Documentarsi sul DAN!

https://www.facebook.com/brottof

Ho riflettuto molto sull’opportunità di lasciare ulteriore spazio in questo mio blog alla diatriba sul DAN! (Defeat Autism Now!). Infine ho deciso di mantenere uno spazio controllato, in cui i pochi lettori del blog possano cogliere qual è la posta in gioco, che non riguarda solo l’autismo in senso stretto, ma le condizioni della nostra società, in cui avanzano tendenze irrazionali, sempre ben sfruttate a fini di guadagno. Il libro di Offit sui falsi profeti dell’autismo, che andrebbe letto con cura da tutti coloro che si interessano della materia, e di cui ho citato passi nei due post sulla “bufala del DAN!”, mette bene in rilievo quali sono i meccanismi che si instaurano quando uno o più “falsi profeti”, come l’oculista dott. Verzella in Italia, proclamano con granitica convinzione di possedere la chiave del problema. Invito tutti ad esaminare il sito cui rimanda Cecilia Verzella nel recente commento http://www.autismdaneurope.com/ . La cosa più evidente nel sito è l’immagine di un carrello da supermercato. Spesso l’immagine rivela più di un lungo discorso.

IL  MIO  BLOG  SULL’ AUTISMO

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6 risposte a "Documentarsi sul DAN!"

  1. ciao Fabio, anche se a me personalmente stanno molto antipatici anche quelli dell’ANGSA e di Autismo Italia (che fanno molto poco per l’autismo e il cui unico scopo è quello di mettere in mostra se stessi: spero che tu faccia eccezione… e collaborando con Cesarina Xaiz non stento a crederlo… ma in questo periodo sto assistendo a una morìa improvvisa di tutti i contatti che avevo con queste due associazioni), devo dirti che in questo caso ti appoggio pienamente.
    Attenzione però a non colpevolizzare i genitori, che sono solo le vittime di tutto questo “gioco al massacro” (e oltretutto, se loro vedono dei risultati, dobbiamo indagare a cosa sono dovuti questi risultati con gli strumenti della scienza: non etichettarli come illusi e cialtroni: se dessimo retta a questi genitori – e soprattutto se fornissimo ai loro figli il famigerato “trattamento precoce ed intensivo” (perché – se mio figlio fa ABA fin da piccolo – non mi passa nemmeno per l’anticamera del cervello di andare a cercare soluzioni miracolose) – toglieremmo anche linfa vitale ai gestori del supermercato.

    Ciò detto, ti segnalo il gruppo di Facebook gestito da Franco e Cecilia Verzella
    http://www.facebook.com/moltodifficile#!/group.php?gid=138848926801&v=wall&ref=search

  2. Caro Gianni, ti rispondo per punti.

    ANGSA e Autismo Italia hanno fatto moltissimo per l’autismo, diffondendo una corretta visione del problema e combattendo i miti e le false prospettive.

    La dirigenza attuale di ANGSA mi lascia perplesso per alcune scelte, e per questioni che qui non evoco: la mia associazione è affiliata ad Autismo Italia, che a sua volta è legato ad Autisme Europe, che organizza per il prossimo ottobre a Catania un congresso di livello eccezionalmente alto, cui parteciperanno moltissimi studiosi di primo livello e di fama internazionale. Questo vuol dire fare molto per l’autismo.

    Non mi sogno minimamente di colpevolizzare i genitori in quanto tali. Chi ha un figlio autistico è anzitutto una persona (e una famigia) colpita da una grande sventura. Tuttavia, molti genitori si impegnano pubblicamente, assumono ruoli “politici”, ecc., e qundi sono soggetti a critica (come lo sono io). Inoltre, la vicenda del proprio figlio tende ad assorbire il pensiero sull’autismo in generale, e spesso nella vita familiare dominano suggestioni e impressioni. Qui si apre lo spazio per sciamani e venditori di elisir. E’ noto che la scienza non si fa sulle impressioni, ed è noto che quando sono in gioco gli affetti è difficile mantenere vigile la ragione.

    ABA è un metodo che sembra dare risultati positivi sui bambini. Esistono a proposito ricerche e verifiche condotte con rigore scientifico. Esistono anche metaricerche che non consentono di esaltarsi sulla permanenza dei risultati sul lungo periodo. In ogni caso, benché ABA sia un ottimo (e costoso) strumento, non va assolutizzato e mitizzato. Anch’esso ha i suoi limiti. Anche un autistico trattato precocemente con ABA potrà da adolescente regredire e rimarrà bisognoso di appoggi: sarà comunque un autistico. Le “fuoruscite dalla diagnosi” possono riguardare solo casi molto borderline. Io sostengo un approccio cognitivo-comportamentale “elastico” in cui sono determinanti la flessibilità dell’operatore e del genitore a partire da una reale comprensione del funzionamento della mente autistica.

    Last but not least: la discussione sull’autismo è dominata da una rara animosità, con una perversa tendenza a scadere nel personale, nell’insulto e nella denigrazione. Ovviamente il dialogo non è possibile né tra sordi né tra urlanti, ma solo tra persone che si sforzino di capire le argomentazioni degli altri (quando vi siano).

  3. Ciao! Sull’ABA ho esperienza diretta. Mio figlio è cambiato da così a così in pochi mesi. Non ci sono più regressioni perché è sempre sotto “allenamento” e apprende sempre nuove cose.
    Il problema non è che l’ABA sia meglio del trattamento psicoeducativo alla Enrico Micheli, ma che l’ABA home based è l’unica strada per ottenere un trattamento precoce e intensivo in Italia. Altrove (nei centri pubblici e in quelli privati) raccogli solo briciole e illusioni. Invece l’ABA te la paghi e fai.
    Capisco che chi non la conosce in prima persona possa avere dei dubbi (io stesso ne avevo), ma l’efficacia è indubbia e non c’è niente di paragonabile (niente di reale, intendo).

    Riguardo ad Autismo Italia, ti segnalo il mio ultimo post

    http://autismoincazziamoci.org/2010/04/19/autismoitalia/

    ;-)

  4. Mi spiace, caro Gianni, ma le tue posizioni, e il linguaggio in cui sono espresse, sono lontanissime dalle mie. Io rifuggo dal radicalismo, dal talebanismo e dal pasdaranismo, tre termini che sintetizzano il mio giudizio su quel post che tu hai qui linkato. E quindi finiamola qui, perché per dialogare occorre rispetto delle persone, ed una certa calma, mentre il partire da una base di incazzatura permanente, come fai tu, porta solo a incomprensioni e paradossi. La questione dell’autismo in Italia richiederebbe saggezza e capacità di mediazione, virtù rare anche nelle associazioni dedicate. E io non voglio litigare sul mio blog, nel modo più assoluto.

  5. nCos’è che ti turba, Fabio? Ci sono forse persone intoccabili? E’ forse iio ntoccabile la tua presidente, che è la causa prima della persistenza di quel vecchio neuropsichiatra neopsicodinamico? (che ha invitato anche a Catania)

  6. Quel che mi turba, se non sono stato chiaro lo dirò apertamente, è il tuo modo di attaccare tutti a testa bassa, lasciando una scia di rovine. Anche tu sei alla ricerca di capri espiatori, una logica dalla quale mi voglio tenere fuori. Questo blog, in ogni caso, non è un luogo di batti e ribatti, peraltro, l’ho già detto. E nemmeno di incazzature. Donata Vivanti avrà anche commesso qualche errore, come tutti, ma i suoi meriti sono immensi. Glieli riconosco, e non significa che sia “intoccabile”. Intoccabile per me è solo Allah. Va’ in pace, se puoi.

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