Rileggo Simone Weil 20

Casi frequenti (enumerarli, classificarli) in cui affermando una verità su un certo piano, la si distrugge. Nel momento in cui la si dice (ovvero la si dice su un certo piano) non è più vera. Essa è vera solamente dietro (o al di sopra di) l’affermazione contraria. Non è dunque percepibile che agli spiriti capaci di cogliere simultaneamente molteplici piani sovrapposti di idee. Essa è incomunìcabìle nel senso che il linguaggio è a una o al massimo a due dimensioni (a due se è scritto, ma la pagina è un limite). Questa è la ragion d’essere dell’esoterismo. Euridice. Verità che sono false non appena le si guarda. (I, 312)

Qui noi incontriamo il tema dell’ineffabilità, e insieme quello delle verità plurali e conflittuali. Quando si ragiona (mediante il linguaggio nella sua forma proposizionale-dichiarativa, come debbono fare la filosofia e la scienza) si può finire nel paradosso, nella misura in cui si è consapevoli che una parte dell’esperienza non può essere tradotta né comunicata agli altri umani in forma discorsiva, e nondimeno la sua realtà si impone. Anche qui ci soccorre un approccio dialettico: se la contraddizione è parte dell’essere in quanto tale, mentre la traduzione concettuale-linguistica del fenomeno non può che essere non-contraddittoria, dobbiamo pensare i “piani sovrapposti di idee” con la capacità di porre distinzioni categoriali rigorose. Ciò che mi sembra non accadere sempre oggi, ad esempio, nelle elucubrazioni parafilosofiche dei neuroscienziati.

La sonata “Al chiaro di luna” è molte cose nello stesso tempo. Dal punto di vista dell’acustica, della meccanica, della storia delle idee, della storia della musica, della storia dell’industria e dell’artigianato, della filosofia, della letteratura, della psicologia ecc. Se non esistesse il pianoforte come strumento, non ci sarebbe la sonata. Ma la sonata non è il pianoforte, come l’anima non è il corpo. Ma che cos’è in sé allora la sonata “Al chiaro di luna”? Su che piano esiste? Non si può dubitare della sua esistenza, perché farlo significherebbe dubitare dell’esistenza dell’umano.

10 risposte a "Rileggo Simone Weil 20"

  1. sono pienamente d’accordo con il pensiero di Simone…
    è l’occhio universale che riesce a inquadrare l’essenza, la verità, (se mai esiste), e a proiettarla sulle cose, liberando le sue sfaccettaure nella luce.

  2. Sono uno spirito limitato, incapace di “cogliere i piani sovrapposti di idee”. Né credo che “la contraddizione (vestigio della gnostica “coincidentia oppositorum”?) SIA parte dell’essere in quanto tale”. Non ho una mens hegeliana, ma tomista. E’ grave, caro Fabio?
    Quanto a Simone Weil, conosci la “Risposta alla (sua,n.d.r.) lettera a un religioso” scritta da mons. Michel-Louis GUérard des Lauriers? Una risposta tomista a uno scritto guenoniano. Penso che meriterebbe la tua lettura.

  3. Caro Franco, lungi da me ogni affinità con la gnosi. Sulla contraddizione come costitutiva dello stesso essere mi rifaccio ad Aristotele. Ma bisogna ben intendersi sulla differenza sostanziale tra opposizione e contraddizione, l’opposto non è il contraddittorio, che non può coincidere con ciò che lo contraddice.
    Anch’io come te sono uno spirito limitato, come peraltro tutti gli umani. L’importante, penso, è che il limite non diventi chiusura rispetto ai pensieri altri.
    Quanto a Simone W., sono convintissimo della sua dimensione fondamentalmente catara, nei confronti della quale ho una spiccata avversione.

  4. non sapevo che:
    per la filosofia dualistica dei càtari il corpo è solo un’espressione del male, e la via per vincere il male rimane il dispregio di ogni corporalità: nel catarismo è infatti predicata l’astinenza sessuale…

  5. non credo che lei fosse così…
    come avrebbe potuto concepire, altrimenti, il poema della forza, dove il corpo è simbolo perfetto della dimensione anche sessuale che la forza rappresenta…

  6. sto per andare in montagna ma questo discorso sulla forza mi interessa molto, Fabio…
    cosa intendi esattamente per forza negativa?
    questo discorso sulla forza va approfondito…
    a presto…
    C.

  7. Comunque, trattasi sempre di forza… la forza negativa è quella distruttrice, ma non mi sembra il caso di SW, lei la esaltava nel mito…

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