Del viola

Ieri si è celebrato il No-Berlusconi Day. Perché vanno di moda i Days, e bisogna pure che ci sia un colore in cui i protestants (che ancora non sono insurgents) possano identificarsi, che li amalgami in una sola realtà, e li faccia gioire, perché queste manifestazioni di massa hanno anzitutto uno scopo: identificarsi e fondersi in una massa vivente e gioiosa. Come ha mostrato Elias Canetti nel suo fondamentale e indimenticabile Massa e potere, vi sono varie modalità dell’essere massa (uno dei più inquietanti è la massa del lamento sciita). La più frequente ultimamente è la massa gioiosa che vorrebbe insieme godere del suo essere massa (più numerosi i partecipanti, maggiore l’ebbrezza) e ottenere dei fini politici.

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Minareti, croci, bandiere


Gli umani sono esseri simbolici. I simboli per essi sono più importanti di qualsiasi cosa, ne vivono a tutti i livelli della loro vita, anche quando non lo sanno. E anche ne muoiono, ne sono morti e ne moriranno.
I simboli hanno molto a che fare con l’appartenenza, l’unità del gruppo, la gerarchia e la differenziazione, senza le quali gli umani non possono sopravvivere. Essi devono identificare se stessi, e non possono farlo se non escludendo ciò che non sono. Io imparo quello che sono escludendo quello che non sono. Il “tu non sei” per il bambino è importante quanto il “tu sei”. Continua a leggere

Obama chiama

Obama, che la Sinistra ama, ha tenuto un Consiglio di Guerra.
Obama, Principe della Pace, che riceverà il Nobel per la Pace, manderà 30.000 uomini in Afghanistan, a fare una guerra per la Pace.
Obama telefona a Berlusconi e gli chiede soldati. Berlusconi, che la Sinistra non ama, dice sì.
Per la pace, che l’Italia ama, in Afghanistan andranno nostre truppe in assetto di guerra in Missione di Pace. Quelli che torneranno morti saranno morti per la Pace, e perché la Patria chiama. Tutti amano Obama. Io che non l’amo sono un talebano?

Nugelle

Tre considerazioni distanti tra loro (forse), ma che dicono lo stato di irrimediabile putrefazione dell’Italia di oggi.
1. In provincia di Treviso lavorano 1600 avvocati. Tutti devono mangiare, ecc.
2. Attualmente la coppia più famosa e presente nei media è quella costituita dal losco Corona e dalla femmina Belen. Agli Italiani sono simpatici.
3. Le uniche riforme della giustizia che passano in parlamento sono quelle escogitate per salvare  Berlusconi. Alla maggioranza degli Italiani la cosa piace.

Rileggo Simone Weil 71

Ci siamo separati da Dio per il desiderio di partecipare alla divinità mediante la potenza e non mediante l’amore, mediante l’essere e non mediante il non essere. (III, 250)

Bisogna intendere ciò che significa “potenza”, altrimenti l’espressione “potenza dell’amore” diviene un ossimoro insostenibile. Perché se l’amore è causa di qualcosa esso è una potenza, che è il contrario dell’impotenza. E bisogna intendere cosa sia la divinità, altrimenti si porrebbe la questione dell’ a che cosa dovremmo partecipare. Continua a leggere

Quadrate legioni

Il gruppo che diventa una sola cosa. Il gruppo che combatte come se fosse un individuo. La differenziazione abolita all’interno per essere ricostituita perfettamente all’esterno. Il violento e l’estetico si fondono originariamente in ciò che nel corso della cultura produce la falange, e poi la quadrata legione. Il branco-orda si trasforma in cerchio, le lance volte verso il centro in cui sta la preda/vittima. Ma le lance possono essere volte verso l’esterno a difesa, sono i due movimenti del cerchio umano. E il cerchio si quadra nel momento in cui l’orda diviene ordinamento. La geometria è una creazione dell’umano maschio e guerriero. Continua a leggere

Sant’Uberto

Questo l’ho scritto anni fa, nel 2002, quando ancora insegnavo. Ma l’ho riletto con gusto.   

Ogni domenica e ogni mercoledì, da metà settembre alla fine di dicembre, e cioè per tutta la durata del primo quadrimestre, vado a caccia. Camminare nel bosco dalle prime luci dell’alba, annusando l’aria come un animale, riempiendosi dei profumi, dei silenzi, e dei lievi rumori – canto del pettirosso, scricchiolio di foglie, castagne che cadono, galoppo del cane – fa vedere le cose in un’ottica differente. Oggi, domenica 3 novembre 2002 accanto a me cammina Sant’Uberto, che gli altri non vedono perché è un santo del Paradiso, ma che per grazia divina è amico mio e di pochi altri, e qualche volta mi accompagna. A dire la verità, lui preferisce la caccia ai quadrupedi, ma non sdegna il fagiano. Non è un uomo di molte parole, e poi nella sfera artemisia prevale il silenzio, ma quando il cane non dà segno della presenza di selvatici si può anche scambiare qualche battuta. Del resto, io qui sono il solo a udire le parole di Uberto, che anche cammina senza far rumore. Io sussurro, per non rovinare il silenzio del bosco e per non essere preso per pazzo da qualche raccoglitore di funghi – ma dovrei star tranquillo perché nell’epoca dei telefonini il rischio è inesistente. Continua a leggere

Rileggo Simone Weil 70

weilquaderni

L’agnello di Dio, sgozzato sin dall’inizio del mondo.

Dio si mostra sotto l’aspetto di una vittima sacrificata e morta. Continua a leggere

Uccidere

zab

 

Molti ritengono che gli umani si differenzino dagli animali anche per il fatto che  essi uccidono al di là delle necessità di sopravvivenza, intese strettamente come bisogno di cibo. Insomma, gli animali ucciderebbero solo per fame, mentre gli umani anche per molte altre ragioni. E soprattutto gli animali non ucciderebbero mai quelli della propria specie. Non è così. Continua a leggere

Rileggo Simone Weil 69

weilquaderni

Noi non possiamo mai, in nessun caso, fabbricare qualcosa che sia migliore di noi. (III, 238)

Né più bello di noi. Né possiamo immaginare una creatura più bella di quelle che già esistono e che riconosciamo come belle. Nessun essere immaginario partorito dalla fantasia di un umano è 1) totalmente diverso da esseri esistenti su questa terra, 2) più bello senza che questo sia una semplice intensificazione della bellezza conosciuta sotto specie umana o animale. Così l’angelo non può essere raffigurato altrimenti che come un bellissimo giovinetto, nessun alieno della fantascienza è bello, e gli Elfi tolkieniani possono essere immaginati solo come umani superbelli (e superbuoni). Questo significa che la mente umana non è creatrice, ma solo capace di invenzioni, cioè di ritrovamenti. Possiamo solo riconoscere la bellezza dove esiste, non crearla dal nulla. Come ben argomenta Alessandro Manzoni nel suo Dialogo dell’invenzione.