Rileggo Simone Weil 81

Il cristianesimo primitivo ha fabbricato il veleno della nozione di progresso mediante l’idea della pedagogia divina che forma gli uomini per renderli capaci di ricevere il messaggio del Cristo. Questo s’accordava con la speranza della conversione universale delle nazioni e della fine del mondo come fenomeni imminenti. Ma poiché nessuna delle due si era verificata, dopo sedici o diciassette secoli questa nozione di progresso è stata prolungata al di là del momento della rivelazione cristiana. Quindi doveva rivoltarsi contro il cristianesimo. (III, 349-350) Continua a leggere

Micronote 1

1. Anche intorno a Berlusconi opera il meccanismo del capro espiatorio.

2. La parola latina SCORTUM, usatissima dai tempi di Plauto per le persone che si prostituivano (femmine e maschi), ricorda molto ESCORT.

 3. Ma Pierferd Casini è contemporaneamente parlamentare italiano ed europeo? Non voglio crederlo…

4. Singolare come molti intellettuali cattolici ultraconservatori difendano Berlusconi con ogni gesuitica sottigliezza.

5. Nessuno è più vanesio e perverso di chi sta in basso e vuole raddrizzare il mondo. Continua a leggere

In vendita

Penso che sia universale convinzione, almeno in Italia, che tutti siano in vendita e si tratti solo di accordarsi sul giusto prezzo. Dunque, come pensare che non si trovino facilissimamente molte persone disposte a fare strame di ogni precedente dichiarata convinzione, di ogni affermato e proclamato principio, di fronte all’offerta di una posizione prestigiosa, di vantaggi, di prebende? Ma a quelli che si sdegnano per il Berlusconi che compra tutto e tutti io propongo questa domanda: che fareste voi, che campate con una pensione o uno stipendio impiegatizio o un salario operaio, se Verdini vi proponesse un seggio regionale o parlamentare, che vi darebbe tanti più denari per voi e per la vostra famiglia? Direste: tienti i tuoi sporchi 13.000 euro mensili, che io mi accontento dei miei 1300? Hic Rhodus, hic salta!

Muschio

Il tronco di un grande albero si innalza ricoperto di muschio. Cerco invano qualche abitatore della microforesta. Ma quando sento la parola muschio nella mia mente si apre sempre una finestrella spazio-temporale, in cui il muschio non si espande in verticale, e sono con mio padre e mio fratello a Roncegno nel 1958, in un bosco sulla riva destra del Brenta. Latifoglie e gruppi di acacie. Tappeti di muschio. E sul muschio i miei primi gialli finferli dal dolce odore acidulo, e una lenta salamandra gialla e nera. Un mondo alieno per me veneziano.

Donna educante

Nell’attuale insopportabile eruzione retorica sulla condizione femminile si dimentica totalmente un dato importantissimo: nelle società occidentali, e massimamente in Italia, unico caso nella storia dell’umanità, l’educazione e l’istruzione dei maschi fino ai 18 anni è affidata quasi totalmente alle femmine. Qui questione femminile e questione maschile si fondono.

L’Espresso e il sesso

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Penso che le copertine dell’Espresso (massimamente quelle estive) abbiano per decenni veicolato un’immagine del sesso e della donna che non è affatto alternativa a quella che erroneamente viene definita berlusconiana. Mi risulta che Repubblica appartenga allo stesso gruppo editoriale (di De Benedetti). L’antitesi tra Repubblica e Giornale è estremamente superficiale, non è affatto uno scontro di culture né di visioni del rapporto uomo-donna. In verità, se alla donna viene proposto ovunque e costantemente come valore supremo (spendibile) il sex-appeal, e questo appare fonte di prestigio sociale, di autoaffermazione e di successo nella vita, come è ovunque nelle società videocentriche, e finché il misuratore universale del successo sarà il denaro, questa relazione tra denaro e sex-appeal rappresentato da Ruby e dalle papi-girls è destinato a permanere. Se l’unica qualità fondamentale richiesta ad una donna per avere successo in TV è quella di essere desiderabile, e questa qualità si traduce in denaro, è assolutamente necessario che questo modello sia vincente. Repubblica è forse in grado di proporne uno davvero differente? La cultura radical-borghese che disprezza le notti di Arcore ha in testa figure femminili esemplari diverse da quella della manager o della puttana?

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Cadaveri

Che in Italia stia crescendo pericolosamente la violenza verbale mi sembra un dato evidente. Lo si vede in ogni ambito: alla semplificazione estrema dei concetti e del linguaggio si unisce la ricerca forsennata di capri espiatori. Si avverte un’ aria di “linciate i linciatori!”, di cui occorre preoccuparsi. E se ne ha un saggio discorrendo sul web la moltitudine dei blog. Per caso sono incappato in questo, di tal Girolamo Melis. Qui a personaggi politici viventi viene attribuita la qualità di cadaveri che ammorbano: siamo veramente nella sfera girardiana, sull’orlo di una crisi mimetica.

Branchi

Ad un cane non occorre molto per ritornare ad uno stato semi-selvaggio. La vita del branco si ricostituisce facilmente, ma in condizioni non naturali. Ne viene fuori qualcosa di inquietante, come a Gravina in Puglia, dove cani si aggirano per le strade senza alcun controllo, e diventano una minaccia. Anche perché, a differenza dai lupi, non hanno alcuna paura degli umani. E i rifiuti diventano la loro fonte di cibo. Una metafora del nostro possibile futuro?

Ministri, sottosegretari, consiglieri

Non è di poca importanzia a uno principe la elezione de’ ministri: li quali sono buoni o no, secondo la prudenzia del principe. E la prima coniettura che si fa del cervello d’uno signore, è vedere li uomini che lui ha d’intorno; e quando sono sufficienti e fedeli (Bossi? Bondi? Gelmini? Verdini? et…) , sempre si può reputarlo savio, perché ha saputo conoscerli sufficienti e mantenerli fideli. Ma, quando sieno altrimenti (Fini? Urso? Bocchino? et…), sempre si può fare non buono iudizio di lui; perché el primo errore che fa, lo fa in questa elezione. Continua a leggere

Horvathiolus

Entrare in un micromondo implica abbandonare la percezione dell’intero cui si è abituati. Questo è un albero, contemplato nella dimensione che consente di vedere alcuni abitatori invernali della corteccia. Un gruppo di splendenti Horvathiolus passa qui, nei profondi corrugamenti, il suo inverno. Ogni volta che li vedo, mi ricordo della mia infanzia di microcacciatore e piccolo filosofo naturale, e di Roncegno e della Valsugana, l’Eden primordiale della mia memoria. Concentrare l’attenzione sui micromondi è una pratica che allarga la mente e aggiunge dimensioni nuove allo spirito.