L’uomo e il divino 1

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Ne L’uomo e il divino di  María Zambrano (1955, trad. it. di G. Ferraro, Edizioni Lavoro 2008) si trovano molti passi che presentano una dimensione antropologica per me estremamente interessante, e che sembrano in qualche modo precorrere sviluppi a me cari.

è noto quanto facilmente l’attività persecutoria di un uomo verso un dio si trasformi nella più fervente adorazione. In quanto la relazione iniziale, primaria, dell’uomo con il divino non avviene nella ragione, ma nel delirio. La ragione incanalerà il delirio in amore. (p. 24)

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Il tiranno e il suo pubblico

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La figura del tiranno e la condizione della vita sotto la tirannide sono una creazione del mondo greco-romano, una rappresentazione che ha percorso l’intera storia dell’Occidente mantenendo dei caratteri che sono costanti. Questi caratteri tornano continuamente alla luce anche in situazioni in cui gli ordinamenti politici sono democratici. Ad esempio, la natura semi-ferina del tiranno, il suo portare costantemente una maschera, il suo disordine sessuale e le sue perversioni. Continua a leggere

Rileggo Simone Weil 55

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Poiché per la teologia cattolica la Santa Vergine occupa in cielo un posto capitale, non si tratta di Maria, ma di qualcosa che si trova con il Verbo in un rapporto analogo al rapporto di Maria con Gesù; altrimenti come la si potrebbe mettere al di sopra degli stessi angeli? E’ Demetra; la Grande Madre; Astarte, Cibele, ecc. La Santa Vergine si è incarnata in Maria come il Verbo in Gesù. Ed è proprio questo ciò che Platone chiama qui la Madre. Ma che cos’è? (III, 7) Continua a leggere

Da Nasser a Sadat

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Da Nasser a Sadat. Questo libro di Gennaro Gervasio (Jouvence 2007) reca come sottotitolo Il dissenso laico in Egitto. In realtà, il libro, che è un testo accademico per rigore e documentazione—ma anche per natura, derivando da una tesi di dottorato—si occupa dell’opposizione marxista nel periodo indicato dal titolo, ma in sostanza nell’intero Novecento.
È la storia del fallimento dei comunisti egiziani e di tutta la sinistra marxista, determinato da una complessità di fattori, fra i quali il più rilevante è senz’altro l’intellettualismo della sinistra stessa, la sua incapacità di cogliere le tendenze profonde del popolo e delle masse contadine in particolare. Qualcosa che, pur nelle differenze, non è privo di legami con quanto è avvenuto in Italia. Il frazionismo della sinistra, il suo eterno perseguire le analisi corrette che dovrebbero garantire il successo e si scontrano con altre analisi corrette in una lotta senza fine. Mentre nelle viscere della società egiziana cresce l’islamismo, e alla fine espelle la sinistra dagli unici luoghi in cui aveva una specie di egemonia, ovvero le università. Questo non è un libro militante, nonostante la profonda empatia con l’Egitto e la sua cultura, e non è nemmeno un libro ostile al marxismo. E’ un testo rigoroso e scientifico, che proprio per questo, nella sua estrema sobrietà, fa pensare e riflettere.

Del sentimento tragico della vita 5

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Alla convinzione di aver sempre una soluzione, si accompagna il tema delle funeste conseguenze. Prendete un qualsiasi libro di apologetica, cioè di teologia avvocatesca, e vedrete con quale frequenza v’imbatterete in epigrafi che dicono: « Le funeste conseguenze di questa dottrina ». E le funeste conseguenze di una dottrina proveranno, tutt’al più, che tale dottrina è funesta, ma non che è falsa, poiché resta da dimostrare che il vero sia ciò che più ci conviene. Continua a leggere

Zabaione 2008 (II)

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Ho pubblicato nella pagina LECTURAE del mio sito una raccolta di post dello Zabaione dell’anno scorso (seconda e ultima).

http://www.bibliosofia.net/files/Zabaione_2008_2.htm

Virgilio

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Insomma, se noi guardiamo alla forma dei contenuti dell’Eneide come al luogo ideale di uno scontro tra valori tutti nel loro ambito aspiranti alla totalità, ma incomponibili nelle loro pretese – e se consideriamo la vittoria di alcuni di essi non dovuta alla loro trionfale superiorità sugli altri bensì alla loro maggiore fecondità, adombrata nel volere divino e nel Fato -, allora il rispecchiamento compiuto dall’epos virgiliano non risulta essere alla fine esaltazione della restaurazione augustea, ma riflessione (modulata in toni diversi) sul perché dolorosamente qualcosa si afferma al di sopra di un altro. Continua a leggere

Del sentimento tragico della vita 4

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Il razionalismo, ossia la dottrina che si attiene esclusivamente alla ragione, alla verità oggettiva, è necessariamente materialista. E non si scandalizzino gli idealisti.
Occorre che tutto questo sia posto in chiaro, e in verità quanto noi chiamiamo materialismo ha l’unico significato di dottrina negante l’immortalità dell’anima individuale, la persistenza della coscienza personale dopo la morte. Continua a leggere

Concertone

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Il Concertone del 1 maggio, che con regolarità si celebra a Roma, è un evento su cui riflettere. Devolvendo i 100.000 euro del suo compenso per una iniziativa benefica, Vasco Rossi mostra quali siano i compensi che i sindacati pagano alle star che devono intrattenere i giovani della piazza. Poiché si tratta di puro intrattenimento, che rivela il pieno inserimento dei sindacati stessi nella logica dell’ordinamento socio-politico-mediatico berlusconiano. Ovvero nella Società dell’Intrattenimento di Massa. Quali segni lasci l’evento nella coscienza del Paese, oltre le tracce di cui si occupa il mattino seguente il servizio di nettezza urbana, non è possibile dire. Continua a leggere