L’io e il mondo

Marco Santagata, L’io e il mondo. Un’interpretazione di Dante, il Mulino 2011. Una lettura sostanziosa, per gli amanti del Poeta. Una interpretazione della sua figura in cui l’uomo e lo scrittore sono, come per Dante è massimamente giusto, posti nella loro relazione vitale, stretta, nella loro intima fusione. La vita riversata e interpretata nell’opera e per l’opera dallo stesso Dante. Santagata guida il suo lettore in un percorso che dalla Vita Nova va alla Commedia, e ne esce infine una visione dialettica: il sommo egocentrismo di Dante, il suo porre la piccola esperienza della propria vita al centro della rete dei significati del mondo umano, è esattamente quello che gli consente il massimo di universalismo che un poeta abbia mai potuto esprimere. Idea magnifica, suggestione potente: quasi che la concentrazione di tutte le energie intellettuali e psichiche di Dante su di sé, piccolo punto dell’universo, abbia dato luogo al Big Bang della Commedia.

Cefali

I cefali dal mare risalgono per chilometri il Sile e il Piave. Vicino alla foce del Piave, in una bella giornata di sole, ne scorgo un gruppetto a pelo d’acqua. L’acqua bassa per loro è meno pericolosa, forse, perché il Piave è risalito anche da spigole in caccia. Ma anche l’acqua bassa ha le sue controindicazioni, come il navigare in superficie. La popolazione di cormorani, infatti, sembra in aumento.

Taccuino di prigionia 25

28 Marzo 1944. È arrivato ieri assieme a circa 600 Uff.li da Biala Podwlaska Salvo Baldelli. L’ho salutato attraverso il reticolato. Ho visto, mentre ero inquadrato all’adunata del Block 6, il cap. Gaggion Remo che passeggiava.
Ieri con 10 altri ufficiali sono andato dal dentista. Ci accompagnava un soldato tedesco, vecchio, sdentato, sembrava una caricatura. Fu una lunga passeggiata per le vie asfaltate del campo che è immenso. Questo campo “Campo di Maggio” serviva un tempo per la gioventù tedesca e si dice che abbia la capienza di 40.000 uomini. Dal dentista c’erano francesi, serbi, russi e noi italiani. Metteva coì tanta fiducia in noi tutti, quel dentista, che nessuno volle farsi curare. Lui, il dentista, voleva estrarli tutti i denti che vedeva cariati. Figuriamoci! Continua a leggere

Obbedienza e libertà

Obbedienza e libertà. Critica e rinnovamento della coscienza cristiana

Vito Mancuso scrive molti libri, ha un grande successo, i suoi articoli compaiono in un giornale della borghesia laica di sinistra, piace ai laici (qui uso il maledetto termine laico nei suoi due sensi), è detestato dai cattolici tradizionalisti. Non sono tra questi, e il successo di Mancuso non suscita in me alcun risentimento. Il suo ultimo lavoro è questo Obbedienza e libertà (Fazi 2012).  A suo tempo ho scritto una critica di quello che ritengo tuttora il libro più importante di Vito Mancuso, L’anima e il suo destino, e dissento da alcune delle idee principali di questo teologo, e tuttavia ritengo che meriti molta attenzione. Mancuso è anzitutto un teologo che non è un prete, e questo da noi è cosa abbastanza rara. Inoltre è uno che si esprime con libertà su temi di fondo, è questo tra i cattolici italiani è cosa ancor più rara. Che poi Mancuso possa essere ritenuto senza problemi un cattolico tra tanti, questo non mi appare certo. Io lo vedo decisamente eterodosso, e mi piacerebbe che le sue posizioni suscitassero un vivace dibattito nella Chiesa italiana, con una libera partecipazione di chierici e laici, ma questo non avviene. Non avviene perché il laicato cattolico da sempre non si esprime sulle questioni di fede, avendo delegato il pensiero alla classe sacerdotale, che costituisce a sua volta una struttura autoritaria, che non ama il dibattito e intende il dialogo solo come strumento. E con questo io stesso mi colloco tra gli eterodossi e i critici della Chiesa cattolica gerarchica e papista, come sono in realtà da sempre. Continua a leggere

Micronote 14

  1. Veltroni è stata la prima e unica possibilità di egemonia del PD. Dopo Veltroni per il PD solo seconde parti.
  2. I modelli sono forme che si applicano ad una materia. Il “modello danese” si applica bene ai Danesi, quello “tedesco” ai Tedeschi. Imporre la forma tedesca agli Italiani è assurdo.
  3. Non solo non si intravede alcun progetto generale per il futuro dell’Italia che sia seriamente credibile e in grado di mobilitare gli Italiani, ma le forze politiche sembrano non avvertirne nemmeno l’urgenza. Traccheggiano, incerte sulla propria legittimazione ad esistere, incerte sul proprio destino. Continua a leggere

Germani

Intorno a casa mia i germani reali proliferano. Basta che ci sia un po’ d’acqua. Nel cielo di Treviso volano come piccioni. Attraversano le strade asfaltate con calma, e se qualcuno finisce sotto un’auto la specie non ne soffre: il clima cittadino consente più di una covata l’anno, e i predatori sono quasi assenti. Quasi, perché qui in periferia, nella semi-campagna in cui vivo, qualche volpe si aggira nella notte. Aprendo il cancello per uscire con l’auto mi capita talvolta di vedere in mezzo alla stradina una coppietta di palmipedi a passeggio. Al confine del mio orticello c’è una polla d’acqua, e anche lì si può vedere ogni tanto qualche anatra selvatica cittadina, come questi due germani, maschio e femmina,  tranquilli e beati.

Taccuino di prigionia 24

21 Marzo 1944. Siamo arrivati stamattina. Molta pioggia. Solite formalità da parte del comandante la scorta e ufficiali del campo ospitante. 1½ a piedi e poi reticolato, altre sentinelle, altre baionette. Abbiamo ritrovato parte degli ufficiali partiti prima di noi. Grandi delusioni! Baracche piene di cimici, castelli a 12 posti scomodissimi. Sono con Tiveron. Dormiamo al 3 piano. Continua a leggere

Fior di fragola

I fiori delle fragole sono oggetto di contemplazione? Nei micromondi non ci sono gerarchie precostituite, e la forma si costruisce nell’incontro con lo sguardo. Anche il fiore della fragola è dialettico.

Taccuino di prigionia 23

11 Marzo 1944. Ho visto Lena ieri sera al “passeggio”. Mi ha raccontato un po’ della sua avventura. Cusumano e Braini suoi compagni di “bosco” son passati in seguito col Btg Pinerolo, datosi alla macchia. Pare che Braini sia stato ferito. Cusumano invece presentatosi ai tedeschi ritrovò il padre colonnello e restò in prigionia. Pure restarono Scotti, Arnaboldi, Capitanio, Reschiglian e qualche altro. Continua a leggere