Staminali

Sulle cellule staminali e sul mercato delle illusioni che si è sviluppato intorno ad esse, domenica scorsa è uscito sul Il Sole 24 Ore un interessante articolo di Paolo Bianco. Sono particolarmente interessato a questi sviluppi in quanto padre di un ragazzo autistico. E sul terreno dell’autismo, si sa, cresce di tutto: per lo più male piante.

Pochi anni fa, il paese si appassionò al caso Di Bella. Fior di scienziati, ministri, media e comuni mortali, tutti argomentavano appassionatamente di “clinical trial” ed «evidence based medicine», qualcuno argomentando informato, qualcuno no. Si insisteva con tenacia sul ricorso alla «letteratura scientifica internazionale» come criterio di attendibilità. Dopo tanto menar di dotti fendenti, si stabilì infine, previa idonea sperimentazione clinica, l’inefficacia della cura proposta, e la vicenda e la cura lentamente sbiadirono nella memoria. (…) Continua a leggere

Casaleggio

Un problema interessante per psicologi, filosofi, antropologi  e politologi: molti italiani colti e intellettuali pensano che da costui verrà la salvezza dell’Italia.

Vittime e differenze

La cultura occcidentale contemporanea è profondamente segnata dal vittimismo. Tutti concepiscono se stessi come vittime attuali o potenziali, o si atteggiano a vittime. Anche i potenti lo fanno, e Berlusconi ne è stato l’esempio più chiaro. Come se la vittoria, il riconoscimento e l’onore dovessero spettare a chi presenta più marcati i caratteri della vittima. Perché vi siano vittime occorre però che vi siano persecutori, ed ecco che chi rivendica per sé il ruolo della vittima deve additare i suoi persecutori. Avviene continuamente, e avviene così che Grillo si presenti urlando furiosamente come vittima di Bersani, e Bersani di contro urli minaccioso che Grillo è lui il fascista vittimizzatore. Osservo che questo dilagare del vittimismo in Occidente coincide con un progressivo annientamento delle differenze. Nella coscienza collettiva occidentale ogni differenza è ormai vista come attuale o potenziale ingiustizia, e chi introduce differenze o sostiene le ragioni della differenza viene avvertito come persecutore o reazionario (i due termini tendono a essere intercambiabili). Poiché tutte le differenze devono sparire – tra uomo e donna, tra umano e animale, tra vecchio e giovane, e forse tra morto e vivo. Così chi si oppone al matrimonio omosessuale è un persecutore, chi va a caccia o a pesca è un persecutore, chi mangia carne è un persecutore, chi taglia un albero è un persecutore. La dialettica del vittimismo nel suo nesso con la negazione delle differenze produce mostri, e infine, venendo meno quella tra vittima e persecutore, sprofonda l’umano nel caos.

La scienza del male

La scienza del male. L'empatia e le origini della crudelt�

Non so se mi irritano di più gli intellettuali e i filosofi che fanno un uso incauto e sprovveduto di quel poco che conoscono della scienza o gli scienziati che si illudono di essere in grado di fare un discorso generale sull’umano, di sostenere una tesi che eccede di gran lunga i limiti della loro disciplina. Uno di questi è Simon Baron-Cohen, autore di studi importanti e significativi su autismo e patologie psichiche, il quale scrive questo libro La scienza del male (The Science of Evil, 2011, trad. it. di G. Guerrerio, Raffaello Cortina 2012), un titolo da far tremare le vene e i polsi. Il sottotitolo L’empatia e le origini della crudeltà dice molto: secondo Baron-Cohen il male si riduce alla crudeltà, e la crudeltà è legata alla mancanza di empatia, la quale è rilevabile nel cervello con l’adeguata strumentazione. Continua a leggere

Micronote 18

  1. Il problema della politica italiana è che un serio partito conservatore non c’è. Tutti si sentono riformatori.
  2. Nullum imperium democraticum sine arcanis suis.
  3. In questo momento in Italia i politici dovrebbero dibattere un solo argomento: il fallimento della Sicilia.
  4. Il fatto che una affermazione sia iscrivibile entro il cosiddetto Pensiero Unico non la rende per sé meno veridica di una che se ne colloca all’esterno. In entrambi i casi si deve esercitare la critica.
  5. In Canada ci sono più armi per abitante che negli USA, ma molti meno delitti. In Svizzera i mitra militari in casa, e zero delitti…
  6. Le conseguenze del fatto che quella economica non è una scienza dura sono estremamente dure. Continua a leggere

L’età dell’ignoranza

L' età dell'ignoranza. È possibile una democrazia senza cultura?

L’età dell’ignoranza di Fabrizio Tonello (Bruno Mondadori 2012) è un bel saggio che delinea uno degli aspetti più significativi della nostra epoca, nella quale il sapere globale dell’umanità è tanto vasto che nessuno può goverrnarne completamente neppure una particella, e nello stesso tempo i sistemi socioeconomici hanno bisogno contemporaneamente di competenze e di ignoranza diffusa, mentre il ruolo propulsivo e principale viene assegnato al binomio emozioni-desideri, del quale vivono i media. Tonello individua nel nostro tempo una serie di nodi di contraddizione. Eccone di seguito tre esempi. Immediatezza, infantilizzazione, anti-intellettualismo sono tre aspetti a me ben noti. Continua a leggere

Utoya

Dice Umberto Veronesi, qui, sostenendo la validità della sentenza del tribunale che ha giudicato il responsabile delle stragi di Oslo e Utoya: «Fino a pochi anni fa pensavamo che con il tempo aumentassero solo le sinapsi, i collegamenti fra neuroni. Oggi abbiamo scoperto invece che il cervello è dotato di cellule staminali proprie, e dunque si rigenera. Quindi anatomicamente il nostro cervello può rinnovarsi. In effetti ognuno di noi può sperimentare come il suo modo di pensare e sentire non sia lo stesso di 10 anni prima; ma il ragionamento ha ben più forti implicazioni a livello della giustizia, perché il detenuto non è la stessa persona condannata 20 anni prima. Personalmente io appartengo alla vasta schiera dei sostenitori dell’ origine ambientale del male: non esistono persone geneticamente predisposte al delitto, ma esistono persone psicologicamente più fragili che vengono influenzate da fattori esterni (famiglia, cultura, disagio sociale o psichico) che li spingono al crimine. Se accettiamo questo presupposto scientifico, allora tanto più il compito della giustizia non è la vendetta, la greca Nemesi, ma è la Metanoia, il ravvedimento predicato da Giovanni Battista sulle rive del Giordano, e dunque la rieducazione e, in caso di successo, il reinserimento sociale.»
Questa posizione di Veronesi ha in comune con quella espressa da Arnaldo Benini sul Sole 24 ore di oggi la riduzione (contraddittoria) dell’umano al cervello e l’annientamento del concetto di responsabilità delle azioni compiute. Continua a leggere

Sport barbaro

Sport barbaro. Critica di un flagello mondiale

 Sport barbaro di Marc Perelman (Le sport barbare, 2012, trad. it. di G. Rossi, Medusa 2012) si presenta come la critica di un flagello mondiale. Siamo qui sul lato francese della teoria critica di origini francofortesi, esercizio puro della negazione determinata. Perelman vede lo sport come macchina mondiale, gigantesco ingranaggio che stritola il pianeta. Continua a leggere

Lettera dal deserto

Lettera dal deserto

Göran Tunström è un grande scrittore, e questo Lettera dal deserto (Ökenbrevet, 1978, trad. it. di F. Ferrari, Iperborea 2011) è il suo testo più audace. L’audacia non sta tanto nello scrivere un romanzo che narra adolescenza e giovinezza di Gesù, ma nel fare dello stesso Gesù la voce narrante. Non c’è qui nulla di devozionale, nulla di convenzionalmente religioso o antireligioso, nulla delle vite di Cristo, nè alcuna volontà di demistificazione: si tratta di un testo narrativo laico, eppure aperto ad una inedita trascendenza: un testo tipicamente tunstromiano. Continua a leggere