Secondo natura

La visione del mondo espressa in questo libro è quella di Sebald, quella che domina tutti i suoi libri, ma Secondo natura (1988, trad. it. di A. Vigliani, Adelphi 2009) è in versi. Vi compaiono personaggi come il pittore Grünewald e l’esploratore Steller, e le loro vicende, nei primi due poemi. Poesia storico-narrativa, possiamo dire, percorsa da un continuo brivido metafisico.

Lunga storia, è noto,
ha la persecuzione degli ebrei, anche
nella città di Francoforte sul Meno.
Attorno al 1240, si racconta,
ne furono uccisi 173,
e altri ancora perirono di morte volontaria
tra le fiamme. Nel 1349
i flagellanti compirono un grande massacro
nel quartiere ebraico. E di nuovo
le cronache narrano di ebrei
che di propria mano si diedero fuoco,
mentre la vista, dopo l’incendio,
poteva spaziare dall’altura del duomo
fino a Sachsenhausen. (p. 18) Continua a leggere

Le ceneri di Angela

Quello di Frank McCourt è il racconto di una formazione, i primi 19 anni di vita di un irlandese povero nato all’inizio degli anni Trenta. La povertà e la birra sono le due protagoniste. Questo è un libro che dovrebbero leggere tutti coloro che non hanno un’idea di che cosa significhi essere poveri, che hanno conosciuto solo l’opulenza della società dei consumi. Povertà estrema è vivere in una situazione in cui un pezzo di pane è una golosità, un chicco di uva passa un tesoretto, una caramella un bene prezioso, un uovo un sogno proibito. Una situazione in cui tre dei sei fratelli McCourt muoiono piccoli, e in cui il padre, che pur ama la sua famiglia, non riesce a resistere al richiamo del pub, e si beve sempre la sua paga settimanale ubriacandosi di birra scura. Paese cattolicissimo, l’Irlanda, in cui la religione appare il vero cemento sociale, cioè adempie pienamente la sua funzione identitaria: in una forma paradossale, visto che il cattolicesimo si intende universale, ma in situazioni come quella di Irlanda e Polonia conferisce identità alla nazione. Il giovane Frank, di cui si segue la vita fino alla soglia dei vent’anni, in un paio di occasioni viene a contatto con figure di preti dal grande afflato spirituale, che potrebbero portarlo ad una visione del cristianesimo più ampia e libera dall’ossessione del peccato mortale (vera antitesi all’abbandono puro e semplice della religione, che è la via di liberazione più comune). Su questo punto l’esito non è chiaro, ma il libro mi pare un grande libro per il suo essere variegato, e tuttavia del tutto affrancato da qualsiasi fantasma di risentimento.

Idrometre

Hydrometra stagnorum.  Appartiene agli ordine degli eterotteri l’insetto che si vede spesso pattinare sulla superficie dell’acqua, degli stagni o dei fossi o delle pozze. Come questa d’acqua pura, anche se col fondo fangoso, in Vallalta (a poco più di 200 metri di altezza, nonostante il nome), nelle Prealpi trevigiane. L’ombra dei fusti degli alberi e le foglie verdi fanno da sipario ai ricami danzanti di decine di idrometre. Esse però non danzano, ma cercano senza sosta altri insetti di cui nutrirsi, vivi e morti.

Divenire nulla 23 (fine)

Luigi Pareyson, nello splendente capitolo del suo libro su Dostoevskij che ha come argomento il male, mostra come l’ateismo sia la condizione del trionfo del male, il cui fine è la disgregazione e la dissoluzione della personalità dell’uomo nel nulla. Il male, il diábolos, presenta due aspetti che, nel loro apparire in contraddizione, sono indivisibili, e proprio nella loro unità costituiscono la massima insidia. Da un lato il male desidera incarnarsi, assumendo la vita dell’uomo, dall’altro la sua brama si dirige al nulla, che è la sua vera patria, così che esso conduce sempre alla distruzione. Il male infatti non avendo una realtà propria, è parassita dell’uomo. Il diavolo demitizzato di Pareyson e Dostoevskij è lo spirito del nulla, la minaccia del non essere contro l’anima dell’uomo, che continuamente lo persuade ad abbandonarsi al nulla, in tutte le varie forme in cui questo è possibile. Questo è il processo del male: anzitutto esso si installa nell’essere finito (nella biblica creatura), e lo spinge a rifiutare la presenza dell’assoluto nel finito, operando quindi un rovesciamento dei segni: da negativo ad affermativo, così che, facendosi passare per bene, il male sostituisce il finito all’assoluto, divinizzando ciò che è per se stesso mera creatura. Ne segue che l’essere umano è insediato al posto di Dio, annullandosi così le fondamentali differenze ontico-morali tra Dio e uomo da una parte, e male e bene dall’altra. L’uomo in questo modo si divinizza, e diventa lui la soggettiva fonte del bene e del male. Ha mangiato il frutto dell’albero del Desiderio, ed ora è nudo, e in preda al mimetismo scatenato. Il Serpente, indicando alla donna il frutto proibito, aveva aperto la strada della mimesi, il peccato originale dell’uomo: il desiderio dell’annullamento della Differenza, la porta del nulla. Continua a leggere

Dove andiamo, papà?

Dove andiamo, papà? Vivere, piangere, ridere con due figli diversi dagli altri

E dove potrebbero andare queste due creaure, i due figli disabili di Jean-Louis Fournier, uno dei quali sa dire solo “brum-brum”, mentre l’unica frase dell’altro, ripetuta infinite volte, è appunto “dove andiamo papà?” ? Nella sua eleganza, sobrietà e ironia che a tratti pare cinica ma è solo espressione d’un amore disperato, questo libretto (Rizzoli 2009) è durissimo. E credo che solo chi vive l’esperienza di un figlio con grave disabilità mentale possa confrontarsi per davvero con queste pagine. Se la morte di un figlio è atroce, la vita di un figlio condannato a non approdare ad una piena umanità è insostenibile. Di fronte alla cruda realtà di due bambini  “col cervello foderato di paglia”, totalmente incapaci di condividere con gli altri emozioni, giochi, sentimenti, molti genitori potrebbero rifugiarsi nell’illusione. Sì, molti lo fanno, lo so bene io che frequento da anni l’ambiente delle famiglie con figli autistici: si cerca di pensare che “dentro” quella persona, il cui cervello funziona malissimo, ci siano chissà quali mondi di pensiero e sentimento che non riescono a manifestarsi all’esterno… Fournier non si fa alcuno sconto, guarda nell’abisso, e trova tuttavia una strategia per sopravvivere: il sorriso, ironico ma non distaccato, pieno d’amore ma non sciocco. Continua a leggere

Divenire nulla 22

Ma il silenzio non è meno ambiguo della parola. Poiché esso può essere il portavoce del nulla. Così André Neher intitola un passaggio del suo libro L’esilio della parola. L’Essere, secondo Neher, può all’improvviso ricordarsi della sua originaria parentela col Nulla, e allora appare “il Silenzio – il grande solenne silenzio-inerzia – non come una passeggera sospensione della parola, ma come il portavoce dell’invincibile nulla. Allora il Silenzio sostituisce la Parola, perché il Nulla è ridiventato il luogo-tenente dell’Essere”. Continua a leggere

Capri espiatori, sempre

La ricerca di un capro espiatorio per le proprie sventure, cui addossare la responsabilità dei mali che colpiscono gli umani, è una tendenza arcaica. Questa tendenza si manifesta nella tribù amazzonica i cui membri intendono la morte di uno di loro come possibile solo per cause non naturali, e quindi la attribuiscono a malefìci operati da membri di una tribù vicina; questa tendenza si manifesta nel contadino medievale che dell’epidemia di colera accusa l’ebreo che avvelena i pozzi. Questa tendenza oggi si manifesta nel credente antivaccinista, che accusa come responsabili dell’autismo di suo figlio Big Pharma, le Multinazionali, la Medicina Ufficiale, il Sistema Sanitario. Infatti, anche solo l’individuazione di un responsabile umano del proprio male, qualcuno da odiare come proprio nemico,  è in realtà una forma di sollievo: il nostro nemico è là, è grosso e cattivo, ma noi possiamo combatterlo con tutte le forze. Ma, ahimè, ci sono molte persone che fanno il suo gioco, che combattono l’idea che l’autismo sia causato dai vaccini: costoro sono o ingenui e disinformati, oppure (cosa che agli antivaccinisti arreca piacere, perché possono prendersela con persone con nome e cognome, e non con entità piuttosto astratte, come le Multinazionali) sono collaborazionisti, in malafede, al servizio del nemico. Uno di questi venduti, nel suo piccolo, è Fabio Brotto. E dunque giù accuse e insinuazioni. Continua a leggere

Divenire nulla 21

Il Nulla è stato assai loquace, negli ultimi due secoli di letteratura. Di questa loquacità, e dei sensati discorsi di ogni genere – letterario e non – argomentanti la non sensatezza del tutto, si scorge anche in queste poche pagine tutto il vigore.
Come risposta alle molte parole del Nulla, forse, l’unica parola oggi possibile per noi, ambigui amanti dell’Essere, dovrebbe sottrarsi al vaniloquio dell’ottimismo positivo, che necessariamente confluisce nell’accettazione dei valori della tecnica scatenata e dominante, e che quindi del nichilismo è la falsa alternativa, sempre insieme vincente e sconfitta. Dovrebbe aprirsi ad un silenzio duro, e solido come il nulla che sta. Mi piace intravedere un barlume di questa parola nella poesia di Yves Bonnefoy La voce di quel che distrusse : Continua a leggere

Penati

Quel che appare in piena luce è questo: la Sinistra italiana organizzata non può più accampare alcuna pretesa di differenza morale sui suoi avversari della Destra. Si tratta di gemelli rivali, ormai: muta la declinazione dell’affarismo, il suo profumo, ma non la sostanza, uguale per tutti. Il processo di indifferenziazione è andato avanti, e la stragrande maggioranza degli Italiani non crede più a nulla, se non al mantenimento del proprio status, e al denaro con le possibilità che esso offre. Perciò è perfettamente speculare alla sua classe politica. La Grande Crisi, provocando una indifferenziazione di massa e nel contempo una differenziazione di pochi, pone le premesse di una formidabile esplosione di violenza. Bisogna solo capire quali forme questa assumerà, e quali saranno i capri espiatori. Preghiamo dunque, perché ci assistano, i nostri Lari e i nostri Penati.

Tremonti

Leggendo la lettera inviata da Giulio Tremonti al Corriere si vede chiaramente la debolezza morale della nostra classe politica, che è la debolezza morale di tutta la nazione (con poche eccezioni). Questo mirabile documento di una profonda miseria umana va letto punto per punto. Continua a leggere