrismo 5

(Eric Gans)

In contrasto con la priorità ebraica, l’Islam deriva la sua forza dalla mobilitazione del venire per ultimi, il risentimento degli esclusi, al fine di proclamare l’adorazione del Dio universale come un diritto apriori. A differenza del Cristianesimo, l’Islam nega qualsiasi debito nei confronti della contingenza storica del Giudaismo. Gli Ebrei non svolgono alcun ruolo fondamentale nella teologia islamica, ove vengono considerati un “popolo del libro” dominato, accettabile solo in qualità di dhimmi. Continua a leggere