Concertone

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Il Concertone del 1 maggio, che con regolarità si celebra a Roma, è un evento su cui riflettere. Devolvendo i 100.000 euro del suo compenso per una iniziativa benefica, Vasco Rossi mostra quali siano i compensi che i sindacati pagano alle star che devono intrattenere i giovani della piazza. Poiché si tratta di puro intrattenimento, che rivela il pieno inserimento dei sindacati stessi nella logica dell’ordinamento socio-politico-mediatico berlusconiano. Ovvero nella Società dell’Intrattenimento di Massa. Quali segni lasci l’evento nella coscienza del Paese, oltre le tracce di cui si occupa il mattino seguente il servizio di nettezza urbana, non è possibile dire.

Ma quel che risulta sempre più chiaro è questo: quanto più un uomo di spettacolo è elevato a rango di monumento, e Vasco Rossi ormai è un numen, tanto più deve mediatizzarsi come nemico del potere, irregolare, provocatore, ecc. ecc. Questa è la parte che gli viene assegnata dalla nostra cultura vittimaria. Questa è esattamente la funzione che gli è assegnata dal Sistema che l’uomo di spettacolo superficialmente attacca mentre in realtà serve. Alla radice, il meccanismo è sempre quello del capro espiatorio, che la società moltipica e ritraduce incessantemente in forme nuove e insieme sempre identiche a se stesse.

Ecco dunque Vasco che il 1 maggio pronuncia queste parole, che tutti i media riportano fedelmente:  «Il potere è interessato al fatto che le persone siano tristi e abbiano delle paure perché così giustifica la propria esistenza. È chiaro che noi artisti possiamo, facendo musica, portare della gioia. E per quanto riguarda le paure il consiglio che mi sento di dare è di guardare meno i telegiornali e più intorno, nel proprio piccolo, perché solo così alla fine ci si accorge che non ci sono tante cose di cui aver paura». Se il consiglio l’avesse dato Berlusconi, che notoriamente vuole intorno a sé tutti felici e contenti, sarebbe stato lo stesso concetto, salvo che la parte politica che organizza il Concertone l’avrebbe attaccato. E’ il gioco delle parti…

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