Enrico Mentana è il re dell’informazione-spettacolo. L’attuale TG de La7, che egli dirige e di cui è il divo, è l’esempio migliore di cosa può diventare l’informazione concepita come intrattenimento. Nulla può esplicarne il concetto meglio di quel che possono fare le tre parole più usate da Mentana, durante la mezzora serale in cui troneggia nel suo studio televisivo, ispirandosi forse alla posizione di comando del capitano Kirk dell’astronave Enterprise. Le tre parole sono due aggettivi e un verbo. I due aggettivi sono clamoroso e doveroso. Il verbo è raccontare. Continua a leggere
Zabaione
Taglio al 5 per mille
Nella Legge di Stabilità il finanziamento al 5 per mille, ovvero a quel fondo che ogni anno si costituisce grazie alla possibilità di devolvere appunto il 5 per mille all’atto della dichiarazione dei redditi a favore di onlus ecc., un finanziamento che serve a sostenere attività cosiddette di sussidiarietà, è tagliato del 75%. Le onlus impegnate nel sociale e a favore della disabilità, come Autismo Treviso, di cui io sono presidente, riceveranno dunque un quarto di quello che hanno ricevuto in questi anni. Che dire? Le persone indifese sono destinate a rimanere sempre più indifese? Ho scritto una lettera ai politici, e la sto inviando a molti di loro. Continua a leggere
Pisapia
Ed ecco che il candidato della Sinistra per la carica di sindaco di Milano sarà, grazie alle primarie, Giuliano Pisapia. Giurista di vaglia, uomo senza macchie, comunista. Continua a leggere
L’ex fascista del 2000
Poiché in Italia nulla è permanente, ed anche nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, dico che è bello contemplare il divenire di Gianfranco Fini. Che fu fascista ed ora è democratico, e sfiora e accarezza la cultura radicale della borghesia illuminata. Egli porta con schiena dritta il peso delle grandi mutazioni che ha attraversato. Quello che non ha perduto e non perderà mai è la brama di comando, e il culto della personalità. Nel Paese del melodramma, lo scontro oggi è tra narcisismi politici, che coprono come un velo iridescente il conflitto degli interessi socioeconomici. Continua a leggere
Circolo
Veneto sommerso. La casa dei gladiatori in frantumi. La spazzatura è ovunque. Le case del presidente sono postriboli. Licenziamenti senza numero. I giovani senza futuro. L’economia a rotoli. La scuola defunta. La ricerca senza soldi. La sanità in sfacelo. I preti pedofili. Mafia e camorra. Gli intellettuali pieni di livore. Gli scrittori che scrivono da cani. I comuni in bancarotta. Le banche strozzine. I politici corrotti. Il parlamento inefficiente. Strade malridotte. Ferrovie in disarmo. Giustizia inesistente. Università in coma. Trasporto aereo inaffidabile. Quartieri senza legge. Argini precari. Dissesto idrogeologico. Teorie della congiura. Pensiero apocalittico. Veneto sommerso.
Videocrate
Il videocrate è colui che esprime la sua potenza mediante il video, e che si rende potente col rendersi visibile. Il videocrate dispone del potere della visibilità. Mentre il dio non è visto da alcuno e può vedere tutti, il videocrate non può vedere tutti, ma può essere visto da tutti. Questa è la sua centralità. Continua a leggere
Rileggo Simone Weil 79
Il male altro non è che la distanza tra Dio e la creatura (III, 311).
Il male nella Bibbia e nella tradizione ebraico-cristiana viene detto nei termini dell’allontanamento della creatura dal Creatore. Ma questo allontanamento non è la Creazione stessa. L’incompatibilità del pensiero weiliano col Cristianesimo è qui. Per Simone Weil la lontananza da Dio è nella creaturalità stessa, nella ek-sistentia da e di fronte a Dio. Che è esattamente, per Dio, la condizione del suo amore. Infine, per la Weil esistere è male.
Scorie
Bunga bunga
Bronislaw Malinowski, nel suo libro del 1926 Crimini e costumi nelle società selvagge, si occupa a lungo delle usanze della tribù melanesiana dei Napu-litanu. Presso quella gente, celebre tra tutte le tribù vicine per la musica e le canzoni, che spesso esaltano un modello di vita parassitario e banditesco, il problema fondamentale non è tanto quello delle risorse, che gli ingegnosi Napu-litanu sono abilissimi a procurarsi, quanto quello dello smaltimento dei rifiuti, che essi producono in quantità sovrabbondante. Per questo, il capo che essi eleggono ogni cinque anni, e che scelgono tra coloro che dispongono delle ricchezze più ingenti, deve anzitutto promettere di tenere libero il villaggio dai rifiuti che lo appestano. Oltre alle ricchezze, poi, il capo deve anche dimostrare una prodezza sessuale superiore alla media, ed essere in grado di deflorare le fanciulle che le famiglie gli offrono continuamente per ingraziarselo. Se un capo dei Napu-litanu fallisce ripetutamente nella lotta contro i rifiuti, ha il potere di conferire poteri ad un uomo che si distingua per capacità organizzative, assegnandogli un ruolo che esiste solo presso questa gente. Colui che è scelto viene chiamato bertulasu. Il capo garantisce al bertulasu onore e gloria e donne, ma se anche il bertulasu fallisce, allora sul capo tribù vengono riversate contumelie di ogni genere, e il consesso degli uomini eminenti lo dichiara bunga-bunga. Il bunga-bunga assume uno statuto sacrificale, e se fallisce anche nella deflorazione delle fanciulle viene estromesso dal potere, e i Napu-litanu cercano un nuovo capo. Le tribù circonvicine, secondo Malinowski, sono solite deridere i Napu-litanu per queste loro usanze.
Incazziamoci
Ciò che avviene nella Rete è oggetto inesauribile di analisi psicologica e antropologica. La Rete si è infatti rivelata un potentissimo acceleratore virtuale, che innesca processi mimetici di ogni tipo, ed esalta i legami d’amore come quelli di odio (love & ressentiment). Il troll che infesta i siti e i blog altrui, cercando spazi ove sfogare il proprio risentimento e dove dare sfogo alla carica aggressiva che lo divora dall’interno, è un esempio molto interessante del fatto che anche nella Rete la mimesi opera con il meccanismo che ormai ben conosciamo. Si devono trovare dei capri espiatori, contro i quali formare quel circolo che Girard per primo ha illustrato. In luogo delle pietre, si scaglieranno commenti. Anche nel campo dell’autismo, i meccanismi mimetici sono potentemente operanti. Vi sono personaggi e siti e blog votati all’aggressione. Uno dei più emblematici è quello di Gianni Papa, che fin nel suo titolo è aggressivo, e mostra come una giusta battaglia possa essere volta in espressione di viscerali tendenze distruttive. Il blog in questione si chiama Autismo incazziamoci, e reca come sottotitolo autismo da combattimento. Dunque, esso presenta come farmaco l’incazzatura, e come farmakos, o vittima sacrificale, chiunque non condivida le idee del Papa rex ( http://autismoincazziamoci.org/). Invito i miei lettori, anche non interessati affatto alle problematiche dell’autismo, a visionare questo blog. Esso, tra l’altro, è frequentato da quel troll, mascherato come Paperinik, che ieri ha tentato in tutti i modi di infestare questo mio blog e il mio profilo facebook. Non mi pare privo di significato il fatto che il disabile mentale, il radicalmente diverso, un tempo vittima per eccellenza, sia ora divenuto il pretesto per innescare ulteriori, se pur differenti, processi di vittimizzazione.



