La mia religione 1

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La mia Cresima, maggio 1958 (col mio padrino Elvio Petrovich)

Debbo fare i conti con la mia religione. Sono stato allevato nel cristianesimo cattolico, ho vissuto gli anni della contestazione ecclesiale e delle comunità di base, ho mantenuto sempre una indipendenza di giudizio e una mente critica, mi sono sempre sentito cristiano in quanto indissolubilmente legato alla figura di Cristo. Ma quale Cristo? Questo è il problema. E quale cristianesimo? Tanti sono gli aspetti che mi allontanano dalla adesione a tutti i dogmi e precetti della Chiesa Cattolica, che certamente se fossi esaminato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede sarei dichiarato eretico. Con me lo sarebbero molti altri, che però continuano a considerarsi e ad essere considerati cattolici, come Vito Mancuso. Devo fare i conti con la mia religione. È richiesto dall’amore per la verità. Da tempo sono convinto di non essere propriamente religioso, pensando anche che il nucleo profondo del messaggio di Cristo non sia per sé religioso, anche se nei secoli trasformato in un apparato teorico-pratico che svolge le funzioni proprie di ogni religione (anzitutto quella di garanzia della coesione sociale). Se una naturale religiosità è stata sempre vista come il presupposto per la fede in Cristo, questa fede può essere fondata prescindendo da quel substrato? Alcune punte della teologia novecentesca si erano spinte su questo terreno, e mi hanno influenzato decisamente nel corso degli anni Settanta. Ora mi metterò davanti agli Evangeli, e vedrò cosa mi dicono in questa fase matura della mia esistenza. Cominciando da Marco.

 

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2 thoughts on “La mia religione 1

    1. Ciascun uomo,a un certo punto della vita,vorrebbe godere di certezze.Mi hanno insegnato da bambina, che bisognava avere fiducia nell’esistenza di Dio,credendoci fermamente.
      In verità,la parola “fede” vuol dire “credere senza necessità di prove obiettive o logiche”. Vista così,
      la fede è una disposizione a credere,una virtù soprannaturale concessa dalla grazia divina. Dio,dunque,essendo il Nostro Padre,avrebbe concesso ad ogni uomo tale virtù soprannaturale.
      E forse c’è,in ciascuno di noi.Ma quante le occasioni impervie nel nostro cammino a farci perdere la fede!Dicono che sono prove:ma l’uomo non è poi così forte,è’ umano!!!… e se volesse trovare un appiglio alla sua fede che diviene debole,non trova niente di tangibile su cui riporre le sue debolezze.
      Rimane, però, in fondo all’anima quel lumicino acceso,una luce fioca,che oscilla da una parte: i dubbi ce li ho anch’io,ma se dubito credo!

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