Taccuino di prigionia 23

11 Marzo 1944. Ho visto Lena ieri sera al “passeggio”. Mi ha raccontato un po’ della sua avventura. Cusumano e Braini suoi compagni di “bosco” son passati in seguito col Btg Pinerolo, datosi alla macchia. Pare che Braini sia stato ferito. Cusumano invece presentatosi ai tedeschi ritrovò il padre colonnello e restò in prigionia. Pure restarono Scotti, Arnaboldi, Capitanio, Reschiglian e qualche altro.

 Ancora ieri doveva partire un convoglio di ufficiali. Arrivò il contrordine ed ancora non si sa quando partiranno.
Io non risulto in nessuna lista di partenti.
Chissà perché mi sento debolissimo. Forse la primavera!? È una giornata bella oggi. C’è vento. Il vento di marzo. Gli aquiloni, il prato del Tombolo, i primi giochi. Le corse coi cerchi e la “patta” coi bottoni. Tutte belle cose!

14 Marzo. Ieri sono partiti moltissimi ufficiali divisi in 3 gruppi. Forse partirono in 3 convogli diversi. Siamo rimasti circa 700 in questo campo. Si dice che presto partiremo pure noi. Anche Ugo Malavasi e Boselli sono partiti. Ieri con quel vento freddo dovettero stare delle ore aspettando in cortile. Oggi invece non parte nessuno e nevica ancora. Le liste nominative di richiesta da Berlino non sono arrivate per noi. Si dice che le farà di sua iniziativa il comando del campo. Per cui probabilmente partendo di qua noi raggiungeremo un altro campo di smistamento. Di là poi ci manderanno nelle varie località a seconda dei corsi che si dovrà frequentare. Anche stamani nella rivista all’unica camicia che possiedo e che porto da mesi senza poterla lavare ho trovato dei pidocchi. Che schifo! Cerco tutto il possibile per tenermi pulito, ma come si fa? Quando non c’è la biancheria da potersi cambiare!
Ricordo di averli avuti anche all’ospedale. Porca miseria!

E Mario dove sarà? Povero Mario, ho saputo che anche lui fu ammalato con febbre altissima. I dottori temevano la polmonite. Invece poi si risolse in una forma influenzale che non aveva niente a che fare con la polmonite.
Speravo di ricevere da casa. Purtroppo sono rimasto deluso. Chissà perché ho questa sfortuna di non ricevere mai! E faccio mille pensieri pensando a papà e mi morde la coscienza per non aver saputo mai dargli qualche consolazione, ma continui dispiaceri. Papà è arrivato ad una età in cui dovrebbe riposarsi e godere dei frutti del suo lungo lavoro e vedere i suoi figli a posto con una carriera aperta e con uno stipendio buono a fine mese. Invece è tanto diversa la mia condizione ed anche quella di Tomaso che non ci voglio pensare.
Speriamo nella stella!

17 Marzo. Tutta la giornata piena di movimento. Si versa questo, si versa quello, c’è la rivista, poi la conta, poi l’appello e infine ci si avvia alla stazione.
Ci caricano di sera. Ragazzini polacchi col solito pane, grida dei tedeschi, un po’ di confusione e molto fango.
Si parte di notte.
Przemysl. Cracovia. Breslavia. Norimberga.

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One thought on “Taccuino di prigionia 23

  1. “Papà è arrivato ad una età in cui dovrebbe riposarsi e godere dei frutti del suo lungo lavoro e vedere i suoi figli a posto con una carriera aperta e con uno stipendio buono a fine mese. Invece è tanto diversa la mia condizione…”

    ecco, “la mia condizione..” Come è precisa qui l’essenza del sentimento. Si fa concretezza. E come oggi tutto è così distante, dal chi siamo.

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