Zabaione 2009

Ho pubblicato nella pagina LECTURAE del mio sito una raccolta di post dello Zabaione dell’anno scorso. Si può leggere qui:  http://www.bibliosofia.net/Zab09.pdf

La potenza del morso

Il morso del cane può essere micidiale. Una delle meraviglie della specie umana è l’addomesticamento del predatore. Tu dormi col tuo mastino a fianco. Trovo questa scala della potenza del morso canino piuttosto impressionante.

La paura del laico

Lega, Berlusconismo e Chiesa sono nemici della laicità, e la laicità è assalita da ogni parte nell’Italia di oggi. Potenti forze alimentano la paura dell’Altro, e negano la libertà di autodeterminazione dell’individuo. Questo pensa e scrive nel suo pamphlet La paura del laico Roberto Escobar (il Mulino 2010). Personalmente, detesto la parola laico a causa della sua ambiguità, che nel testo di Escobar emerge pienamente. Preferisco la distinzione americana tra believers e non-believers. Ma tant’è, in Italia va così. È soltanto a p. 90, cioè verso la fine del libretto, che Escobar cerca di definire che cosa si debba intendere per laicità. Continua a leggere

Dialogo sul senso e sullo scopo del filosofare

                                di Eros Barone

     Il dialogo tra Caio e Mevio (un classico esempio del ‘confilosofare peripatetico’)   scaturisce da una passeggiata attraverso il centro della città ligure, che porta i due amici davanti alla sede di un prestigioso liceo classico,  la cui severa mole littoria occupa uno dei vertici, quello di ponente, di Piazza della Vittoria. Il palazzo della questura, situato nel vertice di levante, delimita la rigorosa geometria di una piazza vasta, solitaria e silenziosa: una piazza, si potrebbe dire, che è non meno dechirichiana per la sua atmosfera di quanto sia piacentiniana per la sua architettura. In mezzo, ortogonali ai due squadrati e imponenti edifici, si elevano due scalinate convergenti che, creando un effetto altamente scenografico, incorniciano quattro grandi aiuole sovrapposte. Sul tappeto verde raso di queste aiuole spiccano fiori bianchi e rossi che, disposti con raffinata arte topiaria, formano, a partire dal basso, le immagini di un’ancora e delle tre caravelle di Cristoforo Colombo. Continua a leggere

Sul volto

Sul divieto di celare completamente il volto che la Francia sta introducendo, posso fare due considerazioni. 1) La consuetudine, propria di una parte  dell’Islam, di obbligare le donne a celare totalmente il proprio aspetto in pubblico è segno di una concezione per la quale tra l’uomo e la donna esiste una differenza radicale, e l’esistenza di questa differenza è negata dalla cultura occidentale contemporanea, per la quale tutti hanno gli stessi diritti. Su questo punto il conflitto di civiltà è evidente e netto, poiché tra i diritti non c’è quello di individui o gruppi di rinunciare ai diritti. 2) La democrazia è fondata sul riconoscimento dell’altro cittadino, anzitutto nel suo significato fisico immediato. I cittadini di uno stato democratico sono persone che si riconoscono l’un l’altro faccia a faccia, il volto di ciascuno deve essere aperto allo sguardo dell’altro. Senza questo primo elementare riconoscimento, non è possibile la democrazia. Per questo, il dibattito sul diritto o meno di indossare in pubblico burka e niqab, ovvero le due fogge del velo islamico che  coprono totalmente il volto, rendendo irriconoscibile la persona che le indossa, esprime in realtà un conflitto su pretese non negoziabili. Da una parte si invoca il diritto delle donne islamiche alla differenza radicale segnata dal nascondimento del volto, dall’altra si sostiene che le donne che fanno così rinunciano a un diritto elementare, quello della piena partecipazione alla democrazia, e prima ancora a quello di manifestarsi per come si è. Continua a leggere

Pensierini 7

Penso che il risentimento, presente in tutti, si declini in forma diversa nei vari strati sociali, differenziando anche i capri espiatori che il risentimento sempre reclama. Il sentirsi “superiore alla massa” tipico del ceto intellettuale, ad esempio, se da un lato può costituire come capro espiatorio Berlusconi, dall’altro non impedisce il risentimento reciproco, perché esso è legato alla percezione della propria non-centralità ( poiché è la centralità ciò cui tutti gli intellettuali aspirano). Continua a leggere

Pensierini 6

Si può essere d’accordo sul principio di libertà religiosa, e tuttavia l’accordo è spesso astratto, nel senso che astrae dalle reali condizioni storiche, e anche prescinde da un’analisi condivisa del concetto di libertà religiosa. Per non parlare della differenza nel modo di intendere la religione. Ad esempio: è ammissibile e pensabile come possibile in Occidente (e altrove) la compresenza di religioni che intendono la stessa libertà religiosa in modi abissalmente differenti? Il fatto è che il modello liberale-occidentale funziona solo con le religioni intese secondo il concetto liberale-occidentale, ovvero religioni sostanzialmente relegate nel privato della singola persona. Quando una religione aspira ad essere anche un agente sociale, lì nascono i problemi. Non è dunque facile, da noi, mantenere una via razionale tra isteria identitaria-islamofoba e irenismo illusorio. L’accecamento è sempre in agguato. Continua a leggere

“E Dio vide che era cosa buona”

“E Dio vide che era cosa buona”. Una teologia della creazione (Und Gott sah, dass es gut war. Eine Theologie des Schöpfung, 2006, trad. it. di V. Maraldi, Queriniana 2009), è un trattato di teologia scritto da Medard Kehl, un allievo di Walter Kasper, con la collaborazione di Hans-Dieter Mutschler e Michael Sievernich. Questo libro è un trattato in stile rigorosamente accademico, estremamente cattolico-tedesco-ortodosso, e perfettamente in linea con l’insegnamento attuale della Chiesa, e che potrebbe tranquillamente essere controfirmato dall’attuale pontefice. Continua a leggere

Due blog sull’autismo

Sull’autismo tengo due blog dedicati. Uno su Libero  e uno su WordPress. Qui sull’argomento farò solo qualche post di tanto in tanto, come ho fatto finora.

http://proautismo.wordpress.com/

http://blog.libero.it/proautismo/view.php

Pensierini 5

E mi sovviene che Dante colloca all’inferno Francesca per aver divinizzato la passione (che ha struttura monoteistica e porta a fare dell’essere amato il proprio Dio) e in Paradiso la leggera Cunizza dai molti amanti… Continua a leggere