Dove si vede Ernst Jünger in una delle sue cacce sottili.
Hide the Decline
L’idea di giustizia
C’è molta saggezza nelle pagine de L’idea di giustizia di Amartya Sen (The Idea of Justice, 2009, trad. it. di L. Vanni, Mondadori 2010). Un vero trattato, che si distende per 444 pagine (note comprese), confrontandosi col pensiero economico, giuridico e filosofico di oggi e di migliaia di anni fa. Se fondamentale nel testo di Sen è il dibattito con le tesi di John Rawls (cui è dedicato), non meno importante è l’ispirazione che l’autore trae da opere antiche come il Bhagavad Gītā, da figure come l’antico re maurya Aśoka, o il più recente moghul Akbar. La sostanza di tutta la vastissima argomentazione di Sen sta nella differenza tra un’idea astratta ed una concreta di giustizia, tra una rigorosa nītī e una elastica nyanya , cioè tra una giustizia fondata su un modello ideale-trascendente, come è ancora in Rawls e nel suo contrattualismo, ed una giustizia attenta alle situazioni reali, e più interessata al superamento dei mali presenti che alla realizzazione di un ordinamento perfetto. Continua a leggere
L’uomo maschio
L’uomo maschio (Le premier sexe, 2006, trad. it. di R. Boy, PIEMME 2007) è un pamphlet di Éric Zemmour. Le tesi sono estreme, perché appunto è un pamphlet, e non un saggio. Constata la femminizzazione della società europea, e del maschio stesso, e la sua perdita del carattere maschile. Vi sono idee che condivido, altre da cui dissento. Per esempio, Zemmour vede i due generi come aventi interessi opposti – il maschio, in forza del numero immenso di spermatozoi, portato al sesso con più femmine, la donna invece, dotata di un limitato patrimonio di ovuli, interessata ad un maschio forte protettore fisso – e la creazione della coppia (non la famiglia) come opera femminile, in quanto il maschio sarebbe intrinsecamente dissolutore di legami, dongiovanni, ecc… Ma nello stesso tempo vi è in Zemmour l’idea di una legge del Padre, che la società contemporanea avrebbe distrutto. Ora, queste sono idee molto da battaglia giornalistico-mediatica, ma non seriamente fondate. Vi sono altre idee di Zemmour, poi, che riguardano lo sviluppo del capitalismo europeo: i 30 anni dal 1945 al 1975 hanno visto un graduale aumento dei salari e una diminuzione del saggio di profitto. Il capitale ha risposto con l’arma classica dell’ esercito di riserva, favorendo prima una massiccia immigrazione di forza-lavoro extracomunitaria a costo più basso, poi aprendo le porte all’esercito delle donne. Riporto un passo di un qualche interesse. Continua a leggere
Siti paranoici
L’insicurezza essenziale in cui da sempre si dibatte la coscienza piccolo-borghese oggi ha come principale luogo di manifestazione di se stessa la Rete. Vi fioriscono siti e blog in cui la mezza cultura piccolo-borghese, nutrita di un immaginario formatosi principalmente sui media visivi e non sui libri, esprime il proprio terrore di un proprio annichilimento radicale. Se un tempo il piccolo-borghese poteva vedere il Nemico di tutti nell’Ebreo e nella sua Congiura Mondiale, oggi quella stessa coscienza mantiene la necessità assoluta di un Nemico universale, un Nemico che è Male radicale e soprattutto Inganno. Questo nemico è uno, ma nello stesso tempo si manifesta con diversi volti e incarnazioni, tutte maligne. Può essere ad esempio Big Pharma, la mostruosa divinità che coi vaccini vuol far ammalare l’intera umanità per realizzare i suoi profitti. La caratteristica più evidente di questa forma di pensiero degradato è l’incapacità di cogliere i chiaroscuri, in quanto è essenzialmente religioso, e quindi abbisogna di una radicale contrapposizione di luce e tenebre, da un lato, e di capri espiatori dall’altro. Questo si vede benissimo nel caso dell’autismo, che per i piccolo-borghesi antivaccinisti e teorici del complotto si può guarire non a caso mediante processi di espulsione – dall’organismo via i metalli pesanti che i perfidi contaminatori vi hanno iniettato, e dall’umanità via la scienza asservita alle multinazionali, e spazio alla medicina olistica, naturale, all’omeopatia, ecc. – quasi come se queste non stessero sul mercato e non cercassero il profitto. Continua a leggere
Le volpi vengono di notte
Le volpi vengono di notte (2009, trad. it. di F. Ferrari, Iperborea 2010) è un bel libro di racconti di Cees Nooteboom. L’evanescenza delle storie che vi sono narrate, con grande forza di suggestione, ben corrisponde al tema, che è il divenire di tutte le cose, e di noi e delle nostre relazioni. Di noi, qui intesi come esseri che sorgono dal nulla per poi esservi risucchiati. Perdite di amici, perdite di amanti. Qui tutto è perdita, e melanconica contemplazione della perdita. Nichilismo con sprazzi su di un altrove inafferrabile. Continua a leggere
Lacanismo
Infanticidio
L’assassinio di un neonato era una pratica consentita in quasi tutti gli Stati della Grecia, persino tra i colti e civili ateniesi, e ogni volta che la situazione economica dei genitori rendeva scomodo allevare il bambino, non veniva considerato vergognoso o biasimevole abbandonarlo alla fame, o alle bestie selvatiche … Una consuetudine ininterrotta, da quell’epoca in poi, ha talmente sostenuto quella pratica che non solo le dissolute massime del mondo tolleravano quel barbarico diritto, ma anche le dottrine dei filosofi, che avrebbero dovuto essere più corrette e accurate, venivano fuorviate dalla consuetudine stabilita, e in questa, come in altre occasioni, invece di censurare, sostenevano questo orribile abuso, con forzate considerazioni sulla pubblica utilità. Aristotele ne parla come di qualcosa che in molte occasioni il magistrato dovrebbe incoraggiare. Il buon Platone è della stessa opinione, e, con tutto l’amore per l’umanità che sembra animare i suoi scritti, non stigmatizza mai questa pratica.
Adam Smith, Teoria dei sentimenti morali, trad. S. Di Pietro, Rizzoli 1995, pp. 417-418
Democrazia

In una società libera, le idee si esprimono apertamente, e vi è un continuo confronto. Il dibattito e la negoziazione sono lo strumento per risolvere i problemi. Chiunque può assumere una posizione critica nei confronti del Governo. E la democrazia esiste solo là dove è ammesso un dissenso pubblico e organizzato. In Cina, dove la natura militare del leninismo è ancora evidente, dissentire pubblicamente dai timonieri costa caro.
Finché c’è prosecco c’è speranza
L’ho letto per il titolo, poiché il prosecco è la bevanda nazionale trevigiana (ma io sono un veneziano in esilio a Treviso, e veneziani e trevigiani sono molto diversi). Questo noir con bollicine di Fulvio Ervas (Marcos y Marcos 2010) è anche ambientato prevalentemente nella zona di Cison di Valmarino, che conosco bene, e i cui abitatori parlano un dialetto che è una variante del veneto a me abbastanza ostica e assai lontana dal veneziano. Di dialetto nel romanzo di Ervas c’è poco, e anche di usi e costumi locali, se non come una spolveratina, per così dire. Continua a leggere
