
(Matt. 7, 20, sgg.). I primi frutti, nei quali oggi come in ogni tempo la buona novella può essere riconosciuta sono quelli di una reale, e non fittizia rivoluzione socialista; laddove nemmeno l’albero che li porta deve stare sul suolo tradizionalmente religioso. Esso sta vicino a chi dice di no, all’ateismo, al soggetto che si è liberato, oltre che dal timore della trascendenza, anche dalla chimera della trascendenza, anche da ogni ipostasi patriarcale. E dunque questo nuovo albero non cresce affatto sul suolo della trivialità, che germoglia cosí facilmente dall’illuminismo fattosi fisso e statico. E neppure si erge lontano dalla trascendenza, nel nichilismo cosí pericolosamente diffuso da un ateismo senza implicazioni, che non raggiunge l’umano movimento della libertà ed il suo fondamento di speranza. Continua a leggere →