La chiesa di Sade 2

Il sadismo pervade sempre più la nostra società grazie al “processo di valorizzazione delle merci”, che è evidentemente collegato, secondo De Benedetti, al Sessantotto e alla sua rivoluzione sessuale (p.24), ed è “tutto interno alla nostra libertà, ne è una dimensione essenziale e per certi versi inevitabile” (p.28). Essendo un potere assoluto sulla vita altrui, quello che Sade invoca elevando la natura a realtà intrascendibile e negando radicalmente Dio si invera nell’attuale tecnoscienza, la quale esprime la stessa hybris che su scala minima esercitano i personaggi delle opere sadiane (p. 32).

Il problema concettuale primario che a mio giudizio pone questo libro riguarda la vittima. Infatti De Benedetti coglie perfettamente quello che si cela dietro movimenti globali dall’apparenza pacifica come l’ecologismo, ma non coglie a pieno il carattere vittimario della nostra epoca e della sua ideologia di fondo, forse perché dal punto di vista di Sade vittime non ci sono.

Considerato dal punto di vista di questo naturalismo sui generis e per molti versi estremo, per accennare a una questione di giornata, non c’è quasi ecologismo che non abbia più di una punta di sadismo: la salvaguardia della natura può ben volere lo stupro generalizzato dell’umanità che una volta per tutte ne ha violato la sovrana indifferenza. Per l’ideologia ecologista, cosa ben diversa dalla necessaria preoccupazione per la salvaguardia del creato, è diventata luogo comune la visione di un’umanità che infierendo sulla natura ora ne paga la provvidenziale ritorsione. Manca a questo pensiero la benché minima consapevolezza di quanto l’umanità per mantenere il suo vantaggio evolutivo sulla natura medesima se ne debba servire “violandola”. (p. 29)

Ma l’ecologismo è l’estensione alla natura intera dell’idea di vittimizzazione (sono vittime prima le minoranze razziali, poi gli animali, infine anche i vegetali e l’intero Pianeta), che richiede l’individuazione di un carnefice, di un creatore di vittime, contro cui lottare, e che infine dovrebbe essere espulso o eliminato. Dunque l’ecologismo, come altre forme ideologiche, esaspera l’idea di vittima, non la annulla, come invece fa il sadismo. Questo pone un problema di comprensione globale unitaria della nostra epoca, comprensione che forse non è possibile.

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