Una differenza
Vi sono Stati in cui uno può sussurrare e dire e scrivere e gridare che il Presidente è corrotto, che il partito al governo è marcio, che il potere religioso è uno schifo, e a quest’uno non accade nulla, anzi, può trovare soddisfazione e onore.
Vi sono Stati in cui uno dice scrive, o dice, o anche solo sussurra che il Presidente è corrotto, che il partito al governo è marcio, che il potere religioso è uno schifo, o dice o sussurra soltanto che bisognerebbe cambiare qualcosa nel modo di governare il Paese, e la mattina dopo la polizia politica bussa alla sua porta.
Ugual misura
Scrive Karl Marx nella Critica del Programma di Gotha (1875, Feltrinelli 1970, p. 17): “Gli individui disuguali (e non sarebbero individui diversi se non fossero disuguali) sono misurabili con uguale misura solo in quanto vengono sottomessi a un ugual punto di vista, in quanto vengono considerati soltanto secondo un lato determinato: per esempio, in questo caso, soltanto come operai, e si vede in loro soltanto questo, prescindendo da ogni altra cosa”.
Qui mi pare contenuta tutta la critica delle società del comunismo reale, dell’economia capitalistica avanzata, dello Stato contemporaneo, e dell’apparente pluralismo culturale delle società tecnotroniche. Ma in che modo è pensabile, se non nell’utopia del meramente pensabile, una società in cui non si misuri con ugual misura?
Suicidio
Il suicidio di Monicelli è argomento di dicussione, poiché in causa sono visioni del mondo, princìpi, e in fondo il concetto del senso dell’essere umani. È in questione l’idea di libertà del soggetto, che il pensiero corrente concepisce come individuo, ed è in gioco l’idea di natura, in quanto si oppone alla libertà di scelta del proprio morire, invocata dal radicalismo borghese contemporaneo, quella di morte naturale. Personalmente, ritengo che il concetto di morte naturale sia estremamente problematico nella congiuntura tecno-scientifica attuale, e nello stesso tempo insostenibile l’idea di una sovranità assoluta dell’individuo sulla propria fine. Senza chiamare in causa la religione e la fede in Dio, mi rifaccio a Leopardi, che non si suicidò sebbene oppresso da un peso dell’esistere in una misura difficilmente eguagliabile. L’autodeterminazione del modo del proprio morire è pensabile solo in rapporto alla rappresentazione che ci si dà del proprio essere umani. Continua a leggere
La più bella scena di caccia
La più bella scena di caccia del cinema è probabilmente quella iniziale de L’ultimo dei Mohicani. Da piccolo, negli anni Cinquanta, il libro di Fenimore Cooper è stato uno dei miei oggetti di adorazione, insieme a Due anni di vacanza di Verne e al Libro della giungla di Kipling.
Wiki…
Il caso WikiLeaks ha molto da dire, penso. La prima cosa che mi viene in mente, tuttavia, è che questo evento dovrebbe far saltare tutte le idee paranoiche di un mondo controllato, amministrato da un unico Potere. Il mondo è frammentato, invece, e i poteri sono in conflitto perenne. Gli Stati Uniti stessi non sono una realtà monolitica, ma anzi sono un campo di contesa. Insomma, la realtà è sempre infinitamente più complessa di quanto siano portati a credere i teorici del complotto, e anche gli intellettuali in genere.
Il mio fratellino dalla luna
Questo delizioso cartone animato è francese. Con grande semplicità presenta l’autismo nella sua prima fase. La commozione non deve annebbiarci la mente, però. Lo stupore infantile della sorellina che ci presenta il fratello non deve farci dimenticare il dramma della realtà. I bambini dalla luna crescono e diventano adolescenti problematici e adulti con problemi gravissimi.
Il nuovo Centro
Da tempo penso che la televisione costituisca il nuovo Centro Sacro. La forza centripeta che spinge tutti gli umani che sono o si avvertono periferici verso questo luogo è sempre molto evidente. In questi giorni, lo si vede con particolare chiarezza in due episodi. Il primo riguarda Berlusconi, che telefona a Giovanni Floris in trasmissione, con un particolare effetto di presenza-assenza. Berlusconi che telefona ad un conduttore televisivo ottiene questo singolare effetto proprio nella mancanza di quello che sembrerebbe un elemento necessario della realtà televisiva, ciè l’immagine. Il manifestarsi di una pura voce nel luogo dell’immagine è analogo ad un pronunciamento divino. Un nume irato rivolge a Floris parole di condanna. Non apparendo, ma facendo sentire la sua ira con la sua voce, Berlusconi riafferma la sua vera centralità, il nume delle TV appare dove vuole nella forma che sceglie. Continua a leggere
Rileggo Simone Weil 80
La prescrizione secondo la quale l’unione carnale va compiuta solo per avere figli va certamente interpretata in modo ben più severo di quanto non faccia la Chiesa; non nel senso che la possibilità di avere figli legittima l’unione carnale; ma nel senso che, avendovi rinunciato del tutto, la si realizza un piccolo numero di volte in tutta la vita per obbedienza alle parole “crescete e moltiplicatevi”; a meno che una vocazione invincibile proibisca anche questo. Così non ci sarebbe quasi differenza alcuna tra un padre di famiglia e un monaco, quanto alla castità.
Certo questa non è una cosa da tutti. Ma neppure amare Dio è cosa da tutti. (III, 342-343) Continua a leggere
gatto, cane e topo
Questo video mostra un comportamento animale assai interessante. Un cane e un gatto che tra loro sono evidentemente in ottimi rapporti si imbattono in un sorcio. Entrambi cacciatori, si divertono a turno con la stessa preda. C’è sempre da riflettere sul fatto che i due animali amici dell’uomo per eccellenza siano entrambi predatori. Denti e artigli non sono stati dati loro perché potessero mangiare crocchette. E se si ama la natura, bisogna amare anche questo suo aspetto.

