Ferretto

DSC00819

È dei primi anni Cinquanta questo ritratto a olio che mio nonno Gino Ghedina dipinse di Ferretto, un frequentatore dell’osteria sopra la quale era l’appartamento in cui vivevamo in quel tempo, a Venezia. Lo ricordo bene, Ferretto, sempre alle soglie dell’ubriachezza, ma un po’ più in qua, sempre benevolo e gentile verso di me e di mio fratello Paolo. Mentre il suo amico, con cui era sempre insieme, e di cui non ricordo il nome, ci faceva paura. Ferretto era piccolo e magro, e il suo amico grande e grosso, un omaccione con una voce profonda e roca. Quando ci vedeva, l’omaccione ci diceva sempre «ve cusìno in farsóra» (vi cucino in padella). Lui intendeva scherzare, ma noi eravamo piuttosto intimiditi. Ai primi di luglio, la mia famiglia partiva per la montagna, due mesi di villeggiatura. Non abbiamo avuto un’auto per tutti gli anni Cinquanta. Mia madre preparava un cestone che veniva spedito in anticipo, e poi si prendeva il treno, la littorina che dondolava molto, procurandomi la nausea, coi sedili ricoperti di un velluto che mi dava molto fastidio al tatto. I bagagli a mano, numerosi e pesanti, ce li portava Ferretto alla stazione di S. Lucia.

Annunci

One thought on “Ferretto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...