La mia religione 9

guarigione suocera di Pietro 1

ἡ δὲ πενθερὰ Σίμωνος κατέκειτο πυρέσσουσα, καὶ εὐθὺς λέγουσιν αὐτῷ περὶ αὐτῆς. καὶ προσελθὼν ἤγειρεν αὐτὴν κρατήσας τῆς χειρός· καὶ ἀφῆκεν αὐτὴν ὁ πυρετός, καὶ διηκόνει αὐτοῖς.
La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli.

Simone Pietro ha una suocera, quindi è sposato. Gesù fonda la sua Chiesa su di un uomo sposato. È del tutto evidente come il celibato ecclesiastico appartenga alla storia della Chiesa cattolica occidentale come un accidens (se pur di forte spessore, e ricchissimo di implicazioni socio-culturali) e non come elemento essenziale della fede. Degli altri apostoli nulla emerge dal Nuovo Testamento circa il loro essere sposati o meno. E non emerge per il semplice fatto che, di fronte a Gesù, essere sposati o no non ha alcuna importanza. La cosa evidente, infatti, è la relativizzazione dei rapporti familiari che Gesù compie, in un contesto storico-culturale in cui la famiglia è ben più importante del suo singolo membro, e l’autorità patriarcale determinante, Gesù antepone la fedeltà al vangelo a qualsiasi legame di appartenenza. E il primo legame di appartenenza è quello alla propria famiglia. Continua a leggere

Micronote 24

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  1. Preferisco coloro che si prostituiscono per denaro a coloro che nel nome del loro ideale di umanità calpestano l’umanità reale.
  2. La tentacolare amministrazione dello Stato chiede al cittadino la totale trasparenza, mentre dal canto suo essa è totalmente opaca.
  3. Gli scontri televisivi tra politici sono inguardabili-inudibili: slogan contro slogan, aria fritta contro aria fritta. Eccezioni rarissime.
  4. La ricerca di capri espiatori si fa frenetica. Ma il meccanismo si è inceppato, si avvolge su se stesso.
  5. Avere idee chiare ed avere idee giuste. Non è necessariamente la stessa cosa. Continua a leggere

Plausibilità

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Nel 1978 accadde un episodio che mi illuminò sulla presenza di differenti orizzonti di pausibilità anche tra persone dello stesso ambiente, professione e livello culturale. La rivista satirica Il Male in quel periodo pubblicava dei falsi dei principali quotidiani italiani, assai divertenti. Quando uscì la prima pagina del Corriere con le notizie sull’atterraggio di un’ astronave aliena, la portai nella sala insegnanti della scuola in cui allora lavoravo, l’istituto magistrale Tommaseo di Venezia, e in sala insegnanti ci furono le reazioni più varie. Ricordo in particolare un collega entusiasta, che si mise ad esclamare «Sublime! Sublime! Lo sapevo che sarebbero arrivati!». Ci credeva davvero, nel suo orizzonte di plausibilità era compreso un evento del genere. Nel mio no. Dunque, se differenze abissali sussistono tra popoli di cultura differente, e ciò che per un azteco era plausibile (come la necessità di sacrifici umani per sorreggere l’ordine del mondo), non lo è per noi, nella pluralistica società occidentale di oggi si scorgono orizzonti di plausibilità multiformi, stratificati e differenziati, e non solo tra gruppi e singole persone, ma anche nel singolo. Ad esempio, per il sig. Rossi, di professione medico, è del tutto non plausibile l’idea che i vaccini causino l’autismo, ma plausibile che la Madonna appaia a Medjugorje. E di esempi del genere se ne potrebbero addurre infiniti.

La mia religione 8

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Καὶ εὐθὺς ἦν ἐν τῇ συναγωγῇ αὐτῶν ἄνθρωπος ἐν πνεύματι ἀκαθάρτῳ καὶ ἀνέκραξεν λέγων· τί ἡμῖν καὶ σοί, Ἰησοῦ Ναζαρηνέ; ἦλθες ἀπολέσαι ἡμᾶς; οἶδά σε τίς εἶ, ὁ ἅγιος τοῦ θεοῦ. καὶ ἐπετίμησεν αὐτῷ ὁ Ἰησοῦς λέγων· φιμώθητι καὶ ἔξελθε ἐξ αὐτοῦ. καὶ σπαράξαν αὐτὸν τὸ πνεῦμα τὸ ἀκάθαρτον καὶ φωνῆσαν φωνῇ μεγάλῃ ἐξῆλθεν ἐξ αὐτοῦ.
Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: “Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio”. E Gesù lo sgridò: “Taci! Esci da quell’uomo”. E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.

Che cos’è uno spirito impuro, immondo, uno πνεῦμα ἀκάθαρτον? Per molti secoli, i cristiani non hanno avuto dubbi: l’essere umano può essere invaso e posseduto dai demoni, intesi come creature personali, che parlano e intendono un solo fine, la distruzione dell’umano e la negazione del bene. L’esorcismo è di conseguenza una pratica della Chiesa, dal tempo degli Apostoli a oggi. A oggi? Mi piacerebbe sapere quanti siano i preti cattolici che credono ancora nel demonio come persona, ai demoni come angeli ribelli. Il demoniaco è stato ricondotto totalmente nell’antropologia. E questo è necessario, ed è un bene. E tuttavia la categoria del diabolico deve essere reinterpretata e mantenuta. In questo senso, l’opera di René Girard è di grande rilevanza. Continua a leggere

Benedicti exitus

Conscientia mea iterum atque iterum coram Deo explorata ad cognitionem certam perveni vires meas ingravescente aetate non iam aptas esse ad munus Petrinum aeque administrandum.
Bene conscius sum hoc munus secundum suam essentiam spiritualem non solum agendo et loquendo exsequi debere, sed non minus patiendo et orando. Attamen in mundo nostri temporis rapidis mutationibus subiecto et quaestionibus magni ponderis pro vita fidei perturbato ad navem Sancti Petri gubernandam et ad annuntiandum Evangelium etiam vigor quidam corporis et animae necessarius est, qui ultimis mensibus in me modo tali minuitur, ut incapacitatem meam ad ministerium mihi commissum bene administrandum agnoscere debeam.

La realtà è questa: il pontificato nel mondo globale è infinitamente più gravoso di un tempo. Impegni di ogni genere e viaggi faticosi, che ai predecessori di Giovanni Paolo II erano ignoti. Non sono più pontificati per vecchi, se non a rischio di apparire disumani. L’abbandono di Benedetto significa per me l’affermazione del valore prioritario della persona umana e della sua dignità universale. In questa universalità rientra anche chi ricopre il ruolo di papa. Questo gesto è anche un gesto di positiva desacralizzazione, un gesto cristianissimo. Complessivamente, l’opera di Ratzinger, come teologo, come inquisitore e come papa non mi è piaciuta molto: mi è sembrata stare sempre sotto l’ombra della paura dell’infedeltà al dogma. Il suo gesto finale, invece, mi sembra pregno di forza spirituale, nella debolezza di un corpo in via di spegnimento. Solo, mi resta un dubbio: Scola ha avuto un ruolo in questo esito?

La mia religione 7

File:Ghirlandaio, Domenico - Calling of the Apostles - 1481.jpg

καὶ ἐξεπλήσσοντο ἐπὶ τῇ διδαχῇ αὐτοῦ· ἦν γὰρ διδάσκων αὐτοὺς ὡς ἐξουσίαν ἔχων καὶ οὐχ ὡς οἱ γραμματεῖς.

Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi.

Come insegnano gli scribi? Gli scribi hanno come valore fondamentale il testo cui fanno riferimento, e che sommergono di interpretazioni nello stesso momento in cui affermano la sovranità del testo stesso, e la purezza del suo significato, da loro stabilito e trasmesso, che consegnano ai loro uditori. Autorità di apparato e autorità singolari, o carismatiche. Quella di Gesù è un’autorità singolare, non derivante dall’appartenenza ad una struttura cui l’autorità stessa sia inerente – come è degli scribi, depositari di un sapere tecnico. Quasi tutte le autorità nelle quali ci imbattiamo nel corso della nostra vita, e per moltissimi tutte, sono autorità strutturali-tecniche, prive di qualsiasi carisma. Inevitabilmente, questo avviene anche all’interno della Chiesa. E questo tuttavia non significa generalmente che il carisma dell’autorità sia una cosa buona di per sé. Esso è anche del demonio, per così dire, e lo hanno posseduto anche uomini e donne malvagi. Ma come è deprimente, per lo più, la conoscenza e frequentazione degli uomini di Chiesa, quanto rara tra di loro l’autorità autentica, che è un barlume nel presente della luce irradiata da Gesù. Essi sono scribi. Del resto, anche quella di Lui era misconosciuta da molti, e così anche nella Chiesa tu vedi fare carriera i mediocri, gli obbedienti, e coloro il cui spirito di servizio è in verità solo spirito di asservimento.

A ritroso

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Grazie alla preziosa e documentata ricerca pubblicata nel 2004 da Renato Ghedina “Basilio” (edizioni dell’ Union de i Ladis de Anpezo), sono potuto risalire di figlio in padre al primo membro sicuro della famiglia di mia madre, Teresa Ghedina. La cosa più interessante ai miei occhi – a parte il fatto che molti uomini e donne non si sposavano, e chi si sposava aveva moltissimi figli, dei quali solo una parte viveva a lungo –  è che alcuni procreavano ad età piuttosto avanzata, anche in seconde nozze con donne ovviamente più giovani. Per questo fatto le generazioni dei miei Ghedina dal 1360 non sono poi molte. Ma risalire fino al medioevo mi dà un certo qual brivido, e vorrei poter fare lo stesso anche per il lato paterno. Sono contento di scoprire che un mio antenato, che nacque intorno al 1385, si chiamasse Giacomo come mio figlio. Un po’ meno gioisco scoprendo la comune origine delle famiglie Ghedina e Ghedini. Potrei avere qualche stilla di sangue in comune col noto avvocato…

Teresa, 1920

Gino 1894

Gaetano 1857

Giuseppe 1825

Gaetano 1804

Giuseppe 1777

Gaetano 1741

Pietro 1701

Mattia 1650

Simon 1606

Zuane 1581

Simon 1540

Battista 1508

Gaspar 1465

Andrea 1420

Giacomo 1385

Zaneto 1360.

La mia religione 6

καὶ λέγων ὅτι πεπλήρωται ὁ καιρὸς καὶ ἤγγικεν ἡ βασιλεία τοῦ θεοῦ· μετανοεῖτε καὶ πιστεύετε ἐν τῷ εὐαγγελίῳ.

e diceva: Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo.

Poiché convertitevi-μετανοεῖτε, cioè cambiate la vostra mente, è detto ad Israeliti, questa parola non significa invito ad adottare un altro dio. L’unico dio è Dio, e non possono esistere più monoteismi, ciascuno dei quali rivendica il diritto di essere considerato l’unico autentico, vero e puro. Veramente, può accadere che il Dio di cui ci si proclama servi, e in nome del quale si scende in guerra con chi professa fede in un altro Dio unico, o in molti dèi, non sia che l’assolutizzazione del proprio Desiderio. Perversione del monoteismo: io sto col Bene, dunque chi non sta con me sta col Male. Chi non sta con me è malvagio, e con lui non si può negoziare, perché la sua malvagità e corruzione sono totali, e non c’è nulla da salvare in lui: si può solo eliminarlo, anzi si deve.

Ma il contenuto fondamentale del buon annuncio, dell’evangelo, qual è? Il contenuto è la vicinanza del regno di Dio, a cui si è invitati a credere. La conversione è qui: chi pensava che il regno di Dio fosse lontano ora crede che sia vicino. Ma il problema è: cosa significa il regnare di Dio? Poiché Dio e il suo regno non possono essere separati, la questione del regnare di Dio porta a quella sulla natura di Dio, sulla sua pensabilità e rappresentabilità nell’orizzonte concettuale e culturale contemporaneo. Come nella stessa tradizione cristiana è reso evidente dagli appellativi di Padre e di Figlio, ogni teologia è insieme necessariamente e dialetticamente un’antropologia.

Ferretto

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È dei primi anni Cinquanta questo ritratto a olio che mio nonno Gino Ghedina dipinse di Ferretto, un frequentatore dell’osteria sopra la quale era l’appartamento in cui vivevamo in quel tempo, a Venezia. Lo ricordo bene, Ferretto, sempre alle soglie dell’ubriachezza, ma un po’ più in qua, sempre benevolo e gentile verso di me e di mio fratello Paolo. Mentre il suo amico, con cui era sempre insieme, e di cui non ricordo il nome, ci faceva paura. Ferretto era piccolo e magro, e il suo amico grande e grosso, un omaccione con una voce profonda e roca. Quando ci vedeva, l’omaccione ci diceva sempre «ve cusìno in farsóra» (vi cucino in padella). Lui intendeva scherzare, ma noi eravamo piuttosto intimiditi. Ai primi di luglio, la mia famiglia partiva per la montagna, due mesi di villeggiatura. Non abbiamo avuto un’auto per tutti gli anni Cinquanta. Mia madre preparava un cestone che veniva spedito in anticipo, e poi si prendeva il treno, la littorina che dondolava molto, procurandomi la nausea, coi sedili ricoperti di un velluto che mi dava molto fastidio al tatto. I bagagli a mano, numerosi e pesanti, ce li portava Ferretto alla stazione di S. Lucia.

Micronote 23

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  1. I casi sono due: o i digiuni della sete di Pannella sono falsi, oppure la sua fisiologia è superumana, e va studiata dagli scienziati.
  2. La più grave malattia che affligge gli intellettuali è il considerare imbecilli tutti gli umani tranne se stessi.
  3. La Fiat e il Vaticano
    Si tengono per mano
    Insieme a Mario Monti
    Per risanare i conti.
  4. Conflitto di interessi, conflitti di interessi, conflitti interessanti, interesse in conflitti, interessi in conflitti. Continua a leggere