Micronote 63

gufin

  1. Alle domande mal poste si risponde col silenzio.
  2. Vite che si incrociano, che si perdono, scie di lumache in una notte di luna.
  3. Lavare i piatti e le pignatte, e le stoviglie tutte: una pratica quotidiana raccomandata agli aspiranti filosofi e ai filosofi compiuti.
  4. Perché i sogni svaniti, le illusioni perdute, le speranze distrutte, le persone scomparse per sempre, i piaceri che non rivivremo, irradiano tanta luce intorno a sé, una luce che a volte ci acceca?
  5. Da sempre i movimenti totalitari intendono se stessi come radicalmente differenti, puri e incontaminati, e rifiutano ogni compromesso e accordo con gli altri: ladri, sfruttatori, usurai, immorali, degenerati, impuri, massoni, élites, ebrei, nemici del popolo, ecc. ecc.
  6. Post-verità, post-menzogna, post-vergogna. Ci siamo.
  7. TRADIZIONI. Alcuni uomini molto pii e religiosi di diverse tradizioni si recarono dal Maestro, e gli chiesero, per provocarlo: “Tu che sai tutto, vuoi dirci quale tradizione tra le nostre è vera, o almeno più vicina alla verità?”
    Rispose: “Voi vi attaccate alle vostre tradizioni come cuccioli alle mammelle della madre: quella è la vostra madre, e le madri degli altri vi appaiono tutte brutte e cattive.  Voi non potete uscire da voi stessi, le vostre tradizioni vi avvolgono come il bozzolo avvolge il baco, ma da voi non uscirà nessuna farfalla, perché il vostro bozzolo sarà filato per tessere vesti che non conoscerete mai.  La vostra idea di verità è quella della vostra tradizione, e con essa misurate tutte le altre verità, e le altre tradizioni fanno la stessa cosa, misurano tutto secondo la propria misura.  Se verrà da fuori un nuovo misuratore, voi non potrete misurarlo, perché verrà da un mondo diverso dal vostro, e voi di lui non capirete nulla: ciascuna tradizione lo vedrà a modo suo, secondo la sua scala di verità e falsità, di retto giudizio e di menzogna, che si sarà costruita per sopravvivere e per giustificarsi davanti ai suoi propri occhi”.
  8. C’è una forza arcana, una potenza ineffabile e trascendente, che mi tiene lontano da alcuni autori. Ad esempio, da Bauman.
  9. In una discussione filosofica, prima di sostenere o negare l’esistenza di qualcosa bisognerebbe essersi accordati su cosa si intenda per esistere. (Non ne avremo mica un’idea pre-critica, immediata, e di puro senso comune, nevvero?). Altrimenti la discussione da filosofica si fa paurosamente vicina ad una discussione da bar, diciamo.
  10. RISPETTO. Mi capita di sentire Antonio Padellaro su La 7 invocare rispetto per i milioni di Italiani che hanno votato per il Movimento 5 Stelle. E penso che in politica, e non solo, la categoria del “rispetto” sia estremamente scivolosa e problematica.
    In primo luogo, essa appare sempre legata al numero e alla forza (il rispetto si impone, come nel caso degli uomini di grande rispetto dell’universo mafioso e paramafioso). Non si è soliti invocare rispetto per la volontà di gruppi piccoli e sparuti, ma di movimenti grandi, di grossi animali politici.  In secondo luogo, ma in preciso rapporto col primo fattore, il rispetto non è di per sé legato all’aspetto qualitativo-morale. Anche la volontà dei milioni di elettori tedeschi che nel 1933 votarono per il NSDAP esigeva rispetto, e lo ha ottenuto.
  11. EBREI. Se tu odii qualcuno, un pretesto per giustificare il tuo odio ai tuoi stessi occhi e per sostenere che non si tratta di odio ma di tua avversione per l’altrui malvagità, e di puro desiderio di ristabilire la giustizia da lui violata, un pretesto che funziona lo troverai sempre. Così accade per l’odio verso gli Ebrei, un odio proteiforme, che nei secoli instancabilmente si rigenera, assumendo sempre nuove forme e nuovi colori. Un odio che, nella sua più profonda radice, è l’odio dei secondi verso i primi, di quelli che vengono dopo verso quelli che hanno aperto la strada: che è anzitutto la strada verso il monoteismo etico. Da questo tutto il resto segue.
  12. Ormai solo un cieco non vede che la civiltà è una incrostazione superficiale su un magma ribollente, e che l’umano ha una dimensione violenta, sacrificale e conflittuale ineliminabile. Ma, come i saggi di tutti i tempi hanno detto, l’umanità è composta quasi totalmente da ciechi. Per questo una speranza meramente mondana è priva di fondamento quanto quella religiosa, e l’esito apocalittico è certo.
  13. Quello che appare un detto potrebbe invece essere un contraddetto.
  14. RIGOPIANO. Guardate le pendici del Vesuvio piene di case, leggete la Ginestra, e meditate su due realtà che sempre si intrecciano: l’avidità degli umani e la loro cialtroneria da un lato, dall’altro il disperato bisogno di capri espiatori per ogni sventura.
  15. SILENZIO. La verità non grida mai, e spesso tace. La menzogna urla spesso, ma anch’essa qualche volta tace.
  16. PATTUME. Quanti sono quelli che pensavano di essere gli spazzini che con le loro ramazze avrebbero spazzato la società e riempito le pattumiere della storia, e ora sono loro stessi in quelle pattumiere, e nemmeno si rendono conto di essere rifiuti!
  17. VEDERE. Mai come in questo momento storico è apparso vero che ciascuno vede solo ciò che vuole vedere, ma questa verità i più non la vogliono vedere.
  18. VEDERE 2. Ognuno vede solo quello che può vedere, e di quel che può vedere vede realmente solo quel che vuole vedere. (Massimamente in politica.)
  19. La neuropsichiatria si evolve: a quando la diagnosi di metempsicosi infantile?
  20. KRISIS. Molti dovrebbero rifare le elementari. Quelle di una volta, dove si insegnava l’ortografia. Abbiamo “una scuola primaria ottima” ripetono come un mantra – infatti è pieno di gente che scrive un italiano improbabile, denso di stà, ecc.. Lasciamo perdere, per il momento, sintassi e congiuntivi, dei quali anche parlamentari e ministri fanno un uso, diciamo, impreciso. Del resto, la maggior parte di loro non ha letto neppure il Bignami. Una riforma della scuola dopo l’altra, senza visione, senza intelligenza, senza senso del reale, sotto il dominio di un pensiero pedagogistico inconsistente e fallace, hanno devastato l’Italia. Ma è tardi, i buoi sono scappati, e sono diventati hamburger, e il lamento sulla decadenza non ha più senso alcuno. Purtroppo il crollo del livello culturale della borghesia italiana corrisponde alla non-crescita e al nostro progressivo allontanamento dai Paesi che contano. Tra Leopolda e Casaleggio & Associati, senza scampo. Amen.
Annunci

2 thoughts on “Micronote 63

  1. Ciao Fabio. Non so’ se ti ricordi di me. In ogni caso non è importante. E’ stato altresì importante per me, leggere questo tuo post: GRAZIE.

    Roberta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...