Del viola

Ieri si è celebrato il No-Berlusconi Day. Perché vanno di moda i Days, e bisogna pure che ci sia un colore in cui i protestants (che ancora non sono insurgents) possano identificarsi, che li amalgami in una sola realtà, e li faccia gioire, perché queste manifestazioni di massa hanno anzitutto uno scopo: identificarsi e fondersi in una massa vivente e gioiosa. Come ha mostrato Elias Canetti nel suo fondamentale e indimenticabile Massa e potere, vi sono varie modalità dell’essere massa (uno dei più inquietanti è la massa del lamento sciita). La più frequente ultimamente è la massa gioiosa che vorrebbe insieme godere del suo essere massa (più numerosi i partecipanti, maggiore l’ebbrezza) e ottenere dei fini politici.

 

Ma questi fini politici appaiono, in ultima istanza, secondari. Se fossero primari, gli organizzatori si interrogherebbero se la manifestazione sia o non sia politicamente conveniente. Conveniente è se indebolisce l’avversario, non conveniente se lo rafforza. Fa tenerezza la quantità di persone che pensa che queste manifestazioni indeboliscano B. Io non ne sono affatto sicuro. La base elettorale del PdL non mi sembra influenzabile da colori viola o cose del genere, perché è costituita da persone che guardano al proprio particulare, ovvero anzitutto all’interesse economico immediato e a fattori come la sicurezza, ecc. Ma questo preteso popolo di internet non frequenta né Machiavelli né Guicciardini, e naviga tra pochi libri e molti blog, da cui ricava una immagine del mondo tanto virtuale quanto debole. Tra l’altro l’internet in Italia è a disposizione di una minoranza della popolazione. La maggioranza è agita dalla TV. E la TV italiana ha oscurato la manifestazione.

Il colore viola è stato scelto, al di là di ogni giustificazione, per sottrazione. Non poteva essere scelto il bianco, che in Italia appartiene ai Cattolici, né il rosso della Sinistra rivoluzionaria, né il nero fascista, né l’arancione già usato da altri movimenti di recente. L’azzurro fa Destra reazionaria. Il verde è già dei Padani. Restavano il marrone (brutto) e il giallo (per varie ragioni inappropriato – ricorda i sindacati gialli). Il rosa fa troppo gay. Rimaneva il viola quaresimale. Fra poco non ci saranno più colori.

Resta il fatto che una massa che si mobilita contro una singola persona è comunque potenzialmente persecutoria. E che i blog antiberlusconiani grondano risentimento in dosi massicce. Il bisogno del capro espiatorio su cui riversare il risentimento permane al di là di tutte le forme superficiali della civilizzazione.

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