Raffaello e le sue vicine

Arnim

Denso pastiche romantico, questo racconto di Achim von Arnim del 1923 è una lettura indispensabile per tutti coloro che sono ancora affascinati dal romanticismo tedesco (come me). Tra le altre cose, il marito deforme e scimmiesco della “Fornarina”, che di notte dipinge cose raffaellesche ma senz’anima, appare una variazione sul tema del doppio e del mostro. Sehr schön!

(SE 2002, a cura di Gabriella Catalano, che scrive una eccellente postfazione)

Il sessantottino

sessantottino

Ritmo più ampio batteva, più calda vibrava la mente
al tempo dei giovani cuori, dei sogni addestrati a mentire.
Il sessantotto era l’anno, il secolo a te si inchinava.
Si inorbitava la Storia al sole del tuo desiderio.
A tutti si offriva la chiave di comprensione del mondo
che costava poco, e alleviava la dura fatica di intendere.
Abbattere un grande nemico, e generare un felice
immenso ed eterno avvenire per tutti, uomini e donne.
E ora che è chiusa la porta e trepida il curvo Occidente,
tu sei nella nebbia dei vecchi a cercare quell’ultima luna.

Serpente del nulla

serpente del nulla

Come letture soavi
nel cuore ti prendono molto,
dimentichi il tempo che corre,
parole che grave ti fanno.

Ecco parole di Dio,
il suono che nulla conosce,
riprende a volare quel canto,
invano si spande sul volto.

Parole che vengono e vanno,
miriadi intessono tele.
E tu resti chiuso nel sonno,
il corpo richiede piacere.

Oltre il nulla che dice parola
sta la soglia del nulla profondo.
La parola serpente del nulla
cade in trappole, spegne il silenzio.

Sunset Park

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Un romanzo di Paul Auster del 2010, subito tradotto da Einaudi nello stesso anno (dice qualcosa?). L’ho trovato pretenzioso, perfettino, troppo sapientemente costruito. Tecnicamente al top, ma non è sufficiente questo squarcio di vita dell’intellettualità ebraico-newyorchese per contenere il mondo, la condizione umana, come l’autore sembra volere.

Echidna

Echidna

Si rinnova del caldo dell’estate
la nostalgia nei tempi senza nome
dolce fuggita, e poi sepolta in cuore
dalla polvere delle ere desolate.

Potrei amare il vano infrangimento
d’ogni costante attesa in cui rivela
la tua potenza il solitario incanto.
In cui miriamo l’immagine riflessa
del desiderio folle e senza fine
che sia vero il tuo occhio di serpente.

Delle nubi di latte che la luna
filtrano in cielo canta
il feroce usignolo che del cielo
ci fa tremare.
Ma sul ramo più basso che alla terra
sulla riva del fiume porge i fiori
si avvolge un dolcissimo serpente
e la sua pelle splende
più che la luna.
Momento che l’obliquo Dio trascorre
della brezza lieve
e si placa per poco il turbamento
del finire del tempo così breve.

Come risplende il tuo lucido fato
che io ti invidio, che ti fa sereno
come la luna, argento in faccia a Dio!
Quando l’angoscia è diventata piena
in questa oscena, dura e vuota notte
te costruisco, mio fantasma amato.
E quando splende la tua lucida spoglia
della luce lunare, mio serpente
e quando cresce la tremante voglia
io ben conosco che il veleno scende.

Quando cade degli occhi il tenue velo
che ti nasconde, che mi fa dolere
chiara risplende e dolce margherita
dove le nubi e il sole e il grande cielo
tu mi rifletti, mio serpente, vita
di ogni momento sognato di piacere.

Frammentata la luce in scaglie
brulicanti essenze confondono
di vita, di luna le cose.
Come adeguare nell’anima
proteiforme misura del tempo
i mille disegni dei fiori
tu potevi allora insegnarmi.
Ma le ansie e i terrori di fuori
hanno ucciso la vecchia sapienza.
E di te, mio serpente, rimane
qualche brano di pelle arida.

IL RESPIRO

RESPIRO

Sta nella vita breve
un piccolo respiro.
Come una piuma lieve
come una bolla, neve.

L’odore della sposa
la luce di zaffìro
sugli occhi si posa
che tremano, la rosa.

Poi, tu lo sai che viene
come l’ignota runa
dopo la sera bruna
la notte senza luna

La sola idea di te

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La sola idea di te, di Rosie Alison (The Very Thought of You, 2009, trad. it. di C. Brovelli, Neri Pozza 2011). Un romanzo in cui sono casualmente incappato durante una delle mie rare incursioni nel reparto dei libri a metà prezzo di una libreria di Treviso. In copertina è riportato un giudizio del Times : “Un romanzo misterioso e splendido in maniera straziante”. Ci sono cascato, e l’ho letto fino alla fine, concludendo tuttavia che chi ha scritto quelle parole doveva essere un po’ annebbiato dal gin. Potrei al massimo concedere che possa costituire una piacevole lettura sotto l’ombrellone, ma nulla di più. Si tratta di un testo costruito per piacere ad un ampio pubblico, e vendere. In ciò nulla di male, tuttavia non è il mio genere. Scrittura facile, protagonisti principali una bambina e un affascinante lord in sedia a rotelle, amori tragici e molte morti, e ricorso a vari ingredienti da polpettone sentimentale. Narratore onnisciente che conosce persino ciò che passa nella mente dei personaggi mentre muoiono. Trucchetti narrativi vari (come lettere che saltano provvidenzialmente fuori dopo molti anni a risolvere problemi esistenziali), e parte finale tirata via grossolanamente. Ma si stampano romanzi molto peggiori, diciamo.

Micronote 64

gufin

  1. SCELTA. La vostra libertà di scelta è questa: da cosa preferite che sia intossicata la vostra anima?
  2. TAVOLO. La classe media occidentale sta avvertendo un impulso irrefrenabile a ribaltare il tavolo, e non appaiono all’orizzonte forze che possano impedirlo. Il tavolo cadrà, i piatti andranno in pezzi, le ricche pietanze finiranno per terra, e il vino si spargerà. Sta per accadere, mentre dietro l’angolo guerre interminabili continuano, e altre si preparano, e gli Italiani parlano e parlano, gridano e gridano.
  3. I fantasmi generano realtà molto solide, a volte.
  4. DUALISMO. Anche nella Chiesa di oggi continua lo scontro tra Gesù e i Dottori della Legge. E continua in varie forme anche nell’anima di ogni cristiano.
  5. PENA DI MORTE. Pongo una questione insolubile. Che la vita umana sia sacra e intangibile è convinzione diffusa nelle nostre società europee, ma come salvaguardare questa sacralità di fronte alla violenza omicida? Si può sostenere che la vita è sacra, e poi irrogare a chi ha cancellato, magari atrocemente, una o più vite qualche anno di carcere per rimetterlo in libertà in nome del valore rieducativo della pena? Questo non significa cancellare dall’orizzonte sia l’atto omicida che la vittima? Forse, a livello più generale, anche osservando i recenti fenomeni politici emergenti, si può concludere che il principio che oggi governa la nostra civiltà sia quello dell’oblio.
  6. ANTISEMITISMO. L’antisemitismo è come Proteo: assume sembianze sempre nuove, cambia il tono della sua voce, ma mantiene intatto il nucleo della sua identità. Dovremo lottare contro di lui fino alla fine dei secoli.
  7. ATTUALIZZAZIONE. Diceva loro mentre insegnava: “Guardatevi dai preti, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere il primo seggio nelle chiese e i primi posti nei banchetti.” (Marco 12,38-39)
  8. Lo scontro tra opposte demagogie per uno stato è la massima sventura, la via più sicura verso la catastrofe.
  9. LEX NATURALIS. Una popolazione di omuncoli sarà infine governata da energumeni: è pura legge naturale. Ci siamo.
  10. La Sinistra ha tante anime, dicono. Ma il problema è che, sempre incinta, ne partorisce continuamente di nuove.
  11. SVENTURA. Le sventure non si affrontano con la rabbia, che è un sentimento distruttivo, e che io non provo. Ma la sventura è la sventura, e va riconosciuta in quanto tale: essa sovente non coincide con l’intenzione di qualcuno o con una qualche colpa, può essere del tutto casuale e imprevedibile. Ciò non toglie la sua realtà di sventura, e la realtà che gli umani si dividono in due grandi categorie: una, più ampia, racchiude quelli che hanno bisogno di consolazione e mitologie consolatorie prima di tutto, l’altra quelli che hanno anzitutto bisogno di conoscenza, e la ricercano in tutti i modi. Io appartengo a questa categoria.
  12. SINTESI STORICO-TEOLOGICA. La storia del Cristianesimo condensata in quattro parole: Grassi Episcopi vs Emaciati Anacoreti.
  13. Il mondo in cui viviamo non è l’habitat ideale per un intelletto geometrico, diciamo.
  14. LACANISMUS. Non c’è niente da fare: ogni volta che ascolto un lacaniano che parla nella sua lingua lacanista infarcita di lacanismi faccio necessariamente l’esperienza del contatto con la menzogna trascendentale assunta a criterio della verità.
  15. RELATIVISMO CULTURALE. A Treviso per distinguersi dalla massa bisogna guidare una vecchia Panda. Al volante di un SUV sei uno come tutti.
  16. SCUOLA. La crisi della scuola italiana continuerà inarrestabile finché non vi sarà un consenso generale sul fattore fondamentale del degrado: il dominio ideologico assoluto e incontrastato della PSICOPEDAGOGIA BUROCRATIZZATA. Poiché questo consenso non vi sarà, quel dominio continuerà fino al crollo definitivo del sistema dell’istruzione, i cui segnali sono già evidenti.
  17. TERRORISMO. Nell’epoca del terrorismo mediatizzato i media assumono necessariamente una funzione terrorizzante, cioè quella di canali dello spargimento del terrore. Così avviene che un solo uomo, con una normale automobile e un coltello, uccidendo tre persone e ferendone altre – un’azione che potrebbe compiere chiunque – possa gettare nel panico un intero continente. Siamo nell’era dell’Undici settembre polverizzato.
  18. STUPIDITÀ. La storia non procede per copie perfette, ma per analogie. Quella che rimane sempre uguale a sé stessa nel suo nucleo incorruttibile, inalterabile e indefettibile è la stupidità umana.
  19. CRITICI. Mi sono sempre chiesto dove stia la ragione profonda del mio scarso amore per i critici letterari. Forse sta nella loro prosopopea, nella loro smisurata presunzione, nella loro mancanza totale di auto-critica. O forse sta nel fatto che quando un irresistibile impulso li spinge a farsi essi stessi narratori partoriscono petulanti aborti?
  20. MONOLATRIA. Una parte sostanziosa del monoteismo corrente nel mondo è pura e semplice monolatria, cioè idolatria di un unico ente prodotto dalla fantasia sociale. Mentre sotto l’etichetta di monoteismo allignano anche infinità di idolatrie di oggetti plurimi. Così monoteismo è un significante vago e sovente distorto, e in realtà del tutto incomprensibile ai più.