La mia religione 1

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La mia Cresima, maggio 1958 (col mio padrino Elvio Petrovich)

Debbo fare i conti con la mia religione. Sono stato allevato nel cristianesimo cattolico, ho vissuto gli anni della contestazione ecclesiale e delle comunità di base, ho mantenuto sempre una indipendenza di giudizio e una mente critica, mi sono sempre sentito cristiano in quanto indissolubilmente legato alla figura di Cristo. Ma quale Cristo? Questo è il problema. E quale cristianesimo? Tanti sono gli aspetti che mi allontanano dalla adesione a tutti i dogmi e precetti della Chiesa Cattolica, che certamente se fossi esaminato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede sarei dichiarato eretico. Con me lo sarebbero molti altri, che però continuano a considerarsi e ad essere considerati cattolici, come Vito Mancuso. Devo fare i conti con la mia religione. È richiesto dall’amore per la verità. Da tempo sono convinto di non essere propriamente religioso, pensando anche che il nucleo profondo del messaggio di Cristo non sia per sé religioso, anche se nei secoli trasformato in un apparato teorico-pratico che svolge le funzioni proprie di ogni religione (anzitutto quella di garanzia della coesione sociale). Se una naturale religiosità è stata sempre vista come il presupposto per la fede in Cristo, questa fede può essere fondata prescindendo da quel substrato? Alcune punte della teologia novecentesca si erano spinte su questo terreno, e mi hanno influenzato decisamente nel corso degli anni Settanta. Ora mi metterò davanti agli Evangeli, e vedrò cosa mi dicono in questa fase matura della mia esistenza. Cominciando da Marco.

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Inizio

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Sono nato il 28 dicembre 1950, a Zero Branco, alle ore 13 e al modo antico: in casa, estratto col forcipe dal medico condotto. Venti giorni dopo sono stato inserito nella Christianitas mediante il battesimo degli infanti. Qui mi si vede uscire dalla chiesa in braccio al mio padrino, Elvio Petrovich. Oggi la Christianitas non esiste più, e il battesimo degli infanti sopravvive come una sua reliquia. Esiste ancora il Cristianesimo, in Italia essenzialmente come Cattolicesimo, ma è una realtà molto differente da quella di allora, e sopravvive come scelta consapevole solo in una parte minoritaria della popolazione. Del resto, l’essere minoritario del Cattolicesimo si manifesterebbe pienamente nel momento in cui il battesimo ritornasse ad essere una libera scelta della persona.

Micronote 22

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  1. Queste primarie del PD confermano una cosa: è assolutamente impossibile governare l’Italia da una posizione di sinistra-sinistra. Infatti sommando i voti di Renzi (blairismo) e di Bersani (socialdemocrazia) si arriva all’80% dei votanti. E del resto Vendola, il cui ideale è il Cardinal Martini, non è certamente un sinistro-sinistro.
  2. Quando i politici indicano come proprio ideale non dei grandi politici del passato ma figure spirituali come Martini e Roncalli il senso che emerge è che la politica in quanto tale è alla frutta.
  3. L’incapacità tipicamente italiana di distinguere tra chi merita e chi no, tra chi ha un diritto e chi no, tra chi ha un dovere e chi no, incapacità che rende vano ogni discorso sul merito, porterà al disastro e alla somma ingiustizia anche nel campo della sanità. Continua a leggere

Natale 1956

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Natale 1956, nella casa di San Giacomo dall’Orio. Mancano tre giorni al mio sesto compleanno. Frequento la prima elementare da tre mesi. Io e mio fratello Paolo presidiamo armati il presepe domestico. Erode non passerà!

Buon Natale ai buoni che passano di qui!

Prima elementare

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Anno scolastico 1956-57, la prima elementare dell’istituto Beata Capitanio di Venezia si compone di trenta elementi, tra i quali sono io (indicato da una freccia bianca). Avevo già fatto lì due anni di asilo, riempiendo di aste e tondini molte pagine, e apprendendo l’importanza della disciplina esterna e interiore. E invidiando quelli che si fermavano a mangiare lì, portandosi il cestino da casa, mentre io, che abitavo vicino alla scuola, dovevo correre a casa mia, pranzare in fretta, e subito tornare in classe. La giovane maestra Franca Navarrini (il cognome potrebbe essere non del tutto esatto) la chiamavo  “la maestra con la coda di cavallo”, perché non la vidi mai altrimenti pettinata. Dei compagni che qui rivedo ricordo molti perfettamente, nome cognome sembianze. Una maestra per trenta scolari, che crebbero alfabetizzati, alcuni anche molto alfabetizzati, pur essendo di famiglia umile. Altri tempi. I più indisciplinati tra noi alle maestre attuali apparirebbero angeli.

Dal messaggio di Benedetto XVI

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Mi pare un segno del misero Zeitgeist imperante il fatto che del recente messaggio di Benedetto XVI Beati gli operatori di pace i nostri media abbiano colto ed enfatizzato soltanto il no alle nozze gay. Questo implicito no (scontatissimo)  è inscritto in un passo che affronta la dimensione etica di temi come l’aborto, l’eutanasia e il matrimonio in relazione alla pace. Piuttosto, una lettura integrale del testo ratzingeriano dovrebbe far capire come nel messaggio il tema più importante sia in realtà quello della recisa condanna del liberismo economico oggi trionfante (ma forse non tanto). Ma questa per la maggior parte dei media sarebbe stata forse un po’ scomoda… Riporto qui i due blocchi tematici (grassettature mie). Continua a leggere

Il Bivio

Anno 1958: frequento la seconda elementare all’Istituto Beata Capitanio a Venezia. Da tre anni so leggere, perché ho imparato da solo grazie al Corriere dei Piccoli e a Topolino. Ora mi trovo di fronte ad un arduo dilemma: da grande farò il professore o il cacciatore bianco in Africa? Scelgo. Farò il cacciatore.

Micronote 21

  1. Il Cinque per mille è assolutamente vitale per le associazioni no profit come Autismo Treviso. Senza quel contributo una iniziativa come l’Orto di San Francesco non potrebbe andare avanti. Ergo, io mi schiererò politicamente con quelle forze che si impegneranno a difendere A OLTRANZA questo segno di civiltà.
  2. Ho avuto una idea geniale, per la quale mi candido alla Presidenza del Consiglio: a ogni terremoto, nuova tassa; ad ogni alluvione, nuova tassa; ad ogni calamità, nuova tassa; ad ogni epidemia, nuova tassa; ad ogni emergenza, nuova tassa; ad ogni problema di cassa, nuova tassa; ad ogni tassa, nuova tassa.
  3. Voteremo col Porcellum. Forse voteremo per molti porcelli. Continua a leggere