Prendete una manciata di romanzi italiani contemporanei dal mucchio che ogni anno l’editoria italiana sforna (per lo più velleitari, pesantemente editati, pieni di sviste formali, ecc.). Sarà ben difficile che proviate interesse per il destino dei personaggi che li abitano. Anche perché in generale non sono personaggi, quelli, ma solo travestimenti infiniti delle solite quattro maschere. Anche se sono uomini e donne di oggi, il loro destino non susciterà la vostra cura. Sempre la stessa solfa. Prendete invece Prima di domani, un romanzo scritto da Jørn Riel nel 1975: il destino della vecchia eschimese e del bambino, soli tra i ghiacci della Groenlandia vi farà palpitare le viscere. Chiedetevi perché.
Rileggo Simone Weil 76
Dio fa a Mosè e Giosuè promesse puramente temporali, in un’epoca in cui l’Egitto era teso verso la salvezza eterna dell’anima. Gli Ebrei, avendo rifiutato la rivelazione egiziana, hanno avuto il Dio che meritavano. Dio carnale e collettivo che, fino all’esilio, non ha parlato all’anima di nessuno. (A meno che, nei Salmi…?)
Parlare di “Dio educatore” a proposito di questo popolo è una burla atroce.
Di che stupirsi se c’è tanto male in una civiltà – la nostra – viziata alla base, nella sua stessa ispirazione, da questa orribile menzogna? – La maledizione d’Israele pesa sulla cristianità. Le atrocità, lo sterminio di eretici e infedeli, era Israele. Il capitalismo, era Israele (lo è ancora, in una certa misura…). Il totalitarismo, è Israele (precisamente presso i suoi peggiori nemici). (III, 289) Continua a leggere
L’elemento faraonico
L’elemento faraonico nella Chiesa cattolica (la mia) mi è sempre apparso in tutta la sua evidenza. Non solo nella magnificenza dei papi, e nella loro simbologia, nella loro ieraticità circonfusa dell’oro dei pastori di popoli, come si definivano i sovrani d’oriente, ma anche nelle enormi proporzioni dei templi, nella loro smisuratezza babelica. La chiesetta romanica l’ho sempre sentita profondamente affine, la cattedrale gotica l’ho sempre percepita come un’offesa anzitutto estetica, come qualcosa di intessuto di hybris. E non parliamo di San Pietro, la sede del Deus in Terra. Continua a leggere
Uccidi e mangia!
Il cristiano non può essere un vegetariano ideologico, perché la Scrittura prevede l’uccisione e il consumo alimentare degli animali, e negli Atti degli Apostoli (10, 9-16) vengono superati i limiti dell’impuro.
Il giorno dopo, mentre quelli erano in cammino e si avvicinavano alla città, Pietro, verso mezzogiorno, salì sulla terrazza a pregare. Gli venne fame e voleva prendere cibo. Mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi: vide il cielo aperto e un oggetto che scendeva, simile a una grande tovaglia, calata a terra per i quattro capi. In essa c’era ogni sorta di quadrupedi, rettili della terra e uccelli del cielo. Allora risuonò una voce che gli diceva: “Coraggio, Pietro, uccidi e mangia!”.
Ma Pietro rispose: “Non sia mai, Signore, perché io non ho mai mangiato nulla di profano o di impuro”. E la voce di nuovo a lui: “Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo profano”. Questo accadde per tre volte; poi d’un tratto quell’oggetto fu risollevato nel cielo.
La guerra bianca
Ha come sottotitolo Vita e morte sul fronte italiano 1915-1919 questo libro di Mark Thompson La guerra bianca (The White War, 2008, trad. P. Budinich, il Saggiatore 2009). È un libro eccellente, che dà una rappresentazione sobria ma completa, sotto ogni punto di vista, della tragedia in cui il popolo italiano fu gettato dalla miopia delle classi dirigenti, dalla follia dei ceti intellettuali e dalla stupidità dei vertici militari. Dovrebbe leggerlo in particolare ogni membro della casta politica italiana (che però legge poco). Continua a leggere
Documentarsi sul DAN!
https://www.facebook.com/brottof
Ho riflettuto molto sull’opportunità di lasciare ulteriore spazio in questo mio blog alla diatriba sul DAN! (Defeat Autism Now!). Infine ho deciso di mantenere uno spazio controllato, in cui i pochi lettori del blog possano cogliere qual è la posta in gioco, che non riguarda solo l’autismo in senso stretto, ma le condizioni della nostra società, in cui avanzano tendenze irrazionali, sempre ben sfruttate a fini di guadagno. Il libro di Offit sui falsi profeti dell’autismo, che andrebbe letto con cura da tutti coloro che si interessano della materia, e di cui ho citato passi nei due post sulla “bufala del DAN!”, mette bene in rilievo quali sono i meccanismi che si instaurano quando uno o più “falsi profeti”, come l’oculista dott. Verzella in Italia, proclamano con granitica convinzione di possedere la chiave del problema. Invito tutti ad esaminare il sito cui rimanda Cecilia Verzella nel recente commento http://www.autismdaneurope.com/ . La cosa più evidente nel sito è l’immagine di un carrello da supermercato. Spesso l’immagine rivela più di un lungo discorso.
Namarie
Portando Clausewitz all’estremo (5)
Sono sempre fortemente colpito dal fatto che in Occidente ogni nuovo pensiero tenda a porre se stesso come il più radicale, rinfacciando a predecessori e rivali di non esserlo abbastanza. Lo si vede anche in Girard, ogni volta che egli si misura con i suoi punti di riferimento, come Freud o Levi-Strauss, o, qui, Hegel. C’è un punto oltre il quale la tensione all’estremo non può andare, che è l’estremo stesso, ovvero l’esplosione apocalittica. Hegel ha pensato la guerra, ma in forma meno radicale di Clausewitz, secondo Girard, che intende portare appunto quest’ultimo, non sufficientemente consapevole della realtà sacrificale delle cose, al punto estremo. Il pensiero hegeliano “nasce dal religioso” (64), ma abbandona l’antropologia cristiana. E non ha, sostiene Girard, “una concezione sufficientemente radicale della violenza”. Ma come può averla, mi chiedo, se, come ha scritto anni fa Tobin Siebers, essa è il suo altro? (67)
Portando Clausewitz all’estremo (4)
L’apocalisse non è altro, in definitiva, che la realizzazione di un’astrazione, un adeguamento del reale a un concetto; e bisogna avere la lucidità di dire che sono gli uomini stessi a tendere verso l’annientamento. È la legge implacabile del duello, precisatasi nel primato della difesa sull’attacco. Gli uomini si distinguono in questo dagli animali, che riescono a contenere la loro violenza con quelle che gli etologi chiamano gerarchie di dominanza. Gli uomini, al contrario, non riescono a contenere questa reciprocità, perché si imitano troppo, rassomigliandosi sempre di più e sempre più in fretta. (51) Continua a leggere
Una lettera al giornale
Si sa come funzionano i giornali: sparano in prima pagina titoli che debbono attirare l’attenzione. Dovendomi occupare di autismo, sono estremamente attento alla qualità dell’informazione su questo tema, e vedo che continua ad essere molto bassa. Sabato scorso su un giornale della mia città è comparso un articolo, richiamato da un titolo in prima pagina che suonava folle. Il titolo parlava di un caso di guarigione dall’autismo, un miracolo per cui frequentando partite di pallavolo un bambino autistico sarebbe guarito. In realtà, poi l’articolo era più cauto, ma ben si sa quale danno possano fare i titoli, che sono letti piuù degli articoli. Ho mandato alla Tribuna di Treviso una lettera. Continua a leggere


